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madre del mondo.

L'idea dell'ordine del mondo dei confuciani è un ordine umano=

umanità e giustizia (parole chiave del confucianesimo).

Ordine del mondo della Cina arcaica : Il rito, Li. (vedi quaderno

per scrittura) Qualsiasi comportamento che prevede

formalizzazione è un rito (comportamento riutilizzato).

L'idea confuciana è quindi quella di un mondo governato da

RITI non LEGGI, i riti sono regole di comportamento che

includono tutto, idee di rispetto per ciò che va rispettato.

L'idea che il comportamento umano corrisponda ad un ordine

cosmico, incentrato sulla mansuetudine, sull'affetto e sul

rispetto: con questo atteggiamento costruisco un ordine del

mondo.

I confuciani non concepiscono il singolo, ma è dentro una rete

di rapporti sociali che lo costituiscono = non c'è virtù solitaria,

ma la socialità ha dentro tutto quello che serve per sviluppare

la virtù.

I riti sono esplicitazioni di sentimenti interiori, rispetto per tutti

ma graduato secondo gerarchie (fraternità per l'intero genere

umano).

La riduzione del culto a cultura: •Wen, far bello, abbellire.

•Xunzi (III sec. a.c.), Tianlun (trattato sul cielo: "Perchè si fa il

rito per la pioggia? Non per ottenere qualcosa. Il rito si fa per la

sua bellezza(wen)".

Il rito non serve ad ottenere qualcosa dagli dei, ma si fa perchè

è bello, in questo modo la comunità esprime il suo sentimento

di collettività, per condividere, per questo servono i riti, per

esprimere sentimenti e renderli compartecipati dalla società.

27\02 OCCIDENTE E ORIENTE : La Cina Come Altro

Simon Leys: sinologo belga vissuto in Australia, è tra i primi a

criticare il mito maoista che si era diffuso (mitologia intorno alla

rivoluzione culturale). La Cina ha incarnato l'ultima speranza

rivoluzionaria agli occhi dell'Occidente.

Meno Altri: India= l'India è dentro l'orizzonte greco, quindi

dell'Occidente, il sanscrito inoltre è una lingua indoeuropea

quindi più vicino alle nostre strutture linguistiche.

Culture islamiche\Islam= è fortemente incluso nell'occidente, se

pensiamo alle tre religioni monoteistiche l'Islam è presente,

inoltre gli Arabi hanno anche conquistato la Spagna, hanno

introdotto la matematica, e riportato alcune idee di pensatori

Greci: sono molto prossimi all'Occidente.

La Cina invece rispetto a queste realtà è estranea, non ha una

lingua indoeuropea, i contatti con il mondo Occidentale sono

arrivati più tardi e sono stati più radi= è l'Altro, anche l'idea

dell'essere, per es., in Occidente è molto presente, nell'antica

Grecia era cruciale nella filosofia, in Cina non c'è, manca

l'ontologia, esiste esserci ma non l'essere in quanto tale).

Pascal: nel '600 l'Europa aveva appena scoperto la Cina,

grazie ai gesuiti: sono loro a fondare la sinologia, sono i primi

che imparano il cinese: Matteo Ricci, gesuita, diventerà

estimatore del neo confucianesimo, imparerà il cinese e

scriverà saggi in cinese.

L'utopia dei gesuiti era quella di convertire l'Imperatore e la

classe letterata (confuciana), ma quest'idea non si realizzerà

mai: ottengono un ingresso a corte, sono stimati per quanto

riguarda le loro conoscenze scientifiche e dell'occidente, ma a

causa dell'intransigenza romana non riusciranno nel loro

intento. I gesuiti infatti secondo il papato annacquavano il credo

originale e vengono accusati di accomodarsi troppo della

cultura cinese. Controversia dei riti: secondo i gesuiti non

bisognava impedire ai cinesi di compiere i loro riti poiché tanto

avevano solo valore simbolico, ma la chiesa di Roma non

voleva, voleva imporre ai cinesi di smetterla= l'imperatore stava

per fare un editto per rendere tollerato il cristianesimo in Cina,

la chiesa Romana non ascolta i gesuiti e proibisce

all'imperatore di praticare i riti e così lui revoca l'editto.

Questa missione però anche se è stata un fallimento ha portato

l'Occidente a conoscere l'Oriente e la Cina, soprattutto a

scoprirne la cultura.

Quindi con Pascal si è in un epoca in cui la Cina è appena

stata scoperta ed è una scoperta paragonabile alla scoperta

dell'America, scoprivano un paese di straordinaria antichità=

viene rimessa in discussione la genesi, Pascal mette infatti in

relazione Mosè (Occidente) con la Cina, a chi si deve credere?

"Chi è più credibile dei due? Mosè o la Cina? Non si tratta di

considerare la questione in modo approssimativo. Vi dico che si

può' restarne accecati o illuminati. Ma la Cina oscura, dite voi.

E io rispondo: la Cina oscura ma c'è una chiarezza da trovare.

Cercatela" Pascal esprime lo sconcerto dell'Occidente per la

filosofia e la religione, in Cina non si sono poste le stesse

domande che in Occidente.

Archè: nella filosofia greca il tema dell'origine, del principio è

molto discusso ed è cruciale; nella cultura cinese non c'è

questo problema, a volte c'è la domanda (per es. su un mondo

che potrebbe aver avuto un creatore), però non ci sono libri

interi incentrati su questo, non c'è enfasi, anche se negli ultimi

anni sono stati trovati nuovi materiali e questo ha portato a

mettere in discussione questa teoria (infatti sono stati trovati

anche testi di cosmogonia), ma è ancora tutto da interpretare.

Paul Ricoeur 1960: •La distanza della filosofia occidentale dalle

'grandi esperienze dell'estremo Oriente': "La nostra filosofia è

greca di nascita. Il suo intento e la sua pretesa di universalità

sono situati. Il filosofo parla non da nessun luogo ma dalla sua

memoria greca. Da cui si leva la domanda che cos'è l'essere?

Vi sono culture che sono state accostate soltanto a livello

erudito, ma mai incontrate al punto di modificare la nostra

tradizione. è il caso delle civiltà estremo orientali. è questo a

mostrare come una fenomenologia orientata dalla domanda

filosofica di origine greca non possa rendere giustizia alle

grandi esperienze dell'India e della Cina".

Egli si occupa del problema del rapporto tra Occidente e

Oriente: l'occidente è incentrato sulla metafisica, l'essere,

mentre la Cina no quindi è difficile un rapporto tra i due. Però

ipotizza che in un futuro possa esserci un punto di vista

universale (non come la scienza che lo è già ma non è un vero

incontro); occorrerebbe un universale concreto fondato su un

incontro e una mutua esplicitazione radicale. Questo incorro è

avvenuto in gruppi isolati: la relazione resta lontana.

Sicuramente oggi questa distanza si è ridotta, grazie anche alla

globalizzazione (è più facile avvicinarsi a dizionari, classici,

testi, ecc), ma questi vengono comunque distanziati a causa

dei luoghi comuni e si rischia di incorrere in problemi:

•assimilazione: trattare l'Altro come se fosse identico

•estraneità\esotico: ingrandire la differenza, come se fosse un

altro pianeta (F. Jullien). = Duplice rischio del

rapporto con la Cina

Edward Said: fa una critica all'orientalismo, scrive un libro e

affronta il tema dello stereotipo dell'Altro in quanto oriente

vicino però, arabo\islamico.

Questo modello è stato poi fatto proprio anche dai sinologi che

si occupano di oriente più lontano.

Heiner Roetz: ha fatto una decodifica degli stereotipi creati

intorno alla Cina, contro due immagini in particolare:

•L'univocità, in ima pensano tutti una cosa sola- Il mondo

cinese in realtà è plurivoco, ha voci diverse

•l'idea di una Cina senza storia, la Cina HA storia in realtà.

Età Assiale: Età della storia umanità tra il V e III sec a.c. in cui

si manifestano, in luoghi diversi e distanti l'un l'altro forme di

razionalità innovative (Filosofia in Grecia, Buddha in India,

Confucio e Laozi in Cina, profetismo in Insraele); la razionalità

solitamente è lo stereotipo occidentale, gli occidentali sono

razionali, quindi l'occidente avrebbe irradiato il logos sul resto

del mondo, l'idea di Jaspers invece è che la razionalità non sia

un monopolio dell'Occidente, infatti in India il buddismo

rappresenta una rottura rispetto al periodo precedente in cui il

pensiero era fondato sulle caste, introduce un pensiero

razionale basato sull'universalità; Confucio e Laozi in Cina

introducono una novità razionale, una riflessione sulle

convenzioni= in una società convenzionale non c'è bisogno di

spiegazione e di giustificazioni, invece in un mondo che ha

conosciuto delle rotture deve essere introdotto un pensiero

razionale.

Stereotipo della Cina senza pensiero: conosce solo una banale

saggezza, sono cose che chiunque saprebbe formulare =

inferiorità cinese

Hegel: nella filosofia delle religioni trova una definizione per la

Cina: " la religione della misura", è un ideale presente nella

cultura cinese. Hegel però dice che l'occidente ha grado di

libertà, di pensiero, di interiorità, l'oriente invece no. La Cina

non ha pensiero, è immobile, incapace di essere dinamica, per

cui è l'antitesi dell'occidente che ha mobilità dinamicità e libertà.

"La Cina è l'immobile uno e la perpetua assenza di pensiero"

Franz Rosenzweig: "la stella della redezione", mette in

discussione l'idealismo tedesco, e sulla Cina segue lo schema

Hegeliano "si può' dire a lode del genere umano che in nessun

luogo, se non in Cina, un uomo noioso come Confucio ha

potuto diventare l'ideale classico dell'essere umano".

Weber: propone uno schema in cui lo sviluppo della storia è

incentrato sull'Occidente, anche lui aderisce allo stereotipo

hegeliano. Scrive un libro chiamato "Confucianesimo e

Taoismo" ma si avvale solo di fonti secondarie, è interessato

all'India e scrive un saggio in cui ricorrono temi hegeliani : •

Incapacità di sviluppo della Cina;

•Assenza di principio dinamico;

•etica confuciana: mero adattamento al mondo, al suo

ordinamento, e alle sue convenzioni;

•illimitata pietas

•tradizionalismo e conformismo

Marcel Granet: sinologo francese, scrive " il pensiero cinese",

anche lui è affascinato dall'idea di una Cina immobile, ma non

per criticarla, per celebrarla. "l'ordine dell'universo non è affatto

distinto dall'ordine della civiltà" "l'Etichetta è la sola legge grazie

alla quale si realizza l'ordine dell'universo" "la Cina antica, più

che una filosofia, ha avuto una saggezza".

Antitesti CINA\OCCIDENTE - SAGGEZZA\FILOSOFIA = idea

ripresa anche da Jullien ne "il saggio è senza idee o l'altro della

filosofia" = la tesi è che il saggio non abbia bisogno di pensare.

Anne Cheng: lei si oppone a queste tesi, ritiene che queste

siano frutto di un narcisismo occidentale. Diffida di queste

dicotomie schematiche. Secondo lei il conflitto va fatto non per

entità astratte ma per individualità concrete (singoli testi per

es.).

Dualismo astratto: schema ricorrente in occidente.

Non esiste un unico occidente e un unico oriente ma diversi

occ. e diversi orienti e non tutti gli occ sono in occ e viceversa.

LUNYU E LAOZI 5\03

Laotzu: significa vecchio maestro, è una figura leggendaria e gli

si attribuisce il Laozi o Tao Tejin.

Confucio= non ha lasciato testi di suo pugno, ma il suo lavoro è

stato raccolto dai discepoli nei Dialoghi.

Il testo di oggi è frutto di un lungo processo di gestazione che

parte dal IV sec. a.c.

Le origini del confucianesimo sono quindi spontanee, non

istituzionali, solo poi diventerà un ideologia statale.

I dialoghi confuciani: sono molto brevi, sono frammenti di

conversazione e apparentemente non hanno nulla in comune,

sono numerati e raccolti in libri.

1.1= Il Maestro disse: , maestro è Confucio.

Junzi= l'uomo di valore (vedi quaderno per scrittura), questo è

un termine che appartiene al linguaggio precedente,

letteralmente questo carattere (Junzi) significa figlio del

sovrano perciò nobile. Con Confucio diventa nobile virtuoso,

nobile moralmente, sotto la guida di un maestro = i discepoli

devono diventare Junzi grazie al maestro.

Questa nobiltà si irradia all'esterno non è solo interna = colui

che ordina se stesso sarà in grado di ordinare il mondo con

l'esempio = è la vocazione politica, già sotto gli Zhou era la

nobiltà a governare, adesso è la nobiltà MORALE che governa.

Diventa un ideale morale ed è accessibile a tutti.

Mencio (discepolo di Confucio) dirà che chiunque può diventare

il più grande dei saggi, è un affermazione di potenziale uguale

per tutti gli esseri umani.

Xiaoren (sciaoren)= uomo dappoco, è l'antitesi del Junzi l'uomo

esemplare, è l'essere meschino quello che persegue il proprio

tornaconto egoistico (vedi quaderno per scrittura); niente però

gli vieta di diventare Junzi.

Deride tutto ciò che va rispettato (per es. il maestro) mentre

l'uomo di valore sà rendere omaggio.

Un altra differenza è che lo Xiaoren è un chiacchierone mentre

il Junzi è un uomo di poche parole ( il confucianesimo valorizza

molto il silenzio).

Egosimo vs Altruismo= l'uomo di valore è dedito al bene altrui,

lo Xiaoren pensa solo a se stesso.

L'uomo di valore inoltre accettai Fato, sa distinguere cosa è in

suo potere e cosa è nel potere di Thien, sa di non essere

onnipotente, accetta anche la mala sorte =tratto di

apprezzamento della vita, ma sono anche pronti a sacrificarsi

per l'onore (a differenza dell'uomo da poco).

Questi due tipi non sono ontologicamente contrapposti, non

nasci o uno o l'altro, ma puoi diventarlo.

Lo Xiaoren è preda dell'esteriorità, dipende da ciò che è fuori di

lui, l'uomo di valore invece ha il valore di se stesso (tratto un

po' stoico), ama la propria sorte e fa della sua vita un continuo

perfezionamento.

REN (vedi quaderno per scrittura), composto da due caratteri

uomo e due: è una parola chiave nei dialoghi=IL SENSO

DELL'UMANITA' (o benevolenza).

Il senso dell'umanità si esplicita con le relazioni con gli altri; la

prima relazione che viene evocata nei dialoghi è l'amicizia, è

una relazione paritaria (idea della fraternità universale).

L'idea confuciana è articolata, non c'è un prossimo generico e

non c'è un Dio, c'è un maestro, dei discepoli, il sovrano, i

sudditi, padri, madri, figli, fratelli minori o maggiori, ecc. = l'idea

del Ren include tutti, ed equivale all'amore per tutti gli esseri

umani.

C'è un legame di reciprocità: rapporto genitori-figli= i genitori si

prendono cura dei figli da piccoli, viceversa quando i genitori

diventano vecchi saranno i figli ad occuparsi di loro,

restituiscono la cura, questa è l'idea della reciprocità

confuciana, è il modello delle relazioni umane, c'è l'idea di uno

scambio continuo = c'è un patto di solidarietà.

Senso di relazione fra anziani e giovani= spesso è percepito

come stereotipo, soprattutto nella Cina del '900, ma il

confucianesimo non riteneva che il giovane debba sottostare al

vecchio, anzi il giovane è potenzialità, può' diventare qualsiasi

cosa.

Ha dei versanti gerarchici e altri paritari.

Obbedienza= ne parla nel secondo passo dei dialoghi: però

l'obbedienza su cui insiste non è obbedienza a qualsiasi

potere, ma è obbedienza a norme di giustizia. Si obbedisce al

senso di umanità e giustizia= il suddito leale non obbedisce a

qualsiasi ordine del sovrano, se il comportamento del sovrano

non è moralmente giusto allora bisogna non obbedire, è un

dovere del giusto suddito.

Il confucianesimo non esclude l'uso della forza, giustifica

(Mencio) la guerra contro il tiranno, anzi è doveroso = Mencio

prende come ipotesi il regicidio (il comportamento solito è la

mansuetudine, ma proprio per questo contro il tiranno bisogna

essere attivi).

6\03 MANCA

12\03 INTRODUZIONE AL TAOISMO

L'origine è attribuita al vecchio maestro , Laozi (personaggio

mitico). Ci sono molte leggende legate a lui , una delle più

importanti è quella che riguarda la sua sparizione: se ne va in

occidente, passa attraverso la frontiera e lascia il Daodejin a un

ufficiale= si dirà poi che Buddha è Laozi che ritorna

dall'occidente, è Laozi rincarnato (questo allude a una verità

storica perché il buddismo si è fuso con il taoismo).

Daodejin= è un testo diverso dai Dialoghi di Confucio,, i

dialoghi ostentano la banalità (è un parlare modesto), il

Daodejin invece ha un linguaggio poetico folgorante (scritto

all'inizio sul bambù e sulla seta), è un testo articolato, ritmato e

rimato che probabilmente veniva ripetuto a memoria (c'è

legame tra scrittura e oralità, il leggere è spesso un esperienza

pubblica e condivisa, si leggeva ad alta voce)= il

Laozi\Daodejin aveva un valore mistico e religioso.

Incipit: aspetto paradossale: voler rappresentare attraverso il

linguaggio un aspetto indicibile, la parola preponderante è

DAO, Via= la totalità della realtà, il grande tutto, una realtà

infinita (non ha inizio e non ha fine), è uno dei grandi temi del

Taoismo, l'ineffabilità della Via, vista come un mistero.

La Grande Madre: è la Via, la grande potenza generatrice della

vita.

Verso 1-2= si presenta l'antitesi tra dicibile e indicibile; il

linguaggio dà il nome, abbiamo bisogno di designare, quindi è

un attività necessaria, ma al di là dei nomi c'è una realtà infinita

che non ha nessun nome ma che per comodità chiamiamo Via

(propriamente non è nominabile)= è un paradosso (si tenta

attraverso il linguaggio di nominare qualcosa che sta al di là

della realtà visibile), è l'infinita potenza generatrice; questa Via,

Dao, non è divisibile dagli esseri, non c'è una dicotomia tra ciò

che è eterno e ciò che diviene: nella tradizione occidentale

monoteistica creatore e creatura sono divisi, questo non

avviene nell'orizzonte maoista perchè abbiamo un infinita

realtà, la natura eternamente genere vita e in ciascun essere

(anche il più infimo come il bambù) è presente il Dao, non c'è

antropocentrismo.

Acqua= è il simbolo del Taoismo, perchè è simbolo del continuo

scorrere, dell'eterno, l'acqua scorre incessantemente.

Dentro il divenire c'è l'unione degli opposti, e quest'unione si

crea a partire da un vuoto= immagine del grembo materno= il

vuoto genera il pieno, non ne è la negazione, è potenzialità di

pieno: funzionalità del vuoto, è infinita potenzialità.

Dal silenzio nascono i nomi.

Diecimila esseri: rappresentano l'infinità degli esseri, tutti hanno

un nome ma sgorgano da qualcosa che non ha nome, però noi

possiamo darle un nome e la chiamiamo Madre , questa è una

differenza sostanziale con il Confucianesimo dove si vedono

solo figure maschili, le donne non sono nominate.

Ren confuciano= può essere sia maschio sia femmina, significa

essere umano, però la scuola confuciana viene trasmessa agli

uomini (maestro-discepolo), nel mondo antico la società è

patriarcale= il potere culturale è dei maschi; Mencio verrà

educato da sua madre e farà spazio nei suoi testi alle donne ,

include il femminile, parlerà del sovrano come padre e madre

del popolo.

Nel Taoismo però si vede qualcosa di diverso, infatti il grande

tutto è chiamato Madre= primato femminile (fin dall'inizio), è la

potenza originaria.

Si evoca da un lato il desiderio e dall'altro l'assenza di desiderio

= la realtà della Via ci mette di fronte ancora una volta il

nominabile e l'innominabile e il finito e l'infinito, la Via è infinita

ma si manifesta attraverso esseri limitati.

Unità della realtà: non è scissa, è una, c'è un unità e se noi

vogliamo salvarci dobbiamo ricongiungerci con la natura, con la

fonte da cui siamo nati, non dobbiamo avanzare come

dicevano i confuciani, ma dobbiamo regredire, tornare al

semplice, vicino alla spontaneità.

"Arcano degli Arcani"= senza fondo, mistero dell'essere senza

fondo (mare blu, cielo), senso dell'infinità della natura, la

percezione religiosa è di questo mistero della natura, il prodigio

della vita cosmica. Sentimento di unione con la natura (fonte

per l'arte cinese).

13\03

Mencio (IVsec.) e Xunzi: la filosofia confuciana non è unitaria,

univoca, ma presenta caratteristiche differenti. Mencio è l'erede

di Confucio e dopo il neoconfucianesimo a partire dal 1000

verrà proclamato unico erede. La constatazione che la linea

ortodossa è la sua avviene per dopo 1000 anni e avviene per

dinamiche politiche. Mencio viene paragonato a Platone:

triade= Confucio\Socrate- Mencio\Platone- Xunzi\Aristotele.

Xunzi è l'antagonista (III sec. a.c.) di Mencio, grande

esponente anche lui del confucianesimo, ma è un

confucianesimo più pragmatico. Differenze= stilistiche: Menzi,

dialoghi, articolati e ampi, più di quelli di confucio, c'è necessità

di argomentare perchè dopo la diffusione dei testi confuciani

c'erano molti nemici e antagonisti come i taoisti (natura no

cultura), i moisti e i legisti e altre scuole di pensiero. Quindi si

apre un grosso dibattito e in questo clima era necessario

motivare ed argomentare le tesi confuciane.

Xunzi invece preferisce al genere dialogico quello del trattato.

Alcuni testi esemplari per approfondire temi: Mencio "la scelta

tra vita e giustizia", Mencio aveva codificato il dovere alla

rimostranza e il potere quando questo diventava ingiusto.

Mencio rafforza in questo testo il concetto tra vita e giustizia=

antepongo la giustizia alla vita stessa. Questo dovere di

rimostranza entra nella cultura e nella vita della classe

dirigente, i letterati\funzionari, che con atti concreti manterranno

in atto questo loro dovere; ad esempio la storia del genrale

Liling il quale persa una battaglia incombe nell'ira

dell'imperatore che lo vorrebbe giustiziare (per il principio di

solidarietà familiare dovrebbe giustiziare tutta la famiglia dal 3

grado ascendente al 3 discendente), un funzionario lo difende

ed incorre in evirazione, affrontando la pena (contrariamente a

tutti quelli che condannati si suicidavano).

Potere vs Uomo di giustizia (giunsi). Il libro può essere letto

come incentrato sul senso di umanità dell'uomo di valore in

antagonismo con il potere ingiusto= come reazione

all'ingiustizia invoca un sovrano giusto, che sia padre e madre

del popolo (che non abbia fame di massacri).

Mozi= antagonista di Confucio, 480-390 a.c. , fa una grande

riflessione sul disordine , in antitesi con Confucio, per il quale

se il mondo è governato dal male del male non ne parliamo ma

parliamo del bene. Mozi fa la scelta opposta, non considera

parlare del male disdicevole. Nomina il male che governa il

mondo.

Usa uno stile esplicito , argomenta, ponendo esigenza di un

dibattito argomentato sulla forma e i modi di governo. Non gli

bastano i testi di Confucio in cui si appella a un età dell'oro per

legittimare la sua visione politica. Mozi parte dalle elucubrazioni

confuciane, inizia ad esprimere riflessione sul Ren , quindi una

categoria confuciana, ma l'affronta in modo polemico = no agli

uomini di valore: ostilità contro cultura, letterati contro riti e la

musica è vista sotto una visione utilitaristica= serve a me? no

quindi è inutile.

I moisti si organizzano come ordine cavalleresco , combattono

contro tutti gli aggressori in difesa degli aggrediti.

Sviluppano tecnologie per la difesa militare. Predicheranno

ordine e disciplina, non amano le élite di governo, ma godono

di privilegi e si dedicano alla cultura. Sarà molto fortunato

durante l'epoca degli stati combattenti. Però con l'impero

confuciano il monismo scompare, vittima di censure da parte

dell'ideologia confuciana, riaffiora dall'oblio negli anni del '900

quando la Cina dovrà rincorrere lo sviluppo occidentale e avrà

grande fortuna in epoca maoista perchè visto come

celebrazione del lavoro.

…foto appunti

19\03 MOISMO E LEGISMO

Mozi: compito del saggio= governare il mondo (per farlo deve

sapere da dove viene il disordine= dall'assenza di reciproco

amore).

Rifiuto della cultura: rifiuto della musica, dei riti funebri, del

fatalismo confuciano, atteggiamento utilitaristico, morale

retribuita e Dio Personale (Tien), che premia e punisce e si

manifesta in modo attivo.

Scuola delle leggi, Legismo: Han Fei è autore di una prosa

rigorosa e il maggior teorico del legismo, era balbuziente.

Rapporti tra leggiamo e confucianesimo= Li Si e Han Fei sono

entrambi allievi del confuciano Xunzi. I pensatori del legismo

non pensano che gli uomini siano più malvagi che nell'antichità,

ma pensano che i beni siano minori; per loro è insensato

parlare di tempi antichi, ora sono diversi, c'è più conflitto perchè

la popolazione è aumentata e i beni sono diminuiti (ragionano

in termini molto materiali).

La cultura istituzionale dell'impero a partire dalla dinastia Han si

commuta in una sintesi tra confucianesimo e legismo (l'impero

nasce come legista)

Legisti: Han Fei (233 a.c.)- teorico

Guanzi

Shangjunshu (338 a.c.)

Shang Yang

Li Si (208 a.c)

A parte Han Fei gli altri sono tutti uomini di governo.

Separano il tema della politica dalla morale (simile a

Macchiavelli).

Muoiono tutti di morte violenta, muoiono a causa di quel potere

e di quelle leggi che hanno contribuito a creare.

Era un periodo di lotte di corte molto violente, c'era un clima

cruento.

Per loro il sovrano è l'unico al di sopra delle leggi.

Shang Yang= "è nella natura dell'uomo inseguire il profitto, così

come l'acqua segue la linea di maggiore pendenza"= sono gli

interessi egoistici a muovere gli uomini.

Se vuoi essere temuto devi suscitare paura , ma deve esserci

anche un sistema di ricompensa.

Han Fei= temi analoghi: non è l'amore che induce

all'obbedienza ma il timore, per evitare il castigo obbedisco, la

legge deve essere impersonale.

Idea che tempi nuovi richiedano metodi nuovi= diverso dai

confuciani che guardavano all'antichità, loro propongono nuovi

metodi (per questo sono piaciuti a Mao perchè hanno

propensioni diverse).

Fa, Legge (vedo quaderno per scrittura): •connotazione

eminentemente penale

•nozione di responsabilità collettiva (ha accompagnato tutta la

storia dinastica cinese fino al 1911)

Il confucianesimo imperiale viene a patti con il legismo: etica

confuciana + leggi legiste.

Il confucianesimo imperiale è diverso da quello delle organi,

assume una consuetudine più autoritaria, non si parla più di

mansuetudine (mettono insieme cose contraddittorie).

Idea del castigo esemplare(praticata anche in Europa).

Il confucianesimo sottolinea il limite della sovranità, il sovrano è

figlio del Cielo, anche lui deve ubbidirgli, il legismo invece

definisce il sovrano alla pari del cielo, sta al di sopra di tutto,

anche della legge.

Li, profitto (quad per scrittura): il monismo è fautore di

utilitarismo sociale, la nozione di profitto invece è respinta da

Mencio, perchè l'azione morale è disinteressata e ha il suo

premio in se stessa.

Li, Riti: i legisti sono a favore delle leggi uguali per tutti tranne

che per il sovrano, ma il rito differenzia (quindi non sono a

favore dei riti), i confuciani invece sono contro le leggi uguali

per tutti.

Confucianesimo del IV-III secolo: Mencio e Xunzi= due vie

diverse per difendere il confucianesimo contro i rivali: Mencio

segue la nozione di Ren (senso dell'umanità), Xunzi invece

quella dei Riti (tradizionali norme di condotta).

Mencio= enfasi del non uccidere (sovrano mansueto) che si

contrappone ai legisti= il sovrano cruento, l'impero (visto come

la totalità della civiltà umana) nasce dal sangue.

Il potere nasce dal sangue, nasce nell'uccisione, ma per

conservarlo non basta la forza\violenza, servono i riti che

costruiscono la moralità pubblica= in questo i confuciani

saranno maestri.

Dovere di rimostranza= nei confuciani il sovrano non è esente

dal diritto morale, invece dal legismo lo è.

Diverse antropologie: diverse concezioni dell'umanità e quindi

diverse ricette di governo: DIBATTITO DEL IV sec. a.C.

20\03

Idea del'universalità del Ren: Mencio (anche il disamore è

universale, dai più lontani ai più vicini, se non ti importa di quelli

lontani preoccupati di quelli vicini)

Mencio= la responsabilità del conflitto non è di tutti ma è di chi

ha il potere di decidere il conflitto : RESPONSABILITA' DELLA

CLASSE DIRIGENTE.

Per Mencio se il mondo va male non è colpa del popolo ma di

chi ha la responsabilità di governo (è contro la guerra di

conquista perchè porta catastrofi).

Idea di Mencio del futuro: ha fiducia nel futuro "se fai quanto è

bene, nelle future generazioni vi sarà qualcuno che regnerà da

autentico sovrano"; è un' utopia nella sua epoca, parla in

termini profetici, ha speranza nel futuro (spirito messianico).

Tutti i suoi temi sono legati alla politica, al buon governo= è la

preoccupazione fondamentale (etica e politica), hanno un idea

di dover cercare la sovranità capace di creare un mondo

armonioso.

Senso del destino: è la nozione di mandato celeste, Tianming=

è l'idea di qualcosa di inevitabile, l'uomo di valore accetta

qualsiasi cosa (tema non apprezzato dai moisti)= serenità di

fronte al fato, non è nelle mani dell'uomo (AMOR FATI= libertà

morale del Junzi)

Progetto confuciano: progetto di un mondo possibile creato sui

cardini del senso dell'umanità e della giustizia.

Semplicità della via= sia Mencio sia Confucio dicono che la via

del Ren è semplice, è una via vicina e facile.

Il linguaggio confuciano parla del senso comune, insiste sul

comune e sul semplice= comincia da ciò che è vicino a te e

potrai cambiare il mondo (diverso dai legisti e moisti).

Stoicismo= "fra morte prematura e in età avanzata non c'è

differenza. tu renditi perfetto e attendi il decreto" : non curarti di

ciò che non è nelle tue mani, sottolinea il senso del limite, però

c'è qualcosa che è in potere degli esseri umani, la loro

possibilità di perfezionarsi.

Santità interiore= l'ideale menciano è quello di un re come un

santo, l'homo di valore è in pace con se stesso e con gli altri

(accento mistico), il cuore del santo contiene il mondo intero.

I "sudditi" del Cielo= Mencio fa una graduatoria di una serie di

persone diverse ma con scalini diversi: •buoni servitori dello

stato (che compiacciono solo il sovrano);

•i buoni servitori dello stato che non pensano solo a

compiacere il sovrano;

• sudditi del Cielo: attuano quello che può essere esteso al

mondo intero;

•grandi uomini: perfezione, proiettano la perfezione sul mondo

è una gerarchia etica, fondata sulla norma etica. Sono

comportamenti che partono dal particolare per arrivare

all'universale (l'uomo che vale di più è quello che fa qualcosa

per il mondo intero).

C'è dissimetria tra potere politico-SOVRANO e norma etica-

JUNZI= potere conflittuale tra sovrano e il suo ministro, non c'è

coincidenza tra l'uomo di potere e quello di valore, chi ha la

virtù NON ha il potere, chi ha il potere NON ha la virtù, l'ideale

sarebbe l'unione di morale e potere in un unico individuo,

quello sarebbe il sovrano perfetto.

C'è anche l'idea che l'esercizio del potere deve essere

indirizzato al bene del popolo.

Mencio dal suo libro fa trasparire l'idea della sua ambizione=

ma considerando la realtà lascia il compito alle generazioni

successive.

Egli da un immagine squallida degli imperatori del tempo.

Una dimensione "in alto e al di sopra"= l'uomo di valore ha una

vocazione al governo ma non se ne rallegra, si rallegra di:

•armonia familiare (il mondo si ordina a partire da qui);

•sapere di non avere nulla di cui vergognarsi di fronte al cielo e

agli uomini (l'uomo di valore si sente appoggiato se realizza la

morale dentro di sè, , è una dimensione al di sopra delle

condizioni umane);

•ruolo educativo: è la terza cosa che da gioia all'uomo di valore,

prepara il futuro avvento di chi potrà governare sul mondo (non

è il potere a dargli gioia)

Mencio ha il mandato celeste pedagogico= non c'è una regalità

degna di questo nome quindi il maestro deve preparare il

progetto politico volto al futuro.

Scelta fra vita e giustizia= Mencio antepone alla vita la

giustizia, è una scelta morale (suicidio stoico).

Problema della verità= in Cina è un problema che si pone in

ordine processuale\documentale

Xunzi, RITI

Stato di natura: conflitto che genera la lotta= vengono istituite le

norme di condotta= l'ordinamento rituale è differenziato

(ripartizione in base alla gerarchia sociale), però mette fine allo

stato di natura in cui tutti combattono contro tutti, i desideri

vengono saziati, non vengono cancellati ma si trova una

MISURA.

I desideri umani (sono illimitati), vanno commisurati, vanno

educati, devono trovare un limite= condividere ciò che hanno

su una scala misurata.

C'è un idea della società molto differenziata.

Esempio della lunga marcia= sono morti in tantissimi, i dirigenti

si sono salvati solo perchè non camminavano, venivano

trasportati in palanchino: partito comunista cinese

CONFUCIANO.

I rapporti di Xunzi con Li Si (primo ministro dell'imperatore,

legista) e Han Fei (legista)= erano suoi allievi.

I legisti condividono l'idea di Xunzi ma per loro la leggere è

SCRITTA, per Xunzi invece sono Riti, norme non scritte ma

consuetudinarie.

Per i confuciani le leggi sono diverse per i legisti invece uguali

per tutti.

Antropologia dei legisti= condividono con Xunzi un immagine

pessimista della natura umana, le motivazioni della natura

umana risiedono nell'interesse egoistico.

Affinità dei legisti con Macchiavelli e Hobbes: l'idea dello stato

di natura come guerra di tutti contro tutti\ l'idea di fare i conti

con la realtà effettuale, non parlano di come il mondo dovrebbe

essere ma di com'è.

Han Fei si rifiuta di parlare di amore e di senso dell'umanità,

non è l'amore a produrre obbedienza ma il timore (solo che

quando il popolo vive troppo nella paura finisce per non averne

più e si ribella, il sovrano quindi non deve farsi odiare).

Legismo come ideologia totalitaria: il sovrano non è figlio del

Cielo ma è il Cielo stesso \\ devi denunciare il padre se va

contro la legge , la logica va al di sopra del rapporto familiare

(diverso dai confuciani).

La logica del legismo è che la legge deve essere

TOTALMENTE IMPERSONALE.

Damnatio Memoriae: demonizzazione postuma dei legisti, a

partire dagli Han, sono visti male, come malvagi anche se il

confucianesimo imperiale è un ibridazione.

9\04

Termine filosofia: termine generico , nasce in Grecia "ricerca

della conoscenza" \ amore del sapere, implica un

atteggiamento di ricerca.

Nozione di verità: aletheia= è qualcosa che va ricercato.

La filosofia è anche una pratica sociale e politica.

Il pensiero dell'oriente in che cosa si distingue da quello

occidentale? il termine filosofia viene coniato in Giappone solo

nell'800 (neologismo), poiché i giapponesi iniziano ad

interessarsi al mondo occidentale e in particolare al pensiero

tedesco, questo neologismo sarà copiato anche dai cinesi:

TETSUGAKU "disciplina che affronta i principi fondamentali del

problema concreto e reale della vita umana e che si occupa del

principio supremo della realtà".

Per il cinese antico le procedure di logica non hanno suscitato

molto interesse.

•coincidenza di dimensione estetica e filosofico-religiosa:

pensiero filosofico e religione in Giappone sono convergenti.

In oriente c'è permeabilità delle tradizioni, diverso dall'univocità

occidentale (monoteismo esclusivo).

1- coincidenza delle antinomie (degli opposti), idea molto forte

che gli opposti vengono costruiti come complementari non

come esclusivi : essere e nulla\ nascita e morte\ ecc.

2"i fiori del vuoto" caducità: ogni realtà è transitoria, il mondo è

una realtà labile, IDEA DELL'IMPERMANENZA, la realtà non è

fatta di cose permanenti e durature (insostanzalità).

Rapporto tra pensiero e linguaggio: lingue alfabetiche

occidentali= struttura logico-sintetica che mira alla conoscenza

tramite la definizione della cosa nominata (il logos esprime

direttamente e esaurientemente la cosa di cui è il nome);

lingue orientali: struttura dialogico-analitica che mira a stabilire

una relazione tra il locatore e la cosa nominata, non mirano

dunque all'ideazione , ma a indicare l'esperienza intellettuale e

non, che il rapporto con la cosa produce nell'uomo= è un

esperienza vissuta, non c'è enfasi sul nominale ma sulle

relazioni con la realtà.

-I contatto con l'occidente: "Sakoku" 1639-1854= due secoli di

chiusura alle influenze esterne, a partire dalla metà dell'800

invece c'è una svolta, il Giappone scopre la potenza

dell'occidente e decide di impadronirsi della sua

potenza\sapienza.

-Relazionalità costitutiva: non si parla del singolo ma delle

relazioni= l'essere umano è pensar come concretizzazione di

relazioni e ogni cosa è il prodotto di un interdipendenza : rete di

relazioni= la relazione è ciò che prevale su tutto. Ogni cosa è

prodotta dall'interdipendenza originaria, senza inizio e senza

fine.

Incontri inter culturali: Buddhismo e daoismo= incontro

fondamentale per la formazione del pensiero filosofico e

religioso giapponese.

Concezione del Vuoto costitutivo di daoismo e buddismo, si

incontra con il sentimento della transitorietà, dell'impertinenza e

dell'inconsistenza dei fenomeni che è elemento caratteristico e

fondativo dell'identità culturale giapponese.

I KAMI: •piuttosto che spiriti inerenti alle cose i Kami sono le

cose stesse intese come realtà animate dotate di vita propria;

• concezione della natura come organico fondamento spirituale

di tutta la realtà è alla base della forma mentis giapponese;

• 8 milioni di Kami, numero simbolico, non sono quantificabili;

• non si tratta di panteismo: non ogni cosa è Kami, ma qualsiasi

cosa ritenuta dotata di forza propria (benevola, neutra,

maligna);

• si può' trattare di animali, elementi naturali, manufatti;

• "qualsiasi cosa apparisse straordinariamente impressionante,

possedesse qualità di eccellenza, di virtù, e ispirasse un

sentimento reverenziale era chiamato Kami";

• il riconoscimento di questa qualità vitale intrinseca è elemento

peculiare della sensibilità estetica e religiosa giapponese;

• funzione sociale e politica del culto dei Kami;

• il clan si definisce in termini di fedeltà dei membri al

medesimo Kami.

C'è quindi una concezione della realtà come animata da

energie che stanno dentro la realtà stessa, è una concezione

della natura come universalmente animata.

La forza spirituale è presente nel piano dell'impertinenza.

- Rapporto con la natura: relazione uomo-natura= non è

rapporto tra soggetto e oggetto ma di appartenenza intrinseca.

Conoscenza delle cose come entità corporee e spirituali

insieme.

Relazione di co appartenenza , non c'è un diverso tipo

qualitativo.

-Assenza di dualismo: c'è continuità tra mondo divino\umano e

naturale e anche tra vita e morte e quindi lo spirito è dentro il

mondo dei fenomeni e c'è compenetrazione tra dimensione

religiosa\ estetica\ politica.

10\04

Apporti esterni: - originalità della rielaborazione giapponese

degli apporti provenienti dall'esterno

- VI sec: introduzione del buddismo (in Giappone)

- introduzione del cinese come lingua scritta (la Cina è stata a

lungo egemone rispetto al Giappone)

-(primi contatti culturali con la Cina a partire dal III sec d.C)

- i coreani inizialmente come intermediari tra Cina e Giappone

La cultura giapponese non è chiusa e ripiegata su se stessa

(come qualsiasi altra cultura, sono tutte aperte), conosce

periodi di grande apertura (il grane modello è quello cinese)=

però non è una pura imitazione cinese, sviluppa elementi di

forte creatività.

Dalla Cina: Buddhismo e Confucianesimo

•il buddismo è inizialmente percepito in funzione politica e

magica (come nuovi Kami): I tre Gioielli (Buddha, Dharma e

Sangha), concepiti come Kami di grande potenza in grado di

proteggere la nazione.

• dal 594 il buddismo è religione ufficiale

• il buddismo inizia ad assumere caratteri autonomi , pur

restando collegato alla religione naturalistica autoctona, con

Shotoku Taishi (574-622)

Il buddismo ha carattere terapeutico, vuole porre fine al dolore

dell'esistenza umana= vivere è soffrire (simile a Shopenauer) ,

come fare a smettere di soffrire ? fermare il desiderio

eliminarlo, noi siamo esseri desideranti e siamo infelici perchè

vogliamo quello che non abbiamo e quando ce l'abbiamo

abbiamo paura di perderlo quindi soffriamo lo stesso= idea del

possesso labile, dell'impermanenza di tutte le cose.

Quindi bisogna fare un operazione in cui si parte da se stessi.

Il buddismo è tollerante, non ha discriminazioni nei confronti di

altre religioni, ci convive.

Il Buddha è una realtà storica ma è diventata una figura

mitizzata.

Dharma= legge buddista \ Sangha= comunità monastica

In Giappone e Cina non c'è separazione tra culti diversi.

Il buddismo ha dei caratteri autonomi ma entra in contatto con

le religioni autoctone.

Etica altruistica: evitare l'egocentrismo e realizzare la

benevolenza e la compassione.

Buddismo Indiano= prevale la via monastica, atteggiamento

che evita l'egocentrismo

Buddismo Zen= illuminazione qui e ora, subito e per tutti:

elementi che derivano dalla spontaneità taoista.

-Costruzione dei 17 articoli (604): •concezione confuciana

dell'armonia delle relazioni umane CONFUCIANESIMO+

• concezione buddista dell'impermanenza BUDDISMO +

• prescrizione di un etica altruistica TAOISMO+

• esortazione alla venerazione dei Kami: mette insieme

elementi shintoisti SHINTOISMO

-Buddhità: essere come il Buddha, è presente in tutti gli esseri,

hanno tutti la stessa capacità di attingere all'illuminazione=

bisogna porsi in una condizione psicologica di non

ottenebramento, ogni essere è potenzialmente un Buddha

(concezione democratica) = anche se viene da una cultura

castale (India); è simile alla metafora dei germogli di bontà di

Mencio.

Elemento confuciano: l'aspetto privilegiato dai giapponesi è

quello gerarchico; ci sono 5 relazioni : Sovrano\ministro-

padre\figlio- marito\moglie- fratello maggiore\fratello minore-

Amici (è l'elemento egualitario).

Questo aspetto gerarchico è ancora presente.

La rimostranza in Giappone non compare, ma si insiste

sull'aspetto del codice d'onore.

In Giappone il modello maschile per eccellenza era il guerriero,

in Cina il funzionario.

Un altro elemento che sparisce in Giappone è la nozione di

mandato celeste.

-Forme di religiosità sincretistica: intreccio di tante religioni:

•metodo che fonde daoismo, shinto, buddismo e sciamanesimo

• Yamabushi: "colui che si prostra o si sdraia per dormire in

montagna" è l'asceta che sceglie di vivere in montagna (la

montagna è il luogo dell'ascesi perchè raggiungi maggior

contatto con ciò che è sacro).

Yama: montagna, sede del sacro, sede privilegiata della pratica

spirituale dell'ascesi.

-Buddhismo misterico: •mantra= canto delle sillabe sacre ,

forma ritualizzata

• mandala= visualizzazione delle forme simboliche, per es.

rappresento l'intero cosmo con la sabbia solo per poi

distruggerlo e dare l'idea dell'impermanenza, oppure costruisco

templi che vengono poi distrutti (è un idea molto diversa dalla

nostra , il nostro è permanente).

• mudra= pratiche che consistono nei gesti delle mani

Prassi che unifica corpo mente e parola, nel comprendere se

stessi si comprende la totalità della realtà.

-OKU: termine importante nel pensiero giapponese: -locus

absconditus, luogo recondito dove il Kami si rivela e dove puo'

entrare solo lo sciamano (componente sciamanica)= è il

CUORE in cui si rivela la realtà, ma è uno spazio VUOTO.

Nozione di Basho: ha a che fare con questo sostrato, è l'idea di

questo cuore della realtà al quale dobbiamo accedere per

comprendere la molteplicità del visibile.

- Il tutto e la parte= il tutto è percepito come presente in ogni

parte, ogni elemento della realtà è come se la contenesse tutta

intera. Questa è una concezione che si trova nel taoismo in

Cina. Il tutto non è una semplice sommatoria, questa totalità si

manifesta ovunque, la sua realtà è insieme relazionale e

autonoma, c'è anche un rifiuto dell'atomismo e

dell'individualismo.


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pakush

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue, mercati e culture dell'asia
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher pakush di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Religioni e filosofie dell'Asia orientale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Crisma Amina.

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