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Fisiologia e biofisica - parte meccanica del cuore Appunti scolastici Premium

Appunti di Fisiologia e biofisica del professor Monda sulla parte meccanica del cuore: funzione principale del cuore, parametri di emodinamico, gittata cardiaca, gittata sistolica, frazione di eiezione, ciclo cardiaco, pressione arteriosa, inotropismo, dromotropismo, batmotropismo.

Esame di Fisiologia e Biofisica docente Prof. M. Monda

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FISIOLOGIA (09/11/2006) prof. Monda Montella Josef & Offi Rossella

Ottava lezione: “La parte meccanica del cuore”

Oggi faremo la parte meccanica e domani la parte elettrica. Io spiego prima la parte meccanica

benché dal punto di vista temporale dovremmo fare prima la parte elettrica perché in realtà la parte

meccanica non è possibile senza la parte elettrica. Obbiettivo della lezione è quello di poter fare si

che all’uscita da questa aula voi possiate ripetere per sommi capi quello che ho detto. Questa sarà

una lezione paradigmatica che prenderà i concetti di tipo generale, non tanto una lezione descrittiva

ma concettuale. Questo non basterà per uno studio d’esame però vi servirà come traccia per

l’approfondimento. Vediamo la meccanica del cuore e la funzione di pompa del cuore. La funzione

principale del cuore è quella di pompare una certa quantità di sangue nell’unità di tempo nel sistema

arterioso che poi, sarà oggetto di un’altra lezione , attraverso l’apparato circolatorio porterà questo

sangue in periferia. Il cuore dal punto di vista anatomico è costituito da uno cuore di destra e un

cuore di sinistra, atrio destro e ventricolo destro, atrio sinistro e ventricolo sinistro. Tutto ciò che

meccanicamente succede a destra succede anche a sinistra. Il sangue che viene pompato è il sangue

ricevuto dal ritorno venoso, quindi il sangue refluo dalla periferia, e quindi l’atrio destro riceverà il

sangue attraverso le vene cava superiore e cava inferiore del sistema venoso appartenente al grande

circolo. Da qui va al ventricolo destro e alla circolazione polmonare, poi si ha il ritorno venoso dalla

circolazione polmonare all’atrio sinistro, dall’atrio sinistro al ventricolo sinistro, e da qui alla

grande circolazione e cioè quella che parte dalla aorta. Il cuore di destra non è in comunicazione

con quello di sinistra almeno che non vi siano patologie la camera atriale è separata dalla camera

ventricolare e la comunicazione è permessa da valvole. Questo vale anche per il ventricolo nei

confronti dell’arteria polmonare. Naturalmente quello che vale per il ventricolo di destra vale anche

per quello di sinistra. Come in tutti i sistemi idraulici le valvole servono a garantire

l’unidirezionalità del flussi. Le valvole finiscono per essere dei condizionatori del flusso in questo

caso è una valvola che permette l’unidirezionalità del flusso cioè il sangue va dall’ atr dx al ventr dx

e non può tornare in dietro perché ci stà la valvola. La valvola è chiusa dal sangue che tende a

refluire cioè il sangue va da una camera all’altra e non torna più indietro perché si chiude la valvola

il sangue che tenderebbe a ritornare nella camera da cui proviene fa chiudere la valvola .Questo non

è un fenomeno attivo ma un fenomeno passivo.

Vediamo un po’ di nomenclatura e di parametri di emodinamico: la quantità di sangue che il cuore

pompa in un minuto si chiama gittata cardiaca che è la risultane della gittata sistolica per la

frequenza cardiaca .Quello che è pompato dal cuore di dx deve essere la stessa quantità di quello

che è pompato da quello di sin, è intuitivo immaginare che se quello di dx pompasse di più in

qualche minuto avremmo il sangue tutto nel circolo polmonare. Se fosse il contrario cioè se

pompasse più sangue quello di sin noi avremmo l’inverso. A riposo la gittata cardiaca è circa 5

l/min (5000ml/min) ed è la risultante del prodotto fc * gs ( Gc = 70 bat/min * 70 ml/bat = 4900

ml/min) . La gittata sistolica è la quantità di sangue eiettata in un battito. Mentre quando si ha

attività muscolare la Gc può giungere fino a valori di 20 l/min, questo è possibile perché c’è un

aumento sia della frequenza sia della gittata sistolica ,l’aumento della frequenza viene considerato

ancora nella norma a 170-180 bat/min così come da 70 ml si può giungere 120 ml/bat . Se voi

moltiplicate 180 bat/min * 110 ml/bat = 19800 ml/min. 21-22 L si possono ottenere con

modificazioni delle camere cardiache indotte dalla attività sportiva, modificazioni atte a fare

aumentare la gittata cardiaca. La fequenza più di 180 non aumenta. è la gittata che da 110 la si può

far arrivare a 125.

Dagli ecografisti è usata la frazione di eiezione questa è la quantità di sangue in percentuale espulsa

in solo battito rispetto alla quantità di sangue contenuta in tutto il ventricolo( 120- 130ml).

Quindi Fe= Gs/quantità di sangue del ventricolo = 70 ml/ 120-130ml cioè il 60%. Il volume

massimo del ventricolo è 120-130 ml. Noi possiamo definire la quantità di espulsione con una

percentuale: quanto sangue viene espulso rispetto al cento per cento che sta lì. Il ventricolo non si

svuota mai totalmente, rimane sempre un volume residuo all’interno che può essere utilizzato nella

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attività cardiaca ecco perchè la Gc dell’ attività muscolare può aumentare utilizzando anche parte di

quel residuo.

Ciclo cardiaco

Poniamo che questo sia un arco temporale di 0.8 s. Questo 0.8s fa riferimento al tempo di un ciclo

cardiaco perché 60s( 1 min)/ 70 bat = 0.8 s/bat .Allora noi dobbiamo vedere quello che succede

nell’atrio e quello che succede nel ventricolo. Quando l’atrio è contratto, il ventricolo è rilasciato e

viceversa, non ci sarà mai alcun tempo durante il ciclo cardiaco in cui se non per patologie sarà

contratto l’atrio e il ventricolo. Questo non basta perché c’è un tempo in cui è rilasciato sia l’atrio

che il ventricolo, allora durante il ciclo cardiaco noi troveremo tre situazioni:

• Atr contratto - Vntr rilasciato

• Atr rilasciato -Vntr contratto

• Atr rilasciato - Vntr rilasciato

Facciamo riferimento a ciò che avviene nel ventricolo (guarda disegno), c’è un tempo di

contrazione ventricolare che chiameremo sistole, e un tempo di rilasciamento ventricolare che

chiameremo diastole. Noi dovremmo sempre fare riferimento a sistole e diastole quando parliamo di

ventricolo, e contrazione e rilasciamento quando parliamo dell’atrio. Quindi nel ventricolo abbiamo

una diastole che occupa i 3/5 del tempo e una sistole che occupa i 2/5 .Nell’ atrio quando il

ventricolo è contratto si ha il rilasciamento, poi però quando l’atrio è contratto il ventricolo è

rilasciato. Qui però c’è una zona nuova alle nostre conoscenze dei 2/5 del ciclo, dove sia l’atrio che

il ventricolo sono rilasciati.

Quindi per 2/5 del tempo il cuore è tutto rilasciato. Dal punto di vista emodinamico la contrazione

atriale è relativamente importante, nel senso che se non c’è contrazione atriale l’emodinamica non

subirebbe, a riposo, modificazioni; cioè se l’atrio non battesse i cinque l/min sarebbero gli stessi.

Esiste una patologia, la fibrillazione atriale, in cui l’atrio è in condizioni tali dal punto di vista

meccanico da non avere una contrazione valida e il soggetto può vivere normalmente a riposo.

Quindi quella che è importante è l’attività ventricolare.

Ora vediamo il cuore nelle varie fasi del ciclo .

Partiamo dalla fine della diastole, situazione in cui il ventricolo è pieno di sangue perché l’ha

ricevuto dall’atrio durante il periodo di rilasciamento, e un altro po’ di sangue giunge per la

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flaviael

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (ordinamento U.E. - durata 6 anni) (CASERTA, NAPOLI)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fisiologia e Biofisica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Seconda Università di Napoli SUN - Unina2 o del prof Monda Marcellino.

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