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Filosofia politica

Definizione di filosofia

Filosofia = filos (amore/amicizia) + sofia (sapere, chiarezza, purezza).

Esiste un legame stretto tra sapere teorico e agire pratico (azione politica).

Riflessione antica

Aristotele: “la filosofia nasce dalla meraviglia”.

Interpretazione di Severino: la meraviglia come terrore di ciò che abbiamo di fronte, di ciò che non si conosce. Paura della morte. Il sapere emancipa l’uomo dalla paura della morte, la conoscenza è senza uno scopo preciso, ma volta alla ricerca della causa fondante. Quindi è un sapere diverso da quello scientifico, possiamo dare un senso alle nostre vite interrogandoci sulla causa fondante.

Riflessione moderna

Hegel: la filosofia è il proprio tempo appreso col proprio pensiero. È come la nottola di Minerva che arriva sempre col far della sera (sera: fine di un'epoca storica).

Mito della caverna

Immagine di alcuni prigionieri (intelletto) legati ad un muro che fissano le ombre (realtà sensibile, della conoscenza imperfetta) di alcuni animali, che in realtà sono date dai guardiani della città. Ad un certo punto, uno dei prigionieri riesce ad uscire dalla caverna arrivando a vedere la luce del sole. Rientra nella caverna perché sente il dovere di informare gli altri sul fatto che le ombre siano un inganno.

Domini della filosofia

Teoretica: rivolta ai principi della conoscenza. Si occupa di come il soggetto è in grado di conoscere gli oggetti del mondo esterno.

Pratica: si occupa dei principi che determinano la volontà degli individui. Questa sfera può essere:

  • Morale: esprime la volontà di agire secondo una legge morale, interiore. Rapporto singolo/morale.
  • Politica/giuridica: libertà esterna. Non rappresenta l’intenzione ma i principi che regolano l’accordo tra la volontà del singolo e quella altrui. Rapporto esterno delle volontà tra di loro.

Globalizzazione

Fenomeno causato dall’intensificazione degli scambi commerciali e degli investimenti, dall’apertura dei mercati e dalla riduzione dei costi delle merci e della produzione.

Diverse forme: economica (liberismo), giuridica (corti internazionali) e politica (democratizzazione degli stati).

Fasi:

  • Prototipo globale con gli imperi marittimi (Spagna, Portogallo e Olanda).
  • Industrializzazione (1800).
  • Dal 1945 in poi.

Global governance

Un insieme di network per risolvere problemi complessi di coordinamento e di ordine transnazionale (G7, G8, …).

La vecchia governance, caratterizzata da accordi multilaterali tra Stati, è diversa dalla nuova governance, caratterizzata dai network (dopo 1945).

Trasformazione della sovranità statuale

R2P - Responsibility to protect: basata sul fatto che lo Stato ha responsabilità di protezione rispetto alla violazione dei diritti umani (altrimenti interviene il consiglio di sicurezza).

I diritti umani

Sono dei diritti riconosciuti a tutti indipendentemente dalla cittadinanza. Come, ad esempio, la libertà di parola, di fede, di libero credo, di movimento, di eguale dignità degli uomini.

Fondano lo Stato di diritto e sono direttamente correlati alle costituzioni.

Percorso genealogico

  • Magna Charta e Habeas Corpus: La prima concede alla nobiltà di approvare le tasse (autolimitazione del sovrano). La seconda introduce il divieto di carcerazione in assenza di processo.
  • Dibattito sugli indios della seconda scolastica.
  • Dichiarazione di indipendenza americana (1776): Tutti gli uomini sono creati uguali.
  • Rivoluzione francese (1789) - Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino: Secondo la critica di Marx, essa rappresenta gli interessi solo di una classe particolare; secondo la critica di Bentham, i diritti umani non solo sono un “non senso sulla punta delle penne” (fantasia), ma generano anche una sorta di sovvertimento dell’ordine costituito (pericolo).

I diritti umani oggi

Hanno un ruolo fondamentale nel costituire la società dei popoli odierna. Nascono nel 1945 con la Carta delle Nazioni Unite e sono di natura giuridica e morale.

Concetto di costituzione

Legge suprema dello stato e in più incorpora valori costituenti (post guerre).

Secondo Bin: “Ogni società ha una costituzione ed è un po’ come dire che ogni vertebrato ha una colonna vertebrale.”

Costituzione → arte di condurre a legge ciò che è esecutivo e legislativo. Insieme di meta norme che definiscono come le norme di rango inferiore devono essere prodotte, applicate e interpretate.

Risolve problemi di azione collettiva, in quanto gli individui hanno spesso volontà e desideri in conflitto tra loro e la norma costituzionale li risolve.

Le norme costituiscono una società perché sono espressione della superiorità dell’interesse del collettivo su quello del singolo. Con i principi fondamentali proteggono la società.

Carattere costituzional democratico

  • Forma di governo: rapporto poteri tra loro
  • Forma di stato: rapporto stato-cittadini (definito dai principi fondamentali, libertà individuali e modo di esercizio della sovranità popolare)

Costituzione in senso formale: testo scritto

Costituzione in senso materiale: insieme di poteri politici e istituzioni che attuano una costituzione in senso formale

Costituzione in senso antico e moderno

Antico → sovranità limitata

Moderno → ogni potere è subordinato alla costituzione

In Italia si passa dallo statuto albertino concesso dal Re (senso antico) alla costituzione del ‘48 che se la dà il popolo (senso moderno).

Ruolo della Corte Costituzionale

Diventa, quindi, fondamentale il:

  • vigilare sull’osservanza delle leggi
  • mantenere rotta coerente con gli obiettivi costituzionali stabiliti
  • atto di revisione giudiziaria

Costituzione in senso sovranazionale

Forma di costituzione sui generis che richiede una comprensione attraverso categorie sia classiche che moderne.

Secondo i costituzionalisti lo stato moderno è caratterizzato da un ordine domestico costituzionale, ovvero basato su una gerarchia di poteri e di norme. Ma vi è differenza tra ordine moderno e ordine sovranazionale?

La visione classica (di Hobbes) dello stato e del potere non vede continuità dei poteri, ma una netta separazione. Nei rapporti tra gli stati vige l’anarchia.

La visione moderna (di Kant) trova una via media tra l’esercizio della sovranità statuale e le norme cosmopolitiche. Quindi, e volontà dei sovrani sono subordinate al rispetto di alcuni diritti fondamentali: regime costituzionale sovrastatale. Il rispetto dei diritti umani è fondamentale da parte delle sovranità statuali.

Lo stato

Max Weber: “Lo stato si definisce come monopolio dell’uso legittimo della forza su un determinato territorio.” → stato detentore di un potere (per usare la forza)

Stato moderno → potere giuridico-nazionale (leggi stabilite secondo ragioni) che è possibile tenere sotto controllo.

Caratteristiche essenziali per definire uno stato:

  • Popolo
  • Territorio
  • Governo

Varie teorie per essere riconosciuti come stato:

  • Volontà reciproca di entrare in relazione con altri stati
  • Riconoscimento della soggettività (attraverso scambi commerciali, …)

Tuttavia, vi sono dei soggetti che sono “quasi stati”, ovvero non riconosciuti come stati al 100%: riconosciuti come stati di fatto (volontà) ma non soddisfano tutti gli standard.

Dal punto di vista delle competenze, gli stati possono stringere accordi internazionali.

La sovranità può essere percepita come:

  • Un fatto: il sovrano detiene il potere (Smith)
  • Un costrutto giuridico: si rifà a un concetto di norma fondamentale di ordine superiore (Kelsen)

Visione classica

Possono esserci costituzioni di stampo assolutistico (il sovrano al di sopra della legge) e rigido (vi sono una serie di metanorme superiori che vincolano le norme fondamentali).

Scoperta dell'America e conflitti con i popoli pre-colombiani

1492 - Scoperta dell’America e quindi dei popoli pre-colombiani.

1493 - Inter Caetera (bolle papali), giustificava la legittimità dell’autorità papale ad assegnare le nuove terre a chi volesse.

1494 - Trattato tra Spagna e Portogallo in cui, a seguito dell’autorità papale, venne diviso il mondo in due.

Gli spagnoli volevano colonizzare le nuove terre, quindi attuarono un genocidio degli indios e il requerimiento: documento consistente nella confisca agli indios delle terre in nome della Corona di Castiglia.

Questo provocò una crisi morale all’interno della Corona e del papato, allora Carlo V emanò delle direttive sul buon trattamento degli indios. Nel 1537, Paolo III emanò la bolla Veritas Ipsa, dove si proibisce di ridurre in schiavitù gli indios.

Giustificazioni per l’occupazione delle terre americane

De Vitoria (filosofo), si chiedeva se gli spagnoli avessero o no un titolo legittimo nell’occupazione delle terre degli indios e se questa dovesse essere considerata come una “guerra giusta”, ovvero su quali basi uno stato può muoversi ed occupare terre altrui.

Le uniche prerogative che gli spagnoli avevano per colonizzare, secondo lui:

  • Idea di società naturale
  • Diritto al commercio → nessun danno per i cittadini risulti dal commercio
  • Ius peregrinandi → sostiene che prima della divisione originale, non vi era alcuna limitazione nel viaggiare. Secondo lui anche ora dovrebbe essere così.

Colombo, giustificava l’occupazione delle terre vedendo l’America come un oggetto che non appartiene a nessuno. Di conseguenza agli indios non veniva riconosciuto nessun diritto per le loro terre.

De Soto si chiedeva se fosse possibile che un uomo diventasse il signore di un altro uomo. Così venne fuori una discussione che secondo lui era ammissibile solo per motivi accidentali (guerra o schiavitù volontaria), non naturali.

1543 - Nuove leggi da parte della Corona che vuole aprire una nuova fase abolendo la schiavitù e proseguendo la colonizzazione con un rispetto minimo degli indios (fallì perché le leggi furono abolite nel ‘45).

1550/51 - Dibattito di Valladolid, tra Sepulveda e De Las Casas.

Il consiglio delle indie (che si occupava del comportamento dei conquistadores), insieme all’università di Salamanca, negò la pubblicazione di un libro di Sepulveda nel quale sosteneva l’inferiorità intellettuale degli indios, definendoli “quasi-uomini”.

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Scienze politiche e sociali SPS/01 Filosofia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alessialoffreda di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Corradetti Claudio.
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