FLOROFRUTTICOLTURA SOCIALE
“PICCOLI FRUTTI”
Specie facilmente gestibili sia all’interno di serre o in pieno campo soprattutto nel
sociale. Hanno la funzione di valorizzazione delle zone marginali e montane perché
hanno un’adattabilità ad un tipo di terreno acido/sub acido che sono presenti in
determinate zone montane; possono essere colture compatibili con i sistemi di
produzione integrata – biologica facile gestione delle malattie (una volta cimice o
altre malattie controllabili con il rame) adesso è presente la Drosophila suzuki è un
dittero che crea grosse problematiche in coltivazioni di fragola, piccoli frutti e ciliegio.
Ha portato a rivedere tutto il sistema di produzione dei piccoli frutti o frutti rossi. Il
parassita inserisce un uovo sotto l’epidermide del frutto e la larva si nutrirà della polpa
svuotando il frutto. Ha un ciclo veloce. Gli impianti di fragola, mirtilli ecc… prevedono
l’immediata copertura con reti anti-insetto perché i trattamenti non sono sufficienti.
Quindi questa affermazione è giusta solo in ambienti in cui ancora non si è sviluppato
questo insetto. È più controllabile in una serra. Diversificazione delle produzioni
frutticole; sono interessanti per l’elevato valore commerciale soprattutto quando
andiamo a programmare le produzioni nel “fuori stagione”; interessanti proprietà
biologiche e nutrizionali del frutto perché elevate (es. il mirtillo è una specie che ha
capacità antiossidanti molto elevate).
Importante è fornire indicazioni su:
- Scelta varietale;
- Diverse tecniche colturali e adattabilità (è richiesta la conoscenza della coltura) alle
condizioni pedoclimatiche caratteristiche della regione;
- Programmazione degli impianti e delle produzioni per adeguare la manodopera
disponibile e necessaria.
Si ha un’ampia diffusione in Europa circa 18000 ettari soprattutto in centro Europa in
cui c’è la massima produzione europea dei piccoli frutti in generale, anche l’Inghilterra
ha una buona produzione, un po’ meno la Francia ed ancora meno l’Italia.
La produzione si sta spostando verso sud per una questione di precocità e quindi un
valore commerciale più elevato. La Sicilia sta diventando una regione in cui sta
crescendo la produzione dei piccoli frutti.
I piccoli frutti più importanti fanno parte del genere Rubus ed abbiamo un numero
elevato di subgeneri come Idaeobatus che contiene più di 200 specie che contiene il R.
idaeus (Lampone); Eubatus + 200 specie - R. fruticosus (Rovo).
LAMPONE ROSSO (Rubus idaeus) 2n =2x =14 specie diploide
È un Arbusto cespuglioso che produce polloni germogli che ancora non sono
lignificati e non hanno differenziato ed il secondo anno diventeranno tralci fruttiferi,
tralci più o meno spinescenti. –tralci da 1 a 3 m di altezza, con spine, lignificati. Ha
bisogno di sostegni per la coltivazione. È difficile che si sostenga da solo soprattutto
durante la produzione.
Apparato radicale perenne, esteso con radici sottili e fibrose, il 70% delle radici si
sviluppano nei primi 25 cm. Significa che è soggetto a stress idrici e nell’impianto si
deve prevedere un impianto d’irrigazione.
Ciclo biennale: con sviluppo dei germogli dal sottosuolo (polloni) nel primo anno e nel
secondo anno diventano tralci fruttiferi. Una volta che il tralcio ha prodotto verrà
tagliato o muore. Si distinguono 2 tipi di germogli:
Germogli radicali: (maggior parte) si sviluppano dalle radici a partire da gennaio e
iniziano a spuntare a marzo.
Germogli basali (si sviluppano dalla base dei tralci fruttiferi).
Dobbiamo incentivare lo sviluppo dei germogli lungo la fila e non interfila. Avremo
quindi polloni lungo la fila che poi darà una parete vegetativa e successivamente
produttiva.
La pianta madre, dopo 3-4 anni non riconoscerò più.
Foglie composte da 3 o 5 elementi lanceolati con margine leggermente seghettato. La
pagina superiore è verde, l’inferiore è bianco-tomentosa. All’ascella delle foglie
troviamo le gemme vegetative o miste.
Gemme miste: la differenziazione delle gemme procede dalla sommità del pollone
verso il basso, inizia in autunno e procede fino al sopraggiungere dell’inverno.
Tralci Fruttiferi: derivano dai polloni che in agosto settembre lignificano, in seguito
differenziano ed entrano in riposo vegetativo. A primavera dalle gemme miste presenti
nei tralci fruttiferi si originano germogli con foglie e fiori. Possono essere presenti spine
(spinescenti) che rendono difficoltosa la raccolta. Possono anche non essere presenti
(inermi) o ridursi ad una peluria.
Fiori: bianchi riuniti in infiorescenze a racemo (il numero può variare da 1 a 75 in base
alla durata della differenziazione), presentano un calice verde pentamero elementi di
forma triangolare, 5 petali più brevi del calice. Numerosi pistilli e stami (da 80 a 200)
inseriti a spirale sopra il ricettacolo.
I pistilli, una volta focndati, daranno origine ad un frutto che è una drupa (drupeola
perché piccola).
TIPO DI FRUTTO:
Dai pistilli fecondati si originano le drupeole che sono
unite le une alle altre da una fitta rete di peli minuti.
Sono molto serrate.
Il frutto del lampone è una Mora: (frutto aggregato)
matura dopo 30-36 giorni dall’impollinazione. La mora
è costituita da tante drupeole che sono molto serrate
fra loro e maturano insieme. Al momento della raccolta il ricettacolo si separa
facilmente dal frutto. Il frutto aggregato è vuoto all’interno perché il ricettacolo non si
stacca. Attenzione alla raccolta: non si deve né schiacciare, né sgranare.
Il frutto può avere diverse forme: rotonda
subsferica, tronco conica, tronco conica
allungata. Il colore è generalmente rosso (rosso
chiaro o arancione, rosso brillante e rosso
scuro)non lucente proprio perché sono presenti
peli, non mancano lamponi con frutti gialli. All’interno di ciascuna drupeola è presente
un seme reniforme molto duro che può risultare poco gradevole soprattutto in frutti
con drupeole poco polpose. I colori troppo scuri non vanno per la maggiore perché
danno l’impressione di essere troppo maturi.
Differenza di antociani in frutti rossi e gialli.
Varietà:
a) Unifere: i polloni lignificano a fine
stagione diventando tralci fruttiferi
ottenendo produzioni;
b) Rifiorenti: anticipano la fruttificazione
sui polloni dell’anno che termina con una
germinazione, tra fine estate/inizio autunno c’è un’infiorescenza. Una volta raccolto,
taglio la sommità.
Esigenze e adattabilità ambientale:
•Terreno: sub-acido, di medio impasto, tendente allo sciolto, fresco e ben drenato.
Elevata sostanza organica (2-3%). Calcare attivo <6%
•pH ottimale 6-6,5 (limiti di tolleranza 5-7,5)
•Esigenze idriche elevate nei mesi estivi per ingrossamento ↑
Produzione agamica
frutto e controllo stress termici
Produzione Media: 70-100 q/ha
Epoca di maturazione: da metà giugno a fine luglio per le Cv Unifere e da inizio agosto
a fine novembre per le Cv Rifiorenti
Costi raccolta manuale: circa 4-5kg/ora/persona (peso medio frutto 2-4g)
VARIETA’:
Unifere: nel primo anno i polloni lignificano a fine stagione diventando tralci fruttiferi e
questi nel secondo anno fruttificheranno.
↑ CICLO VEGETATIVO E RIPRODUTTIVO DEL LAMPONE UNIFERO
Inverno: i tralci fruttiferi che ho tagliato.
Primavera: le gemme si schiudono ed emettono dei germogli, da cui nasceranno i
racemi, le infiorescenze e contemporaneamente i polloni.
Estate: fioritura allegagione maturazione dei frutti e contemporaneità tra la
maturazione dei frutti ed emissione dei polloni: competizione tra le due fasi.
Quando andiamo a raccogliere, i polloni sono sviluppati e creano problemi durante la
fase di raccolta.
Una volta prodotto, per far si che i polloni lignifichino meglio, i tralci vengono tagliati
che poi ridifferenzieranno e inizia nuovamente il ciclo.
OBIETTIVI DEL MIGLIORAMENTO GENETICO
Ottenimento piante con tralci inermi o poco spinescenti;
Portamento eretto dei tralci, buona attività pollonifera; preferisco un pollone che riesce
a reggersi da solo anche ad altezza di un metro e mezzo, rispetto a quelli che si
adagiano subito. Inoltre se ho delle piante che non si adattano bene al terreno, oltre
ad avere una minore produzione, avrò anche un impianto che dovrò sostituire spesso.
Produttività e pezzatura del frutto elevate (<tempi di raccolta): staccare un frutto da
2gr è peggio che staccare un frutto da 4gr: dimezzo la manodopera.
Qualità frutto: pezzatura, colore chiaro brillante, compattezza, forma tondeggiante,
ridotta sgranabilità, facilità distacco ricettacolo, adattabilità alla raccolta meccanica,
idoneità alla surgelazione, maturazione omogenea delle drupeole perché la
maturazione è scalare (dalla punta in su), elevato contenuto in antiossidanti.
Costanza e regolarità della produzione
Basso fabbisogno in freddo: entrano in una fase di quiescenza dove terminano alcune
attività, che viene riattivata accumulando un certo numero di ore in freddo. Avere cv
con basso fabbisogno in freddo ci permette di adattarle in luoghi più caldi
(spostamento di produzione verso il sud). Se quest’attività viene ridotta c’è il rischio di
avere fiori sterili o cascola eccessiva.
ADATTABILITA’
Terreno
Suoli ricchi di sostanza organica di medio impasto, freschi, con ridotto calcaree (tollera
fino al 5-6% di calcaree attivo. Il pH ideale è attorno al 6,5. Si adatta a terreni argillosi
ma non a quelli pesanti e compatti (clorosi ferrica e asfissia e patogeni radicali).
Ambiente-clima
Sopporta bene i freddi invernali, può essere coltivato fino a 1400 - 1500 m slm. Il
fabbisogno in freddo è soddisfatto da 800-1700 ore/anno.
METODI DI PROPAGAZIONE
Pollone radicato
I polloni si prelevano nel periodo di riposo nel periodo vegetativo tra quelli in
sovrannumero negli impianti di produzione (rischio di portarsi dietro malattie come
virus). Poco efficiente.
Talea di radice
È un metodo piuttosto efficiente di propagazione, all’inizio della primavera si pongono
a dimora pezzi di radice della lunghezza di 3-10 cm interrandoli superficialmente su un
substrato leggero.
Talea erbacea
Si prelevano talee di 7-8 cm di polloni erbacei e posti sotto nebulizzazione su un
substrato inerte (agriperlite) dove radicano dopo 3-4 settimane
Micropropagazione
Consentono di propagare in breve tempo un numero elevato di piante in condizioni
ottimali sanitarie. IMPIANTO DI LAMPONE
Coltivazione in suolo o fuori suolo.
IN SUOLO:
Preparazione del terreno: aratura, distribuzione sostanza organica (20-30 t/Ha),
concimi fosfatici e potassici, non azotati.
Epoca: da Novembre ad aprile in questo periodo c’è il riposo vegetativo. Se le piante
fornite sono in vaso possiamo posticipare la messa dimora apportando un apporto
idrico maggiore.
Tipo di piante: a radice nuda (conservata in frigo) o in vasetto, possiamo posticipare
quindi la messa a dimora, quindi la pianta messa in campo parte subito con la
schiusura delle gemme, ma l’apparato radicale non si è affrancato. Le pte a radice
nuda hanno un costo minore, rispetto a quelle in vasetto.
Distanze di impianto: distanze 50 cm sulla fila e 2,5 tra le file per il passaggio dei
mezzi meccanici. C.a. 8000 pte/ha 2,5€ a piantina = 20000€.
Sistemi di allevamento: Controspalliera; Allevamento a V o a T. devono permettere la
separazione tra la parte vegetativa e quella produttiva.
Potatura: differente tra unifere e rifiorenti (diradamento, raccorciamento, eliminazione)
Problema è quello di cercare di separare la fase produttiva da quella vegetativa per
facilitare le operazioni di raccolta.
SISTEMA D’ALLEVAMENTO A “CONTROSPALLIERA”
Forma di allevamento più diffusa poiché può adattarsi facilmente alla raccolta
meccanica, con macchine scavallatrici. Non è la forma più razionale poiché non
permette la separazione tra la fase vegetativa e quella riproduttiva (polloni dai tralci).
Il sistema prevede l’utilizzo di pali piantati ogni 5-6 m dell’altezza di 180 cm (fuori
terra; palo completo 250 cm) e n° 3 fili di acciaio fissati ai pali a 80, 120, 160 cm dal
suolo che servono per legare i tralci e tenere dritti i polloni. È simile all’impianto della
vite. SISTEMA D’ALLEVAMENTO A “V”
Sistema di allevamento che prevede una struttura portante costituita da 2 pali inclinati
di 30° di altezza massima di 1,40 m portanti 2 fili a 90 e 140 cm da terra.
Questa disposizione consente di separare nettamente la fase vegetativa che si
sviluppa al centro (polloni) da quella produttiva (tralci).
I sesti di impianto sono più ampi rispetto alla controspalliera.
SISTEMA D’ALLEVAMENTO A “V” MODIFICATO
La fruttificazione si attua alternativamente negli anni, prima su
un lato poi nell’altro della “V”.
Nel primo anno si legano i tralci su un lato (a)
Dopo la raccolta si eliminano i tralci e i polloni sul lato che ha
fruttificato (b)
Sul lato opposto si legano i polloni per l’anno seguente (c).
Ciò che è diverso è il sistema di gestione del lampone. Si
raccoglie solo da una parte.
SISTEMA D’ALLEVAMENTO A “T”
Si utilizza solo un palo come nella controspalliera, poi ci sono
delle traversine dove si legano dei fili così da legare i tralci a
destra ed a sinistra. I polloni si sviluppano al centro. È una via di
mezzo tra i sistemi a V e controspalliera. Abbiamo un risparmio
sui costi dei materiali.
POTATURA DEL LAMPONE UNIFERO:
- Taglio dei tralci che hanno prodotto (subito dopo la produzione o in inverno; meglio
subito dopo la produzione perché così lascio spazio per lo sviluppo dei polloni.) -
Diradamento dei polloni (8-12 per metro per non creare umidità) scartando quelli
deboli o male lignificati o attaccati da patogeni o parassiti.(inverno)
- Raccorciamento dei nuovi tralci fruttiferi a 160-170 cm dal suolo (dipende dalla forma
di allevamento o comunque 10 cm sopra l’ultimo filo).
- Dopo che è iniziata la ripresa vegetativa. Eliminazione dei germogli fruttiferi nei primi
50-60 cm di tralcio per migliorare la raccolta e la qualità dei frutti.
Rifiorenti: anticipano la fruttificazione nella parte terminale dei polloni nello stesso
anno di formazione (durante la tarda estate - autunno) e nell’anno successivo (giugno-
luglio) sulla restante porzione del tralcio come le unifere.
POTATURA DEL LAMPONE RIFIORENTE: Ottenimento di due produzioni:
1) Giugno-luglio sulla porzione
mediana dei tralci formati l’anno
precedente.
2) Fine estate-autunno all’estremità
dei polloni
Interventi effettuati in due tempi:
- Inverno: eliminazione della porzione
apicale dei polloni che hanno
prodotto e lascio la porzione mediana
e basale che mi servirà per la
seconda produzione;
- Dopo la produzione estiva
eliminazione del tralcio che ha
prodotto per far si che il pollone che
si sta sviluppando deve avere lo
spazio necessario per la produzione e
non creare competizione per luce,
acqua, elementi nutritivi con il tralcio.
Tipica di una produzione familiare. E’ preferibile indirizzare l’impianto solo per la
produzione autunnale su polloni. Lasciando le unifere per quella estiva. Uso le rifiorenti
solo per la produzione autunnale.
Se voglio solo la produzione autunnale trincio tutto dopo aver raccolto la produzione
autunnale, in primavera vengono su i polloni, sceglierò quelli migliori e raccoglierò la
produzione solo su quei polloni. Di solito vengono protetti dalle piogge.
IL CICLO DEL LAMPONE RIFIORENTE
Solo produzione autunnale: taglio di tutti i polloni e raccolta solo della produzione sui
germogli anticipati.
TECNICHE PER LA MODIFICA DEL CICLO PRODUTTIVO
RACCOLTA AD ANNI ALTERNI (unifere)
Si attua la separazione della fase Vegetativa da quella Produttiva e si ottiene un
raccolto ogni 2 anni. Nell’anno di fruttificazione si impedisce la formazione di polloni
applicando dei disseccanti (dove la legislazione lo consente) in tal modo i tralci
fruttiferi non subiscono la concorrenza nutrizionale dei polloni. In autunno con una
trincia o falciatrice si eliminano tutti i tralci che hanno fruttificato. Nel secondo anno i
polloni, in assenza di tralci fruttiferi, cresceranno vigorosi e saranno i tralci che
produrranno l’anno seguente. Da prove condotte, hanno messo in luce la diversa
adattabilità delle cultivar a questa tecnica e per quelle meglio adattabili la produzione
biennale può essere superiore dal 30-40% al 100% di quello annuale. Quindi divido il
campo in due ed un anno raccolgo in una porzione e l’anno dopo in un’altra porzione.
Nell’anno di fruttificazione elimino i polloni per evitare concorrenza. In autunno taglio i
tralci che hanno fruttificato. Nel secondo anno i polloni crescono vigorosi e saranno i
tralci che produrranno l’anno seguente. Alcune cv si adattano bene a questa tecniche
che la produzione biennale può essere superiore fino al 100%.
RACCOLTA ANNUALE E CONTROLLO DEL FLUSSO DEI POLLONI
I polloni in accrescimento svolgono un’azione antagonista con i tralci fruttiferi. Da
studi effettuati, si è dimostrato come l’eliminazione della prima emissione di polloni (h
10-20 cm) con disseccanti (dove ammesso) o tagliando. Tengo solo quelli che si
sviluppano successivamente.
1)Riduce la competizione con i tralci fruttiferi;
2)I polloni che si sviluppano successivamente non intralciano la raccolta e possono
raggiungere comunque lunghezze superiori a 1,80 m;
3)La pezzatura dei frutti e la resa di raccolta migliorano.
MODIFICAZIONI DELL’EPOCA DI
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Psicologia sociale dei gruppi: Storia e Definizioni, Identità sociale, Entitatività, Folla e Deindividuazione, Infl…
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Appunti di Psicologia sociale - Motivazione sociale
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Percezione sociale e attribuzione, Psicologia sociale 1
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Psicologia sociale, influenza sociale