Doppia flessione dell'aggettivo
La doppia flessione dell'aggettivo è distinguibile dal punto di vista formale. La flessione forte continua la flessione dei temi in vocale e dei pronomi, ereditando alcuni casi dalla flessione dei sostantivi atifi da quella dei pronomi. La flessione debole continua invece la flessione germanica dei sostantivi con suffisso in -n.
Funzione della flessione debole
Dal punto di vista funzionale, la flessione debole ha un valore determinante e individuante, continuato dal tedesco moderno, svedese e in parte dall'ungherese. La flessione dell'aggettivo è di norma debole quando è preceduto dall'articolo definito e dall'aggettivo dimostrativo. È debole anche quando l'aggettivo è al vocativo, al comparativo, al superlativo e per gli aggettivi numerali ordinali, eccezion fatta per "secondo".
Funzione della flessione forte
In tutti gli altri casi, la flessione dell'aggettivo è forte: quando l'aggettivo non è preceduto dall'articolo, quando è usato con funzione attributiva e quando è usato per apposizione.
Perdita di categorie modali nella flessione dei verbi
Per quanto riguarda la flessione dei verbi, si verifica la perdita di categorie modali: scompare il congiuntivo, la cui funzione è assunta dall'ottativo. I modi delle lingue germaniche comprendono l'indicativo, l'ottativo, l'imperativo e l'infinito (che può essere flesso, parte nominale).
Tempo vs. aspetto nelle lingue germaniche
Nelle lingue germaniche, prevale la nozione di tempo su quella di aspetto. Cade l'opposizione aumentate-presente-anisel-prefetto, sostituita da quella temporale presente-prefetto, con scomparsa dell'anisel e prefetto.
Futuro nelle lingue germaniche
Il futuro non esiste con forma autonoma ma perifrastica nelle lingue germaniche, tramite una combinazione con i verbi modali scael / willea.