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Fine della Belle Epoque e cause della Prima Guerra Mondiale

Per Freud la guerra è la negazione del progresso, per via delle sue armi sempre più moderne, dei morti, della distruzione. La Prima Guerra Mondiale è la più sanguinosa di ogni guerra del passato, è una catastrofe che non ha precedenti. Per la prima volta non c'è differenza tra soldati e civili. Questa sarà la prima guerra totale della storia (tutti vi parteciperanno, uomini, donne, bambini, anziani...).

Freud sostiene che la civiltà reprime gli istinti dell'uomo, e le guerre sono l'esplosione incontenibile che si cela in ognuno di noi. La storia dell'umanità è una serie ininterrotta di guerre, però alle piccole guerre si sono sostituite quelle più grandi che sono più rare, ma più devastanti, e solo se gli uomini troveranno un accordo ideale, si potrà evitare la guerra. L'uomo vuole imporre la propria egemonia ed è questa la ragione delle guerre. Finché esiste l'uomo ci sarà la guerra.

Segnali della fine della Belle Epoque

La Grande Guerra scoppia dopo una lunga fase di pace. I segnali della fine della Belle Epoque si vedono già nell'ultimo ventennio dell'800, con la prima grande crisi economica dell'epoca industriale moderna: la "Grande depressione", che interrompe il processo di crescita armonica. Comincia la "seconda rivoluzione industriale": la forte accelerazione della produzione, le scoperte tecnologiche, le nuove tecniche. Si ha una produzione di massa. Aumenta la produzione, il lavoro umano si semplifica così come il sistema industriale; tutto si basa sulla scienza.

La lunga crisi di fine secolo deriva dalla sovrapproduzione. Si produce troppo, l'offerta dei prodotti supera la domanda. Il volume delle merci travolge i mercati e i prezzi crollano. Cade la certezza del Positivismo, il progresso non è sempre buono, non crea benessere. Un esempio di processo antipositivistico è la tragedia del Titanic, ciò dimostra che il progresso può trasformarsi in tragedia.

Conflitti tra le grandi potenze

Gli anni tra fine 800 e inizi 900 sono l'epoca in cui si accentuano fratture tra le più grandi potenze nazionali per la conquista dello "spazio vitale". Gli stati-nazione sono alla ricerca di materie prime e territori per soddisfare le loro aspirazioni coloniali e rafforzare il loro controllo egemonico su vaste aree del pianeta. La forza di uno stato si misura dalla sua capacità di espansione. La scienza e il progresso sono i mezzi che le potenze usano per conquistare il mondo. Sembra confermarsi l'idea che il progresso sia interminabile.

Il progresso si identifica con la velocità e i...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

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