FILOSOFIE DEL'ASIA ORIENTALE
Interculturalità: es. il buddismo: nasce in India ma si sviluppa in
tutta l'Asia e anche in Occidente, nasce come tradizione
orientale ma diventa mondiale. Anche il confucianesimo nasce
come tradizione autoctona cinese ma il termine confucianesimo
è un latinismo (coniato dai missionari gesuiti del '500-'600), il
termine è quindi una creazione occidentale: una
mondializzazione del confucianesimo. Queste tradizioni
saranno anche riprese dagli illuministi (scoprono la razionalità
cinese dai gesuiti)= questo ha dato un impulso alla laicità
europea.
Le tradizioni si trasformano, e conoscono una pluralità di
interpretazioni: Campo di tensioni.
Dostojievski mette a cronfronto Cristo e il Grande Inquisitore-
questa figura appartiene al cristianesimo c'è quindi una pluralità
e una polarità che ritroveremo anche in altre grandi tradizioni
come nel confucianesimo.
Esso infatti è stato tante cose diverse, sia il confucianesimo
autoritario, sia quello che esprime l'idea di obbedienza e
rimostranza (cioè il dovere di dire al sovrano che sbaglia), ma
in occidente c'è un immagine stereotipata del dispotismo
orientale = questa è la pluralità di interpretazioni.
L'occidente ha sempre avuto un luogo comune, la concezione
Hegeliana dell'oriente immobile, senza pensiero, 'lo sviluppo
arriva da occidente', esso è il protagonista del progresso e
l'oriente è immerso in un sonno da cui l'occidente lo sveglierà:
è il mito costruito della cultura imperialistica occidentale.
Il pensiero cinese nasce durante il periodo degli stati
combattenti, un periodo di grande confusione, di grande crisi e
guerra: a partire dalla coscienza del conflitto si crea un
pensiero di armonia, bisogna costruire un mondo diverso da
quello, c'è necessità di armonia.
L'occidente ora si vede preso da una sorta di stanchezza e di
sfiducia nelle sue tradizioni ed è quindi affascinato e sempre
più interessato al pensiero orientale.
CRONOLOGIA CINESE
•prime tracce di popolazioni 1,7-1,6 milioni di anni fa
•neolitico 8500-1700 a.c
•le tre dinastie (Xia-Shang-Zhou)- Gli Shang praticavano il
sacrificio umano (quando seppellivano un Re sacrificavano
servitori e concubine da seppellire con lui), gli Zhou invece
aboliscono questa pratica (seppelliscono statue) e infatti
verranno presi come modello dai confuciani.
•475 a.c c'è la crisi del sovrano Zhou che non viene più
riconosciuto dai suoi vassalli, essi usurpano il titolo di Re e si
creano gli Stati Combattenti.
•221 a.c si forma l'impero centralizzato: nella guerra tra stati
aveva vinto il più spietato, Qin Shi Huangdi, anticonfuciano e
legista= il leggiamo è la scuola delle leggi, che dice di
governare incutendo timore; le leggi devono essere chiare,
uguali per tutti e devono essere un codice penale, quindi ferree
e spietate. Inoltre c'è responsabilità collettiva, cioè i
complici\testimoni\familiare di chi compie un reato (e che non lo
denunciano) sono puniti allo stesso modo con la stessa pena.
C'è una concezione spietata della politica, come in Macchiavelli
e Hobbes.
•La dinastia Han viene portata all'impero con una rivolta. Sotto
di loro i funzionari amministrativi avevano un educazione
umanistica e studiavano i classici confuciani (ma c'era lo stesso
pratica della corruzione): il sistema era aperto a chiunque
potesse concorrere. (verrà poi ripreso in occidente)
Colui che è ritenuto al vertice della scala sociale non è il
soldato (come in Giappone-Samurai), ma bensì il letterato
funzionario, quindi l'autorità civile.
Il leggiamo non verrà mai cancellato fino alla fine dell'impero
(1911) anche se attenuato e affiancato dal confucianesimo: è
presente un ibridazione di tendenze opposte, sono opposti
come complementari. C'è infatti una grande permeabilità di
tradizioni che non vengono mai percepite come escludenti
(Confucianesimo\Taoismo\Buddismo\ coesistono senza
ecludersi).
20\02
La dinastia Han è stata quella che ha plasmato l'identità cinese
(ancora oggi i cinesi si riferiscono a se stessi con la parola
han).
L'impero si concepiva come la totalità della civiltà umana (come
l'impero romano), era un idea di universalità molto diversa da
quella degli stati nazione odierni.
Sotto gli stato combattenti c'era libertà politica, di pensiero, di
ricerca ed era stata istituita un accademia in cui i letterati erano
chiamati a polemizzare tra di loro e a confrontasi, perchè si
cercavano le modalità di governo più efficaci; durante l'epoca
imperiale invece era l'imperatore e l'impero il depositario della
cultura.
Differenza con la Grecia: qui c'era un forte dibattito filosofico
con un pubblico di pari, mentre in Cina il maestro cercava di
convincere l'imperatore.
Via della Seta: il buddismo e l'islam arrivano attraverso questa
via.
Arte: vasellame, ceramica, statuaria, bronzo, i cinesi mettevano
insieme l'arte greca e l'arte indiana che avevano conosciuto
grazie alla Via della Seta.
Durante l'epoca Han l'arte presenta un grande realismo e
rappresenta spesso anche scene della vita quotidiana (per es.
porcili), niente è ritenuto troppo umile e viene rappresentato
tutto.
La Cina si è aperta all'occidente attraverso l'India, soprattutto
durante l'epoca Tang, la dinastia più aperta e cosmopolita che
la Cina abbia visto.
La Cina ha conosciuto una maturità culturale prima dell'Europa.
Prima Divisione: chiamato il periodo dei 3 regni (220-280 d.c.)
Il primo imperatore conosce una sorta di declino simile a quello
dell'impero romano, ci sono lotte fra la classe dirigente, c'è una
divisione territoriale e si arriva a un periodo in cui l'età media
era molto bassa, perchè c'erano guerre e congiure di palazzo
(molti imperatori muoiono giovani): si passa dalla classicità
all'introduzione del buddismo (che arriva dall'India), perchè c'è
la fine di un ordine e l'arrivo di questa religione viene visto
come una salvezza (analogia con l'occidente quando arriva il
cristianesimo).
Il buddismo ha valori totalmente diversi da quelli della
tradizione cinese precedente, questa crisi dell'impero ha
contribuito fortemente all'arrivo di questa nuova religione di
salvezza (non tutti la vedono di buon occhio, infatti i confuciani
la vedevano male), c'era una scoperta entusiastica di questa
nuova religione e il buddismo sarà accompagnato da una
fioritura fino al 1000.
Con l'arrivo del buddismo c'è stato anche un problema per
quanto riguarda la trascrizione dal sanscrito: questo ha portato
a molti pellegrinaggi verso l'India alla ricerca dei sacri testi da
portare in Cina che verranno poi tradotti da gruppi di letterati.
Seconda Divisione: "dinastie del Nord" "Dinastie del Sud" (386-
581 d.c.)
Il Secondo impero: •Dinastia Sui (581-618)
•Dinastia Tang (618-907), è l'apogeo della
civiltà cinese, è la società più aperta e cosmopolita che la Cina
abbia visto, c'è una grandissima passione e un grande
interesse per qualsiasi cosa venga da fuori, questo si riflette
molto anche nell'arte: l'arte buddista si evolve, il paradiso
buddista diventa una traspirazione del mondo terreno,
celebrano la goia del mondo.
A quest'età di unione seguirà un altro periodo di divisione (la
storia cinese è un alternanza tra imperi e divisioni).
Dunhuang: sito buddista che ha conosciuto il buddismo dalle
origini, infatti si affiancano rappresentazioni di storie di
ascetismo del Buddha a rappresentazioni di epoca Tang, quindi
molto sfarzose, il Buddha non è più emaciato ma è molto
regale, ornato, è una tipologia di arte che rappresenta la gioia
del mondo.
Louyang: è un altro sito buddista.
Il buddismo arrivando in Cina si trasforma diventando cinese:
scuola Chan (non fa riferimento a fonti indiane), è una scuola
buddista totalmente cinese che subisce influenze taoiste (x es.
l'enfasi sulla semplicità e sulla spontaneità, l'idea
dell'illuminazione possibile subito e inoltre è raggiungibile da
tutti perchè ognuno di noi la possiede dentro di sè e va
recuperata attraverso la semplicità, diffidano dell'autorità
scritturale)
Oltre alla via della seta esisteva anche un altra via, quella del
commercio marittimo, attraverso la quale è giunto l'islam. I
musulmani si metteranno anche a servizio dell'imperatore.
Oggi la diffusione dell'islam è difficile da quantificare ma esiste
in tutte le grandi città cinesi.
L'islam in Cina non è quindi arrivato per via della guerra ma si è
espanso per vie del tutto pacifiche.
•Dinastia Song (960-1279): La dinastia Tang aveva un
espansione territoriale maggiore. Durante questa dinastia
abbiamo una rinascita della tradizione confuciana, ma il
buddismo non scompare. La classe dirigente riscopre il
confucianesimo e muta molte pratiche del buddismo (es. le
pratiche di meditazione)
La tradizione confuciana ha due poli, uno si basa sull'idea di
governare il mondo, di dare un ordine al mondo (regalità
esteriore) e uno invece riguarda la santità interiore: solo chi è
capace di ordinare se stesso è capace di ordinare il mondo,
colui che governa infatti deve governare con il puro esempio.
Nell'epoca del confucianesimo imperiale ovviamente è prevalso
il primo aspetto, durante l'epoca Song invece viene posto
l'accento sull'interiorità, la spiritualità.
Il confucianesimo però non esclude le altre religioni.
Il rilancio del nuovo confucianesimo sarà la cultura egemone
nei funzionari letterati fino alla fine dell'impero.
A un certo punto in Cina il clero buddista è il massimo
proprietario terriero dell'impero, e diventa una minaccia politica,
quindi da qui iniziano una serie di misure restrittive che mirano
a ridurre il numero dei monasteri e dei monaci (se no sarebbe
successo come in Tibet dove il clero buddista diventa capo
politico).
In Cina era presente questa figura del funzionario letterato ed è
questa figura che ha motivato il rilancio del confucianesimo
perchè si rifiuta di dare il proprio potere ai monaci buddisti: il
letterato funzionario si vedeva come l'educatore del popolo e
doveva restare tale (il problema NON è teologico, essi vogliono
difendere il proprio potere personale, ruolo politico), erano loro
a dover governare non il clero.
I monaci sono accettati ma in una posizione che li esclude dal
potere politico.
C'è una libertà di culto e religione che però è controllata dallo
stato, è un idea della religione che non riguarda la teologia ma
la politica.
Tibet: c'è una forma di buddismo diverso da quello cinese= si è
unito alle religioni animiste pre esistenti (il buddismo si plasma
insieme alle culture che incontra per questo ne abbiamo di
diversi tipi).
Mongoli: L'impero mongolo diffida dai cinesi, e preferiscono
avvalersi di funzionari stranieri, avevano stranieri al loro
servizio (Marco Polo) ma NON cinesi che erano posti alla base
della scala sociale. Ai mongoli non importa molto dei cinesi,
cercano di attaccare i giapponesi (ma vengono fermati dal
vento Kami che distrugge la loro flotta)
L'impero mongolo è multietnico e incoraggia i dibattiti religiosi.
A un certo punto della storia cinese ci sarà una dinastia
mongola, la Dinastia Yuan, che occupa la Cina e tiene i cinesi
ai margini della vita pubblica, così loro si iniziano a dedicarsi
alla pittura e al teatro (la pittura è fortemente maoista, l'uomo è
rappresentato piccolo e fa parte di una grande natura).
Dinastia Ming: di nuovo una dinastia cinese, ed è l'ultima
etnicamente cinese
Dinastia Qing (si legge cing): è l'ultima dinastia in assoluto
(viene dalla Manciuria), e dal 1644 dura fino al 1911 quando
finisce definitivamente l'impero.
STORIA CONTEMPORANEA
1912: Repubblica Cinese
1949: Repubblica Popolare Cinese
Nella prima metà del 900 ci sono state grandi lotte tra comunisti
e nazionalisti (per es. strage di comunisti a Shangai), a partire
dagli anni '20 ci sono degli interventi del Giappone in Cina,
poiché dopo la prima guerra mondiale acquisisce dei territori
cinesi e da qui inizia la marcia per conquistare la Cina.I cinesi
si infuriano e nel 1919 nasce il movimento del 4 maggio , un
movimento di studenti che vogliono difendere il paese.
Il Giappone verrà poi sconfitto nella seconda guerra mondiale.
Scoppierà un altra guerra tra comunisti e nazionalisti e vincerà
Mao Zedong, comunista, e i nazionalisti si rifugeranno a Taiwan
(origine delle due Cine).
Dal '49 in poi inizia la fase maoista e parallelamente in
occidente c'è la guerra fredda (in Oriente c'è la guerra di
Corea).
Si cominciano a scatenare campagne contro la destra, per es.
la campagna dei 100 fiori, dove gli intellettuali sono invitati a
criticare il partito comunista.
Tra il '66 e il '76 si scatena un altra campagna di rivoluzione
culturale: Mao mobilita l'intero paese contro la classe dirigente
(questa rivolta ha avuto molte simpatie e ispirerà il '69
europeo).
26\02
Dante è popolare in Cina perchè aveva l'idea di un mondo
ordinato (per i cinesi ordinato da un saggio imperatore): ed è un
ideale politico e morale insieme, sul senso della moralità e della
giustizia= temi familiari all'occidente.
Spesso la Cina, viene vita come immobile, che guarda solo al
passato con un atteggiamento nostalgico, in realtà il
confucianesimo lo concepisce come rivolto al futuro (non
accettazione di un buio presente); Confucio si sente l'erede dei
sovrani Zhou, e deve consegnare una fiaccola alle generazioni
future: il passato deve essere RICREATO secondo una
progettualità politica= idea del rifiuto di arrendersi alla negativa
realtà presente.
Culto degli antenati: gli Zhou lo rielaborano, rifiutano ogni forma
di violenza, sarà una caratteristica del pensiero confuciano. La
dinastia precedente, gli Shang, avevano un usanza particolare,
quella di immolare una volta all'anno delle fanciulle in modo da
placare il dio del fiume, con gli Zhou vengono abolite queste
tradizioni (addirittura gli stregoni vengono mandati a morire sul
fiume come le fanciulle). Quindi i confuciani celebrano gli Zhou
per aver abolito queste tradizioni cruente.
I MITICI SOVRANI FONDATORI (Zhou)
•Re Wen , incarna la cultura (ha il primato)
•Re Wu, incarna la forza guerriera
•Duca di Zhou, era stato chiamato a investire il ruolo di
reggente e quindi avrebbe potuto essere tentato a un
usurpazione, invece quando il Re bambino diventa
maggiorenne gli cede il trono. è l'esempio di esercizio del
potere come servizio.
Questa unione tra moralità e politica viene ripresa ancora oggi
dai capi di governo cinesi.
Confucio dice che per governare non devi dare esempi di
violenza ma di moralità, di virtù= esempi virtuosi.
Ideale di regalità: la sovranità viene concepita come legittimata
dalla morale, è una diversa dalla continuità dinastica per stirpe
(Giappone).
Nozione di MANDATO CELESTE: Tianming (fato o destino)=
ciò che legittima l'esercizio di potere del sovrano è il Cielo
(suprema divinità per gli Zhou), è colui che concede al sovrano
la legittimità di governare; gli Zhou sentono di dover elaborare
questo discorso perchè avevano deposto e ucciso l'ultimo re
Shang (con la violenza quindi), ma lo leggitimano dicendo che
è stato il Cielo che ha voluto mettere fine alle scelleratezze
dell'ultimo Shang.
Il mandato celeste è REVOCABILE.
Mencio legittima così il regicidio, se un Re non è buono puoi
ucciderlo, e dice anche che colui che esprime il mandato
celeste è il popolo, il sovrano giusto è appoggiato dal popolo,
quello non giusto no.
La Cina ha una tradizione autoritaria (tuttora) ma questa idea
del mandato apre la strada a mutamenti= NON democratici, il
popolo è comunque visto come un bambino che deve essere
aiutato dal sovrano.
Il re però deve ubbidire a una norma di giustizia, questo limita
gli arbitri.
Sovrano: chiamato Tianzi, cioè figlio del Cielo, quindi è come
se il Cielo fosse il supremo sovrano, l'imperatore deve ubbidire
al Cielo.
La scuola legista invece identifica il sovrano con il Cielo stesso,
cioè non ha nessuno sopra di sè.
TIAN: è il Cielo e per gli Zhou è la divinità suprema, non ha
tratti personali, non è personificato (non esiste la teologia),
questa entità viene quindi evocata con tratti sfuggenti ed
elusivi.
Etimo di Tian: presunta origine antropomorfa (vedi quaderno),
quindi avrebbe un uomo al centro, ma c'è anche un altra
interpretazione, deriva da Ta+I= la Grande Unità, cioè la grande
potenza generatrice della natura.
Wang: significa sovrano (vedi quaderno), è quindi colui che
mette in relazione il mondo della natura e quello umano, l'alto e
il basso, è colui intorno al quale si costruisce l'ordine del mondo
, ne è l'asse.
MITO DELL'ETA' DELL'ORO ZHOU= è un proget
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