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Hegel, vita e opere

1770: Nasce a Stoccarda con una formazione umanistica. All'università di Tubinga conosce Holderlin e Schelling; segue con entusiasmo gli eventi della Francia rivoluzionaria, scoprendo Rousseau, Fichte, Kant. Soggiorna in città che corrispondono a particolari fasi di sviluppo della sua personalità.

1801 a Jena

Abilitazione all'insegnamento universitario, collabora con Schelling. Tra le sue opere: Differenza dei sistemi filosofici di Fichte e Schelling, La costituzione della Germania, Sistemi di eticità, abbozzi di logica, metafisica e filosofia della natura, Fenomenologia dello spirito.

1807

Diventa direttore del Ginnasio di Norimberga; opere: Scienza della logica, Propedeutica filosofica.

1816

Professore di filosofia all'università di Heidelberg; opere: Enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio.

1818/1831

Università di Berlino; opere: Lineamenti di filosofia del diritto.

I periodi di Berna e Franconforte (scritti teologici giovanili)

Il fulcro tematico è la religione; attraverso l'analisi del fenomeno religioso e cristianesimo, Hegel rivela già l'elemento fondamentale della sua filosofia: concezione della realtà come unitaria in cui i suoi diversi aspetti trovano la loro collocazione razionale.

1. "Religione popolare e cristianesimo" (1792-94)

La religione popolare è soggettiva (impegna la fantasia e il cuore del soggetto che la vive, senza aspetti di coercizione precettistica esterna, rigidi dogmatismi dell'intelletto), a differenza della religione oggettiva che è scritta per sempre in un libro e conservata in un apparato chiesastico autoritario ed è pubblica (si manifesta nella concretezza dei costumi, mentalità, istruzioni di un popolo), a differenza di quella privata (rapporto uomo-Dio).

Il cristianesimo incarna la religione oggettiva-privata, a differenza della polis greca (soggettiva-pubblica), dove le credenze religiose rispondono alle esigenze di gioia e serenità della natura umana e si estrinsecano in culti che hanno forti valenze sociali e politiche e coinvolgono l'intera comunità.

La Grecia idealizzata da Hegel: la polis rappresenta una comunità unitaria in cui si fondono in una sola realtà gli aspetti sociali, politici, religiosi; gli individui sono parti organiche di un tutto vivente e non atomi meccanicamente giustapposti in un aggregato. Qui nasce la vera libertà (né dominio coercitivo della comunità sul singolo né totale indipendenza di ciascuno); il soggetto trova l'espressione della sua volontà nella realtà sociopolitica di appartenenza.

2. "Vita di Gesù"

Il cristianesimo è religione positiva (origine istituzionale non naturale, ha un fondatore storico e l'autorità di un testo sacro), a differenza della religione naturale (ricondotta all'etica razionale del dovere, i cui contenuti corrispondono ai principi che tutti gli uomini hanno in sé). Gesù è rappresentato dall'imperativo categorico: "Agite secondo una massima tale che ciò che voi volete che valga come legge universale fra gli uomini valga anche per voi".

3. "La positività della religione cristiana"

Cerca di rispondere alla domanda su come la religione naturale professata da Cristo si è tradotta in religione positiva con un rigido corpo dogmatico, rivelazione divina, struttura autoritaria della chiesa. Causa della degenerazione: ambiente/cultura ebraici incapaci di cogliere la pura spiritualità dell'insegnamento cristiano; nello stesso magistero di Cristo ci sono gli elementi futuri della positivizzazione (Cristo è influenzato dal suo ambiente e fonda la propria dottrina non sulla pura religione legislatrice ma sulla rivelazione e comando di Dio; parla di sé come messia, ricorre alla testimonianza dei miracoli).

Con il trasferimento da Berna a Francoforte, rivalutazione del cristianesimo, il modello negativo è la religione ebraica.

4. "Lo spirito del cristianesimo e il suo destino"

Nel popolo ebreo incapacità di cogliere l'unità del reale, spirito di separatezza più si ritengono popolo eletto, la tribù dei Levi impone la sua supremazia su tutti, Dio è un principio esterno al mondo e signore di esso, l'individuo esaurisce la sua personalità nel rapporto singolare con Dio. Il cristianesimo è dottrina dell'amore: consapevole riconciliazione di ciò che è infranto e separato (ricongiunge Dio-uomo, Dio-mondo). A differenza della polis greca non è un'unità spontanea/naturale ma ricercata consapevolmente dopo l'esperienza di separazione. Si ritrova già il procedimento dialettico:

  • Affermazione: la realtà è colta in quanto immediatezza (mondo greco)
  • Negazione: la realtà è vista nelle sue componenti parziali (ebraico)
  • Sintesi: l'opposizione è risolta con una realtà superiore in cui tutti gli aspetti divisi trovano unità

5. "Frammento di sistema"

Sviluppa il concetto di totalità (la filosofia non è in grado di cogliere l'unità assoluta perché mantiene la distinzione sogg-ogg); è raggiunta dalla religione che attinge allo spirito (una totalità assoluta che non è solo unificazione ma anche opposizione, ossia unione dell'unione più non-unione).

Il periodo di Jena: i primi scritti

1. "Differenza dei sistemi filosofici di Fichte e Schelling"

In Fichte l'identità è affermata solo soggettivamente perché l'oggetto (non-io) deve essere continuamente ricondotto al soggetto (io) in un processo infinito; in Schelling l'unità è determinata oggettivamente, c'è un momento superiore (l'assoluto) in cui sono totalmente unificati.

2. "Abbozzi di sistema"

La logica è scienza propedeutica alla filosofia, ha per oggetto i principi e le categorie del pensiero. Il pensiero non è qualcosa di statico, ma un processo in continuo movimento dove la determinazione di un concetto non è che una tappa verso la comprensione dell'unità dell'assoluto; però il pensiero non ha solo una dimensione logica ma ontologica (espressione della struttura stessa della realtà, i concetti esprimono la natura delle cose). Necessità del vero sapere = ragione come pensiero della totalità dove l'opposizione (negazione di un aspetto particolare da parte del suo opposto) è un momento intermedio per la comprensione del tutto.

3. "Le maniere di trattare scientificamente il diritto naturale"

  • Empirismo: es. Locke, concezione individualistica che si limita all'affermazione di una molteplicità di principi particolari
  • Formalismo: es. Kant, riconduce tutto il diritto a un unico principio universale ma non risolve l'opposizione fra soggettività del principio formale e oggettività del mondo reale

4. "Costituzione della Germania"

Dopo le vittorie napoleoniche la Germania non è più uno stato, per tornare a esserlo non deve cercare l'unità dei costumi, sentimenti, religione, moneta, codice; deve riconquistare la capacità di fare la guerra come stato unitario con un unico esercito e comando (potente totalità militare).

La fenomenologia dello spirito: caratteri generali (1807)

Due presupposti principali:

  1. Il vero è l'intero: la verità è colta solo quando i diversi aspetti parziali della realtà sono considerati non più nella loro astratta separazione ma come momenti e articolazioni della totalità cui appartengono.
  2. La totalità non è qualcosa di già dato ma il risultato di un processo conoscitivo in cui il soggetto conoscente è intimamente implicato. La verità non è sostanza (qualcosa di immobile/incompiuto) ma è spirito (attività, movimento, svolgimento).

La fenomenologia descrive l'esperienza della coscienza che passa progressivamente dai gradi più bassi della conoscenza (espressioni provvisorie, fenomeniche della verità) al sapere assoluto con cui lo spirito conosce la sua autentica essenza.

Il soggetto del processo fenomenologico è l'assoluto, però nelle prime fasi non si conosce come tale, ma secondo il grado di sviluppo raggiunto dalla coscienza in quel momento; solo alla fine, quando lo spirito ha esplicitato se stesso, la verità è ricomposta nella totalità. I diversi momenti del processo si esprimono come figure dello spirito, la cui successione non è casuale ma il necessario concatenamento delle diverse fasi di sviluppo dello spirito assoluto; ognuna è superamento/conservazione delle precedenti che non sono eliminate, ma integrate con gli aspetti di cui non erano consapevoli.

Il processo fenomenologico obbedisce a un movimento dialettico:

  • Affermazione immediata: il soggetto è in sé; semplice coscienza di un oggetto.
  • Negazione: l'oggetto appare qualcosa di altro rispetto al soggetto, come opposto.
  • Sintesi: il soggetto si rende conto che l'oggetto è proiezione di se stesso al di fuori di sé, ritrova l'unità di soggetto e oggetto, diventa cosciente di sé.

Progressiva interiorizzazione dell'oggetto. La dialettica è la legge del pensiero e dell'essere.

La fenomenologia dello spirito: le figure del processo conoscitivo

1. Coscienza naturale

Momento in cui il soggetto sente l'oggetto altro rispetto a sé.

  • Certezza sensibile: sensazione, apparentemente la forma più ricca di conoscenza; è la conoscenza di un oggetto nel qui e ora. Il limite è che il qui/ora sono applicabili a qualsiasi contenuto.
  • Percezione: si coglie la cosa nell'insieme delle qualità costituenti. Il limite è che la cosa percepita è contemporaneamente una e molteplice.
  • Intelletto: l'oggetto appare come fenomeno (manifestazione di forze che agiscono secondo una legge determinata e in essa trovano unità); questa legge dipende dal soggetto, l'oggetto è ricondotto alla coscienza. La coscienza si rende conto che l'oggetto non è qualcosa di diverso da sé.

2. Autocoscienza

È un'autocoscienza individuale perché trova di fronte a sé una pluralità di altre autocoscienze = rapporto conflittuale.

  • Signoria e servitù: rappresenta i rapporti di potere tra uomini del mondo antico; per affermare la propria supremazia l'autocoscienza deve ottenere il riconoscimento delle altre, chi riesce è signore, chi si sottomette è servo; però il servo attraverso il lavoro si rende conto di saper dominare/trasformare la natura in prodotto, mentre il signore è incapace di provvedere da solo ai suoi bisogni. Il servo ha coscienza della sua indipendenza da natura/signore, conquista la sua libertà.
  • Stoicismo/scetticismo: diversi livelli di realizzazione della libertà.
    • Stoicismo: indifferenza della coscienza interna verso il mondo esterno.
    • Scetticismo: totale negazione del mondo esterno.
  • Coscienza infelice: scissione finito/infinito (autocoscienza-Dio), consapevolezza di questa separazione irrisolta genera la coscienza infelice; per risolversi cerca di perdersi nell'infinito con l'ascetismo cristiano medievale.

3. Ragione

Giunge alla certezza di essere ogni realtà, consapevolezza che la realtà è il pensiero stesso.

  • Ragione: cerca nella struttura del mondo naturale la legge della ragione stessa. Il limite: è osservativa descrittiva.
  • Azione individuale: la ragione opera sulla realtà.
    • Piacere: l'uomo agisce nella ricerca del piacere. Limite: la realtà impedisce la piena realizzazione del piacere.
    • Legge del cuore: realizzazione del bene al di là degli interessi dei singoli, ma è sempre su basi passionali.
    • Legge della ragione: agire universale su basi razionali (imperativo Kant).
  • Etica: la ragione universale nei costumi e istituzioni di un popolo, la legge è espressione della volontà del popolo e il popolo è incarnazione della razionalità assoluta.
    • Eticità del mondo greco: la vita dell'individuo è un tutt'uno con la comunità; esiste però la scissione tra legge divina (dello stato, fatta di norme scritte) e legge umana (della famiglia, fatta di consuetudini).
    • Regno della cultura: è rifiutato tutto ciò che è immediato e si assegna valore solo a ciò che è mediato. Il punto più elevato è illuminismo (il limite: l'intelletto non coglie la realtà nella sua unitarietà ma la frantuma in una molteplicità di aspetti).
    • Religione: lo spirito riconquista consapevolmente la sua unità, ha come oggetto Dio (assoluto), si manifesta con diverse rappresentazioni in base al livello raggiunto dai popoli: religione naturale (popoli orientali), artistica (greco-romana), rivelata (cristianesimo).

Ma la rappresentazione è inadatta a esprimere l'identità dello spirito con se stesso perché mantiene la distinzione soggetto-oggetto (Dio appare trascendente); solo col sapere assoluto lo spirito diventa consapevole di sé in forma concettuale = concetto filosofico permette allo spirito di pensare a se stesso (identificazione soggetto-oggetto).

Dalla fenomenologia al sistema: caratteri generali della logica

Il processo di costituzione dell'intero, oltre che attraverso la fenomenologia, può avvenire in termini di sistema: analisi delle diverse determinazioni parziali in cui si articola la realtà più le relazioni che organizzano le articolazioni in un tutto. L'oggetto del sistema hegeliano è l'idea (totalità della realtà), può essere considerata in tre modi:

  • Logica: idea considerata in base alle categorie che costituiscono la struttura formale della realtà; le categorie non sono distinguibili da realtà (è un'astrazione).
  • Filosofia della natura: ha per oggetto l'estraniazione dell'idea stessa (si particolarizza).
  • Filosofia dello spirito: l'idea ritorna in sé perché risolve la natura come un momento in tal pensiero.

Per Hegel le categorie logiche sono anche elementi costitutivi dell'essenza della realtà (hanno valore logico più ontologico).

Logica = metafisica

Pensiero = realtà

"Tutto ciò che è razionale è reale, tutto ciò che è reale è razionale".

La facoltà in grado di concepire l'unità logica-metafisica è la ragione speculativa (sapere assoluto), sennò si resta sul piano dell'intelletto.

Procedimento dialettico in tre fasi:

  • Posizione (tesi): momento intellettuale che pone i singoli aspetti della realtà separandoli dal tutto.
  • Negazione (antitesi): la particolare determinazione del dato astratto è confrontata col suo opposto.
  • Superamento (sintesi): l'opposizione è risolta in una superiore totalità (toglie e conserva: gli opposti non sono eliminati ma considerati a livello superiore).

Le categorie della logica

La scienza della logica si divide in tre parti:

Logica dell'essere

  • Essere indeterminato: non presuppone alcun altro concetto per la propria determinazione, ma entra nella determinazione di tutti gli altri (quasi un essere parmenideo: non si può dire altro se non che è).
  • Nulla: la separazione di essere e nulla è solo apparente, sono due momenti della stessa realtà.
  • Divenire eracliteo: supera l'indeterminatezza dell'essere e del nulla, da cui nasce la realtà e processo dialettico = essere determinato ("alcunché" = la cosa che è questo e non altro; la sua determinazione deriva dal fatto che si oppone all'altro diverso da sé. È finito perché limitato dall'altro, però l'insieme di tutti gli esseri finiti non è finito, ma infinito, ossia una totalità conchiusa in se stessa la cui infinitezza deriva dal fatto di non lasciar nulla al di là di sé).

Logica dell'essenza

L'essere considerato non nella sua immediatezza ma come oggetto di riflessione, è la realtà effettiva:

  • Identità: essenza riferita solo a se stessa.
  • Differenza: negazione dell'identità, a sua volta distinguibile in diversità (differenza immediata), opposizione (differenza data da un oggetto altro), contraddizione (gli opposti si pongono vicendevolmente perché l'uno esiste in quanto esiste l'altro).
  • Fondamento: la contraddizione risolta in un'unità superiore.

Logica del concetto

Unione dell'essere immediato più essenza riflessa, consente l'intellegibilità dell'essere. Momenti:

  • Soggettivo: esame degli elementi in cui si articola l'attività del soggetto pensante (concetto, giudizio, sillogismo).
  • Oggettivo: diversi momenti di sviluppo dell'oggetto del pensiero (meccanismo, chimismo, teleologia).
  • Idea: unità assoluta di concetto più oggettività (essere + pensiero, ideale + reale, finito + infinito).

La filosofia della natura

Seconda parte del sistema hegeliano, l'idea esce fuori di sé per oggettivarsi = natura (idea nella forma dell'essere altro). Anche la natura è un sistema per gradi (gerarchia che rivela un progressivo passaggio dall'estrinsecità all'unitarietà). La filosofia della natura è il necessario passaggio dalla logica a filosofia dello spirito:

  • Meccanica: momento dell'estrema particolarità, studia l'esteriorità con leggi astratte (movimento materia) + concetti astratti (spazio/tempo).
  • Fisica: sostituzione dell'analisi qualitativa a quantitativa, comincia a sorgere l'individualità:
    • Individualità universale (qualità fisiche degli elementi fondamentali).
    • Individualità particolare (qualità fisiche nei singoli oggetti, es. peso).
    • Individualità totale (qualità fisiche come espressioni particolari di tutta la natura, es. magnetismo).
  • Fisica organica: emerge l'individualità soggettiva: natura geologica, vegetale, animale.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/01 Filosofia teoretica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ankh79 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia teoretica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Guglielminetti Enrico.
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