Introduzione
La Scuola di Francoforte ha beneficato di tutto un impianto teorico e filosofico di intellettuali quali
Max HORKHEIMER, Theodor ADORNO e Herbert MARCUSE. Diversi gli autori che si sono
impegnati nel chiarire le idee di questi filosofi, come Martin JAY che, nella monografia di Adorno,
invita il lettore a non limitare il filosofo in una singola scuola di pensiero. Quest’invito è
caldamente supportato da BALDASSARRE in quanto tutti questi autori hanno dei punti in comune,
per aver vissuto una esperienza traumatica che ne ha influenzato il pensiero. Questa Introduzione si
pone l’obiettivo di cercare di interpretare ciò che la Scuola di Francoforte ha significato e
soprattutto, ciò che riguarda il pensiero degli intellettuali ad essa legata. Alcuni dati possono essere
utili per entrare nel contesto in cui la scuola ha operato: il 3 Febbraio 1923 si inaugura lo
INSTITUT FOR SOZIALFOSCHUNG, un centro di studi fondato in seguito a donazioni passate di
All’istituto fu dato il nome di “Istituto per la Ricerca Sociale” ( i suoi membri erano
un certo WEIL.
di fede marxista, per questo fu scelto questo nome per l’istituto), il suo primo direttore fu Carl
GRUNBERG che nonostante voleva evitare qualsiasi tipologia di influenza politica, si votò ad un
marxismo scientifico, quindi diverso dal pensiero di Marx. GRUNBERG lasciò la guida
dell’Istituto e dopo un periodo di normale transizione dovuto al suo abbandono, fu HORKHEIMER
a prendere il suo posto nel 1930. Grazie al suo impegno l’Istituto divenne un punto di riferimento
per la Filosofia tutta. Tre sono le fasi più importanti della sua attività: la prima ( che si può dividere
in più fasi, in quanto comprende l’impulso naturale avuto dalla “Zeitschrift”, della fondazione
dell’omonimo periodico e dal periodo 1933/1940 in cui l’Istituto si trasferisce prima a Ginevra e poi
a New York e la rivista è stampata a Parigi); la seconda segnata dalla guerra e dall’esilio ( sia
HORKHEIMER che ADORNO, tornati a casa, s’impegnarono per dare nuova energia all’Istituto,
mentre MARCUSE e LOWENTAL decisero di non fare più ritorno); la terza è quella del
dopoguerra e dura per un ventennio circa. BALDASSARRE non nasconde il suo volersi
concentrare sull’opera di Horkheimer, Marcuse e Adorno in maniera più specifica.
Dialettica dell’Illuminismo. L’esagerazione come chiave ermeneutica di filosofia
della storia
In seguito all’avvento del Nazismo ( 1933/1938), ADORNO raggiunge HORKHEIMER fuori
Europa; si stabiliscono a New York dove intessono rapporti con altri intellettuali ebrei tra cui i
fratelli MANN, Alfred DOBLIN, Bertolt BRECHT e lo stesso MARCUSE. In questo contesto, tra
il ’42 e il ’44, nasce l’opera “Dialettica dell’Illuminismo” ad opera dei due francofortesi Horkhimer
e Adorno. La dialettica dell’Illuminismo si pone l’onere di andare a raccontare la società
occidentale durate gli anni della sua crisi più dura, attraverso uno stile espositivo frammentario, una
rilettura della dialettica marxista con un linguaggio nietzscheano e freudiano. I due autori vogliono
abbia accettato si sprofondare nel baratro e nell’oscurità.
capire il motivo per cui la popolazione
Sembrerebbe che i due autori non vogliano fare solo una critica alle organizzazioni totalitarie del
Vecchio Continente ( la cui identificazione con il concetto di fascismo sembra esaustiva), ma
analizzare più che altro la tendenza alla “totalità” da parte di un mondo che stava diventando
“ammaestrato”. Funzionali alle loro riflessioni sono l’antisemitismo nazista ( di cui si parla più
approfonditamente in “Elementi dell’antisemitismo), la democrazia di massa americana ( di cui si
parla in “L’industria culturale”) ma anche il comunismo sovietico che, traducendo le sue basi
concettuali, si è uniformato alla logica del dominio. Quest’ intreccio di pensieri ed esperienze
molto dall’analisi dello sviluppo socio-economico
storiche, sono state influenzate della società
occidentale (elaborata da Pollock). Gli studi dell’economista, sono stati fondamentali per
l’individuazione degli obiettivi della Scuola di Francoforte, in quanto hanno rappresentato una
rottura rispetto alle analisi economiche più diffuse. Sono le sue indagini a far comprendere che i
cambiamenti sociali, culturali, religiosi e di costume di una società , sono legati al rapporto che
intercorre tra modo di produzione e forze di produzione. Inoltre, la tendenza dello sviluppo
capitalistico ha portato la società ad essere un misto tra economia e politica, generando quindi una
concentrazione e centralizzazione del capitale. In seguito alle analisi degli anni ’30 sul capitalismo
deriva l’esigenza di concettualizzare il “capitalismo di Stato” esposto in un saggio
monopolistico,
del ’41. L’analisi di POLLOCK ( come afferma lui stesso)vuole individuare l’esistenza di
dinamiche simili tra elementi in esperienze diverse. Dalla sua speculazione filosofica si sviluppano
caratteristiche fondamentali del capitalismo di Sato: questo si sviluppa dal capitalismo privato,
caratterizzato da un’idea formale/universale di libertà, depurato dagli elementi più anarchici di cui è
di mercato con un’economia più organizzata. Ciò porta la
costituito, sostituendo il sistema
pianificazione ad essere a pannaggio delle classe dirigente. Già a partire dalla metà degli anni ’30,
avanza in seno alla Scuola un ‘interpretazione dei regimi totalitari come compimento del Liberismo
dei secoli 18°-19°. Comunque, la Filosofia della Storia che gli autori intendono deve rappresentare
un modo per interpretare l’attualità e le tendenze in voga del secolo. Le rivoluzioni comuniste
hanno fallito nel loro intento, questo ha portato ad interrogarsi sulla possibilità di costruire un
nuovo Soggetto Storico in grado di rovesciare il sistema vigente. Dialettica dell ‘Illuminismo vuole
rappresentare il passaggio dal liberismo all’autoritarismo del capitalistico privato ad uno distinto, da
un’epoca interessata al profitto ad una interessata al potere. Quindi vuole essere lo studio della
civiltà, dalla sua nascita fino al momento in cui si è allontanata dalla natura. L’influenza di Freud è
palese nel saggio di Marcuse, “Eros e civiltà”, dove la “dialettica “della civiltà diventa filosofia
della “psicoanalisi”. L’accezione che viene data al termine “Illuminismo” ha la funzione di
Il concetto di “dominio” invece serve a dare forza e
introdurre il lettore alla storia della civiltà tutta.
comparto sociale nel quale si stabilisce. Horkheimer ed Adorno insistono sull’auto-
pragmaticità al
dominio all’interno del quale si contrappongono auto-conservazione e liberazione. In quest’ottica
nuova di cui gli autori si fanno portatori, il “mito” rappresenta il non volere che ogni sistema abbia
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