Diabete mellito
Diabete mellito è una sindrome endocrino-metabolica che comprende diverse affezioni, a diversa eziopatogenesi, ma tutte riconducibili a difetti di secrezione e/o di attività insulinica, nonché caratterizzate da iperglicemia a digiuno o da intolleranza al glucosio.
Effetti dell'insulina sul metabolismo
- Glicogenosintesi, sistemi di FFA
- Fegato: Neoglucogenesi, glicogenolisi, chetogenesi
- Muscolo: Proteosintesi, glicogenosintesi, captazione glucosio e aa
- Tessuto adiposo: Sintesi di trigliceridi, captazione di glucosio, lipolisi (NEFA)
Glucosio plasmatico a digiuno e dopo carico orale con 75 g di glucosio
| Digiuno | 2 h dopo carico | |
|---|---|---|
| Normale | < 110 | < 140 |
| Alterata tolleranza al glucosio (range) | 110-125 | 140-199 |
| Diabete | ≥ 126 | ≥ 200 |
Diagnosi
- Glicemia casuale > 200 mg/dl con classici segni e sintomi
- Glicemia a digiuno > 126 mg/dl in più di un’occasione
- Anomalo test di tolleranza con glicemia > 200 mg/dl
Diabete mellito primitivo
- Dipendente dall’insulina: IDDM - Tipo 1 Insulin dependent diabetes mellitus (~10% dei casi), su base immunologica o idiopatico
- Non dipendente dall’insulina: NIDDM - Tipo 2 non insulin dependent diabetes mellitus (90% dei casi)
- Difetti genetici della funzione delle cellule (compreso il diabete giovanile ad insorgenza in età matura [MODY] < 5% dei casi)
Fattori genetici MODY
- Fattore epatocitario nucleare (HNF) 4 (MODY 1)
- Glucochinasi (MODY 2)
- Fattore epatocitario nucleare 1 (MODY 3)
- Insulin promoter factor (IP-1) (MODY 5)
- Fattore epatocitario nucleare 1b (HNF-1b) (MODY 6)
- Mutazioni del DNA mitocondriale
Diabete mellito secondario
- Infezioni: Rosolia, Citomegalovirus
- Endocrinopatie (es. tumori ipofisari, surrenalici)
- Farmaci (es. corticosteroidi)
- Altri difetti genetici (es. Sindrome di Down)
- Diabete mellito gestazionale
Diabete mellito di tipo 1: patogenesi
Suscettibilità genetica
Circa il 95% dei pazienti presenta l’allele HLA-DR3 o l’allele HLA-DR4 o entrambi. La suscettibilità è in realtà legata ad un allele DQ. Geni non-MHC: Insulina: ripetizioni tandem nella regione del promotore. Il polimorfismo associato alla malattia potrebbe rendere la proteina meno funzionale o stabile, compromettendo la riserva insulare. In alternativa, il polimorfismo potrebbe alterare il livello di espressione nel timo. CTL4: variante di splicing che può eliminare la capacità di questo recettore di tenere sotto controllo i linfociti T autoreattivi.
Autoimmunità
Insulite con infiltrazione di linfociti CD8+ e linfociti T CD4 TH1. Citochine coinvolte: IFN-γ prodotta dai linfociti T, TNF e IL-1 prodotte dai macrofagi. Circa il 70-80% dei pazienti possiedono autoanticorpi contro le cellule insulari (antigeni cellulari): ICA (Islet Cell Antibodies)/ICSA (Islet Cell Surface Antibodies), decarbossilasi dell’acido glutammico (GAD) (compaiono precocemente), autoantigene insulare di tipo 2 (IA-2), insulina (valore predittivo di malattia), gangliosidi di membrana.
Fattori ambientali
- Infezioni virali: Coxsackie B, Morbillo, Parotite
- Danno diretto alle cellule (favorito dal background genetico, in specie da molecole MCH di classe II)
- Risposta autoimmune contro antigeni precedentemente sequestrati
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Diabete mellito - Fisiopatologia
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Fisiopatologia, parte 4
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patologia e fisiopatologia generale
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Endocrinologia - l'eziopatogenesi e la fisiopatologia del diabete