La scienza della natura e la natura del linguaggio
Parliamo tutto il giorno con il nostro cervello
Parole, frasi, immagini linguistiche respirare o muoverci.
Coscienza dell'uomo
Consapevolezza specie-specifica. Formato cognitivo proposizionale.
Specie-specificità
Rapporto tra le scienze della natura e la natura stessa del linguaggio umano.
Linguaggio della specie umana
Suoni complessi ed articolati. Illimitato (cecità cognitive).
Cecità cognitiva
"Rappresentazionale" articolazione di parole e pensieri complessi. Evoluzione → Nasce con l’etologia psicologia cognitiva.
Konrad Lorenz
Nel suo trattato metodologico parla di specie-specificità. Adattamenti filogenetici! Ha definito l’uomo animale più euritopico, un vero "specialista della non specializzazione".
Secondo Chomsky
Il linguaggio è un dispositivo innato.
Natura biologica del linguaggio
- Il linguaggio è una facoltà specie-specifica dell’uomo: non è data la conoscenza di nessun altro animale in possesso di una simile caratteristica.
- Il linguaggio è caratterizzato da processi fondamentali di funzionamento che non possono essere totalmente appresi, tali processi – la grammatica universale – fanno parte del bagaglio genetico del cervello umano e consentono l’apprendimento di una lingua in tempi rapidissimi.
- L’influenza dell’ambiente nello sviluppo del linguaggio è determinante; in altre parole, senza uno stimolo appropriato, il cervello umano non riesce a sviluppare la facoltà del linguaggio.
Il linguaggio: organo biologico
Esistono meccanismi attraverso i quali opera questo organo; tali meccanismi di funzionamento si manifestano attraverso la sintassi. Per semantica intendiamo il significato degli enunciati.
Linguistica aristotelica
Il linguaggio è attività naturale specie specifica dell'animale uomo; attività pervasiva che riorganizza le altre attività bio-cognitive (percezione, immaginazione, memoria, desiderio) conferendo loro quella specificità umana che le contraddistingue. L’uomo si differenzia dagli altri animali per il fatto di possedere il linguaggio.
Elisabeth Spelke Core knowledge
Sistemi cognitivi: universali; distinti gli uni dagli altri e limitati nei loro domini di applicazione (conoscenze dominio specifiche).
Neuroni-specchio
La somiglianza più impressionante con i nostri cugini zoologici riguarda la presenza di strutture neurali specifiche che sono alla base dei comportamenti intersoggettivi e sociali, cioè i neuroni specchio. Si tratta di neuroni pre-motori delle scimmie collocate nell'area F5, ma presenti anche nel lobo parietale posteriore, che si attivano sia quando un soggetto esegue con la mano azioni dirette a uno scopo, sia quando osserva lo stesso tipo di azioni eseguite da altri individui.
Simulazione incarnata
Comportamenti cognitivi che rispecchiano quelli degli altri. Possono riguardare una gamma diversa di atti: dalla consonanza emotiva (provare allegria o disgusto se l’altro prova allegria o disgusto, sbadigliare se l’altro sbadiglia), fino ad arrivare alla consonanza logico-deduttiva (Teoria della mente) per cui un soggetto sarebbe in grado di leggere il ragionamento dell’individuo che gli sta davanti poiché è simile a quello che lui stesso farebbe.
Comportamenti sociali e neuroni-specchio
Non si possono definire i mirror-neurons come il requisito fondamentale della intersoggettività, dei comportamenti sociali e culturali e dell’intelligenza. Se fosse vera la relazione tra la presenza di neuroni-specchio e comportamenti diagnosticabili come biologicamente culturali, la cultura sarebbe un'esclusiva dei primati.
Etologia
I comportamenti culturali fondati sull'imitazione, sul social learning e sulle cure parentali sono diffusi non solo nei mammiferi ma in tutte le specie animali, invertebrati compresi (i cefalopodi sono in grado di imitare i conspecifici e imparare da essi).
Secondo Tim Caro e Mark Hauser
- Un comportamento di trasmissione culturale di informazioni si può considerare tale solo se: È esibito ad individui che non conoscono quel comportamento;
- È "disinteressato", cioè è una fatica senza immediata ricompensa;
Il sostrato più antico della cognizione
Le strutture emozionali e la condivisione di sentimenti ancestrali come la paura, la rabbia e l’appagamento sono sin dall’inizio della teoria dell’evoluzione, il sostrato più antico della cognizione (Charles Darwin). La presenza di una rete neurofisiologica specifica per i comportamenti imitativi non esclude automaticamente l’esistenza di un’altra rete che regoli i vari processi di rappresentazione, interpretazione e organizzazione dei sistemi cognitivi, sia nei primati che nell’uomo.
L’esistenza dei neuroni-specchio autorizza a supporre la presenza di un livello di base delle relazioni interpersonali che non prevede l’uso esplicito di atteggiamenti proposizionali (Gallese). Ma pensiamo che questo livello base della cognizione possa spiegare le concatenazioni proposizionali (sintattiche e semantiche) di cui sono fatti i ragionamenti degli umani e probabilmente dei primati.
Dall'imitazione all'aggressività
Il secondo elemento di somiglianza tra umani e scimmie è costituito dalla consonanza empatica, i processi di imitazione, l'organizzazione dei gruppi di conspecifici, le cure parentali e l’istruzione diretta dei figli, la cooperazione e le modalità del social learning.
Il nesso tra predisposizione filogenetica di una struttura dedicata alla trasmissione culturale e l'... [testo troncato]
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