Finanza aziendale
Il compito di un manager finanziario è quello di prendere decisioni per conto di chi ha investito nell’impresa. Il primo passo per prendere una decisione consiste nell’individuare i suoi costi utilizzando i prezzi del mercato, che andranno poi quantificati.
Il principio di valutazione
Ogni volta che un bene è scambiato in un mercato concorrenziale, ossia in un mercato in cui può essere acquistato e venduto allo stesso prezzo, tale prezzo determina il valore monetario del bene. Valutando costi e benefici mediante i prezzi del mercato concorrenziale possiamo determinare se una decisione aumenterà il valore dell’impresa e andrà a vantaggio dei suoi investitori. Questo è uno dei concetti più potenti e fondamentali della finanza e lo chiamiamo principio di valutazione: il valore di un asset per l’impresa o per i suoi investitori è determinato dal suo prezzo di mercato concorrenziale. I benefici e costi di una decisione dovrebbero essere valutati utilizzando i prezzi del mercato, e quando il valore dei benefici supera quello dei costi la decisione aumenterà il valore di mercato dell’impresa.
Costi e benefici nel tempo
Per la maggior parte delle decisioni finanziarie, i costi e benefici si manifestano in momenti temporali differenti. Per esempio, in un investimento i costi sono immediati, mentre i benefici si manifesteranno in seguito. Depositando il denaro in banca è possibile convertire senza rischi denaro di oggi in denaro futuro. Il tasso di interesse corrente determina il tasso al quale è possibile scambiare denaro attuale e denaro futuro. Definiamo tasso di interesse privo di rischio (risk free) il tasso di interesse al quale il denaro può essere prestato o preso a prestito per tale periodo senza rischi. Con (1+r) ci riferiamo al fattore di capitalizzazione per i flussi di cassa privi di rischio, e definisce il tasso di cambio nel tempo, più precisamente si riferisce a “euro tra un anno/euro oggi”.
Valore attuale e VAN
Quando esprimiamo il valore in termini di euro oggi, lo chiamiamo valore attuale (VA) dell’investimento; se lo esprimiamo in euro futuri, lo chiameremo valore futuro. Con 1/1+r ci si riferisce al prezzo odierno di un euro disponibile tra un anno. Naturalmente il valore del denaro futuro vale meno di oggi, quindi il suo prezzo riflette uno sconto, infatti 1/1+r è definito fattore di sconto, mentre il tasso d’interesse privo di rischio è definito come tasso di sconto privo di rischio.
Finché ci si riferisce a costi e benefici dello stesso istante temporale è possibile confrontarli per prendere una decisione. Quando il valore di un costo o di un beneficio è calcolato in termini di valore di oggi, è definito valore attuale (VA), ossia il costo monetario per realizzare l’investimento in proprio. Analogamente definiamo il valore attuale netto (VAN) la differenza tra il valore attuale dei suoi benefici e il valore attuale dei suoi costi. VAN=VA(benefici)-VA(costi).
Il VAN deve essere nullo in quanto se fosse positivo (e quindi negativo per la controparte) comporterebbe un’opportunità di arbitraggio. In un mercato normale, le transazioni su titoli non creano né distruggono valore. È perciò possibile valutare il VAN di una decisione su come finanziarla o da qualsiasi altra transazione su titoli che l’impresa possa prendere in esame. In definitiva il VAN è il valore attuale di tutti i flussi di cassa del progetto, e finché rimane positivo, la decisione aumenta il valore dell’impresa ed è da considerare positiva a prescindere dalle attuali esigenze di cassa o dalle preferenze relative a quando si spende il denaro.
Dato che il VAN è definito in termini di denaro oggi, le decisioni con VAN positivo permetteranno di aumentare il valore dell’impresa, sempre a patto che si siano considerato correttamente tutti i costi e benefici del progetto. Il criterio del VAN stabilisce che: quando si prende una decisione di investimento, occorre scegliere l’alternativa a cui corrisponde il VAN più alto. Scegliere questa alternativa equivale a ricevere il VAN corrispondente sotto forma di denaro oggi.
Arbitraggio
Quando ci riferiamo al termine arbitraggio, intendiamo la pratica di acquistare o vendere beni equivalenti in mercati differenti per sfruttare la differenza di prezzo, quindi con opportunità di arbitraggio ci riferiremo ad ogni situazione in cui sia possibile realizzare un profitto senza assumere alcun rischio né effettuare investimenti. Indicheremo mercato normale ogni mercato concorrenziale dove non sono presenti opportunità di arbitraggio.
La legge del prezzo unico stabilisce che se opportunità di investimento equivalenti vengono scambiate simultaneamente in mercati concorrenziali diversi, devono essere scambiate allo stesso prezzo in entrambi i mercati. Le opportunità di investimento scambiate nei mercati finanziari sono chiamate titoli finanziari. Il concetto di assenza di arbitraggio e la legge del prezzo unico hanno importanti implicazioni sui prezzi dei titoli. La legge del prezzo unico stabilisce che i prezzi di opportunità di investimento equivalenti dovrebbero essere identici.
Un esempio di titolo di questo tipo è l’obbligazione o titolo a reddito fisso. Tale legge, inoltre, è basata sulle possibilità di arbitraggio. Con il termine vendita allo scoperto indichiamo la vendita di un titolo (che non si possiede) prendendolo in prestito e, in seguito, restituirlo riacquistandolo o versando i flussi di cassa. Ricordiamo che in assenza di arbitraggio tutti gli investimenti privi di rischio devono offrire agli investitori lo stesso rendimento.
Con il termine portafoglio indichiamo una combinazione di due (o più) titoli. Con il termine additività del valore ci riferiamo al seguente concetto: dato che un titolo C è equivalente al portafoglio composto da A e B per la legge del prezzo unico, C e il portafoglio devono avere lo stesso prezzo. Prezzo (C)=prezzo (A)+prezzo (B).
L’additività del valore ha una conseguenza importante sul valore di un’impresa. I flussi di cassa dell’impresa equivalgono alla somma dei flussi di cassa di tutti i suoi progetti e investimenti. Quindi, proprio per il principio dell’additività del valore, il prezzo o valore totale dell’impresa è uguale alla somma dei valori di tutti i suoi progetti e investimenti. In definitiva il criterio del VAN coincide con la massimizzazione del valore dell’intera impresa: per massimizzare il valore complessivo dell’impresa i manager devono assumere decisioni che massimizzino il VAN. Il VAN di una decisione di investimento rappresenta il suo contributo al valore totale dell’impresa.
Le determinanti dei tassi di interesse
I tassi di interesse nominali indicano il tasso al quale il denaro verrà remunerato se investito per un certo periodo di tempo. Il tasso di crescita del potere di acquisto, corretto per l’inflazione, è dato dal tasso di interesse reale, che chiameremo r.
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