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l’aggiunta dei dati dell’esperienza esterna, possa essere la base esclusiva della

psicologia.

L’INTROSPEZIONE deve essere accompagnata dall’ESPERIMENTO (deliberata

provocazione di fenomeni psichici, in condizioni esterne stabilite dallo stesso

sperimentatore).

La costruzione dell’esperimento psicologico è quindi duplice:

1 – tutta la situazione fisica esterna, il contesto, lo stimolo esterno, l’espressione

corporea della stimolazione e la reazione del soggetto esaminato, costituisce

l’esperienza esterna oggettiva (osservazione precisa e scientifica, misurazioni con

strumenti speciali);

2 – l’esperienza psichica stessa non rientra nell’esperienza esterna dello

sperimentatore, ma esiste solo nell’esperienza interna del soggetto preso in esame, il

quale comunica i risultati della sua introspezione allo sperimentatore; questi dati

interni, immediati del soggetto esaminato sono assunti dallo sperimentatore e

collegati con i dati della sua esperienza esterna e oggettiva.

L’ultima parola quindi nella psicologia sperimentale spetta all’introspezione.

3. La psicologia oggettiva

I rappresentanti della psicologia oggettiva sostengono che, utilizzando il metodo

dell'intriospezione proposto dai soggettivisti, non si può avere una scienza esatta ed

oggettiva.

Le diverse reazioni di un organismo vivente allo stimolo formano nel loro insieme ciò

che chiamiamo COMPORTAMENTO.

Questo comportamento è interamente accessibile all'esperienza oggettiva ed esterna.

4. La reazione verbale

All'esperienza interna corrispondono nell'esperienza esterna, le parole con le quali

l'individuo esprime e riferisce la sua esperienza.

La reazione verbale è un fenomeno assai complesso e si divide in diverse componenti:

- il fenomeno fisico del suono delle parole pronunciate;

- i processi fisiologici che hanno luogo nel sistema nervoso e negli organi della

fonazione e della percezione;

- un gruppo speciale di fenomeni e di processi corrispondenti al significato della parola

e al modo di comprendere questo significato da parte di un altro o di altri. Questa

terza componente ha dunque un carattere sociologico.

Il complesso apparato della reazione verbale, anche quando il soggetto non dice nulla

delle sue esperienze, comprende anche il discorso interno che avviene nel soggetto

che prende coscienza delle sue esperienze.

5. Marxismo e psicologia

La psicologia deve studiare quindi con metodi oggettivi il comportamento

materialmente manifesto dell'individuo umano in un ambiente naturale e sociale.

Questi sono i requisiti dal punto di vista del marxismo a cui la psicologia deve

rispondere.

6. Il problema psicologico del freudismo

L'analisi ciritica della teoria psicologica di Freud mstra il principale problema della

psicologia umana, e cioè il problema delle reazioni verbali e del loro significato

all'interno del comportamento dell'uomo.

Nella psicoanalisi tutti i conflitti vengono presentati come complesse e conflittuali

relazioni tra reazioni umane verbali e non verbali.

Freud ha trattato questi problemi non dando troppa improtanza però al carattere

sociologico di questi fenomeni e nell'aver cercato di relegarli nell'ambito individuale

dell'organismo e della sua psiche.

Qindi problema 1: PROCESSI CHE PER LORO NATURA SONO SOCIALI SONO TRATTATI DA

FREUD NELL'OTTICA DELLA PSICOLOGIA INDIVIDUALE.

Problema 2: SOGGETTIVITÀ DEL SUO METODO.

Freud cerca di chiarire i conflitti del comportamento umano dal di dentro, cioè con il

metodo dell'introspezione.

7. Scienza e classe

//

PARTE SECONDA - ESPOSIZIONE DEL FREUDISMO

III - INCONSCIO E DINAMICA PSICHICA

1. Conscio ed inconscio

Secondo Freud la psiche umana si compone di tre regione: conscio, inconscio e

preconscio.

Queste tre regioni o sistemi sono in perenne interazione e le prime due sono anche in

perenne conflitto. Ogni atto mentale è perciò il risultato di quel conflitto.

Quindi se ci limitassimo ad ascoltare la nostra coscienza, non capiremmo mai la nostra

vita psichica: la coscienza essendo in perenne conflitto con l'inconscio, ci dà

informazioni false, non essendo mai imparziale,sulla vita psichica e su stessa.

2. I tre periodi dello sviluppo del freudismo

Periodo 1 (FreudBreuer) (1890-1897)

La concezione di inconscio non era lontana da quella di noti psichiatri e psicologi da

cui discendeva direttamente geneticamente.

Periodo 2 (1897-1914)

Durante questo periodo tutti i problemi vengono affrontati sul piano della psicologia

teorica e applicata.

L'intera concezione ha un carattere positivistico.

Periodo 3 (1914-1915)

La concezione di inconscio comincia ad accostarsi alle dottrine metafisiche di

Schopenhauer e Hartman. Diventano preminenti le questioni generali sulla visione del

mondo piuttosto che problemi particolari e specifici. L'inconscio diviene l'incarnazione

di tutto ciò che c'è di piu basso e piu alto nell'uomo. E comincia lo studio del SUPER-IO.

3. La prima concezione dell'inconscio

PRIMO PERIODO

1889: Freud resta colpito da un esperimento di ipnosi condotto da Bernheim.

Alla paziente veniva ordinato mentre era in stato di ipnosi di aprire un ombrello dopo

un certo tempo dal suo risveglio. La donna risvegliatasi dal sonno ipnotico, eseguì con

precisione il gesto nel momento indicato. Nel momento in cui le fu chiesto il motivo di

tale gesto, lei rispose che voleva controllare se fosse quello il suo ombrello. Questa

motivazione non corrispondeva affatto alla vera motivazione , ma per la coscienza

della pazienta era soddisfacente. Successivamente Bernheim spinse la donna a

riflettere, riuscendo a farle ricordare la vera caussa del suo atto, cioè l'ordine avuto

durante la fase ipnotica.

Da questo esperimento Freud trasse le conclusioni fondamentali che caratterizzano la

prima concezione di inconscio:

- non sempre la motivazione data dalla coscienza con piena sincerità soggettiva

corrisponde alle vere cause dell'azione;

- a volte l'atto può essere determinato da forza che agiscono nella psiche, ma che non

raggiungono la coscienza;

- facendo ricorso a determinate tecniche, è possibile protare alla coscienza queste

forze psichiche.

Sulla base di queste ipotesi Freud e Breuer elaborarono il METODO CATARTICO DI CURA

DELL'ISTERIA.

4. Il metodo catartico

Il nucleo di questo metodo consiste nel fatto che alla base dell'isteria e di alcune

malattie psicogene nervose, ci sono formazioni psichiche che non giungono alla

coscienza del malato.

Disturbi psichici, sentimenti e desideri provati vengono deliberatamente dimenticati,

poichè la coscienza li teme o prova vergona già solo nel ricordarli.

Ma se tali emozioni non entrano nella coscienza non possono essere eliminate o

cancellate e quindi provocano i sintomi morbosi dell'isteria.

Il ruolo del medico è quindi quello di portare tali emozioni al livello della coscienza e

fare in modo che vengano cancellate e scaricate. Annullando cosi i sintomi morbosi

dell'isteria.

A tale scopo Freud e Breuer usavano l'ipnosi, totale o parziale. Il processo di

eliminazione cosciente di un'esperienza è chiamata da Freud CATARSI, termine

aristotelico che significa PURIFICAZIONE.

Quindi per incoscio Freud, nel primo periodo, intendeva quelle esperienze dimenticate

che provocano i sintomi dell'isteria.

5. I tratti distintivi del secondo periodo

SECONDO PERIODO

L'inconscio diviene, in questo periodo, una parte costitutiva essenziale ed

estremamente vitale della psiche di ogni individuo umano. Lo stesso apparato psichico

assume un carattere dinamico, cioè risulta in continuo movimento. Il conflitto tra

conscio ed inconscio si presenta come forma costante e regolare della vita psichica.

L'inconscio diventa inoltre la fonte produttiva di forza psichiche e di energie che si

sviluppano in tutti i campi della creatività culturale e specialmente nell'arte. Ma al

tempo stesso l'inconscio può divenire la fonte di tutte le malattie mentali se la

situazione conflittuale con la coscienza dovesse complicarsi.

Secondo la nuova concenzione di Freud, il processo di formazione dell'inconscio ha un

carattere regolare e si svolge durante tutta la vita dell'individuo umano, a partire dal

momento della sua nascita.

Questo processo prende il nome di RIMOZIONE e il contenuto dell'inconscio non è piu

costituito da esperienza casuali, ma da gruppi di esperienze tra loro connesse e

comuni a tutti gli uomini e che presentano un carattere specifico, prevalentemente

sessuale.

Questi complessi vengono rimossi nell'incoscio in periodi precisamente definiti, che

ricorrono nella storia della vita di ogni individuo umano.

6. La teoria della rimozione

Nei primi stadi di sviluppo dell'individuo umano la nostra psiche è governata da un

solo principio, quello del PIACERE. Nella psiche infantile tutto è permesso, per essa non

vi sono sentimenti e desideri immorali.

A questo sconfinato dominio del piacere è collegata la capacità di soddisfare in forma

ALLUCINATORIA i desideri (infatti il bambino non conosce ancora la differenza tra reale

e irreale; qualsiasi rappresentazione per lui è già realtà). L'individuo umano conserva

per tutta la vita questa capacità di soddisfacimento allucinatoria; capacità che si

manifesta precisamente nei SOGNI.

Negli stadi successivi della psiche, il paicere perde il suo ruolo dominante e viene

accostato, spesso suo malgrado, dal principio di REALTÀ.

Ora tutte le esperienze vissute nella psiche, vengono sottoposte a un doppio esame,

svolto in considerazione di questi due principi.

Ha luogo cosi un processo di selezione e solo le formazioni psichiche che superano

questo duplice esame risultano in regola e vengono accolte a pieno diritto nel sistema

psichico superiore, il CONSCIO. Oppure acquisiscono la possibilità di entrarvi, e

formano cosi il PRECONSCIO.

In caso di esame fallito tali esperienze risultano illegali e vengono rimosse nel sistema

dell'INCONSCIO.

Tale rimozione avviene automaticamente, senza l'intervento della coscienza e avviene

durante l'intera vita dell'individuo umano.

La coscienza ha un ruolo invece nel processo psichico che Freud chiama di CENSURA.

La censura si situa al confine tra conscio ed inconscio. Tutto ciò che fa parte della

coscienza o che ha la possiblità di entrarvi è sottoposto ad un severo processo di

censura.

IV - IL CONTENUTO DELL'INCONSCIO

1. La teoria delle pulsioni

Per capire quali sentimenti, desideri e rappresentazioni entrano nel processo di

rimozione, bisogna conoscere la teoria freudiana delle PULSIONI.

L'attività psichica è messa in moto da STIMOLO INTERNI ed ESTERNI dell'organismo.

Gli stimoli interni hanno una fonte somatica, cioè nascono dal nostro corpo. Freud

indica le rappresentazioni psichiche di questi stimoli somatici col termine PULSIONI.

Freud divide le pulsioni a seconda del loro scopo e della loro fonte somatica, in due

gruppi:

1 - PULSIONI SESSUALI, il cui scopo è la CONSERVAZIONE DELLA SPECIE, anche A

COSTO DELLA VITA DELL'INDIVIDUO;

2 - PULSIONI INDIVIDUALI o pulsioni dell'io, il cui scopo è l'AUTOCONSERVAZIONE

DELL'INDIVIDUO.

Questi due gruppi di pulsioni non collimano ed entrano spesso in conflitto.

6. Il super-io

La seconda caratteristica del terzo periodo è l'ampliamento del contenuto

dell'inconscio.

Nel suo ultimo libro Freud propone di chiamare ES quella regione della psiche che non

corrisponde all'IO CONSCIO.

L'ES è l'oscuro elemento naturale interiore delle pulsioni e dei desideri, che si

contrappone alle argomentazioni della ragione e alla nostra volontà.

Quindi:

- l'ES rappresenta le PULSIONI, in cui quindi domina il principio del PIACERE, e quindi

rappresenta l'INCONSCIO;

- l'IO rappresenta l'INTELLIGENZA e il GIUDIZIO, in cui domina il principio di REALTÀ e

quindi il rappresenta il CONSCIO.

Ma l'inconscio non è solo l'ES, ma vi è una parte di inconscio anche nell'IO.

Inconscio è infatti il processo di rimozione che ha origine nell'IO ed il lavoro della

censura che si compie nell'interesse dell'IO stesso.

Ciò che Freud indica con SUPER-IO è invece il livello superiore inconscio dell'IO.

Il SUPER-IO è il censore le cui direttive vengono eseguite dalla rimozione.

Inoltre il SUPER-IO si manifesta nell'inconsapevole SENSO DI COLPA che grava su

alcuni uomini. La coscienza non riconosce questa colpa, e lotta con il senso di colpa,

ma non riesce a eliminarlo.

Alle manifestazione del SUPER-IO possiamo aggiungere anche il cossiddetto

improvviso RISVEGLIO DI COSCIENZA che in una persona si manifesta come

unìinconsueta severità nei propri confronti, un disprezzo di se stesso, uno stato di

malinconia, ecc.

In tutti questi fenomeni, l'IO CONSCIO deve sottomettersi alla forza che agisce dalla

profondità dell'inconscio, ma che è allo stesso tempo morale, spesso addirittura

ipermorale, secondo Freud.

COME SI È FORMATO IL SUPER-IO?

Per saperlo bisogna conoscere un particolare processo psichico chimato di

IDENTIFICAZIONE.

L'attrazione per un'altra persona può procedere indue sensi:

- quello di volersi appropriare di quella persona (come avviene nel comlesso di Edipo,

in cui il bambino vuole appropriarsi della amdre);

- quello in cui si tende ad IDENTIFICARSI con l'altra persona (rapporto tipico del

bambino con il padre).

L'origine del SUPER-IO nella psiche dell'uomo trova la sua spiegazione

nell'IDENTIFICAZIONE.

E l'identificazione con il padre è il fattore piu importante nella formazione del super-io.

Freud definisce l'inconscio come NON-VERBALE. Esso si converte in preconscio tramite

il suo connettersi con corrispondenti rappresentazioni verbali.

V - IL METODO PSICOANALITICO

1. Formazioni di compromesso

c'è da sottolineare che Freud dalla sua prima concezione di inconscio all'ultima del

periodo della maturità, non ha mai trovato un accesso diretto all'inconscio, ma vi

accede solo tramite la coscienza del paziente.

Quindi il METODO PSICOLOGICO di Freud non è che un'ANALISI INTERPRETATIVA di

formazioni della coscienza, che possono essere ricondotte all'inconscio.

QUALI SONO QUESTE FORMAZIONI?

L'inconscio non può accedere al conscio e al preconscio direttamente, ma deve prima

passare dal processo di censura. Tutti i desideri rimossi però non perdono la loro

energia e cercando sempre quindi di irrompere nella coscienza.

Possono farlo solo parzialmente attraverso un COMPROMESSO e un TRAVESTIMENTO,

ingannando cosi la censura. Tali desideri, mascherati nell'inconscio e arrivati al livello

della coscienza, vengono qui trovati e sottoposti ad analisi dall'analista.

Queste formazioni di compromesso si possono dividere in due gruppi:

1 - FORMAZIONI PATOLOGICHE, ossia sintomi dell'isteria, idee deliranti, fobie, fenomeni

patologici della vita quotidiana (come la dimenticanza dei nomi, i lapsus, ecc.);

2 - FORMAZIONI NORMALI, ossia sogni, miti, forme della creatività artistica, idee

filosofiche, sociali e perfino politiche, cioè l'intero campo della creatività ideologica

dell'uomo.

I confini tra i due gruppi sono però sottili e spesso risulta difficile dire dove finisce il

normale e comincia il patologico.

L'opera piu importante di Freud riguarda i SOGNI.

Freud distingue nel sogno due momenti:

1 - il CONTENUTO PALESE del sogno, cioè le immagini del sogno tratte solitamente da

impressioni senza importanza del giorno precedente, immagini che ricordiamo

facilmente e che siamo pronti a raccontare agli altri;

2 - i PENSIERI LATENTI del sogno, che temono la luce della coscienza e sono

MASCHERATI dalle immagini del contenuto palese. La coscienza non ne sospetta a

volte neanche l'esistenza.

COME PERVENIRE A TALI PENSIERI LATENTI? COME INTERPRETARE CIOÈ IL SOGNO?

2. Il metodo della libera associazione

Freud propone a tale scopo il METODO DEL LIBERO FANTASTICARE o DELLE

ASSOCIAZIONI LIBERE.

Bisogna far si che venga in mente qualunque cosa, anche i pensieri e le immagini piu

assurde, che a prima vista non hanno nessun rapporto con il sogno in esame.

Bisogna lasciarsi andare e dare libero accesso a ciò che perviene alla coscienza, anche

se appare privo di senso e senza alcun rapporto con il sogno. È necessario soltanto

cercare di fare attenzione a tutto ciò che sorge involontariamente nella psiche.

VI - LA FILOSOFIA FREUDIANA DELLA CULTURA

1. Cultura ed inconscio

Per Freud la CREATIVITÀ IDEOLOGICA ha le stesse radici psico-fisiche del sogno e del

sintomo patologico.

L’IDEOLOGIA è un prodotto del compromesso e della lotta tra le forze interne

all’organismo, l’indice quindi o dell’equilibrio raggiunto tra le forze o il predominio di

una forza sull’altra.

L’ideologia attinge la sua forza dalla profondità dell’inconscio, ma a differenza dei

fenomeni patologici contiene un accordo più stabile e più solido tra coscienza e

inconscio. È quindi benefica per la psiche umana in quanto offre uguali vantaggi ad

entrambi.

2. Mito e religione

Il mito è un sogno collettivo di una comunità. Le immagini di tale sogno sono simboli

sostitutivi di pulsioni rimosse nell’inconscio. E sono quindi ricollegabili al complesso di


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Filosofia delle relazioni comunicative della professoressa Ponzio, basato su appunti personali e studio autonomo del libro consigliato dal docente Freud e il freudismo dell'autore Vološinov . Gli argomenti trattati sono i seguenti: il motivo ideologico del freudismo, gli analoghi motivi nella filosofia contemporanea, l’aggiunta dei dati dell’esperienza esterna.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Scienze dell'informazione editoriale, pubblica e sociale
SSD:
Università: Bari - Uniba
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gigia.mariotti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia delle relazioni comunicative e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bari - Uniba o del prof Ponzio Julia.

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