Libertarismo
Nozick dà vita a una teoria individualista, in difesa delle libertà fondamentali, così come erano intese da Locke all’interno dello stato di natura, dove l’uomo non conosce il trascorrere del tempo e vive una situazione di certezza. Egli ritiene che tali libertà possono continuare a essere inviolabili anche al di fuori dello stato di natura, più precisamente all’interno dello ''stato minimo'', un luogo che garantisca ai suoi abitanti la funzione di protezione contro le interferenze esterne.
Lo stato deve intervenire il meno possibile nelle questioni del cittadino, intese come questioni private. Si tratta di una struttura istituzionale che rispetta tutte le forme di sviluppo dell’autonomia privata. Lo stato è legittimato a governare se e solo se interviene il meno possibile.
Libertà negative
Un altro aspetto importante di tale teoria sono le ''libertà negative'', ciò che l’individuo può fare senza aver bisogno del giudizio dello stato, il quale deve vegliare affinché l’autonomia sia svolta nel migliore dei modi.
Critica a Rawls
In una seconda parte del discorso, Nozick critica Rawls per aver fondato una teoria dei diritti individuali della persona. Nozick infatti afferma che lo stato non deve occuparsi di giustizia distributiva perché così non farebbe altro che scalfire i fenomeni di iniziativa privata.
Si tratta di una teoria monistica, deontologica, perché quando si tratta di giustificare moralmente l’esistenza dello stato, essa esula da parametri empirici. È anticonsequenzialistica nel senso che i diritti individuali sono collaterali alle azioni.