Che materia stai cercando?

Fisiologia e biofisica - parte meccanica del cuore

Appunti di Fisiologia e biofisica del professor Monda sulla parte meccanica del cuore: funzione principale del cuore, parametri di emodinamico, gittata cardiaca, gittata sistolica, frazione di eiezione, ciclo cardiaco, pressione arteriosa, inotropismo, dromotropismo, batmotropismo.

Esame di Fisiologia e Biofisica docente Prof. M. Monda

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

attività cardiaca ecco perchè la Gc dell’ attività muscolare può aumentare utilizzando anche parte di

quel residuo.

Ciclo cardiaco

Poniamo che questo sia un arco temporale di 0.8 s. Questo 0.8s fa riferimento al tempo di un ciclo

cardiaco perché 60s( 1 min)/ 70 bat = 0.8 s/bat .Allora noi dobbiamo vedere quello che succede

nell’atrio e quello che succede nel ventricolo. Quando l’atrio è contratto, il ventricolo è rilasciato e

viceversa, non ci sarà mai alcun tempo durante il ciclo cardiaco in cui se non per patologie sarà

contratto l’atrio e il ventricolo. Questo non basta perché c’è un tempo in cui è rilasciato sia l’atrio

che il ventricolo, allora durante il ciclo cardiaco noi troveremo tre situazioni:

• Atr contratto - Vntr rilasciato

• Atr rilasciato -Vntr contratto

• Atr rilasciato - Vntr rilasciato

Facciamo riferimento a ciò che avviene nel ventricolo (guarda disegno), c’è un tempo di

contrazione ventricolare che chiameremo sistole, e un tempo di rilasciamento ventricolare che

chiameremo diastole. Noi dovremmo sempre fare riferimento a sistole e diastole quando parliamo di

ventricolo, e contrazione e rilasciamento quando parliamo dell’atrio. Quindi nel ventricolo abbiamo

una diastole che occupa i 3/5 del tempo e una sistole che occupa i 2/5 .Nell’ atrio quando il

ventricolo è contratto si ha il rilasciamento, poi però quando l’atrio è contratto il ventricolo è

rilasciato. Qui però c’è una zona nuova alle nostre conoscenze dei 2/5 del ciclo, dove sia l’atrio che

il ventricolo sono rilasciati.

Quindi per 2/5 del tempo il cuore è tutto rilasciato. Dal punto di vista emodinamico la contrazione

atriale è relativamente importante, nel senso che se non c’è contrazione atriale l’emodinamica non

subirebbe, a riposo, modificazioni; cioè se l’atrio non battesse i cinque l/min sarebbero gli stessi.

Esiste una patologia, la fibrillazione atriale, in cui l’atrio è in condizioni tali dal punto di vista

meccanico da non avere una contrazione valida e il soggetto può vivere normalmente a riposo.

Quindi quella che è importante è l’attività ventricolare.

Ora vediamo il cuore nelle varie fasi del ciclo .

Partiamo dalla fine della diastole, situazione in cui il ventricolo è pieno di sangue perché l’ha

ricevuto dall’atrio durante il periodo di rilasciamento, e un altro po’ di sangue giunge per la

2

contrazione atriale nel ventricolo. Quindi abbiamo il ventricolo rilasciato, ma pieno di sangue 120-

130 ml comincia la contrazione del ventricolo e il sangue tenderebbe a ritornare nell’atrio ma non

può perché il sangue andrà a chiudere i lembi della valvola. Intanto la valvola semilunare aortica

non ancora si apre, perché si apre ad una pressione minima di 80. Quindi il sangue si troverà in una

cavità chiusa sopra perché appena comincia a contrarsi il ventricolo il sangue tende a rifluire e

chiude la valvola. Il sangue è intrappolato, intanto il ventricolo pieno di sangue continua a

sviluppare una pressione finché la pressione non supera quella che sta nella aorta e fa aprire la

valvola semilunare aortica. Quindi il 60-70 % del sangue contenuto nel ventricolo fluisce nella

aorta, praticamente il sangue si sposta da una camera all’altra per differenza di pressione.

L’eccitabilità del nodo seno atriale non viene trasmessa alle cellule da lavoro del ventricolo se non

si passa attraverso il nodo seno atriale quindi abbiamo l’eccitazione delle cellule del nsa . Questa

onda di eccitazione si diffonde a tutti e due gli atri che sono emodinamicamente separate non si

modifica il vol ma la pressione e chiameremo questa fase isovolumica, dall’altra parte rimane

costante la pressione quindi avremo la fase isotonica. Se facciamo riferimento ad un muscolo

avremo nella fase isovolumica un aumento di tensione.

La valvola semilunare aortica si apre ad una pressione di 80 mmHg . Quindi quando noi

raggiungiamo una pressione minima la valvola viene aperta dalla colonna di sangue per cui il

sangue passerà nell’ aorta e quando la valvola si apre il ventricolo si rilascia, siamo nella diastole,

appena il ventricolo si rilascia la pressione cade quasi a zero, quindi la valvola semilunare viene

chiusa dal sangue che tenderebbe a refluire nel ventricolo . Mentre palavamo di ciò il sangue che

veniva dal ritorno venoso andava nell’atrio e benché l’atrio è una camera con 12mmHg di

pressione, quindi la valvola atrio-ventricolare si apre,si ha la fase di riempimento rapido

ventricolare,ossia la diastole,in cui si svuota totalmente il ventricolo. L’ultima parte della diastole è

data dalla contrazione atriale dove si ha un ulteriore riempimento del ventricolo . Ma allora l’atrio

contiene la stessa quantità di sangue del ventricolo? Noooo! Il volume dell’atrio è minore del

ventricolo; nella fase di riempimento atrio ventricolare non solo si svuota l’atrio del sangue che si

era accumulato, ma si continua a svuotare come se fosse una unica cavità con il ventricolo, fluendo

il sangue che proviene dal ritorno venoso. Nel ventricolo sin abbiamo una pressione max di 120 e

una min tra 0 e 5 nella aorta abbiamo una max di 120 e una min di 80 nell’atrio di sin una min che

sarà 0 e una max 12. Cosa succede a destra: il circolo polmonare è un circolazione a bassa

pressione, quindi il cuore destro è un cuore a bassa pressione. L’arteria polmonare avrà 25 di max e

8-5 di min, il ventricolo di destra avrà 25 di max e da 0-3 di min e l’atrio destro avrà 12 di max e 0

di min.

Perché farebbe male una pressione minima alta, per esempio a 110? Perché la valvola aortica si

aprirà non più a 70 ma a 110, quindi il cuore di sin deve fare un carico lavorativo maggiore. Già nel

fisiologico la parete ventricolare sin è più spessa di quella di dx perché abbiamo dei giochi pressori

completamente diversi .Si ha una ipertensione ventricolare dx per dilatazione della polmonare; si ha

una ipertrofia ventricolare sin per ipertensione, questi sono i casi patologici, poi ci sono i fisiologici,

cioè ipertrofia ventricolare sin in soggetti che svolgono attività lavorativa con sforzi fisici ( lavori

sulle braccia) o soggetti che svolgono attività sportiva come il sollevamento pesi, in questi casi

quello che aumenta è lo spessore della parete ventricolare, ipertrofia concentrica. Nel caso di un

maratoneta quello che aumenta in caso di sforzo è il volume della camera che diventa 140-160,

ipertrofia eccentrica. 3


PAGINE

5

PESO

37.41 KB

AUTORE

flaviael

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (ordinamento U.E. - durata 6 anni) (CASERTA, NAPOLI)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fisiologia e Biofisica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Seconda Università di Napoli SUN - Unina2 o del prof Monda Marcellino.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Fisiologia e biofisica

Fisiologia e biofisica - la memoria
Appunto
Fisiologia e biofisica - vasi sanguigni
Appunto
Fisiologia e biofisica - circolazione sanguigna
Appunto
Fisiologia  e biofisica - recettori tattili, termici, dolorifici
Appunto