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FILOSOFIA SOCIALE 02/10/2018

Max Horkheimer

Nasce a Stoccarda il 14 febbraio 1895 in una famiglia della ricca borghesia ebraica e

muore a Norimberga il 7 luglio 1973.

Nella sua vita, dopo aver ripreso gli studi (che era stato costretto a lasciare per

lavorare nella ditta del padre) ottenne post-laurea la prima cattedra in filosofia

sociale , diventando poi uno dei maggiori esponenti della cosiddetta Scuola di

Francoforte (una scuola filosofico-sociologica di orientamento neo-marxista).

Fu proprio Horkheimer ad adottare la Teoria Critica: egli era convinto che bisogna

diagnosi

fare delle alle dinamiche sociali, in modo da non dare assumere che l’uomo

interagisca solo con il fine di prevalere sull’altro.

Le dinamiche capitalistiche infatti tendono ad assuefarci e tendiamo a dare quindi per

scontati fattori come l’ingiustizia → per questo nasce la teoria critica per tutte le sfere

interdisciplinarietà

(intima, sociale, economica, sessuale, scientifica,…) grazie all’ della

scuola sociologica fondata.

A questo proposito Herbert Marcuse (Berlino, 19 luglio 1898 - Starnberg, 29 luglio 1979 )

asseriva che lo studio del pensiero di Freud è utile non soltanto per lo psicanalista ma anche

per lo scienziato sociale.

Difatti è quando iniziamo a dare per scontato il male che vi è al mondo che dobbiamo

applicare la teoria critica ed iniziare a chiederci il perché del nostro e dell’altrui

comportamento e pensiero nei confronti della determinata situazione.

«La psicologia non può staccarsi dalla filosofia della quale non deve, sotto molti

aspetti, amministrare l’eredità»

→ Horkheimer vede la psicologia come la nipote della filosofia, dalla quale deve tener

conto per completare la sua base.

(Eredità di tipo antropologico)

(Eraclito era un uomo semplice che girava per Atene con pochi stracci addosso, quasi

seminudo, che viveva in una grotta e invitava gli ospiti che lo andavano a conoscere a

sedere con lui intorno alla stufa dicendo che li era pieno di dei)

Se il sociologo tende a chiedersi come è fatta l’autostrada, la domanda che si pone il

filosofo è invece perché l’uomo ha bisogno di quella autostrada.

«L’eredità della filosofia, quale l’ha assunta la sociologia, non si esaurisce in tale

riflessione della società su se stessa»

→ per Horkheimer l’eredità è una difesa contro la ricaduta nell’oppressione totalitaria

Per lui, nel 1959 era fondamentale l’organizzazione umana della vita, ovvero

organizzare la vita in modo che sia una vita umana.

Lisistrata

E’ una commedia di Aristofane in cui Lisistrata convoca numerose donne di Atene e di

altre città per discutere un importante problema: a causa della guerra del Peloponneso

gli uomini delle poleis greche sono perennemente impegnati nell'esercito e non hanno

più il tempo di stare con le loro famiglie. Lisistrata propone allora di fare uno sciopero

del sesso affinché gli uomini non firmeranno la pace. Dopo un momento di

sbigottimento e di rifiuto, le donne si dicono favorevoli e fanno un giuramento

occupando l’acropoli allo scopo di privare gli uomini dei mezzi finanziari per proseguire

la guerra.

Le donne hanno molta difficoltà a mantenere il patto e inventano varie scuse per

tornare a casa dai mariti, ma Lisistrata concede solo a Mirrina la possibilità di

incontrare il marito Cinesia allo scopo di stimolare le voglie dell'uomo, per poi

scappare e lasciarlo insoddisfatto.

L'astinenza si fa sentire anche nelle altre città greche: arriva un araldo da Sparta per

trattare la pace, col fallo palesemente eretto, ed incontra Cinesia, le cui voglie sono

altrettanto evidenti. I due si mettono d'accordo: Sparta manderà ambasciatori pronti a

firmare la pace, mentre Cinesia informerà le istituzioni ateniesi. Questo smorza

decisamente le tensioni: i vecchi e le vecchie del coro, dopo qualche resistenza,

riescono a riconciliarsi, e lo stesso fanno gli ambasciatori spartani e ateniesi davanti a

Lisistrata. Quest'ultima si lancia allora in un discorso pacifista che ricorda le radici

comuni di tutti i popoli greci, ma tale discorso degenera presto in un profluvio di

allusioni e doppi sensi sessuali da parte degli uomini, felici per la raggiunta

riconciliazione. In un tripudio di danze e banchetti si celebra il ritorno delle donne dai

loro mariti.

Socrate

Nasce nel 470-469 a.C. ad Atene e muore nel 399 a.C. conosciuto come padre

fondatore dell’etica viene riconosciuto per il contributo che ha dato nella storia del

pensiero filosofico consistente nel suo metodo d’indagine: il dialogo che utilizzava lo

dell’elenchos

strumento critico (confutazione) applicandolo prevalentemente all’esame

in comune di concetti morali fondamentali.

Egli non scrisse mai nulla, e ciò che ci è pervenuto è frutto del racconto di Platone, suo

allievo.

Platone racconta ad esempio di quando Fedro invitò Socrate per una passeggiata fuori

dalla città, cosa che il maestro non era solito fare. I due si sedettero sotto un albero e

Socrate iniziò a ammirare estasiato la natura, sotto lo sguardo sorpreso di Fedro, che

lo paragona ad uno straniero o un forestiero che non aveva mai guardato il verde. A

questa provocazione il saggio gli risponde che lui ama imparare e che gli alberi non gli

vogliono insegnare nulla, mentre la città si.

Qui notiamo il suo distacco dai filosofi presocratici che osservavano la natura

essenziale del mondo, ricercando il principio delle cose ed il metodo della loro

origine/scomparsa. 08/10/2018

Da dove nasce la filosofia?

La domanda che innesta la riflessione psicologica è causa della meraviglia data

dall’incommensurabilità delle cose

<Infatti gli uomini hanno iniziato a filosofare, ora come in origine, a causa della meraviglia (tò

thaumázein)> [Aristotele, Metafisica]

Thèa = visione

Tháuma come sorpresa, spaesamento

Di fronte allo spettacolo del mondo noi siamo totalmente spaesati, ma l'uomo si

interroga anche sulla morte.

La posizione filosofica è una posizione mediana tra chi rinuncia a conoscere e chi

crede di sapere, il filosofo si interroga continuamente grazie ad una situazione di

spaesamento. Thàuma

Spaesamento

Mythos Théatron (1) Théoria (2) Pràxis

théatron

Da un lato abbiamo il ovvero il teatro che serve alla catarsi (purificazione,

scarico emotivo), scegliendo di rappresentare la realtà del mondo cambiando

prospettiva.

I greci, soprattutto nella tragedia, mettono in scena la morte (ma anche nella

commedia vedialcidiade) attraverso non solo parole a soprattutto immagini e

scenografie attraverso la narrazione del mito (per ridurre al minimo lo spaesamento.

théoria

Dall’altro lato abbiamo la ovvero la teoria che ci permette, estrapolando una

piccola realtà, di studiare un piccolo aspetto alla volta, grazie anche all’aiuto degli altri

(Pharmacòn=antidoto)per

che a loro volta studieranno un altro piccolo aspetto.

Socrate l’antidoto in questione è aiutarci di fronte alla vita.

Socrate in punto di morte affida i propri allievi alla cura reciproca (questo al fine di

riuscire a creare una poleis giusta senza smania di potere)

Non si può fare filosofia senza accettare di non sapere e senza accettare lo

spaesamento.

Mito e logos (o l'uno contro l’altro)

<Ora, chi prova un senso di dubbio e di meraviglia riconosce di non sapere; Ed è per questo

che anche colui che ama il mito è, in un certo senso, filosofo: il mito infatti è costituito da un

insieme di cose che destano meraviglia> [Aristotele, Metafisica]

I filomiti sono coloro che amano un mito e riconoscono di non sapere poiché anche

esso è costituito da cose che destano meraviglia.

Il precetto di Delfi

La prima domanda per Socrate è quella incorporata in questo precetto:

“conosci te stesso" qui il soggetto della domanda è colui stesso che la pone

2. CONOSCENZA DELL’ANIMA

DIALOGO (essenza dell’uomo)

(metodo) CONOSCENZA DI SE

(fine)

Anima = psiche = soffio vitale Nefésh

Nfr

Psyché Anima

(simbolo geroglifico)

nfr

Il simbolo geroglifico che rappresenta la rappresenta una trachea che trapassa un

cuore.

Per l’uomo greco l’anima è fatta di tre parti:

Logos:

1) è la ragione, quella che ci porta alla realtà a cui apparteniamo

Thýmos:

2) è il desiderio dell'onore, localizzato nel petto

Epithýmia:

3) desiderio, sfera dei bisogni fondamentali, localizzata dallo stomaco

in giù (comprende la fame ed il sesso) 09/10/2018

A Socrate preme la questione della giustizia, senza di essa la vita non ha valore.

(Scossa,

Nel dialogo con Menone Platone) egli paragona Socrate alla torpedine marina

poiché egli mette sempre tutto in dubbio, e da una scossa ai suoi interlocutori,

mettendo in discussione le cose.

Lui afferma che si, fa dubitare gli altri, ma solo perché è il primo ad avere quei dubbi

(definendosi una torpedine intorpidita). 2. CONOSCENZA DELL’ANIMA

DIALOGO scoss (essenza dell’uomo)

(metodo) a

3. CONOSCENZA DI SE

(fine)

Non si può quindi conoscere se stessi senza accettare la scossa, ovvero senza mettersi

in discussione.

SOCRATE <Il sofista, Ippocrate, non sembra forse una specie di negoziante o venditore delle

merci di cui si nutre l’anima? Credo che sia qualcosa di simile.>

IPPOCRATE <Di cosa si nutre L’ANIMA?>

SOCRATE <Di conoscenze, certamente. Fai però attenzione, mio caro, che il sofista, lodando

quello che vende, non ci truffi […] coloro che portano le conoscenze in giro per le città e le

vendono a chi di volta in volta le richiede, lodano tuto quello che vendono, ma forse qualcuno

mio caro, ignora cosa sia utile e cosa sia dannoso per l’anima, tra le cose che vendono. Ora se

riesci a sapere quali tra questi insegnamenti risulti utile o dannoso, potrai tranquillamente

comprarli da Protagora o da chiunque altro. Al contrario, caro amico, stai attento a non mettere

a rischio e a giocare a dadi quanto vi è di più chiaro.>

Socrate non vieta quindi a Ippocrate di ascoltare e pagare il discorso dei sofisti, ma gli

richiede di distinguere l’utile dal dannoso, ma di non gettare il pensiero critico che lui

stesso ha insegnato ai suoi allievi.

Gorgia

Ne il di Platone viene analizzata da Socrate la pericolosità della parola-droga

<alcuni discorsi affliggono ad alcuni rallegrano; gli uni

perché riconosce che

terrorizzano, gli altri imbaldanziscono gli uditori; altri con una cattiva persuasione

drogano l’anima e la stregano>

Questa parola può quindi guarire o far ammalare.

Come si è quindi a curare l’anima?

<L’anima si cura con certi incantesimi che sono poi i discorsi belli, in virtù dei quali

nell’anima si genera la saggezza>

Per Gorgia si parla di bellezza vera, mentre per i sofisti si tratta di una bellezza

apparente, se vi carichiamo perché loro ci fanno sentire intelligenti è li che abbiamo

gettato la nostra capacità critica.

I discorsi belli di Socrate sono quelli che ti danno davvero la conoscenza, il dubbio,

l’analisi, accettare la mortalità.

La sapienza è la conoscenza totale, il sapere tutto, gli unici che possono

legittimamente dirsi sapienti sono gli dei.

La saggezza è la capacità di ragionare in maniera giusta. Per diventare saggi bisogna

aprirsi al confronto con gli altri, imitare i comportamenti saggi per farli propri.

La democrazia di Atene aveva di innovativo che aveva due grosse istituzioni

(boulè=deliberazione)

L’Assemblea che deve legiferare e le leggi devono passare al

valio dell’assemblea. Il flusso di potere non va solo dall’alto verso il basso, ma anche

viceversa. Se le leggi non passano al valio vengono rimandare nuovamente alla boulè.

Boulé

Assemblea

Per l’uomo greco deliberare significa pesare le ragioni.

Per Socrate il momento in cui dobbiamo prendere una decisione e siamo combattuti è

un momento costruttivo.

Assemblea significa sedersi insieme, alla pari, e ragionare su quale sia la scelta

migliore da prendere.

I capi di accusa di Socrate

Socrate venne accusato di:

- Corrompere i giovani: li riuniva, faceva si che avessero idee proprie e che

diventassero scomodi per lo stato

- Non credere agli dei della città: il che non era assolutamente vero, egli parlava

daimon,

con il suo ma anche perché l’ateismo comporterebbe la certezza di

non credere e questo non sarebbe socratico, ma Socrate insegnava a mettere in

dubbio ciò che ci era stato insegnato. Questo non andava bene allo stato perché

faceva traballare le credenze comuni

I giudici cercano di convincere i suoi allievi a far scappare Socrate (solo perché come

martire sarebbe stato peggio), quindi uno di essi la notte prima si intrufola nel carcere

per far fuggire Socrate, ma egli rifiuta.

La pedagogia di Socrate

Socrate riesce a far dubitare gli altri perche lui stesso e’ il primo a dubitare.

Socrate e’ maestro di sapere proprio perche ama imparare non perche parte da una

presunzione di sapere.

1) Dialogo = stordimento, accettare di mettere le proprie certezze a rischio,

mettendole in discussione, questo stordimento è però benefico perché ci porta

al punto successivo

2) Senso del limite = consapevolezza della morte

3) Saggezza = senso di giustizia, è il requisito necessario per conoscere se stessi,

alla portata di tutti, saggezza significa imparare a comportarsi in modo giusto

SOCRATE <Eppure, se non mi sbaglio, tu e Simmia, vorreste esaminare più a fondo la

questione perché mi pare che siete spaventati come dei bambini, quasi che l’anima, appena

fuori del corpo, se la portasse via il vento e la disperdesse, specie poi quando ci tocca morire

non con tempo sereno ma in mezzo a una gran bufera> (Platone, Fedone)

Qui l’ironia da parte di Socrate è uno strumento fondamentale che sdrammatizza, e

attraverso la sdrammatizzazione pone l’accento sulla questione estremamente seria,

ovvero la morte. (carpe diem)

Cogliere l’attimo significa non solo lasciar scorrere il tempo così come

viene e godersi il presente, ma cogliere le occasioni che così presentano per rendere

straordinaria la vita.

CEBETE <E tu assicuraci, Socrate, come se noi, effettivamente, avessimo paura o meglio,

come se non fossimo noi ad essere spaventati ma quel fanciullo che è in noi. Dunque, fa in

modo che questo fanciullo non abbia paura della morte come di uno spauracchio>

Nell’Eneide si dice che ‘la morte pareggia le erbe del prato’, poiché di fronte ad essa

siamo tutti uguali senza distinzioni.

SOCRATE <Bisognerebbe fargli ogni giorno gli incantesimi, per liberarlo da questi timori>

CEBETE <E dove andremo a trovarlo un incantatore capace per queste opere, visto che ti ci

stai per lasciare?>

SOCRATE <oh, Cebete, la Grecia è grande, è non manca di uomini in gamba; e molti sono

anche i popoli barbari. E non risparmiate ne spese ne fatiche per un tale incantatore, perché

voi non potreste spendere meglio il vostro denaro. Ma soprattutto sottomettete voi stessi, è

necessario, ad una ricerca reciproca perché è difficile che troviate persone capaci di assolvere

questo compito, più che voi stessi>

Qui l’ironia di Socrate va piano piano sparendo.

Vuole sottolineare l’importanza del dialogo. 15/10/2018

4 aprile 1968: Robert Kennedy fa un discorso (socraticamente) bello

In questo momento è senatore e con buone probabilità di diventare presidente. Ha

deciso di scendere in politica per permettere ai piacevoli di avere un futuro.

Quella sera è a Indianapolis e doveva parlare nel cuore del ghetto nero, appena

appreso della morte di Martin Luther King il suo staff si preoccupa. Sarà proprio

Kennedy a dare la notizia, non tutti la avevano ricevuta, ma i pochi che ne erano a

conoscenza sapevano che la sua morte era avvenuta per mano di un bianco e sono

andati li per far casino.

Nonostante lo staff cerchi di dissuaderlo, Kennedy vuole lo stesso andare a quel

discorso.

Nonostante in molti stati americani era scoppiato il casino, quella sera a Indianapolis

stranamente non accade nulla, perché il discorso bello aveva impedito moralmente a

tutti di agire.

R.K. viene accompagnato su un pick-up, durante il tragitto si era preparato degli

appunti su un bigliettino che porta con sé sul palco, ma che non riuscirà a leggere,

improvvisando tutto il discorso.

1. Tristi notizie per tutti: per prima cosa Kennedy annuncia la morte di Martin

Luther King, definendola una triste notizia per tutti coloro che sono cittadini,

anche della terra, e amanti della pace nel mondo. Fu rivoluzionario vedere un

bianco piangere la morte di un nero. ‘La linea del colore non è il confine su cui

costruire il nostro paese’.

2. Giustizia vs. Vendetta: sa che in queste situazioni è normale desiderare

vendetta, ma bisogna chiedersi che tipo di nazione si desidera essere. Non nega

il male, sa che è stato un omicidio razziale e lo dice.

3. Sforzarsi di comprendere: dice che possiamo scegliere che strada prendere, se

mantenere una separazione tra neri e bianchi o fare lo sforzo che ha iniziato

Martin Luther King per comprendere, e rimpiazzare la violenza per arrivare alla

compassione e all’amore.

4. Lo stesso tipo di sentimento: nonostante Robert Kennedy non avesse mai

parlato ne in pubblico ne in privato parlare della morte del parente. Infatti chi lo

conosceva rimase stupito dal fatto che egli si mise sullo stesso piano dei neri

che erano sofferenti per la morte di M.L.King, perché provava lo stesso

sentimento. Rincara l

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/06 Storia della filosofia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher amministratricesara1997 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Gomarasca Paolo.
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