Filosofia politica - Femminismo - Le ondate
La professoressa Marcenò ha distinto il movimento femminista in 3 ondate che non seguono l'ordine del manuale propostoci.
Le ondate del femminismo
- Prima ondata: Ondata dell'uguaglianza
- Seconda ondata: Ondata della differenza
- Terza ondata: Ondata della soggettivazione - Da non trattare
Il femminismo è un movimento, perché è impossibile scindere le lotte dalle teorie.
Prima ondata del femminismo
La prima ondata coincide storicamente con la Rivoluzione Francese e quella Industriale. Le problematiche che hanno fatto sì che si potesse arrivare a una ribellione da parte delle donne sono state le seguenti:
- Riorganizzazione del lavoro e della famiglia, con una realtà di fabbrica diversa.
- Lavoro dislocato fuori dall'ambiente domestico, il quale nonostante ciò coinvolge donne e bambini.
- Separazione tra spazio pubblico e privato = Spazio produttivo e riproduttivo.
- Nuovi cambiamenti sociali che producono una differenziazione di classe significativa per le donne.
Il pensiero femminista nasce dunque da una parte di società di tipo borghese la quale individua una specificità nella diversità dell'impegno politico. La questione è sull'uguaglianza dei diritti universali (post Rivoluzione Francese). Si tratta di un'uguaglianza in termini formali ai diritti che devono essere riconosciuti anche alle donne. Viene messa sotto accusa l'inferiorità naturale della donna divenuta tale perché discriminata storicamente.
Correnti della prima ondata
Nella prima ondata troviamo 2 correnti:
- Liberale (Pre-1° Guerra Mondiale)
- Socialista (Post-1° Guerra Mondiale)
Nella filosofia liberale la differenza sessuale è rimossa; la questione è quindi che non si può pensare che l'accesso formale ai diritti basti per affermare l'uguaglianza dei diritti stessi. Il problema è: Come fare accedere le donne alla sfera pubblica? Due sono le risposte:
- Per le liberali si sostituisce il modello patriarcale ad uno simile centrato sulla donna, omologandosi a quel concetto maschile.
- Per le socialiste invece serve un nuovo modo di intendere la concezione delle due sfere, rimanendo nella famiglia.
Oggi non c'è un'alternativa perché le donne sviluppano le due tematiche allo stesso tempo. Nella filosofia socialista l'uguaglianza è un concetto aporetico = Pieno di contraddizioni.
Autrici della prima ondata
- Mary Woolstonecraft inizio '800: Le sue idee possono apparire, ma non lo sono, di portata modesta. L'autrice si rivolge a un pubblico di lettrici ristretto, quello delle donne di classe media che abbiano una cultura ed un interesse per le problematiche morali, sociali e politiche. Essa si rende conto che l'oppressione cui sono sottoposte le donne non è un fatto naturale ma di educazione. Ritiene che la società nel suo complesso potrebbe migliorare se alle donne venissero riconosciuti i diritti considerati naturali e quindi universali.
- Harriet Taylor 1830-50: Lei ed il marito John Stuart Mill sono molto sensibili alle problematiche dell'emancipazione della donna (lei e il marito convissero dopo la morte del marito di H.). Obiettivo comune dei due è da una parte la confutazione della tesi della pretesa inferiorità naturale della donna (vedi W.), dall'altra l'individuazione dei mezzi e dei modi per superare la condizione di inferiorità o soggezione in cui si è trovata la donna. Harriet e Taylor elencano i mezzi per conquistare i diritti naturali che le donne si vedono negate dalla società: l'educazione scolastica, accesso alle professioni (anche mediche), partecipazione paritaria alle strutture politiche ed amministrative locali e nazionali con diritto al voto e all'eleggibilità. Mill inoltre ritiene che vi sia una sfera privilegiata in cui la donna con tutti i diritti che le devono essere riconosciuti, deve esercitare «come donna» un ruolo suo specifico: Garante della famiglia, amministrazione della casa e della cura e custodia dei figli. Questo ruolo è spinto dalla sua struttura biologica che ne fa, solo in questa sfera, un essere umano più debole. Taylor invece ritiene che l'emancipazione sarà piena soltanto se sarà possibile realizzare anche la liberazione dagli impegni e dagli obblighi familiari che gravano solo su di essa. Il suo ideale è quello di una donna in tutto pari all'uomo, indipendente sia nel mondo degli affari e nelle istituzioni sia all'interno della famiglia.
- Virginia Woolf tra '800 e '900: Non vi è, in Woolf, la preoccupazione di rimarcare la necessità dell'eguaglianza tra i sessi, ma vi è la sottolineatura di una differenza che le appare positiva, perché deve comportare il rifiuto di una cultura non condivisibile, né accettabile, ma invasiva, perché è la cultura dominante: la differenza uomo-donna deve generare nella donna...