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Fondamenti del diritto europeo

Data: 28/02/2011

Interpretatio

Costituzioni del Codex Theodosianus → Testi 7-8, Theodosianum 1.4.3. (terzo numero costituzione imperiale) breviarium 1.4.1., è il testo della “Legge delle citazioni” di Teodosio II e Valentiniano III, intesa a disciplinare le fonti giurisprudenziali nei processi. Venivano quindi indicati 5 giuristi le cui opere potevano essere citate nei processi: Gaio, Ulpiano, Paolo, Papiniano e Modestino. Le opere dei giuristi assumevano valore autoritativo nei processi.

Codice Theodosianus 1.1.5. → Disponeva il primo programma di codificazione di Teodosio e Valentiniano, che però non fu realizzato. Vi era la realizzazione di una prima grande raccolta di fonti interpretative e giurisprudenziali, e poi una seconda raccolta di valore prescrittivo, che corrisponde al Codice Teodosiano che ci è effettivamente pervenuto, e fa riferimento al secondo Codex Theodosianus. Questo fa riferimento ai codici precedenti, ossia:

  • Il Codex Ermogeniano
  • Il Codex Gregoriano
  • Il Primo Codice del programma di Teodosio

Testi giuridici e giuristi

Come si riferiscono i testi giuridici in relazione ai giuristi? Trattati e responsi dei giureconsulti confermano la prima denominazione del termine interpretatio, definita tractatus. Si fa anche riferimento alle sententiae et responsa, per indicare che erano trattazioni che in parte alle origini si svolgevano prevalentemente per responsa, dati alle consulenze. Successivamente si è passati dalla formazione di raccolte di responsi nelle scuole da parte degli allievi a raccolte ordinate di responsi in senso sistematico, per argomenti, a partire da Quinto Mucio, sino a formare trattazioni del diritto che rivelavano sempre la loro origine casistica, muovendo dai casi singoli. I singoli responsi quindi divenivano ordinati per argomento per formare trattazioni approfondite di carattere scientifico.

Attività fondamentali del giurista

  • Agere → Fornire al cliente schemi processuali che servissero alle aziones, azioni che servissero al cliente per far valere le sue ragioni.
  • Cavere → Elaborare schemi negoziali, e non processuali.
  • Respondere → Dare risposte intorno a quesiti in materia giuridica.

Come mai si mette l’accento sul respondere nel Codex Theodosianus? Perché era l’attività che si prestava meglio a fare da supporto, a costituire l’elaborazione scientifica della materia. Di questa attività rimane memoria anche nelle fonti successive, come attività scientifica dei giuristi. Questo è il modo in cui l’interpretatio trova espressione nelle Costituzioni imperiali.

Altri significati del termine nell'esperienza romana

Testo 10 → Digesto 1.2.2.5-6 (il quarto numero fa riferimento al paragrafo, che veniva diviso in due quando era lungo).

Testo 12 → Digesto 1.2.2.38 (Pomponius libro singulari enchiridii).

Pomponius ha tracciato nella sua opera una breve storia del diritto romano, soffermandosi sull’attività dei giuristi. In questi due frammenti si sofferma sulla formazione del diritto nei primi secoli, che ha il suo momento fondamentale con un’esperienza normativa unica che non è stata più ripetuta, ossia “Le XII Tavole”, del V secolo, che si esprimono in modo laconico.

XII Tavole

Sono tutti versetti brevi, molto ritmati, avevano struttura ternaria nella loro redazione originale, ma le XII Tavole non sono pervenute in testo completo, e c’erano problemi di conoscenza del testo delle XII Tavole anche per gli stessi romani. Le XII Tavole erano state distrutte probabilmente nell’incendio gallico, con la conquista di Brenno. Tuttavia, esse oltre ad esser scritte erano anche memorizzate, perché Cicerone afferma che le XII Tavole erano fatte imparare ai bambini nelle scuole.

C’è quindi un tentativo fra III e II secolo a.C. da parte di Sesto Elio di ricostruire il testo delle XII Tavole, che scrisse un’opera in 3 parti, chiamata tripertita, e conteneva la ricostruzione del testo decenvirale. Ciò che ci è arrivato è quindi in gran parte derivante dalla ricostruzione eliana. Se la grafia è più arcaica significa che quello che ci è giunto deriva dalla ricostruzione eliana.

Sesto Elio → Ha fatto una ricostruzione delle XII Tavole, a cui seguono, nella seconda parte l’interpretatio (che si chiamava anche ius civile) e infine le legis actiones (ossia azioni legittime).

  • XII Tavole
  • InterpretatioIus Civile
  • Legis Actiones – Azioni legittime

Ius civile e Ius Honorarium

Ius civile e Ius Honorarium → Erano due ordinamenti privatistici, ossia come se fossero due codici civili di genti e il giudice scegliesse, a volte condizionato dalle parti, quale applicare.

Ius civile → Si forma con la prima sfera del diritto romano. Poteva esser modificato solo con le leggi domiziali. Il magistrato poteva disapplicarlo solo con un’altra norma appartenente al Ius Honorarium.

Fonti del Ius Civile

  • I Mores, le consuetudini, che poi vengono percepite come vincolanti.
  • Leggi Regie.
  • Delibere dei Comizi, sia centuriati che tributi. Le leggi tribute sopravvissero all’avvento del principato più a lungo delle leggi Centurie.

Ius Honorarium → Si fonda con la legislazione del pretore, con l’esigenza di applicare un diritto per risolvere le controversie con gli stranieri, a causa dell’inapplicabilità del Ius Civile agli stranieri, e quindi formazione del Ius Honorarium che con la Lex Ebuzia entra nel campo del diritto civile.

Fonti normative del Ius Honorarium

  • L’Editto del Pretore
  • L’editto degli Edilicuruli per le controversie di minore importanza
  • Serie di Editti dei governatori provinciali (molti giuristi si sono dedicati a commentare gli editti provinciali).

L'interpretazione dei giuristi

Che ruolo assume l’interpretazione dei giuristi e qual è il significato, la funzione che si attribuisce al termine interpretatio? Ci si inizia ad avvicinare ad un principio creativo di diritto, l’interprete è sottoposto alla lettera della legge, di cui deve dichiarare un significato. L’interprete parte da una disposizione e ricava la norma, secondo la versione moderna, che però è limitativa rispetto all’idea romana rivelata da Pomponio, poiché il giurista nella sua attività è legislatore (come nel caso dei giuristi della Corte Costituzionale, ossia con le sentenze nomofilattiche, integrative, che finiscono per dettare una nuova norma, i giudici costituzionali con riferimento alla costituzione, ma il loro potere si estende sino a creare norme nuove). Nell’esperienza romana l’attività integrativa del diritto veniva svolta da ogni giurista al quale venissero attribuite competenze oggettive.

Pomponio lo riconosce apertamente in due modi → Riconosce l’attività di interpretazione come creazione di diritto, individuata come IUS CIVILE, è quella parte del tutto che può esser denominata come il tutto medesimo. Da un lato c’è la fissità delle XII tavole, dall’altro la fissità delle Legis Actiones, ma l’aspetto dinamico del sistema era l’interpretatio dei giuristi. Le altre fonti di produzione del diritto sono qui così marginali da esser considerate quasi irrilevanti. Il giurista è creatore di lettere nuove, di parole nuove della legge, che non sono scritte ma elaborate per andare incontro ad esigenze di modernizzazione che si stanno effettuando nella società. Il rimedio al formalismo e alla fissità è l’attività interpretativa, creativa, del giurista.

Testo 11 → Digesto 1.2.2.12 (Pomponius libro singulari enchiridii): si parla delle Fonti del Diritto, all’epoca del II sec. D.c, all’epoca di Pomponio, che espone le fonti del diritto privato (e non civile perché c’è anche il Ius Honorarium).

  • Interpretatio dei giuristi
  • Legis Actiones
  • Plebiscito, ossia la delibera dei Tribuni della Plebe, nei Concilia Tributa Plebis, il cui modello divenne il modello per i Comizia Tributi
  • L’editto dei Magistrati da cui deriva il Ius Honorarium
  • Il Senatoconsulto
  • Le Costituzioni imperiali

Adesso l’interpretatio non è più l’unica fonte che può produrre Ius Civile, ossia non è più l’unica fonte dinamica, soprattutto le Costituzioni imperiali. L’interpretatio sopravvive, ma il suo spazio si è progressivamente ridotto. Secondo lo storico Archi si può definire il primo periodo in cui i giuristi svolgevano l’unica funzione dinamica di interpretazione come “Interpretatio Iuris”, poiché erano interpreti e creatori del diritto, mentre nel periodo imperiale, in cui l’interpretatio inizia a ridursi, si definisce “Interpretatio Legis”, lo spazio creativo è limitato, e iniziano ad esser sottoposti alla lettera della legge che a sua volta può essere una Costituzione imperiale.

Data: 01/03/2012

XII Tavole

Le prime III Tavole erano dedicate al processo. Le altre facevano riferimento al diritto di famiglia, e costituivano il diritto sostanziale occupato dai giuristi. Infine la XII e XII raccoglievano le disposizioni trascurate nel primo anno di codificazione ed era di tipo processuale, esponeva le legis actiones. Successivamente l’Interpretatio è la prima fonte del diritto, ma poi ci sono tutte le altre, vi è concorrenza e presenza di fonte autoritativa, e con la Costituzione imperiale vi è un cambiamento di significato, perché l’Interpretatio non è più creativa soltanto, ma si inizia a profilare un interprete più soggetto alla legge, si passa da un’interpretatio iuris a un’interpretatio legis. Tuttavia si attribuiva il dispositivo lex anche alle disposizioni contrattuali, ossia lex contractus.

Successione

Testo 14 → Collatio Legum Mosaicarum ed Romanarum 16.3.3, Pauli Sententiarum 4. Le XII Tavole riconoscono già 3 ordini di successione, fra i quali si distinguono 3 gradi.

Nell’ambito della successione intestata sono indicati 3 ordini:

  • I Sui, i figli non emancipati, in potestate, ed era assimilata ai Sui anche la moglie in manu;
  • Gli Adgnatus Proximus, nel caso in cui non vi fossero figli eredi si passava all’adgnatus proximus, ossia i parenti dell’uomo, ma nel caso in cui non vi fossero, gli altri non erano indicati come successori, ma si faceva riferimento solo al più vicino degli agnati, e quindi gli agnati meno prossimi non erano considerati successibili, e quindi si passava subito ai gentiles;
  • Gentiles.

Per interpretazione dei giuristi i figli emancipati potevano esser considerati il primo grado dell’ordine agnatizio. Un’interpretazione letterale potrebbe portare a escludere i figli emancipati, ma i giuristi ritennero che se erano esclusi dalla nozione di Sui, allora potevano esser ricompresi nell’ordine agnatizio, nonostante fossero ricompresi nella linea collaterale e non diretta. È una linea maschile, e visto che l’emancipazione non è originaria ma successiva, essendo uno sviluppo del nexum, in origine tutti i figli erano sui, e i figli uscivano dalla potestas solo alla morte del padre. Con l’introduzione dell’emancipazione invece si presentano sia figli sui e figli non sui, e in origine quindi l’eredità non passava ai figli non sui, ma ai fratelli, per questo c’è stata un’interpretazione creativa dei giuristi che stabilì che i figli emancipati erano successori agnati. (Nella scala ereditaria è necessario risalire al capostipite comune).

Testo 15 → Gaio III.15 Si parla dell’Istituto della rappresentazione, ed è una successione Intestata, che fa riferimento al grado degli Adgnatus Proximus (superlativo assoluto, che ha desinenza atipica, e sono superlativi privi di un positivo che ha la stessa radice, ed è un aggettivo che deriva da un avverbio, e non da un altro aggettivo, ma da prope). Il nipote è escluso dalla successione, ma succede il fratello. Nel caso degli heredes sui, del defunto, l’interpretazione era diversa, perché è possibile la successione dei figli in base all’istituto della rappresentazione, perché il giurista afferma che quando si ipotizza la rappresentazione del secondo ordine, la rappresentazione è preclusa dall’aggettivo Proximus. Invece nel caso in cui manchi il figlio del capostipite comune che però è ancora sotto la sua potestà succede il figlio del defunto, che è ancora in potestà del nonno, poiché le XII tavole non vietano nel caso dei Sui di equiparare il nipote al defunto figlio del capostipite. In questo caso la rappresentazione viene creata, perché prima non c’era.

Il ruolo del pretore

Il problema delle successioni viene risolto dal pretore con la bonorum possessio, e aveva il potere di creare forme tali da modificare la controversia attribuendole un esito differente. Dove il pretore promette nell’editto che se verrà da lui in caso di morte di qualcuno un successore così e così verrà immesso nel possesso del patrimonio ereditario anche se non vi avrebbe diritto applicando il ius civile, ossia applicando le XII Tavole. Il pretore crea un sistema di successione alternativo e diverso dal precedente. Il pretore ignora parzialmente il sistema delle XII Tavole, e crea un suo sistema di successori a cui promette di dare la possessio dei beni ereditari.

Questo sistema comprende 4 ordini:

  • Unde (complemento di provenienza che in base alla provenienza stabilisce anche la causa del fenomeno e si traduce con Quanto) liberi, che comprendono anche gli emancipati, che non vengono esclusi;
  • Unde legitimi, che assorbe, ricomprende i 3 ordini delle XII Tavole, che qui divengono gradi, con la differenza che qui il pretore visto che è fuori dallo ius civile ammette la successio graduum, ossia se un agnate rinuncia, prima di andare a cercare un gentile succedono i soggetti agnatizi di grado ulteriore;
  • Unde cognati, fa riferimento ai parenti in linea femminile, che nell’ordine precedente erano esclusi;
  • Unde viret uxor, investe la possibilità di riconoscere reciprocamente eredi il marito e la moglie. In caso di successione del marito alla moglie la novità è molto grossa, mentre nel caso della successione della moglie interessa solo le uxores sine manu, mentre quelle cum manu erano già nell’ordo unde liberi e legitimi.

La bonorum possessio consta di 3 tipi:

  • Bonorum possessio sine tabulae.
  • Bonorum possessio cum tabulis.
  • Bonorum possessio contra tabula.

Se c’erano dei Sui e il testatore non voleva costituire gli eredi doveva diseredarli nominalmente e espressamente, perché altrimenti non valeva; questo per i maschi. Per le figlie femmine il testatore doveva almeno procedere ad una diseredazione in cui indicava gli eredi, e se i diseredati erano femmine o nipoti poteva usare una clausola generica di diseredazione.

Per far valere un testamento illegittimo per violazione delle regole di successione ereditaria nell’età medievale si formò la Querela inofficiosus testamenti, perché era lesivo dell’officium pietatis, ossia l’officio che veniva richiesto al testatore nei confronti dei parenti più vicini.

Testo 13 → Digesta 2.15.5, Papinianus 1 def. Si parla della Stipulatio Aquiliana. La Stipulatio era un contratto verbis, perché nasce per pronuncia di parole solenni.

Suddivisione dei contratti di Gaio

  • Re, per consegna della cosa;
  • Verbis, per pronuncia di parole solenni;
  • Litteris, per scrittura di parole solenni;
  • Consensu, per incontro della volontà dei contraendi senza formalizzazione;

Si classificano le obbligazioni in base alla fonte dell’obbligazione, e quindi il complemento di mezzo sta a indicare il modo in cui sorge l’obbligazione. I primi 3 sono contratti formali, l’ultimo non formale ma consuensuale. La Stipulatio Aquiliana affermava che se c’era un soggetto debitore di un altro soggetto, ed era debitore di più prestazioni in base a titoli diversi (debitore di prezzo compravendita, di somma ricevuta a mutuo, per effetto di scritturazione, canone di locazione, per una condanna giurisdizionale ecc.) e a più prestazioni, si poteva fare fra i due una Stipulatio tale che tutte le prestazioni di cui il creditore era a credito venivano ricomprese nell’oggetto della stipulatio stessa, fra i due si formava un unico rapporto obbligatorio ex stipulato, derivante da stipulazione che aveva ad oggetto la forma delle prestazioni dovute in base agli altri titoli, si cumulavano, venendo in essere un’unica obbligazione ex stipulato, oggi sarebbe una novazione oggettiva. La Stipulatio Aquiliana era un tipo di novazione.

Dopo che la Stipulatio Aquiliana venne in uso si posero dei problemi di interpretazione. Centum dari Spondes? Spondeo. Se si traduce prometti di dare cento è sbagliata, si traduce prometti che siano dati cento, ossia si dà spazio anche all’adempimento del terzo. Parlava per primo, quindi, il creditore secondo lo schema. Nella Stipulatio però poteva accadere che non fossero menzionati tutti i rapporti, e quindi non menzionavano il rapporto ma segnavano la cifra, e fatta salva la teoria dell’errore come condizione, elemento particolare del rapporto contrattuale, il debitore chiedeva se la somma fosse comprensiva di un determinato titolo (locazione, canone) e l’altro invece sosteneva di non averli menzionati. Si pone così il problema dei rapporti non menzionati, al quale dovettero dare risposta i giuristi. I rapporti non menzionati non erano quindi assorbiti secondo l’interpretazione dei giuristi, e rimane in essere nella forma e nella sostanza preesistenti. Papiniano è un giurista dell’età dei Severi, sotto l’imperatore, e quindi afferma che i giuristi antichi erano limitativi, perché l’imperatore ora è titolare di una benigno interpretat.

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Scienze giuridiche IUS/14 Diritto dell'unione europea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher pinkyale89 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fondamenti del diritto europeo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Pavese Marco.
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