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4. Critica di civiltà moderna e liberalismo: emancipazione politica e umana

Critica globale della civiltà moderna e dello Stato liberale.

Punto di partenza è moderno = scissione nella frattura tra società civile e Stato.

Nel mondo moderno l’uomo è costretto a vivere due vite: una in terra come borghese cioè

nell’ambito degli interessi particolari della società borghese e una in cielo come cittadino ovvero

nella sfera superiore dello stato e dell’interesse comune.

Il cielo dello Stato è illusorio perché la pretesa di organo che persegue interesse comune è falsa.

La civiltà moderna rappresenta al tempo stesso la società dell’egoismo e delle particolarità reali e

della fratellanza e delle universalità illusorie.

Scorge i tratti essenziali della civiltà moderna nell’individualismo.

Siccome lo Stato post-rivoluzionario concede la libertà individuale e la proprietà privata esso non

è altro che la proiezione politica di una società strutturalmente a-sociale o contro-sociale.

Marx ha in mente una società in cui esiste una compenetrazione tra individuo e comunità e nella

quale ciascuno è solo un momento dell’intero popolo.

 unico modo per realizzare tale modello di comunità è eliminazione delle disuguaglianze tra gli

uomini e in particolare del principio stesso di ogni disuguaglianza: la proprietà privata.

ARMA è la rivoluzione sociale del proletariato: solo la classe priva di proprietà può realizzare la

democrazia comunista.

contrappone ideale di emancipazione umana che mira alla democrazia e all’uguaglianza

sostanziale a quello di emancipazione politica che mira all’uguaglianza formale.

5. La critica dell’economia borghese e la problematica dell’alienazione

Nei confronti economia borghese atteggiamento è duplice:

- da un lato la considera espressione teorica della società capitalista;

- dall’altro l’accusa di fornire un’immagine globalmente falsa del mondo borghese.

Ciò è dovuto alla sua incapacità di pensare in modo dialettico: eternizza il sistema capitalistico

considerandolo il modo naturale immutabile e razionale di produrre e di distribuire la ricchezza.

Non scorge conflittualità del sistema capitalistico: opposizione reale tra borghesia e proletariato.

Per Hegel l’alienazione aveva un significato sia positivo sia negativo.

Per Feuerbach solo negativo.

Per Marx diviene un fatto reale, di natura socio-economica, che si identifica con la condizione

storica del salariato nell’ambito della società capitalistica.

L’alienazione dell’operaio viene descritta attraverso 4 aspetti fondamentali.

Il lavoratore è alienato rispetto al prodotto della sua attività, in quanto egli produce il

• capitale che però non gli appartiene

Il lavoratore è alienato rispetto alla sua stessa attività, la quale prende la forma di un

• lavoro forzato in cui egli è strumento di fini estranei

Il lavoratore è alienato rispetto alla sua essenza. Infatti la prerogativa dell’uomo nei

• confronti dell’animale è il lavoro libero, mentre nella società capitalistica è costretto ad un

lavoro forzato, ripetitivo e unilaterale

Il lavoratore è alienato rispetto al prossimo perché l’altro è soprattutto il capitalista, ossia

• un individuo che lo tratta come un mezzo, rendendo i rapporti con l’umanità conflittuali.

La CAUSA risiede nella proprietà privata dei mezzi di produzione: salariati sfruttati dai capitalisti.

La dis-alienazione avviene con superamento della proprietà privata e l’avvento del comunismo.

La storia è luogo della perdita e della riconquista della propria essenza da parte dell’uomo e il

comunismo diviene la soluzione dell’enigma della storia (dialettizzazione del corso della storia).

6. Distacco da Feuerbach e l’interpretazione della religione in chiave sociale

Feuerbach è il solo in un rapporto critico con la dialettica hegeliana.

1) Feuerbach ha avuto il merito di teorizzare il rovesciamento materialistico di soggetto-predicato

ma ha perso di vista la sua storicità non rendendosi conto che l’uomo più che natura e società è

storia. Marx ritiene che l’individuo è reso tale dalla società storica in cui egli vive: Marx

corregge Hegel con Feuerbach e viceversa poiché contro l’uno può difendere la naturalità

vivente dell’uomo e contro l’altro la sua costitutiva socialità e storicità.

2) Nella religione Feuerbach non è stato in grado di cogliere le cause reali del fenomeno religioso:

gli è sfuggito che chi produce la religione non è soggetto astratto ma individuo (prodotto sociale).

Per Marx radici religione non vanno cercate in uomo in quanto tale, ma in un tipo storico di società.

La religione è l’oppio dei popoli: il prodotto di un umanità alienata e sofferente a causa delle

ingiustizie sociali, che cerca illusoriamente nell’aldilà ciò che gli è stato negato nell’aldiquà.

Per sradicare la religione, frutto della società malata, occorre distruggere le strutture sociali che la

producono.

 al materialismo speculativo e contemplante di Feuerbach, oppone un nuovo materialismo che

considera l’uomo soprattutto come prassi ritenendo che la soluzione dei problemi non sia da

ricercarsi nella speculazione ma nell’azione.

7. La concezione materialistica della storia

Dall’ideologia alla scienza

Ne L’ideologia tedesca il discorso storico materialistico di Marx ed Engels presuppone

contrapposizione tra “scienza reale e positiva” e “ideologia”.

Ideologia: falsa rappresentazione della realtà, allude al processo per cui alla comprensione

oggettiva dei rapporti reali tra gli uomini si sostituisce un’immagine deformata di essi.

 inaugurazione di una nuova scienza in relazione a cui la filosofia viene diventa sintesi dei

risultati più generali che è possibile astrarre dall’esame dello sviluppo storico dell’umanità.

Umanità: specie evoluta composta di individui associati che lottano per la propria sopravvivenza.

 Storia: processo materiale fondato sulla dialettica bisogno-soddisfacimento.

Questa azione materiale fa distinguere gli uomini dagli animale, dato che cominciarono a produrre

mezzi di sussistenza alla base della storia c’è il lavoro: creatore di civiltà e di cultura; ciò

attraverso cui l’uomo si rende tale.

Struttura e sovrastruttura

Nell’ambito della produzione sociale dell’assistenza bisogna distinguere due elementi di fondo:

1. forze produttive: tutti gli elementi necessari al processo di produzione (uomini, mezzi,

conoscenze tecniche e scientifiche)

2. rapporti di produzione: i rapporti che regolano il possesso e l’impiego dei mezzi di lavoro.

Trovano la loro espressione giuridica nei rapporti di proprietà.

Insieme costituiscono il modo di produzione.

Insieme dei rapporti di produzione costituisce la struttura, lo scheletro economico della società.

La struttura è il piedistallo su cui si eleva la sovrastruttura giuridico-politica-culturale.

La sovrastruttura sono i rapporti giuridici, le forze politiche, le dottrine estetiche, artistiche,

religiose e filosofiche, non devono esistere come realtà a sé stanti, ma come espressioni dei rapporti

che definiscono la struttura di una certa società storica.

 è la struttura economica a determinare le leggi, lo Stato, le religioni, la filosofia

 materialismo allude al convincimento secondo cui le vere forze motrici della storia non sono

di natura spirituale, ma socioeconomica. Materialismo storico vs idealismo storico.


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AUTORE

luca d.

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Filosofia sul pensiero di Marx: caratteristiche del marxismo, critica al misticismo cosmico di Hegel, critica di civiltà moderna e liberalismo: emancipazione politica e umana, la critica dell’economia borghese e la problematica dell’alienazione, distacco da Feuerbach e l’interpretazione della religione in chiave sociale.


DETTAGLI
Esame: Letteratura
Corso di laurea: Corso di laurea in filosofia
SSD:
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher luca d. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scienze Storiche Prof.

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