PARTE PRIMA – IL FREUDISMO E GLI ORIENTAMENTI DEL PENSIERO
FILOSOFICO E PSICOLOGICO CONTEMPORANEO (UNO SGUARDO CRITICO)
I – IL FONDAMENTALE MOTIV IDEOLOGICO DEL FREUDISMO
1. Il freudismo e la vita contemporanea
Freud e Breuer (1893): pubblicano l’articolo “Sul meccanismo psichico dei fenomeni
isterici (comunicazione preliminare)” (parla della cura dell’isteria tramite ipnosi).
Questa sarà la base del discorso che porterà alla psicoanalisi.
La PSICOANALISI nasce come semplice metodo psichico con una modesta base
teorica. Successivamente fu impiegata poi per spiegare le più svariate forme di attività
nell’ambito dell’arte e della religione ed infine anche i fenomeni della vita sociale e
politica.
Cosi la psicoanalisi produsse una sua FILOSOFIA DELLA CULTURA.
2. Il motivo ideologico del freudismo
“Il destino dell’individuo umano, tutto il contenuto della sua vita e della sua attività
creativa, è totalmente determinato dalle vicende della pulsione sessuale e solo da
esse”.
Per Freud, l’individuo umano non viene considerato attraverso la posizione e il ruolo
che ha nella storia, cioè la classe, la nazione, l’epoca storica a cui appartiene; ma solo
il sesso e l’età sono essenziali, tutto il resto è una sovrastruttura.
Tale ideologia non è né nuova né originale, ma lo sono il concetto di sesso ed età
incorporate in essa.
La psicoanalisi ha rivelato nuovi aspetti sulla connessione età-sesso. La storia della
pulsione sessuale dell’individuo umano comincia sin dal momento della sua nascita e
si sviluppa passando attraverso una lunga e articolata serie di periodi.
La pulsione sessuale perciò non può più essere delimitata allo schema semplicistico
infanzia innocente, pubertà-maturità, senilità innocente.
Il concetto di sesso ed età è il motivo principale legato alla crisi e al crollo.
Quando una classe sociale giunge allo stadio di disgregazione e deve abbandonare la
scena della storia, la sua ideologia comincia a insistere su un unico tema in tutte le
sue variazioni possibili: “l’uomo è un animale” (tralasciando la seconda parte della
formula aristotelica secondo cui l’uomo è un animale SOCIALE).
3. Analoghi motivi nella filosofia contemporanea
Attualmente si è passati ad una filosofia della vita inerte e passiva, che coniuga tutte
le modalità del vivere con tutti i prefissi e i suffissi possibili (sopravvivere, cessare di
vivere, ecc.).
Tre caratteristiche fondamentali di questa filosofia a noi contemporanea sono:
1 – “la vita nell’accezione biologica è centrale nella concezione filosofica”: l’unità
organica isolata è considerata il criterio e il valore più alto della filosofia;
2 – “si nutre sfiducia nella ragione”: si riduce il ruolo della ragione nella creatività
culturale al minimo e da qui nasce la critica al kantismo, che è una filosofia della
ragione;
3 – “ci si dà da fare per sostituire tutte le categorie oggettive socio-economiche con
categorie psichico-soggettive, logiche o biologiche”: si tende a concepire la cultura e
la storia come direttamente derivanti dalla natura senza tener conto dell’industria
umana.
4. Una prima valutazione del freudismo
L’individualità astratta caratterizzante l’ideologia contemporanea in realtà non esiste.
Fuori dalla società e dalle condizione socio-economiche, l’individuo umano non esiste.
Soltanto come parte di un tutto sociale, nella classe e attraverso la classe,
l’individualità umana diviene storicamente reale e culturalmente produttiva.
Per entrare a far parte della storia non è sufficiente nascere, ma vi è la necessità della
seconda nascita, quella sociale.
Tutti i tentativi volti a sorvolare questa seconda nascita non hanno futuro e sono
destinati a fallire.
“Nella sua realtà, l’essere umano è l’insieme dei rapporti sociali”.
II – I DUE ORIENTAMENTI DELLA PSICOLOGIA CONTEMPORANEA
1. Impostazione del problema
Attualmente è in corso un’accesa battaglia tra due orientamenti nello studio della vita
psichica dell’uomo e degli animali: quella tra psicologia OGGETTIVA e psicologia
SOGGETTIVA.
Entrambe si suddividono in correnti diverse.
L’indirizzo contemporaneo più significativo della psicologia soggettiva è la PSICOLOGIA
SPERIMENTALE (scuola di Wundt, James, ecc.), mentre gli indirizzi di analoga
importanza della psicologia soggettiva sono la RIFLESSOLOGIA (scuola di Pavlov) e la
SCIENZA DEL COMPORTAMENTO (BEHAVIORISMO), che ha avuto un particolare
sviluppo in America (Watson, Dewey, ecc.).
Queste due correnti principali si differenziano nel modo in cui viene considerata la vita
psichica dell’individuo umano:
1 – esperienza interna-SOGGETTIVA: l’individuo umano osserva immediatamente in se
stesso, nella sua esperienza interiore, il susseguirsi della sua esperienza psichica
vissuta, dei suoi pensieri, sentimenti e desideri;
2 – esperienza esterna-OGGETTIVA: l’individuo umano può osservare solo le
espressioni esterne della vita psichica di altri individui umani e di animali, tramite le
diverse reazioni di un altro organismo a uno stimolo. Nell’esperienza esterna non ci
sono né desideri, né sentimenti, né aspirazioni, ci sono solo determinati processi
materiali che hanno luogo nell’individuo reagente.
2. La psicologia sperimentale
Va precisato che ormai nessuno più sostiene che un’esperienza soggettiva, senza
l’aggiunta dei dati dell’esperienza esterna, possa essere la base esclusiva della
psicologia.
L’INTROSPEZIONE deve essere accompagnata dall’ESPERIMENTO (deliberata
provocazione di fenomeni psichici, in condizioni esterne stabilite dallo stesso
sperimentatore).
La costruzione dell’esperimento psicologico è quindi duplice:
1 – tutta la situazione fisica esterna, il contesto, lo stimolo esterno, l’espressione
corporea della stimolazione e la reazione del soggetto esaminato, costituisce
l’esperienza esterna oggettiva (osservazione precisa e scientifica, misurazioni con
strumenti speciali);
2 – l’esperienza psichica stessa non rientra nell’esperienza esterna dello
sperimentatore, ma esiste solo nell’esperienza interna del soggetto preso in esame, il
quale comunica i risultati della sua introspezione allo sperimentatore; questi dati
interni, immediati del soggetto esaminato sono assunti dallo sperimentatore e
collegati con i dati della sua esperienza esterna e oggettiva.
L’ultima parola quindi nella psicologia sperimentale spetta all’introspezione.
3. La psicologia oggettiva
I rappresentanti della psicologia oggettiva sostengono che, utilizzando il metodo
dell'intriospezione proposto dai soggettivisti, non si può avere una scienza esatta ed
oggettiva.
Le diverse reazioni di un organismo vivente allo stimolo formano nel loro insieme ciò
che chiamiamo COMPORTAMENTO.
Questo comportamento è interamente accessibile all'esperienza oggettiva ed esterna.
4. La reazione verbale
All'esperienza interna corrispondono nell'esperienza esterna, le parole con le quali
l'individuo esprime e riferisce la sua esperienza.
La reazione verbale è un fenomeno assai complesso e si divide in diverse componenti:
- il fenomeno fisico del suono delle parole pronunciate;
- i processi fisiologici che hanno luogo nel sistema nervoso e negli organi della
fonazione e della percezione;
- un gruppo speciale di fenomeni e di processi corrispondenti al significato della parola
e al modo di comprendere questo significato da parte di un altro o di altri. Questa
terza componente ha dunque un carattere sociologico.
Il complesso apparato della reazione verbale, anche quando il soggetto non dice nulla
delle sue esperienze, comprende anche il discorso interno che avviene nel soggetto
che prende coscienza delle sue esperienze.
5. Marxismo e psicologia
La psicologia deve studiare quindi con metodi oggettivi il comportamento
materialmente manifesto dell'individuo umano in un ambiente naturale e sociale.
Questi sono i requisiti dal punto di vista del marxismo a cui la psicologia deve
rispondere.
6. Il problema psicologico del freudismo
L'analisi ciritica della teoria psicologica di Freud mstra il principale problema della
psicologia umana, e cioè il problema delle reazioni verbali e del loro significato
all'interno del comportamento dell'uomo.
Nella psicoanalisi tutti i conflitti vengono presentati come complesse e conflittuali
relazioni tra reazioni umane verbali e non verbali.
Freud ha trattato questi problemi non dando troppa improtanza però al carattere
sociologico di questi fenomeni e nell'aver cercato di relegarli nell'ambito individuale
dell'organismo e della sua psiche.
Qindi problema 1: PROCESSI CHE PER LORO NATURA SONO SOCIALI SONO TRATTATI DA
FREUD NELL'OTTICA DELLA PSICOLOGIA INDIVIDUALE.
Problema 2: SOGGETTIVITÀ DEL SUO METODO.
Freud cerca di chiarire i conflitti del comportamento umano dal di dentro, cioè con il
metodo dell'introspezione.
7. Scienza e classe
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PARTE SECONDA - ESPOSIZIONE DEL FREUDISMO
III - INCONSCIO E DINAMICA PSICHICA
1. Conscio ed inconscio
Secondo Freud la psiche umana si compone di tre regione: conscio, inconscio e
preconscio.
Queste tre regioni o sistemi sono in perenne interazione e le prime due sono anche in
perenne conflitto. Ogni atto mentale è perciò il risultato di quel conflitto.
Quindi se ci limitassimo ad ascoltare la nostra coscienza, non capiremmo mai la nostra
vita psichica: la coscienza essendo in perenne conflitto con l'inconscio, ci dà
informazioni false, non essendo mai imparziale,sulla vita psichica e su stessa.
2. I tre periodi dello sviluppo del freudismo
Periodo 1 (FreudBreuer) (1890-1897)
La concezione di inconscio non era lontana da quella di noti psichiatri e psicologi da
cui discendeva direttamente geneticamente.
Periodo 2 (1897-1914)
Durante questo periodo tutti i problemi vengono affrontati sul piano della psicologia
teorica e applicata.
L'intera concezione ha un carattere positivistico.
Perio
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