Introduzione
L'evoluzione procede per mutazione e selezione naturale, questo è alla base della teoria di Darwin. Nella logica evoluzionistica l'altruismo rappresenta un paradosso: come può un comportamento vantaggioso per gli altri e non per se stessi essere favorito dall'evoluzione? Il ragionamento è il seguente: in una popolazione composta da individui altruisti e non, i secondi avranno senz'altro vita facile. Gli altruisti dopo aver dedicato parte delle loro energie e del loro tempo ad aiutare gli altri avranno sicuramente meno risorse per se stessi. Allora la domanda è perché gli altruisti non si sono ancora estinti? Perché in natura la maggior parte delle manifestazioni altruistiche sono rivolte verso il proprio gruppo e la propria famiglia. Il gesto altruistico così appare vantaggioso perché procura un aumento della fitness dello stesso individuo altruista.
1° capitolo: La cooperazione nel regno animale
Gli animali cooperano per svariate ragioni: per difendersi dai nemici, per attaccare le prede, per allevare la prole, per l'approvvigionamento di cibo, per raggiungere condizioni di alto rango. Ogni specie coopera in modo differente. Il livello di sviluppo delle abilità cognitive ed emotive (empatiche) è fondamentale nel determinare le diverse forme cooperative. Il comportamento cooperativo è l'insieme di comportamenti collaborativi tra membri della stessa specie in vista di un obiettivo comune, quindi a vantaggio di tutti. Quando invece c'è la possibilità che solo un individuo ne esca svantaggiato si parla di altruismo, comportamento vantaggioso per gli altri e non per se stessi.
Secondo Beckoff i vari comportamenti cooperativi sono il grooming, la caccia di gruppo, il gioco, l'allevamento della prole, quindi i vari comportamenti di aiuto finalizzati al raggiungimento di un obiettivo comune. La caccia di gruppo è un'importante strategia praticata da molti carnivori (leoni, iene, lupi). Quando la preda ormai è stata catturata e uccisa non sempre viene divisa in modo equo e pacifico. Vari studi hanno dimostrato che nelle battute di caccia dei leoni non sempre tutti collaborano, soprattutto quando si tratta di piccole prede i maschi si astengono nell'inseguire la preda, astenersi equivale ad imbrogliare poiché sfruttano gli altri compagni cacciatori. Per le prede grandi tutti collaborano. Sono state individuate 4 possibili strategie in base al grado di cooperazione nella caccia: cacciare attivamente, scroccare (tentare di approfittare della preda degli altri), imbrogliare (cioè cacciare solo in certe circostanze) e infine non cooperare (cioè cacciare da soli).
Anche alcune specie di rapaci mettono in atto strategie cooperative come il falco di Harris nei periodi dell'anno in cui non deve occuparsi della prole, si associa in gruppi che vanno da 2 a 6 individui riuscendo a catturare prede più grandi, hanno tre tattiche diverse: attacco a sorpresa, imboscata, inseguimento. Nutrirsi in gruppo comporta vantaggi per tutti gli animali.
Vi è un'importante differenza tra comportamenti mutualistici e comportamenti cooperativi. Il mutualismo è un'interazione collaborativa tra individui di due specie diverse (interspecifico) per il raggiungimento di benefici reciproci, mentre la cooperazione è usata più in generale per indicare un contesto collaborativo relativo a una specie animale (mutualismo intraspecifico).
Gli animali uniscono le proprie forze per raggiungere vari scopi, tra cui quello di nutrirsi che è l'attività fondamentale per ogni essere vivente. La caccia di gruppo è fondamentale e molto vantaggiosa per molti animali, per esempio i leoni sono esempio di coordinazione: il successo dell'azione è dovuto alla capacità che ogni individuo ha di attaccare simultaneamente da differenti posizioni la preda che poi viene divisa tra i predatori.
Si coopera anche per la difesa contro i predatori, e questo è molto importante per la sopravvivenza della specie; tutte le specie hanno un predatore naturale, i comportamenti antipredatori possono essere legati alla produzione dei suoni (segni d'allarme) o comportamenti che mettono in atto alla vista di un predatore per es.: lo stotting (particolari salti delle gazzelle). I salti servono a comunicare al predatore che è stato visto, scoraggiando così un eventuale attacco.
- Ispezione del predatore: un pesce si distacca dal gruppo e si avvicina al predatore lentamente per vedere se è affamato.
- Mobbing: gruppi di uccelli e pesci si scagliano aggressivamente contro il predatore che è costretto a difendersi.
- Gli uccelli quando avvistano un predatore emettono segnali d'allarme vocali molto forti e caratteristici così da attirare l'attenzione del predatore su di sé, proteggendo anche le compagne.
Allevamento della prole è una forma di cooperazione, dove troviamo il fenomeno dell'aiutante al nido, in alcune specie animali non è solo la madre o i genitori che si occupano dei cuccioli ma anche altri membri del gruppo (di solito femmine) anche i più giovani che rimangono nel luogo natale e fanno da mamma ai cuccioli, o li difendono dai predatori, o scavano tunnel per la colonia rinunciando a riprodursi (altruismo), un esempio è quello della mangusta dove vi è il fenomeno del baby-sitting cioè quando parte del gruppo si allontana in cerca di cibo, alcune femmine sessualmente mature, rimangono nella tana a badare ai piccoli. Si coopera anche attraverso relazioni sociali, cioè i legami che si creano all'interno del gruppo, per es. il grooming cioè attività di pulizia e conforto ci si spulcia a vicenda, invece nei pesci l'attività di pulizia è chiamata clearing (labride: vive pulendo molte specie di pesci).
Secondo Lorenz (fondatore dell'etologia: studio dei comportamenti animali), una forma importante sociale è il gioco attività ludica, la cooperazione è alla base del gioco secondo Bekof il gioco è un'attività volontaria dove i partecipanti capiscono e rispettano le regole, nel gioco i partecipanti compiono azione come mordere non con tutta la forza, inseguire, fuggire, montare, l'uso di questi comportamenti deve essere regolato, e si ripetono nel corso del gioco. Nei cani un segnale frequente di gioco è l'inchino (playbow) cioè quando un cane chiede all'altro di giocare accovacciando la parte superiore e sollevando quella inferiore. L'inchino vuol dire “iniziamo a giocare” si ripete più volte per far capire all'individuo che si sta continuando a giocare, quindi si continua a fare per finta. Chi non rispetta le regole viene considerato imbroglione ed espulso dal gioco. Il gioco è fondamentale per lo sviluppo delle abilità sociali, allenarsi fin da piccoli al rispetto delle regole di gioco, prepara gli animali al rispetto delle regole del gruppo sociale adulto.
La cooperazione quindi è fondamentale per ottimizzare pratiche che altrimenti sarebbero meno produttive.
La cooperazione nei primati non umani
La cooperazione nei primati non umani richiede capacità cognitive più complesse (scimmie antropomorfe capacità cognitive più complesse, più uguali all'uomo: scimpanzé, bonobo, gorilla, oranghi). Gli scimpanzé vivono in grandi comunità, la comunità è divisa in sottogruppi i quali si spostano insieme nella foresta. All'interno dei gruppi vi è una gerarchia con un maschio alfa dominante. I maschi competono tra di loro nella dominanza e in questo meccanismo è importante avere alleati e rivali. Gli scimpanzé femmine sono dominate dai maschi. La cooperazione tra scimpanzé raggiunge livelli alti in due contesti: la caccia e la formazione di coalizioni (si coalizzano per soppiantare il maschio alfa). L'alimentazione di scimpanzé è vegetariana ma talvolta i maschi si uniscono in gruppo per dare la caccia a piccoli mammiferi. Ognuno ha il proprio ruolo. La spartizione del cibo non avviene in modo pacifico, ogni scimpanzé deve stare attento ad avere la sua parte (i subordinati mendicano il cibo dai dominanti che difficilmente dividono la preda).
Anche i bonobo (più piccolo dello scimpanzé), scimmie antropomorfe, appartengono al genere Pan, ma in questa specie le femmine dominano sui maschi e gli scontri per la dominanza sono rari. Inoltre, dividono il cibo e hanno maggior tolleranza sociale. Tra i bonobo sono molto comuni le interazioni sessuali e omosessuali come alternativa allo stress sociale. Nei macachi la spartizione della preda genera atteggiamento competitivo, così anche nel babbuino. Lo scimpanzé è la specie più vicina a noi, la cooperazione raggiunge livelli sorprendenti che richiedono meccanismi cognitivi elevati. L'empatia che è presente negli scimpanzé permette comportamenti paragonabili alla morale umana.
La cooperazione negli insetti
La cooperazione negli insetti raggiunge livelli avanzati soprattutto negli imenotteri (api, vespe, formiche) e anche alti livelli di laboriosità. Definire il grado di socialità degli insetti non è semplice perché esistono specie più sociali di altre. Susan Batra coniò il termine di eusocialità, il prefisso EU significa in greco buono indica il perfezionamento di una caratteristica fortemente sociale si usa per gli imenotteri nei quali oltre alla suddivisione del lavoro c'è anche la suddivisione in caste e la cooperazione tra di esse, quindi livelli altissimi di cooperazione.
- Totipotenza delle caste: ci si riproduce senza sfruttare l'aiuto delle altre caste.
- Eusocialità obbligata: la presenza di altre caste è fondamentale per la riproduzione.
Gli insetti eusociali riescono ad adattarsi all'ambiente circostante con grande efficacia grazie alla loro organizzazione sociale evoluta.
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