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Note sul Buddhismo

Nucleo della dottrina

La dottrina buddista si distingue da quelle dei suoi contemporanei per il fatto che non presuppone sostanze eterne a fondamento della realtà empirica che ci circonda, negando categoricamente che in un mondo in continua mutazione possano vivere esseri di durata eterna.

Concetto di Dharma

L'etimologia del termine Dharma è collegata alla radice «dhar» portare e indica gli elementi ultimi della realtà, ovvero le percezioni sensibili e i dati forniti dall'intelletto. Secondo la definizione classica i Dharma sono quindi i fattori che portano al divenire cosmico, ma in questo termine è racchiuso anche il significato di “legge universale”, con maggior chiarezza si possono definire i Dharma come i fattori in cui s'intrinseca la legge universale del cosmo.

I discorsi del Buddha

I discorsi del Buddha rappresentano la nostra più antica fonte di conoscenza sui suoi insegnamenti, la forma più completa è arrivata a noi in lingua pali. Naturalmente per ragioni di fatto e di lingua non possono essere la riproduzione fedele degli insegnamenti del Sublime, è da ritenere che i testi ridiano il contenuto ideale del suo messaggio perfezionato nel corso dei secoli, sia nello stile sia nel contenuto. Secondo il Buddha è da escludersi che vi siano delle monadi spirituali eterne, non vi è alcuna sostanza spirituale immortale e non permeabile che possa costituire un'unità immutabile; di fatto una personalità empirica è costituita dalle innumerevoli combinazioni dei Dharma, non da sostanze esistenti ab eterno. Tutti questi Dharma sono da considerarsi delle esperienze oggettive, conoscibili attraverso il loro effetto, nascono senza essere mai stati prima e spariscono esaurito il loro effetto. Ogni dharma si genera per interdipendenza casuale (contrapposta alla concezione di casualità delle Upanishad).

Le quattro nobili verità

Teoria espressa durante la prima predica del sublime a Benares, nella quale fu messa in moto la ruota della Legge.

  • Verità sul dolore: tutte le cose interne ed esterne, cioè il nostro insieme psicofisico e la realtà, sono non permeabili, continui punti-istanti che creano l'illusione della continuità.
  • Origine del dolore: il dolore, come tutte le cose, ha una causa, un'origine che si basa su una legge inderogabile, la coproduzione condizionata. Questa legge è articolata in dodici membri o cause, disposti in modo da essere condizionati l'uno dall'altro.
  • Cessazione del dolore (Nirvana): il samsara può essere superato eliminando le cause che lo determinano, l'ignoranza.
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-OR/20 Archeologia, storia dell'arte e filosofie dell'asia orientale

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