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Luverà Consuelo altruismisaggio di etica animale e umana

Corisco ISBN 978-88-98138-00-5

Riassunto

Indice

  • La cooperazione nel regno animale - Pag. 3
  • Modelli etologici del comportamento altruistico - Pag. 6
  • Etica animale e umana - Pag. 7
  • Altruismo ed ecologia - Pag. 9

La cooperazione nel regno animale

Mark Bekoff fu uno dei primi a parlare di cooperazione, infatti egli pensa alla cooperazione tra gli animali come una colla speciale che mantiene i legami sociali; in natura, essa è molto più frequente dei comportamenti aggressivi e violenti. Perciò, esistono moltissime specie animali che cooperano, ognuna in modo differente, per svariati motivi: per difendersi dai nemici, per attaccare le prede, per l’approvvigionamento del cibo, ecc.

Per determinare le diverse forme cooperative è importante il livello di sviluppo delle abilità cognitive. Alcuni biologi, come Dugatkin, Mac Kinnon e Fuentes collegano il significato di cooperazione a quello di altruismo. Per Bekoff, invece, è un comportamento di collaborazione per raggiungere un obiettivo comune. In qualunque caso, la cooperazione ha principalmente il vantaggio di aumentare le probabilità di sopravvivenza e di offrire dei risultati che, agendo da soli, sarebbero impensabili.

Le cause più comuni della cooperazione

  • Cooperative foraging, per il cibo;
  • Cooperative hunting, per la caccia di gruppo. Questa è un’importante strategia praticata da molte specie carnivore (leoni, iene e lupi) in quanto è una fondamentale risorsa per ottenere risultati che con la caccia solitaria sarebbero irraggiungibili: il successo sta nell’attaccare contemporaneamente da diverse postazioni.

Ma, oltre ai comportamenti legati alla difesa, al nutrimento e alla riproduzione, altri comportamenti cooperativi sono:

  • Grooming, è l’attività di pulizia dai parassiti che serve a cementificare i rapporti sociali e a mantenere l’armonia tra i membri del gruppo;
  • Cleaning, si rimuovono a vicenda i parassiti;
  • Attività ludica, alla base vi è la cooperazione, poiché senza di essa il gioco non può essere praticato con successo.

Non è facile spiegare la cooperazione nei primati non umani perché non c’è uniformità nei pattern comportamentali, ma potremmo analizzare la cooperazione in alcuni animali:

  • Scimpanzé e bonobo, si alleano, cooperano principalmente per eliminare il maschio alfa, ma anche per la difesa del territorio, ma non per la condivisione del cibo;
  • Macachi e babbuini, non cooperano per eliminare il dominante, ma cooperano soltanto contro gli individui di rango inferiore;
  • Cebi cappuccini, cooperano soltanto con le donne del gruppo in cui vogliono farne parte.

Gli insetti, soprattutto gli imenotteri, ape, vespa e formica, sono gli animali conosciuti per il loro altissimo livello di funzionalità cooperativa e per la loro capacità di interagire laboriosamente. Wilson definì le condizioni affinché gli individui possano essere definiti eusociali; egli crede che ci siano 7 stati sociali a partire dal pre-sociale per finire all’eusociale. Esiste, ovviamente, una suddivisione in caste. L’ape regina e il fuco appartengono ad un elevato...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/05 Filosofia e teoria dei linguaggi

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