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Riassunto esame Filosofia e Teoria dei Linguaggi, prof. Casadio, libro consigliato Linguistica e Pragmatica del Linguaggio, Bazzanella

Riassunto per l'esame di Filosofia e Teoria dei Linguaggi, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Linguistica e Pragmatica del Linguaggio, Bazzanella. Analisi dei seguenti argomenti: lingua, lingue e linguaggi, le proprietà della lingua, funzioni della lingua, la funzione metalinguistica , il numero delle lingue e dei... Vedi di più

Esame di Filosofia e Teoria dei Linguaggi docente Prof. C. Casadio

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ESTRATTO DOCUMENTO

registri come varietà diafasiche dipendenti primariamente dal carattere

• dell’interazione e dal ruolo reciproco assunto dal parlante (o scrivente) e

destinatario

sottocodici come varietà dipendenti primariamente dall’argomento del discorso e

• dall’ambito esperienziale di riferimento

Il registro rimanda ad una situazione più o meno formale più o meno “controllata” rispetto

anche all’attenzione del parlante.

Le variazioni del registro riguardano non solo la fonetica, ma i vari livelli della lingua e

continuità.

sono caratterizzati dalla

sottocodice topic

Il è limitato al tipo di argomento del discorso (il in senso ampio; si parla

“linguaggi settoriali”)

anche di ed interagisce con il registro.

La capacità di usare registri e sottocodici adeguati alla situazione comunicativa specifica

adeguatezza.

corrisponde alla nozione di

Una tendenza attuale diffusa sembra andare nella direzione opposta, di un repertorio

unico, non differenziato diafasicamente, in cui si mescolano a caso registri diversi

omogeneizzazione verso il basso negativa

2.5 Variazione diastratica o sociale

diastratica

La variazione riguarda le differenze relative allo strato sociale ed alla

collocazione e identità sociale degli utenti.

Ruoli sociali e livello di istruzione: oggi, per quanto il divario si sia attenuato

• rispetto ai secoli scorsi, si possono ancora distinguere livelli diversi di uso della

lingua collegati a questa dimensione sociale.

Caratteristiche socio-culturali del gruppo di appartenenza: il gruppo etnico di

• appartenenza e la “classe generazionale” possono incidere sul comportamento

linguistico.

Molto spesso queste caratteristiche si intrecciano con quelle relative ai ruoli sociali

ed al livello di istruzione, anche se la mobilità è molto superiore rispetto al passato

codice elaborato e ristretto

(la teoria del di Bernstein può considerarsi superata).

Un esempio di comportamento linguistico strettamente legato al gruppo di

gergo,

appartenenza, è il spesso caratterizzato anche da un intento criptico.

Età: varietà

rispetto alla variabile età si sono analizzate preferibilmente le

• giovanili, le più produttive e innovative. fare una vasca

Le innovazioni si notano soprattutto a livello lessicale (es: o

mitico).

Molto spesso queste innovazioni sono caratterizzate da rapida obsolescenza.

La variabile età può incidere anche nella direzione di un adattamento, nel senso

che l’adulto, rivolgendosi al bambino piccolo adotta frequentemente una forma

particolare di linguaggio con caratteristiche di semplificazione fonetica, lessicale,

baby talk.

sintattica 8

Sesso genere:

o la variabile genere è stata considerata a lungo in modo

• abbastanza stereotipato, attribuendo alle donne determinate caratteristiche e

comportamenti linguistici (es: esitazioni, forme attenuative), che devono essere

invece calcolate in base ad una quantità più significativa di parametri.

La famosa “sottomissione” femminile sembra molto spesso correlata più al ruolo

(es: segretaria/direttore) che al genere.

Occorre tenere presente l’incrocio con la variabile sociale per evitare

generalizzazioni improprie.

Competenze specifiche in un dato settore possono incidere sul comportamento

• verbale, in particolare nel lessico e possono essere usate per sottolineare

l’asimmetria nell’interazione.

2.6 Variazione diamesica ed il continuum scritto-parlato

diamesica

La variazione dipende dal tipo di mezzo usato; la distinzione fondamentale è

parlato orale) scritto.

quindi tra (o e

Le funzioni del parlare e dello scrivere sono spesso diverse.

priorità della lingua parlata sulla lingua

La maggioranza dei linguisti riconosce la

scritta, specificandola in base ai seguenti tratti:

dal punto di vista filogenetico: storicamente la lingua parlata precede quella scritta

• dal punto di vista ontogenetico: l’acquisizione dell’orale da parte del bambino si

• realizza prima di quella dello scritto

dal punto di vista della prassi: la comunicazione si effettua principalmente per

• mezzo dell’articolazione fonica

dal punto di vista socioculturale: l’orale, più dello scritto, evidenzia l’organizzazione

• e l’interazione sociale e culturale

dal punto di vista interno: la lingua parlata dispone di mezzi paralinguistici solo

• parzialmente trasferibili nella lingua scritta

Quale è il parlato “canonico”?

situazione canonica dell’enunciazione,

Occorre rifarsi alla caratterizzata dal rapporto

uno-a-uno (o uno-a-molti), dal canale vocale-uditivo, dall’alternanza dei turni di parlante,

dal fatto che tutti i partecipanti siano presenti nella stessa situazione comunicativa, così da

vedersi vicendevolmente e condividere la situazione extralinguistica; più specificatamente,

per caratterizzare il parlato in opposizione allo scritto si possono utilizzare tre macro-tratti

situazionali:

1) il mezzo fonico-acustico 9

2) il contesto extralinguistico comune nel momento dell’enunciazione

3) la compresenza di parlante ed interlocutore/i

1) Il mezzo fonico-acustico dell’orale:

scarsa pianificazione, impossibilità di cancellazione, non

tratti situazionali

• permanenza, ricorso a mezzi paralinguistici

frammentarietà nella costruzione del discorso,

corrispettivi linguistici

• autocorrezioni, “modulazioni”, tendenza alla ridondanza, prosodia

2) La presenza di un contesto di enunciazione comune:

ricorso a mezzi non linguistici, rinvio al contesto stesso

tratti situazionali

• forte deitticità

corrispettivi linguistici

3) La compresenza di parlante ed interlocutore/i:

coinvolgimento, funzione fatica, possibilità di feedback,

tratti situazionali

• conoscenze condivise fatismi, meccanismi di modulazione, interruzioni,

corrispettivi linguistici

• implicitezza, ellissi, rinvio alle conoscenze condivise

Ad una concezione dicotomica, che contrapponeva orale e scritto a volte accostando

parallelamente la dicotomia del registro informale/formale, è subentrata da tempo una

scalare prototipica,

concezione e, recentemente, una concezione secondo cui la varietà

risulta più o meno centrale o periferica rispetto alla situazione “canonica”.

La concezione prototipica riesce a rendere conto di tipi diversi di parlato e di scritto ed è

soprattutto adeguata alle varie forme “miste” di comunicazione indotte dalle nuove

tecnologie.

Tipicamente “miste” sono le forme di comunicazione mediata da computer: il mezzo è

quello scritto, ma molte caratteristiche linguistiche riflettono quelle del parlato, come

l’immediatezza, la scarsa pianificazione…

caratteristiche tipologiche dei testi

Le stessi incidono sulla particolare produzione

linguistica, rendendo più o meno rilevanti determinate dimensioni di variazione come la

presenza di uno o più parlanti, la presenza di ascoltatori senza diritto di parola, la distanza

fisica tra gli interlocutori, l’argomento, il sesso, il gruppo etnico. 10

Capitolo 4: I livelli della lingua

4.1 Premessa

langue parole competenza esecuzione.

Distinzione tra e e tra ed

langue

Con si intende il sistema linguistico sottostante al comportamento linguistico di una

parole

particolare comunità linguistica, mentre con si intende ogni comportamento

langue.

linguistico o manifestazione materiale, attualizzazione della

langue

La corrisponde alla lingua della collettività, come sistema di riferimento collettivo,

parole

sociale, astratto, mentre la corrisponde all’esecuzione linguistica concreta

realizzata da un individuo.

competenza

Con si intende il sistema di regole, interiorizzato dal parlante, che consente

di produrre e comprendere un numero infinito di frasi diverse in una data lingua (quindi sul

langue langue

piano della astratto; a differenza della però la competenza è individuale e

non sociale).

esecuzione

Con si intende l’atto di realizzazione concreto nel comportamento linguistico

reale, definito dall’insieme delle restrizioni che caratterizzano gli usi della competenza

parole).

(quindi sul piano della

competenza comunicativa

Con si intende la capacità del parlante d’impiegare

adeguatamente le varietà della lingua nelle diverse situazioni.

competenza testuale

La riguarda invece la formazione e la comprensione di testi.

competenza emotiva

La rende conto del fatto che ciascun parlante possiede una gamma

di abilità comunicative acquisite, convenzionali, affettivo-relazionali, che gli consente di

interagire scorrevolmente, di negoziare e risolvere i conflitti interazionali e di perseguire

diversi obiettivi nella conversazione; riguarda anche la nostra capacità, nella

comunicazione, di cogliere e decifrare gli indizi legati alle emozioni.

4.5 Lessico e semantica

4.5.1 componenti del lessico. Creazione ed organizzazione lessicale

Lessico numero dei lemmi/parole di una lingua.

vocabolario comune

Il di una lingua varia fra le trenta e le cinquantamila parole.

Il lessico è caratterizzato da una continua espansibilità.

Una forma linguistica si costruisce sempre a partire da un’altra forma già esistente nella

lingua. prestito

Un ruolo cruciale nel lessico di ogni lingua gioca il da altre lingue. 11

Ogni lingua è infatti estremamente ricettiva rispetto a perturbazioni e spinte esterne, che

variano a seconda dei periodi storici, degli influssi culturali, del prestigio

politico/economico/sociale ecc…

La lingua e particolarmente il lessico di una data comunità sociolinguistica è sempre in

movimento: da una parte si tratta di nominare nuovi oggetti/entità per rendere conto di

nuove esperienze, scoperte, organizzazioni, dall’altra di venire incontro a bisogni

comunicativi psicologici e sociali.

Charaudeu distingue tre tipi di situazioni che presiedono alla creazione lessicale:

la situazione di specializzazione che si definisce per il fatto che dei soggetti

• sociali comunicano tra loro all’interno del loro quadro socio-professionale,

sviluppando un vocabolario specializzato, conosciuto dagli specialisti all’interno dei

diversi settori.

la situazione di volgarizzazione che si definisce in base al fatto che certi soggetti,

• più o meno esperti, si rivolgono ad altri soggetti non-esperti sviluppando o un

vocabolario parallelo trasformazione di senso.

o una

la situazione di quotidianità, definita dagli scambi dei soggetti al di fuori del

• vocabolario quotidiano,

quadro tecnico-socio-professionale sviluppando un dalle

caratteristiche miste, con un forte valore funzionale in quanto serve a descrivere

fatti d’esperienza comune e diffuso dai media, oltre che dagli scambi quotidiani

stessi.

La creazione lessicale riguarda quindi sia la forma (morfologia) che il senso (semantica)

delle parole e si pone tra le esperienze esterne, le elaborazioni cognitive individuali e

sociali ed il codice lingua.

Strettamente correlata alla creazione del lessico è la sua organizzazione e

campo lessicale

categorizzazione; ad esempio, un è l’insieme di parole che nominano

colazione, pranzo, cena

cose tutte appartenenti allo stesso dominio concettuale: fanno

pasti.

parte tutti dello stesso dominio

4.5.2 Relazioni di senso e forme di rappresentazione del significato

La categorizzazione del lessico avviene in ogni lingua in base a relazioni di senso, che,

pur codificate diversamente in ogni sistema linguistico specifico, seguono alcune

sistematicità, messe in rilievo a partire dalla semantica strutturalista.

ordinamento

In particolare sono stati individuati dei principi di tra cui:

gradazione,

la cioè il fatto che alcuni gruppi di parole possano essere disposti in

• scala

sinonimia

la cioè lessemi diversi possono avere lo stesso significato

• 12

l’antonimia cioè il fatto che due lessemi abbiano significato opposto o quasi

• destra/sinistra, buono/cattivo, spesso/sottile

opposto come superordinato

l’iperonimia/iponimia che riguarda le relazioni di inclusione: un (o

• sopra-ordinato) subordinati sotto-ordinati), fiore

raccoglie i (o come rispetto a

margherita, oleandro, rosa, lantana, anemone. componenziale

Un approccio strutturalista alla descrizione del significato è l’analisi che

si basa su tratti semantici pertinenti che differenziano il significato di una parola da quello

il senso di ogni lessema può essere analizzato in un insieme di componenti

di un’altra

di senso più generali, alcuni dei quali saranno comuni a parecchi lessemi diversi nel

maschio, adulto, umano).

vocabolario (es: per “uomo”: semantica cognitiva

All’interno della famiglia di teorie corrispondente alla intesa

essenzialmente come “teoria della comprensione”, sono state proposte diverse forme per

rappresentare il significato:

i modelli mentali

• le reti semantiche

• i frames

• gli spazi mentali

In una prospettiva semiotica come quella di Violi vengono integrate tre dimensioni: quella

intralinguistica, cognitivo-inferenziale deittico-referenziale.

quella e quella

4.5.2.2 Significato e riferimento significante referente

Nella versione referenzialista tradizionale, il rapporto tra e non è

significato triangolo

diretto, ma “mediato” dal secondo la classica rappresentazione del

semiotico. riferimento diretto,

Con i filosofi Kripke e Putnam si afferma invece il senza mediazione

tra segno e referente, relativamente ai nomi propri e ai nomi di sostanza e specie naturale,

negando il contenuto di pensiero associato ad un’espressione e concependo appunto

come diretto il rapporto tra un nome e il suo referente.

A differenza dei linguaggi formali, caratterizzati da rigida corrispondenza tra forme e

ambiguità:

significati, il linguaggio naturale presenta diversi tipi di

sintattica

• lessicale

• 13

semantica

• pragmatica

4.5.2.3 Alcune distinzioni

Senso e riferimento: si tratta di una distinzione fondamentale introdotta da Glottob

• Frege.

Riferimento di un’espressione corrisponde a ciò a cui il segno si riferisce, cioè

l’entità concreta o astratta a cui un’entità linguistica rimanda.

senso

Il corrisponde al modo in cui viene dato il riferimento

Uso e menzione: una parola può essere usata o menzionta in un testo; in genere

• usata

viene come occorrenza di riferimento nel discorso.

In altri casi la parola costituisce l’oggetto stesso del discorso e viene quindi

menzionata (es: “Socrate” ha sette lettere parliamo del nome del filosofo,

segnalato con le virgolette, e non del filosofo stesso).

Distinzione uso referenziale/attributivo: Donnellann distingue, nelle descrizioni

• referenziale attributivo

definite, tra uso e uso per indicare un certo individuo.

referenziale

Uso il parlante associa la descrizione ad un individuo particolare di

cui intende parlare, supponendo che il suo interlocutore condivida la stessa

associazione e quindi possa riconoscere il riferimento.

attributivo

Uso il parlante non associa la descrizione ad alcun individuo

Dizionario ed enciclopedia: dizionario

il costituisce l’insieme circoscritto delle

• conoscenze linguistiche costitutive del significato, mentre l’enciclopedia è l’insieme

generale delle conoscenze/credenze relative al mondo in una data comunità, in un

momento specifico.

Le entrate enciclopediche sono aperte, le nuove informazioni che vi si aggiungono

in continuazione possono anche scomparire rapidamente.

conoscenze/credenze condivise

Si parla invece di quando determinate

conoscenze/credenze vengono date per scontate nel corso di una interazione in

quanto conosciute sia dal parlante che dagli interlocutori.

4.5.3 Relatività linguistica e semantica interculturale

La concettualizzazione linguistica può variare radicalmente in lingue differenti in tutti gli

aspetti della struttura linguistica, in modo correlato alla cultura ed all’insieme di esperienze

di una determinata comunità linguistica. 14

Dal punto di vista lessicale, variano l’inventario delle parole culturalmente specifiche, il

numero di parole usate relativamente allo stesso concetto o “elaborazione lessicale”, la

categorizzazione.

Anche gli eventi possono essere categorizzati diversamente.

universalismo-relativismo

La disputa si è sviluppata all’interno della tradizione

prevalenza relativistica

occidentale con fasi alterne ed ha trovato un momento di nella

Sapir-Whorf.

cosiddetta ipotesi di

Whorf, ingegnere, venne impressionato inizialmente da alcuni aspetti dell’ebraico, quindi

associò quindi le differenze nella struttura linguistica

dalle lingue degli indiani d’America

a differenze nel modo di percepire e concepire il mondo.

relatività linguistica

La ha avuto forme diverse di formulazione ed è state recepita in

diversi settori, in particolare in antropologia.

Una posizione diffusa è quella di un compromesso tra i due estremi dell’universalismo e

del relativismo, tra chi pensa che le differenze nella concettualizzazione linguistica

giochino un ruolo centrale nel linguaggio e nel pensiero e chi le considera marginali: la

maggior parte dei concetti linguistici vengono considerati lingua-specifici, ma esiste anche

un numero molto limitato di universali linguistici in tutte le lingue.

primitivi semantici

I o componenti semantici elementari comuni a tutte le lingue, come i

io, tu, dire, fare, qui, sopra,

sostantivi le azioni e i processi come i concetti spaziali come

perché, no

gli elementi logici come costituiscono la base per il confronto interculturale,

relativamente alla semantica delle varie lingue, la grammatica più in generale, la

concettualizzazione e categorizzazione del mondo esterno, l’espressione dei sentimenti

semantica interculturale.

ecc…in sistesi la

4.6 Oltre la frase

4.6.1 La nozione di “testo”

Testo (definizione di Schmidt) insieme di enunciazioni tematicamente coerente e

avente una riconoscibile funzione comunicativa.

Dal punto di vista storico, l’analisi linguistica si è spostata dal livello della frase al livello del

testo linguistica testuale,

con la e quindi, con l’analisi del discorso/della conversazione,

allo scambio discorsivo nel suo complesso come unità di analisi.

Un tipo particolare di testo è l’ipertesto struttura non sequenziale tipicamente

interattiva che permette diversi cammini correlati a diversi legami “links”.

intertestualità

Correlata alla nozione di testo è quella di ogni testo è un mosaico di

citazioni, esplicite o implicite, e di allusioni ad altri testi, con cui è correlato in modi diversi,

anche attraverso le regole di “genere” e dei tipi di testo.

tipi di testo tipi genere discorsivo)

I (o testuali, o sono stati definiti come “classi di testi

in cui sono attese determinate caratteristiche per determinati scopi”, quindi una

classificazione strettamente collegata all’interazione ed alle credenze/conoscenze dei

partecipanti rispetto ad essa.

Per definire un tipo testuale è necessario tenere conto delle funzioni di un testo nella

comunicazione e degli scopi dei partecipanti, in un intreccio di parametri molto complesso

15

sistemi

che varia in relazione alla situazione specifica, si tratta in altre parole di

attualizzati.

Le classificazioni che sono state proposte utilizzano fondamentalmente il parametro della

funzione, ma accostano altri criteri utili per distinguere i tipi.

Distinzione di De Beaugrande:

descrittivi: servono a riempire spazi di sapere i cui centri di controllo sono oggetti o

• situazioni.

In essi si registreranno con frequenza relazioni concettuali per attributi, stati

rappresentanti e specificazioni

narrativi: dispongono in un determinato ordine sequenziale azioni e movimenti. Qui

• le relazioni concettuali più frequenti sono causa, agevolazione e prossimità

temporale.

argomentativi: favoriscono come vera vs. falsa o positiva vs. negativa

• l’accettazione o la valutazione di determinate idee e convinzioni. Per essi sono

tipiche relazioni concettuali come ragione, significanza, valore e opposizione.

tipo di

Una distinzione di livello di Schmidt pone ad un livello gerarchico superiore il

discorso tipi di realizzazione del

(discorso scientifico, discorso letterario) rispetto ai

discorso i tipi di testo

(monologo, dialogo), (testo narrativo, espositivo, performativo).

genere discorsivo,

Questo suggerimento aiuta a distinguere tra stabilito in base alla

funzione ed al tipo di ambito comunicativo (es: letteratura, cinema, televisione) e tipo

specifico di testo (rispettivamente: romanzi rosa, gialli, racconti brevi; film sentimentali,

drammatici, horror; telegiornali, talkshow, telenovele). vincolanti non vincolanti,

Sabatini ha stabilito una interessante distinzione tra testi e in

base al vincolo interpretativo che lega emittente e destinatario nel “patto comunicativo”: la

diversi gradi di rigidità

diversità dei tipi di testo dipende più o meno direttamente dai

introdotti nel patto comunicativo, secondo che il senso del messaggio debba essere

con maggiore o minore univocità.

costruito dalle due parti

4.6.2 Coesione e coerenza

coesione

La concerne i singoli mezzi linguistici della testualità.

Il testo è legato al suo interno con mezzi linguistici, come: pronomi, referenti testuali,

anafore pronominali e lessicali, proforma, tempi verbali, congiunzioni, connettivi,

correlazioni lessicali, articoli determinativi, accordo morfologico, struttura dell’informazione,

ripetizione parziale o totale, parafrasi, ellissi, punteggiatura, deissi testuale in genere.

Anafora uso di un pronome per far riferimento allo stesso referente di un termine

generalmente precedente. (es: “Carlo si fa in quattro per Anna e lei a stento lo saluta”,

Anna lei, Carlo lo

e e sono coreferenti, individuano cioè gli stessi referenti Anna e

Carlo).

Lei lo

e si riferiscono ai referenti dell’espressione antecedente, con cui sono correlati.

I pronomi si utilizzano anche per un principio di economia. 16

La ripetizione lessicale al posto dell’abituale pronome anaforico con identità referenziale,

invece di chiarificare porta ad effetti controproducenti (es: “Giorgio ha telefonato a suo

le ripetizioni di “suo

fratello e ha chiesto a suo fratello l’ora dell’arrivo di suo fratello”)

fratello” sembrano rimandare ad un’altra persona.

anafora

Il termine è in genere sovraesteso anche quando il pronome precede

catafora

l’espressione con cui è correlata: in questo ultimo caso si può usare il termine

le

(es: “Giovanni le sorrise. Anna si allontanò”, si riferisce ad Anna che segue nella

narrazione).

Conte distingue tre tipi di ripresa anaforica:

sintattica: si tratta della ripresa, mediata dalla grammatica, di un antecedente

• mediante un pronome.

semantica: in questo caso la ripresa può utilizzare un sinonimo o iperonimo,

• oppure può essere mediata da conoscenze lessicali ed enciclopediche. (es: “Una

petroliera è affondata…” può essere ripresa tramite “Questa nave”, oppure con

“Questa ennesima catastrofe” che fa riferimento all’affondamento della petroliera

stessa, “incapsulando” l’intero evento).

pragmatica: la ripresa è mediata da quella che viene definita l’enciclopedia, come

• in “Einstein trascorse parte dell’adolescenza a Pavia. L’inventore della relatività

fece una marcia fino a Genova”. E’ possibile anche la ripresa anaforica di un atto

linguistico, come in “Clara disse che avrebbe ritelefonato. Ma non mantenne la

promessa”.

anafore concettuali

Si parla di quando si riprende con il pronome plurale un antecedente

testuale al singolare (si stabilisce cioè un rapporto tra un membro individuale e un insieme

ad es: “Voglio comprare un televisore, a che piano li trovo?”. E’ possibile

collettivo)

utilizzare questo tipo di anafora concettuale, in cui il rimando è da un membro alla

collettività o viceversa, perché ci si basa su notizie di tipo pragmatico).

Pronomi anaforici di pigrizia co-significanti,

sono non co-referenti.

La coesione da sola non garantisce la coerenza.

Coerenza proprietà che distingue i testi da un insieme casuale di frasi; si tratta di un

rapporto semantico tra gli enunciati o all’interno di un testo e si trova non solo a livello

linguistico, ma anche a livello proposizionale, cognitivo.

Si distinguono due aspetti:

integrazione: concerne l’unità di senso globale del testo; non è proprietà intrinseca

• del testo, ma extralinguistica e riguarda le relazioni tra i vari eventi evocati

Lo sviluppo della coerenza intesa come integrazione coinvolge aspetti e processi

cognitivi significativi, particolarmente evidenti nell’acquisizione dei connettivi e

nello sviluppo strutturale testuale.

non contraddizione: non uscire dai rapporti interni al testo stesso (congruità)

Ogni meccanismo coesivo serve anche alla coerenza, mentre non è valido il contrario. 17

4.6.3 La struttura dell’informazione

La struttura della frase è correlata all’articolazione dell’informazione, incentrata

topic) comment).

sull’organizzazione dell’informazione data (o vs. informazione nuova (o

prospettiva funzionale della frase

All’interno della l’informazione che viene data

attraverso il messaggio può essere grossolanamente distinta in due parti, una parte

conosciuta (tema) e una parte nuova (rema).

Tema informazione data,

argomento di cui si parla, o o ciò su cui si comunica

qualcosa

Rema informazione nuova, a ciò che sul tema si comunica.

il gatto, mangia il topo.

Es: “Il gatto mangia il topo”, il tema è il rema è

La distinzione tema/rema non è così netta tema non è solo mera ripresa di qualcosa

che è data dal testo precedente, al contrario, il rema può reagire sul tema, può incidere

sulla determinazione di esso.

La dicotomia tema/rema corrisponde ad altre dicotomie utilizzate in altre prospettive e

topic/comment, dato/nuovo, presupposto/focus.

livelli di analisi:

In enunciati non marcati queste nozioni per lo più si corrispondono ed il primo membro

della coppia coincide in genere anche con il soggetto grammaticale e ruolo tematico di

gatto);

agente (il ma anche le costruzioni sintattiche marcate, ad esempio nel passivo “Il

il topo,

topo è mangiato dal gatto” il tema è ma non è il soggetto, in quanto i ruoli tematici

il paziente

permangono (agente gatto, il topo).

Anche nelle altre costruzioni marcate la strutturazione dell'informazione non riflette nello

stesso modo livello sintattico, grammaticale, semantico, tematico. A seconda infatti della

rilevanza che si vuole dare ad un elemento, l'informazione si distribuisce diversamente:

nella topicalizzazione ad esempio un elemento viene messo all'inizio senza essere

soggetto grammaticale della frase.

La grammatica organizza l'informazione, distinguendo strutturalmente tra l'informazione

data e quella nuova, ed ancorandola al mondo esterno; alcune lingue, come il giapponese,

topic

grammaticalizzano il come argomento iniziale e conseguentemente saliente. Si

sintattica.

tratta in questo caso di una salienza

salienza testuale,

La può essere determinata anche da altri fattori, tra cui quello cioè la

prossimità di menzione.

Es: stiamo raccontando di una festa di amici e diciamo che erano presenti “Carlo,

Giovanni, Andrea”, l'ultimo che abbiamo nominato (Andrea) può essere semplicemente

ripreso con un pronome. situazionale,

Un altro criterio di salienza, definita è che il referente sia rilevante nel

contesto dell'enunciazione, come nel caso dell'avvertimento al bambino “Attento può

l'oca.

beccarti”, senza dire esplicitamente

cognitiva

Si parla inoltre di salienza in base agli effetti di prototipicalità.

I vari tipi di salienza:

Sintattica in base all'organizzazione sintattica

• Testuale relativa alla vicinanza del proferimento

• Situazionale in base all’accessibilità del contesto extralinguistico

• Cognitiva in base alla prototipicalità

• 18

iconicità:

A livello di organizzazione dell'informazione possiamo parlare di la struttura

linguistica sembra infatti riprodurre, almeno in certi casi le sequenze in base a cui viene

organizzata a livello mentale l'informazione da trasmettere, come risulta ad esempio dalla

protasi

propensione delle lingue storico-naturali a collocare la prima dell’apodosi nelle

ipotetiche.

una funzione importante, nell'organizzazione dell'informazione, viene svolta

dall’intonazione.

Se dal livello della frase passiamo al livello del discorso o dello scambio interazionale, la

topic argomento di discorso

presentazione del inteso come e non del singolo enunciato

dipende anche dal tipo di testo specifico, in quanto viene in qualche modo condizionata

dalle costrizioni contestuali.

Ad esempio nella posta elettronica il soggetto (subject) nell'intestazione determina in

focus

qualche modo la lettura successiva orientandola rispetto al o contenuto essenziale

del messaggio.

Nella strutturazione del testo gioca un ruolo rilevante anche l'interpretazione

dell'interlocutore/lettore.

4.6.4 Grammatica “emergente”

Grammatica emergente processo continuo di strutturazione e di risistematizzazione,

che si adatta costantemente all'uso.

Emergenza sviluppo graduale di strutture e procedure cognitive, instabili e stocastiche,

che si formano nell'interazione discorsiva, caratterizzata da elementi soggettivi, dalla

negoziazione, dalle costrizioni cognitive come la memoria ed il processo di comprensione

in atto.

L'idea di base è che ciò che può apparire una struttura coerente creata in accordo a

qualche schema preesistente può invece essere il risultato di applicazioni o interazioni

multiple di meccanismi semplici che operano secondo principi locali e creano strutture

apparentemente ben pianificate come conseguenza.

La nozione di emergenza rompe con l'idea tradizionale di grammatica come sistema

sincronico fisso; relativizza la struttura dell'esperienza del parlante e vede le strutture

come continue risposte alla pressione del discorso piuttosto che ad una matrice

preesistente; frequenza ed uso diventano fondamentali per lo stabilirsi ed il mantenersi

della struttura linguistica.

La concezione di lingua come sistema monolitico, viene sostituita da quella di una lingua

come collezione di costruzioni eterogenee.

L'adattamento della struttura linguistica alle esigenze discorsive, il peso dell'esperienza

nella rappresentazione e categorizzazione cognitiva, l'interazione di grammatica e

discorso, appaiono sempre più evidenti, a tutti i livelli. 19

Parte seconda: la prospettiva pragmatica

Capitolo 1: Nascita e sviluppo della pragmatica

1.1 Che cos’è la pragmatica?

La pragmatica è un settore che ha conosciuto un rapido sviluppo nel ventesimo secolo.

della

La pragmatica può essere definita tanto un fenomeno da studiare (l'interazione

struttura linguistica con i principi dell'uso linguistico), quanto un tipo di ricerca (lo

studio dell'uso della lingua in contesto).

pragmatica

Nelle parole di Levinson il termine comprende sia gli aspetti della struttura

linguistica che dipendono dal contesto sia i principi di uso e comprensione della lingua che

hanno poco o niente a che fare con la struttura linguistica.

teoria prospettiva

Più che di una pragmatica, a tutt’oggi è meglio parlare di una

pragmatica.

1.2 Confluenze sulla nascita della pragmatica

retorica

Senza risalire alla come possibile madre della pragmatica ed ai vari sviluppi della

teoria dell'argomentazione, il richiamo classico per la nascita della pragmatica è quello a

Charles Morris.

Pragmatica studio della relazione dei segni con gli interpretanti, in contrapposizione

sintassi, semantica,

alla la scienza delle relazioni formali di un segno con l'altro e alla la

scienza delle relazioni dei segni con gli oggetti cui si applicano. 20

1.2.1 Sfondo linguistico

1.2.1.1 Strutturalismo

All'inizio del secolo Ventesimo il panorama linguistico in Europa è dominato dal paradigma

grammatica comparativa

strutturalista, che subentra alla ed ha come rappresentante

centrale ed iniziatore della linguistica moderna Ferdinand de Saussure.

strutturalismo

Tesi centrale dello è considerare ogni lingua come sistema relazionale in

cui tutto è collegato.

struttura

Nel termine troviamo due aspetti:

Sistemi di elementi che dipendono gli uni dagli altri

• Sistema formale soggiacente alle concrete manifestazioni

• langue parole, Coseriu

Mentre Saussure privilegiò piuttosto la sulla alcuni studiosi come

parole.

si occuparono anche della

Si possono distinguere tre tendenze principali della linguistica strutturale:

La scuola di Praga

• glossematica

La di Hjemslev

• La scuola americana di Bloomfield definita anche strutturalismo tassonomico o

• distribuzionalismo.

Lo strutturalismo lasciava non risolti due problemi fondamentali:

monolitica

Operare una revisione dell'ipotesi del linguaggio, cioè priva di

• dimensioni di variazione

Indagare l'interdipendenza di diverse strutture all'interno della stessa lingua,

• funzionalismo

problemi che vennero assunti e in parte risolti nel

1.2.1.2. Funzionalismo

funzionalismo

Il si caratterizza per la rilevanza attribuita all'uso più che alla struttura.

In quegli anni tre concetti che si dimostreranno essenziali per la pragmatica andavano

funzioni, contesti, atti.

affermandosi e coagulando l'attenzione degli studiosi:

Nel paradigma funzionale, linguaggio è prima di tutto uno strumento di interazione sociale

tra individui.

Le espressioni linguistiche non sono oggetti formali arbitrari ma le loro proprietà sono non

solo sensibili ma co-determinate dalle caratterizzanti pragmatiche dell'interazione verbale.

21

La struttura linguistica è quindi strettamente correlata ai bisogni comunicativi ed utilizza

marcatezza/frequenza, naturalezza, salienza,

nozioni come in stretta relazione con la

problematica contestuale ed alla nozione di atto del parlare inteso come agire.

Jacobson,

Alcuni rappresentanti del funzionalismo sono: il nuovo strutturalismo

funzionalista della scuola di Praga (Mathesius…), Martinet e la scuola francese, Halliday…

esterno

Givòn, Hopper e Thompson appartengono al funzionalismo americano, (che

interno,

chiama in causa gli utenti e la globalità delle funzioni), distinto da quello europeo,

che insiste sulla ottimizzazione del sistema.

1.2.1.3 Grammatica generativa grammatica generativa,

Negli Usa il paradigma strutturalista venne soppiantato dalla

rappresentata da Chomsky. competenza esecuzione,

Nel paradigma generativo prevale l'attenzione alla sulla in una

comunità linguistica omogenea,

idealizzazione basata sul concetto di quindi in una

prospettiva e con scopi diversi rispetto a quelli che abbiamo messo in luce trattando le

varietà della lingua.

Chomsky promuove una visione autonoma “ internalista” della lingua, che lo porta nel

dominio della psicologia, e, alla fine, della biologia: il linguaggio umano è un “oggetto

biologico”.

il concetto di “lingua naturale possibile” viene caratterizzato tramite la Grammatica

Universale, che comprende anche una serie di parametri “aperti” che sono fissati in modo

diverso da lingue diverse.

I principi generali della Grammatica Universale vengono quindi realizzati o parametrizzati

nelle varie lingue storico-naturali, in modo da render conto delle loro variazioni e delle

caratteristiche diverse.

Semantica generativa vengono affrontati problemi come quelli riguardanti la

semantica logica.

Ogni teoria della lingua per Chomsky deve fornire necessariamente un legame tra suono e

significato, tra rappresentazioni fonetiche e rappresentazioni delle proprietà logiche di

parole e frasi: una grammatica, la lingua (I), deve quindi definire due livelli di

rappresentazione: la forma fonetica (PF), e la forma logica LF.

Idealmente non ci dovrebbero essere altri livelli e la complessità di questo legame

dovrebbe essere minimo.

La ricaduta del lavoro di Chomsky e della sua scuola non riguarda solo la linguistica ma la

psicologia, la filosofia, l'antropologia. 22

1.2.1.4 Linguistica testuale

Nel panorama di tendenza delle varie discipline nella direzione della nascita della

pragmatica, è importante ricordare infine un indirizzo di ricerca linguistica che ha inciso

linguistica testuale.

significativamente sulla nascita della pragmatica: la

Alcuni suoi studiosi: Lange, Conte…

L'ipotesi di lavoro della linguistica testuale è che l'oggetto peculiare della linguistica sia

non l'enunciato ma il testo.

Conte distingue tre momenti:

Analisi di regolarità che trascendono i limiti dell'enunciato singolo, della singola

• frase (es: anafora)

Costruzione di grammatiche testuali

• Trattamento dei testi nel loro contesto pragmatico

Co-testo regolarità interne al testo

Contesto insieme di condizioni, esterne al testo, della produzione del testo, della

ricezione del testo, dell'interpretazione del testo. non-autonomia della linguistica.

Attorno agli anni ’80 crescente consapevolezza della

1.2.2 Sfondo filosofico

Oltre al pragmatismo americano, si possono indicare, come apporti filosofici significativi

l'empirismo logico, la filosofia del linguaggio

rispetto alla nascita della pragmatica:

ordinario, la semantica logica, la filosofia della mente. significato,

Caratteristica unitaria di questi quattro modi di fare filosofia è il problema del

punto centrale di quella che verrà definita “la svolta linguistica”, consistente in

un'accentuata attenzione ai fatti del linguaggio, sia di quello scientifico e formalizzato sia di

quello comune.

logico

L'empirismo ha la sua origine nel circolo di Vienna, che si sciolse, a causa degli

avvenimenti politici, nel 1938; alcuni dei suoi esponenti, tra cui Rudolph Carnap, autore di

La costruzione logica del mondo, emigrarono negli Stati Uniti.

Fortemente influenzato da matematici e logici come Frege e Tarski, l'empirismo logico

concepiva la filosofia come lavoro di chiarificazione concettuale ed aveva come scopo la

costruzione di una lingua scientifica.

Le tecniche logico-formali di analisi del linguaggio venivano applicate nel circolo di Vienna

ai più svariati campi della ricerca scientifica, in un programma di rifondazione della

conoscenza su basi empiriche.

filosofia del linguaggio

La ordinario si sviluppò come corrente della filosofia analitica

inglese fra gli anni ‘30 e ’50, in particolare nelle università di Cambridge e Oxford. 23

In contrasto con gli empiristi logici, non si cercava di costruire una lingua logica ideale

basata su strutture formalizzabili, ma, sempre all'interno della ricerca del significato/verità

delle frasi, si utilizzava la lingua quotidiana, con una scrupolosa opera di “campionatura

linguistica” per analizzare/riformulare/risolvere problemi filosofici.

Austin sostiene che posti di fronte ad un problema filosofico dobbiamo esaminare che

cosa diciamo quando, cioè che cosa diciamo e in quali situazioni o in riferimento a quali

situazioni lo diciamo .

La filosofia del linguaggio ordinario si pone sul piano della lingua di ogni giorno e vuole

mostrare che molti problemi filosofici sono problemi che riguardano l'uso della lingua.

filosofico-terapeutica.

La lingua viene analizzata, seguendo Wittgenstein, con intenzione

“Ricerche”

Wittgenstein nelle realizza una svolta radicale: molti problemi sono suggeriti

dalla lingua di ogni giorno e si possono chiarire ponendosi dal punto di vista che il loro

significato coincide con il loro uso.

Filosofia analitica tendenza ad un lavoro di chiarificazione minuziosa piuttosto che alla

costruzione di ampie sintesi speculative, nell'uso di tecniche rigorose di esposizione di

argomentazione costruite di argomenti controargomenti.

Caratteristiche: l’antipsicologismo, l'interesse per gli aspetti formali delle lingue naturali più

che per la loro storicità, l'applicazione di procedure logiche della ricerca semantica, in

semantica logica condizioni di verità di un

particolare nella cosiddetta basata sulle

enunciato: il significato di un enunciato dichiarativo è identificato con le sue condizioni di

verità e cioè con le condizioni a cui l'enunciato è vero.

paradigma dominante

Fondamentale è la costituzione del nella filosofia del linguaggio

del ‘900, caratterizzato dalla congiunzione di tre tesi, due positive e una negativa:

Il significato di un enunciato dichiarativo si identifica con le sue condizioni di verità,

• cioè con la specificazione delle circostanze in cui l'enunciato è vero.

l'enunciato dichiarativo è dunque l'unità linguistica privilegiata: la teoria semantica

è essenzialmente una teoria del significato degli enunciati

Il valore semantico di un'espressione complessa dipende funzionalmente dai valori

• semantici dei suoi costituenti

Immagini, rappresentazioni o altri enti mentali eventualmente associati alle

• non sono

espressioni linguistiche i significati delle espressioni e l’elaborazione

mentale delle espressioni linguistiche non è rilevante per la determinazione del

significato delle espressioni stesse.

Il paradigma dominante della teoria delle condizioni di verità, criticato per l'inadeguatezza

descrittiva, ed in parte riformato, verrà successivamente smantellato con le teorie del

riferimento diretto e lo sviluppo della semantica cognitiva, non più basata, come nel

paradigma classico, sull'oggettività dei significati, ma sulla somiglianza delle procedure di

elaborazione del linguaggio, quindi sulla somiglianza delle menti e sulla condivisione di

uno stesso mondo.

La filosofia della mente oggi ha assunto un ruolo predominante. 24

1.2.3 Sfondo psicologico

Un'altra disciplina parzialmente coinvolta nella nascita della pragmatica può essere

considerata la psicologia.

psicolinguistica ex-sovietica,

La con Leont’ev e Vigotskji, aveva messo in rilievo

l'interazione significativa tra lingua intesa come attività linguistica e la strutturazione

sociale. dell'approccio “terapeutico” alla comunicazione

Vasta l’influenza proposto dalla scuola

di Palo Alto, California

“Non si può non comunicare"

Primo assioma

Si comunica infatti sia verbalmente che non verbalmente, con i gesti, le posizioni, i

movimenti…, anche stando zitti, possiamo comunicare ad esempio noia, stupore,

disinteresse...

Secondo assioma “Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e un aspetto di

relazione di modo che il secondo classifica il primo ed è quindi metacomunicazione”,

riguarda una nozione che si è ormai diffusa da tempo e che viene utilizzata nell'analisi sia

delle conversazioni normali che di quelle patologiche: la metacomunicazione.

In ogni atto di comunicazione si distingue un contenuto vero e proprio e un aspetto relativo

alla relazione che la comunicazione stessa stabilisce tra le persone interagenti.

Particolarmente famosa è l'analisi delle patologie della comunicazione tra cui la

comunicazione paradossale, cioè internamente contraddittoria, tra cui le ingiunzioni

doppio legame.

paradossali, collegate alla teoria del

Un messaggio cioè è strutturato in modo tale che l'asserire qualcosa e l’asserire qualcosa

sulla propria asserzione a livello metacomunicativo si escludono a vicenda: se il

messaggio è un'ingiunzione, l'ingiunzione deve essere disobbedita per essere obbedita,

spontaneo.

come nel caso dell'essere

Il problema grave, a livello interazionale, è che non si può non reagire al messaggio e non

si può reagire in modo adeguato. behaviorismo,

Tra gli indirizzi formatisi in contrasto al che hanno in comune l'attenzione

per i processi di comprensione ed interpretazione, l'interazionismo può essere

considerato un tipo di funzionalismo sociale, in cui sono centrali l’interazione comunicativa

negoziazione.

e il concetto di

1.2.4 Sfondo sociologico etnometodologia

All'interno dello sfondo sociologico ci sono due tradizioni: e

sociolinguistica. sociolinguistica

La significatività della tradizione per la nascita della pragmatica è

evidente.

Esponenti della sociolinguistica americana: Hymes e Labov. 25

Etnometodologia mira ad analizzare i modi in cui partecipanti ad un evento

comunicativo categorizzano, costruiscono ed interpretano l'evento stesso, si forma

essenzialmente all'interno della sociologia americana.

I sociologi che si definiscono “etnografi della comunicazione” studiano le espressioni

linguistiche nella situazione comunicativa nel suo complesso, e nel loro intreccio

vicendevole. Alcuni esponenti: Cicourel, Garfinkel.

Nella ricerca micro-sociologica dell'interazione faccia a faccia è centrale la figura di

Goffman, sociologo canadese a cui si devono non solo nozioni specifiche (faccia positiva

e negativa), ma anche impostazioni teoriche come la componente drammaturgica degli

incontri sociali, i vari aspetti dell'identità come costruzione linguistica dell'appartenenza ad

uno o più gruppi o categorie sociali e dettagliate tematiche empiriche di ricerca, riprese ed

ampliate in seguito anche in una prospettiva pragmatica. della conversazione,

Correlata alla tradizione etnometodologica è l'analisi che si

svilupperà inizialmente negli Usa e si espanderà quindi in Europa in parziale

l'analisi del discorso.

sovrapposizione/contrasto con

1.3 Sviluppo della pragmatica

Tra il 1940 1970 la pragmatica ebbe scarsa diffusione e venne considerata in genere in

concezione additiva,

una aggiunta come complemento alla sintassi ed alla semantica.

Dagli anni ‘70 a oggi si è assistito ad una crescita impressionante di studi che si

definiscono pragmatici: anche in Italia, ci siamo trovati di fronte ad un'esplosione del

termine pragmatica, che si trova così a coprire significati molto estesi anche se non

sempre omogeneei: una considerazione degli aspetti pragmatici infatti è sovente chiamata

in causa, anche se non sempre in termini chiari e precisi.

scienze cognitive.

Forte aggancio dell'approccio pragmatico con le 26

Capitolo 2: Contesto e deissi

2.1 Contesto e contesti: vaghezza e complessità

2.1.1 La nozione di contesto

Contesto insieme di entità (cose o eventi) correlate in un certo modo; queste

entità hanno ciascuna un carattere tale che altri insiemi di entità possono essere

connessi dalla stessa relazione.

Nella nostra vita quotidiana facciamo di continuo ricorso al contesto, implicitamente ed

esplicitamente, dando per scontata l'attribuzione di un senso riconosciuto da tutti.

In qualsiasi situazione sfruttiamo il contesto per dire o per fare qualcosa, ma anche per

capire ciò che viene fatto detto; senza il contesto molto spesso non riusciremmo a dare un

senso né alle nostre parole o azioni, né a quelli degli altri.

Diversi approcci sono stati utilizzati per individuare il contesto: filosofico, antropologico,

linguistico, etnometodologico, linguistico, psicologico, pragmatico.

2.1.2 Le componenti e le proposte di classificazione

contesto di situazione

Il primo a parlare esplicitamente di fu l'antropologo Malinowski che

ne individuò le componenti fondamentali: i caratteri pertinenti dei partecipanti, l'azione

verbale dei partecipanti, l'azione non verbale dei partecipanti, gli oggetti pertinenti, l'effetto

dell'azione verbale.

Successivamente, il linguista Firth riconobbe al contesto di situazione un ruolo

determinante.

Successivamente l’etnometodologo statunitense Hymes specificò ulteriormente le

speaking parlante:

componenti del contesto e creò l'acrostico

partecipanti o persone

• atti: forma e contenuto di ciò che viene detto

• risultati: obiettivi in vista e obiettivi come risultati

• localizzazione: momento e luogo anche ambiente psicologico e definizione

• culturale del tipo di scena

agenti strumentali: canale e codice o sottocodice

• 27


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Filosofia e Teoria dei Linguaggi, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Linguistica e Pragmatica del Linguaggio, Bazzanella. Analisi dei seguenti argomenti: lingua, lingue e linguaggi, le proprietà della lingua, funzioni della lingua, la funzione metalinguistica , il numero delle lingue e dei parlanti,variazione diacronica ed il problema del mutamento, la variazione diatopica ed il problema della lingua standard.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Scienze filosofiche
SSD:
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia e Teoria dei Linguaggi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Gabriele D'Annunzio - Unich o del prof Casadio Claudia.

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