L'unificazione dell'Italia
Il Regno di Sardegna (dei Savoia, o Piemonte) resta il punto di riferimento dei rivoluzionari (chi voleva l’unità) perché mantiene una costituzione (lo Statuto Albertino). Le redini della lotta per l’unità nazionale vengono prese da Cavour, a capo del governo. Con la seconda guerra d’indipendenza e con la spedizione dei Mille, l’Italia si libera dalla dominazione austriaca e si costituisce come regno autonomo (1861). Il re è Vittorio Emanuele II.
Il completamento dell'Italia
Al completamento dell’Italia mancano: Veneto (sarà conquistato nel 1866), Lazio (protetto dai francesi, viene conquistato nel 1870 quando perde potere l’imperatore Napoleone III), zona di Trieste e zona del Trentino (aggiunte nel 1918 dopo la Prima Guerra Mondiale).
Concetto di nazione
Comunità di persone che condividono la stessa storia, “religione”, stessa lingua e tradizioni.
I problemi dell'Italia unita
- Diventare uno stato centralizzato o uno stato federale -> Viene scelto lo stato centralizzato (errore perché c’erano troppe differenze tra nord e sud)
- Stato centrale: leggi valide su tutto il territorio
- Stato federale: autonomia ad alcune zone
Con lo stato centrale (punti negativi):
- Viene estesa la leva di massa obbligatoria (in Piemonte era già valida) -> per il sud è un problema perché erano soprattutto braccianti e la leva toglieva le braccia ai campi. Il nuovo stato si presenta come un nemico del sud
- Inizialmente i rappresentanti dello stato sono piemontesi o settentrionali
- Per risanare il debito pubblico tra le varie misure viene messa una tassa sul macinato (aumento del costo del pane)
Inizio della questione meridionale
Il sud sente lo stato estraneo, intolleranza verso le leggi dello stato (anche oggi). Nel corso dei decenni successivi c’è un accordo tra potenti del Nord e del Sud per mantenere il sud agricolo e sviluppare l’industrializzazione al nord. Subito dopo l’unità dell’Italia va al governo la Destra Storica (più attenta ai problemi delle persone ricche, mentre la sinistra a quelli del popolo… è chiamata destra storica per distinguerla da quella di oggi).
NB.: La politica, la storia, l’economia di tutta Europa dall’800 è orientata verso sinistra (diritto di voto, scuola pubblica, istruzione, rivoluzione -> allargare i diritti a tutti!).
Debito pubblico
- Bilancio passivo dovuto a: evasione fiscale, spese per voti elettorali, o spese per distribuire servizi.
Nel 1876 va al potere la Sinistra Storica che:
- Abolisce la tassa sul macinato,
- Allarga il diritto di voto,
- Prova a migliorare l’istruzione pubblica
De Pretis è il capo del governo. La destra aveva raggiunto la parità di bilancio, con la sinistra invece non si ha la parità, ma un debito.
La crisi di fine 1800
Alla fine dell’Ottocento, dei governi autoritari esasperano il conflitto tra popolo e stato ai massimi livelli.
Due fatti:
- Durante una manifestazione per l’aumento del costo del pane, l’esercito spara sulla folla (a Milano) e l’ufficiale viene decorato con una medaglia (Baba Beccaris). Il potere non è dalla parte del popolo, lo stato deve essere neutrale.
- Nel 1900 il re Umberto I (secondo re d’Italia) viene ucciso in un attentato anarchico (nessuno governa perché è una sopraffazione, superiorità, l’ideale dell’uomo è autoregolamentarsi da solo, senza leggi imposte dagli altri).
Le conquiste coloniali
In questi anni l’Italia comincia a conquistarsi delle colonie. Servono per:
- Avere materie prime e lavoro a basso costo,
- Vendere i prodotti della madrepatria al prezzo che si vuole
Questo porta alla concorrenza economica tra gli stati europei. L’Italia conquista la zona della Somalia (fine 1800). Nel 1912 prende la Libia e più avanti le isole del Dodecaneso (Grecia). Nel 1936 conquista l’Etiopia, nel 1939 conquista l’Albania.
Definizione di liberalismo
(Pensiero politico): teoria politica che vuole che i diritti fondamentali degli uomini (vita, proprietà, libertà) nell’800 i liberali chiedevano la costituzione e la divisione dei poteri (altrimenti c’è la dittatura).
Definizione liberismo
(Pensiero economico): fermo restando che molto spesso i liberali sono liberisti, le due parole non sono sinonimi. Il liberismo fa riferimento prevalentemente all’economia: lo stato non deve intervenire nell’economia se non in minima parte. L’economia deve essere affidata ai privati e regolata dalla legge della concorrenza.
Definizione di socialismo
È un’idea politica ed economica che prevede l’intervento dello stato nell’economia. Questo intervento ha vari livelli: si va dal comunismo (livello max, nessuna iniziativa privata, tutto controllato dallo stato, produzione scarsa ma no sfruttamento del lavoratore. Nello stato comunista tutti hanno le cose essenziali, no disoccupazione, stessi stipendi, no proprietà privata. Le decisioni vengono prese dai soviet (consigli)) a socialdemocrazia (livello intermedio, molte cose sono controllate dai privati, mentre le più importanti dallo stato, la sanità, l’istruzione). L’idea socialista dice che bisogna garantire al popolo alcuni servizi gratis, in questo modo garantiamo i diritti di tutti (tasse più alte).
Il liberismo garantisce il minimo, perché se il mercato funziona bene con la concorrenza, produrrà beni anche per i più poveri (tasse proporzionali al reddito) produzione alta ma sfruttamento, miglioramento finto (inventare cose nuove a volte inutili altrimenti non si avrebbe più economia -> spreco di beni).
Socialismo utopico
Nell’800 alcuni pensatori tentano di mettere in atto idee socialiste: l’industriale Owen riduce l’orario di lavoro e migliora la vita degli operai le sue fabbriche falliscono a causa delle alte spese. Vengono chiamati utopici coloro che hanno delle belle idee ma irrealizzabili.
Carlo Marx parte dall’esperienza del socialismo utopico per formulare la sua teoria comunista: l’unico modo per risolvere i problemi dello sfruttamento è rendere statali tutti i mezzi di produzione attraverso una rivoluzione armata. Quello di Marx è un socialismo scientifico (da le istruzioni per risolvere i problema). Una volta che il popolo ha preso il potere ci vuole un periodo di dittatura per evitare che i capitalisti lo riprendano, questa dittatura finirà quando tutti vedranno lo splendore del comunismo. Per proporre di eliminare lo sfruttamento Marx deve provare che esista TEORIA DEL PLUSVALORE C/100 (capitale dell’imprenditore) -> C/100 + X (utile) + Y (sfruttamento).
Età giolittiana (primi 15 anni del '900)
Giolitti ricopre sempre incarichi importanti ed è un liberale.
- Fa da pacere all’interno di varie situazioni critiche,
- Prende potere (dopo gli scioperi, dopo l’uccisione del re…) e stabilisce il criterio della neutralità del potere (lo stato non sta né dalla parte del popolo né da quella dei capitalisti),
- Suffragio universale maschile (prima era in base al reddito-censitario),
- Migliora i contratti dei lavoratori,
- Conquista della Libia (1912-1913) e le isole del Dodecaneso (le toglie all’impero ottomano molto indebolito).
Molti storici danno un giudizio positivo su Giolitti, altri negativo: non è riuscito a fare molto per il sud Italia (colmare la differenza tra nord e sud avrebbe dovuto affrontare la mafia). Alcuni dicono che abbia trattato con la mafia. Altra critica è di essere stato trasformista (viene usato per la prima volta durante la sinistra storica - De Pretis) per creare parlamentari mutevoli pur di mantenere il potere. Crea un debito pubblico (corruzioni e favoritismi). Si allea con i cattolici (patto Gentiloni: non esisteva un partito cattolico perché papa Pio IX dopo essere stato spodestato non riconosce lo stato italiano e vieta ai cattolici di creare un partito politico (esistono parlamentari cattolici). Con il patto Gentiloni Giolitti si assicura il voto dei cattolici perché in cambio cede alle loro richieste -> contrarietà all’aborto e al divorzio, scuole cattoliche, insegnamento della religione nelle scuole pubbliche). Queste richieste cattoliche hanno ridotto la laicizzazione dello stato, lo stato ha leggi che non si basano su dei principi religiosi.
Nazionalismo
Il patriottismo è l’amore per la propria nazione (ha valore quando la patria deve essere creata) il nazionalismo è un eccessivo amore per la propria patria (sovranità su altre popolazioni). La conquista della Libia venne decisa da Giolitti per assecondare i nazionalisti. Si dimette nel 1914.
La belle époque
Prima della Prima Guerra Mondiale l’Europa conobbe un lungo periodo di pace: ci furono molte scoperte scientifiche e tecnologiche (energia, automobile, aeroplano ecc.), sviluppo economico e si diffonde l’industria in occidente. In Italia inizia tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900. Sotto questa apparenza di pace e prosperità covavano delle tensioni fortissime dovute a dei problemi con le colonie e alle concorrenze economiche tra i vari stati.
La prima guerra mondiale
Una delle principali cause dello scoppio della guerra nasceva dal fatto che lo spazio disponibile per l’espansione era in gran parte occupato: la Germania voleva espandersi economicamente e quindi ottenere più colonie ma si scontra con Inghilterra e Francia. L’imperatore Guglielmo aumenta la costruzione di armi scatenando la corsa agli armamenti cosa che fa aumentare la produzione industriale. Un'altra grande contrapposizione era quella tra Austria e Russia interessate ai Balcani, a cui anche la Serbia mirava. L’Italia voleva recuperare le terre non liberate (Trento e Trieste sotto l’Austria) questa rivalità porta ad una serie di alleanze politico-militari: Triplice Alleanza (Italia, Austria e Germania) e Triplice Intesa (Francia, Inghilterra e Russia). In tutti i paesi si diffonde il nazionalismo.
Il 28 Giugno 1914, Princip uno studente serbo uccide a Sarajevo (Bosnia) Francesco Ferdinando, erede al trono d’Austria. Dopo essersi consultata con Berlino, l’Austria invia un ultimatum alla Serbia: quest’ultima non accetta una clausola e quindi il 28 Luglio, l’Austria dichiara guerra alla Serbia con appoggio alla Germania. Di conseguenza la Germania dichiara guerra alla Russia e alla Francia, invadendo il Belgio neutrale con 7 armate e permettendo di marciare su Parigi. La Gran Bretagna entra in guerra contro la Germania seguita dal Giappone. L’Italia rimane neutrale (il patto è difensivo). L’impero ottomano si schiera con Germania e Austria. Si pensava ad una guerra breve mentre i nuovi armamenti (aerei, gas, carri armati…) resero la guerra più equilibrata e la creazione degli armamenti permise all’economia degli stati di affrontare la guerra.
Nel settembre del 1914 sul fiume Marna i francesi riescono a respingere l’attacco nemico. Sul fronte occidentale e orientale si crea la guerra di trincea (o guerra di posizione).
Italia
Entra in guerra nel 1915 a fianco dell’Intesa (prima con alleanza); nel 1914 si creò un dibattito all’interno dell’Italia: se entrare in guerra. Si schieravano 2 fronti: i neutralisti (Giolitti, cattolici e socialisti erano contrari alla guerra) e interventisti che vogliono stare con la triplice alleanza (nazionalisti e irredentisti: coloro che vogliono liberare le terre abitate dagli italiani Trento e Trieste ma vogliono stare con la triplice intesa).
Ruolo decisivo fu quello di Emanuele III e del governo che voleva partecipare alla guerra. Venne stipulato nel 1915 un patto segreto (patto di Londra) che prevedeva l’Italia nella triplice intesa. In cambio il Trentino, sud Tirolo, Trieste e Gorizia. Il 24 maggio 1915 l’Italia entra in guerra. Ci furono grandi battaglie con molti morti che non portarono risultati (Verdun e la battaglia sul fiume Somme).
L’anno 1917 fu molto importante:
- La Russia uscì dalla guerra,
- Entrano gli Stati Uniti (mossa decisiva vista la potenza economica e militare degli USA),
- Fronte italiano: Caporetto, l’esercito italiano è sconfitto e deve ritirarsi sul fiume Piave, il comando viene dato al generale Diaz che promette alle truppe la terra da coltivare. Vengono chiamati in guerra i ragazzi del 1899 (16/17 anni) l’Italia sconfigge gli austriaci a Vittorio Veneto (24 ottobre 1918), pochi giorni dopo l’Austria e la Germania firmano l’armistizio.
Conseguenza della guerra
- Cambiamenti geografici allucinanti: l’impero Austro-Ungarico, Ottomani, Russo e Tedesco (diventa rep di Weimar) non esistono più;
- Finlandia e rep Baltiche sono indipendenti;
- La Romania si estende;
- La Polonia diventa uno stato unitario.
Il più importante trattato di pace è il trattato di Versaille che punì la Germania considerata responsabile delle guerra. Le condizioni di resa furono durissime:
- La perdita dell’Alsazia e la Lorena;
- La cessione temporanea alla Francia delle miniere della Saar e della Rur;
- Creazione del corridoio di Danzica;
- Riduzione dell’esercito.
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Storia contemporanea (dalla Seconda Rivoluzione industriale alla Guerra Fredda - 1870-1991)
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Storia, Dalla fine dalla seconda guerra mondiale alla crisi di cuba dal 43 al 61 - Appunti
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