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Filosofia politica: cos'è la politica?

Politica oggi

Oggi la politica viene considerata superflua. Dati oggettivi come i risultati economici e i bilanci sono rilevanti. Perché si ricorre a un governo tecnico? Perché è importante il risultato. Si tratta di una dimensione nella quale attraverso norme si suddividono gli obiettivi per raggiungere i risultati. Chi paga le risorse e come queste vengono poi sfruttate. La politica è conflitto, l'incontro poco educato tra interessi dei potenti (Democrazia e tutto il resto).

Il politico e la dimensione umana

Politico: dimensione umana, condizione in cui gli esseri umani creano istituzioni per difendersi dalla paura. Ricorda Hobbes: stato di natura, nessuno è certo di conservare il bene massimo, ovvero la vita, e le leggi di natura, la prima delle quali è sopravvivere. Si riuniscono sotto un sovrano che dia sicurezza; il peccato non è crimine, nella mia mente posso pensare quello che voglio.

Prospettiva antropo-filosofica

"L'uomo è l'animale venuto peggio": secondo questa prospettiva, l'essere umano è il risultato di un dispendio enorme di vite. Alcune specie hanno inventato la parola e i simboli perché ne avevano bisogno, e abbiamo imboccato la strada culturale. Politico: dimensione in cui quest'uomo si è costruito per difendersi dalla paura; all'interno della quale avviene la politica.

Identità, appartenenza e libertà

  • Identità collettiva: qualcosa che accomuna i singoli individui.
  • Appartenenza: sensazione di appartenere a qualcosa più grande di noi; genera costi e benefici, crea la possibilità di accrescimento della libertà.

NB: La Genesi non parla di individui ma di popoli, torre di Babele: i popoli diventano differenti perché parlano lingue diverse. Comunità VS Società; conflitto permanente che nella Bibbia risulta come un conflitto tra comunità e città.

Narrativa e istituzioni

Perché useremo la narrativa? Noi siamo animali narrativi, se non vedessimo il mondo non potremmo raccontare; sapendo leggere un testo capiamo noi stessi. L'istituzione è il centro della politica, l'istituzione è l'ovvio. Chi si domanda cos'è un'istituzione sta facendo filosofia e questa è l'attitudine al pensiero critico che nasce dopo l'esperienza unica dello stupore. Non è diffusa perché l'istituzione silenziosamente ci dice cosa dobbiamo fare, per questo è il pensiero dell'ovvio. Norme di comportamento che sono risposte a domande tenute nascoste. La filosofia mette in discussione qualunque cosa, anche teorie ben radicate; "Niente muore in filosofia". Lo stupore produce una prospettiva sul mondo che porta poi a mettere in discussione.

L'istituzione è qualcosa che continua a stare (sto-sisto); "Più Dei avete più Idee avete, un Dio solo un'idea sola". (L'unico modo per ritrovarsi è perdersi). Definizione: l'istituzione è un gruppo sociale la cui autorità è legittimata (Douglas - Antropologa).

Autorità e legittimazione

La prima NON è un rapporto bensì un'attribuzione di superiorità; il potere è l'uso consapevole dell'autorità per far tenere o non tenere un determinato comportamento. Il potere è un rapporto. Potere di fatto: quello che avevano le SS nei campi di concentramento, prevale quindi la forza e dunque non è potere, ma può essere la base per un'attribuzione di superiorità.

Autore di fondo: Nietzsche, il suo pensiero va al di là della collaborazione politica, uomo solo che rifiuta la cultura precedente e sottopone a critica quello che era il pensiero occidentale. Nato nel 1844 e morto nel 1900. La morte è una destinazione certa.

Nichilismo e oltre-uomo

Nichilismo: Woody Allen → "nulla è vero, dunque tutto è permesso". Tutto quello che è, tende ad organizzarsi e quando non ci riesce si disorganizza. NIETZSCHE NO NAZISMO.

Superuomo: sarebbe più corretto però oltre-uomo (oltre-Animale), utopia; epoca in cui l'uomo non ha più bisogno di una morale che viene intesa come una catena. Con l'utopia i gruppi si muovono ma quando vogliono metterle in pratica, uccidono. Senza l'utopia si accetta l'esistenza ma senza l'utopia si muore. La morale consiste nella scelta.

Critica e analisi genealogica del pensiero occidentale, "l'uomo è divenuto uomo e divenendo uomo ha prodotto una morale"; "L'uomo è un animale che si è fatto uomo perché eravamo deboli".

  • Heidegger: aveva la tessera nazista ma fondamentale è tenere separato il tipo di tessera che uno ha dal pensiero filosofico.
  • Girard: "Da dove è venuta l'umanità?" Da un fatto drammatico e da un difetto e da questo si producono le istituzioni. Siamo uomini perché uccidiamo altri uomini (SACRIFICI: intese anche le condanne a morte, trattamento escludente ecc.).
  • Elias Canetti: Ebreo bulgaro, scrive in tedesco - MASSA E POTERE: manifestazione naturale, per Canetti la massa non è né positiva né negativa. Accanto ad essa si sviluppa il concetto di potere inteso come potere di uccidere, il potente diventa potente uccidendo; non uccide fisicamente ma moralmente. Canetti lo chiama sopravvivere, rimanere in piedi quando l'altro è in ginocchio.

Democrazia e paura

La Democrazia tutela le minoranze che decidono di subire le decisioni degli altri avendo la sicurezza di non venir fatte fuori.

  • Georg Simmel: sociologo e filosofo non sistematico. Civetteria delle donne, come ha fatto un animale a pensare.
  • Bauman: sociologo, teorico e filosofo. Società liquida: singolo, padrone totale di sé.
  • Camus: scrittore e filosofo, "uomo in rivolta" e "il mito di Sisifo": di fronte alle ingiustizie cosa facciamo? ci rivoltiamo; ma non intesa come rivolta sanguinosa. Prospettiva di impegno non troppo positiva ma nemmeno troppo pessimistica.

Paura (Metamorfosi della paura): politica è trasformazione della paura, ma che cos'è la paura? Ciò che è sconosciuto, non è una paura per qualcosa di evidente ma la paura è una condizione (es: la paura perché perdiamo il senso e non c'è più niente). La paura è l'immaginazione di trovarsi di fronte al nulla e che questo nulla ti divori.

Fuori: in latino fuoris, foras, fores (porte): intende le porte di casa viste dall'interno, fuoris è uscire. Oltre a queste porte ci sta il nulla e questo proiettarci fuori ancora prima di uscire suscita paura. Due prospettive:

  1. Ritiro: scappato all'indietro e quindi non esco.
  2. Curiosità: esco comunque anche se non so cosa posso trovare perché c'è il niente.
    Superamento della paura - affronto il diabolico.

Simbolo: unione che da senso. Continuo trasformarsi del diabolico in simbolico e che il simbolico si trasformi in diabolico "niente di ciò che è umano rimarrà per sempre". Questa è la linea della metamorfosi della paura, ed ha permesso all'uomo di non venir spazzato via dall'evoluzione. La paura viene organizzata dalla politica, perché essa è ciò che muove la politica dovrebbe rimuovere la paura.

Paura politica, più diretta e immediata, fino al 1989 paura della Bomba (bomba atomica). Bomba occidentale e sovietica. La bomba ci potrà distruggere? La bomba ci potrà difendere? erano le domande che si ponevano le persone durante la guerra fredda. America di Kennedy, disposto ad utilizzarla la bomba (ricorda caso Cuba). L'equilibrio della bomba funzionava, le due paure erano così ancorate che davano un senso di sicurezza. Il mondo era tenuto unito perché si era sicuri che dall'altra parte c'era il nemico. Due metà del mondo che stavano in ordine, del mondo del nord. Le due potenze si facevano guerra al di fuori dei loro confini (ricorda Vietnam).

Crollo del muro - crollo dell'impero sovietico ("Impero del male" - Regan). Regan si immagina che finalmente il mondo troverà pace. Teorico nippo-americano "la fine della storia" il male è stato sconfitto e quindi la democrazia ha vinto, tutto sarà nell'ordine perfetto (Hegel). Tutte le utopie hanno l'immagine che tutto finirà. L'occidente non aveva più la controparte e quindi non c'era più nulla di certo e noi abbiamo paura del nulla, il mondo ha perso forma perché il nemico non esiste più, c'era un brulicare di insetti velenosi. La nuova paura - gli islamici, che arrivano da confini non più precisi anche perché era il periodo della globalizzazione. Schengen ha eliminato i confini tra i paesi europei e mentre prima erano luoghi di sicurezza ora non lo erano più. Tema dell'invasione. Trovare una nuova metamorfosi della paura sfociata nei movimenti xenofobi che riuscivano a dare all'opinione pubblica una linea, non sappiamo da dove deriva la nostra paura e quindi è colpa loro. Perché si crei un equilibrio c'è la necessità che le due masse siano equamente potenti (Elias Canetti).

Torri gemelle e nuovi nemici

  • Significato interno al mondo Arabo, con una messa in scena clamorosa della sconfitta dell'occidente, aerei che arrivano uno dopo l'altro.
  • Noi siamo in pericolo, il mondo islamico è una minaccia come era prima la minaccia russa. Un paradosso perché per il momento loro non hanno la Bomba.

La paura è solo simbolica. "Il capo politico è ridicolo solo per chi non lo ha votato". Abbiamo ritrovato un nemico e in qualche modo questo ci rassicura e questo nasce simbolicamente appunto nel 2001 con le torri gemelle. Abbiamo dunque una nuova forma del mondo. Putin sta introducendo un terzo polo, ci siamo noi, gli islamici e poi c'è Putin. Nascita di un nuovo tipo umano che si chiama Straniero (extra-comunitario = questi sono pericolosi). Paradossalmente gli interessi degli islamici e quelli nostri coincidono, noi abbiamo bisogno di un nemico e loro di far capire agli altri arabi che sono potenti. (Canetti) Finché una massa viene assediata dall'altra ognuno difende la propria massa sugli spalti; il pericolo vero sta dentro la massa, in città. In ogni individuo dentro di sé sente il desiderio di farsi i fatti propri - piccolo traditore interno, siamo tutti un po' egoisti. La cattiva coscienza crea delle idee. Non possiamo però dire alla massa che non vogliamo più difendere. Malgrado il difendere questo qualcuno passa, vedo in lui qualcosa che è in me ("Vuole mangiare senza lavorare). Quindi è sua la colpa e non mia.

Straniero, nemico, ospite

  • Società segmentale: società non unitaria ma una somma di diversi centri.
  • Hostis: ospite ma anche nemico.

Lo straniero non è né nemico né ospite, su di esso si proiettano tutte le colpe e del male che noi vorremmo fargli. Il nemico è certo e si conosce; dai romani - proiezione di colpa; lancio della lancia primordiale. (rito de Fezialis) Proiezione paranoica: formazione psicologica del paranoico. Non sopporto l'idea di volerti uccidere e quindi sei tu che vuoi uccidere me. Trasferisce il senso di colpa di un gruppo verso l'esterno. Questo accade quando noi proiettiamo le nostre insicurezze e paura sull'altro. Siccome gli abbiamo fatto del male è colpa sua perché è malvagio. Il nemico è colui che deve essere fatto fuori. Nei confronti del nemico si dichiara guerra, noi fino al 1940 dichiaravamo guerra. Tu sei come noi ma sei colpevole e quindi ti dichiaro guerra. Unmensch: in tedesco significa mostro, il mostro è colui che nega l'uomo. Un - negazione, Mensch - uomo quindi sarebbe non uomo.

Sicurezza del gruppo umano

Se il nostro gruppo umano fosse sicuro di sé non avremmo bisogno di creare dei mostri. Tendenzialmente la nostra società è sempre in crisi e i problemi nascono e crescono di più, abbiamo sospetti e la soluzione è la guerra civile. Oppure si trova un nemico e quindi si fa la guerra e se si vince, l'ordine è ristabilito. Il terzo caso si creano dei mostri e quindi si proiettano sugli altri le nostre paure. Si crea la macchina della paura, che deve proiettare sempre sull'altro la paura altrimenti qualcuno potrebbe alzare lo sguardo e trovare qualcosa che ci accomuna. Adam Smith - teorico del liberismo, noi proviamo simpatia nei confronti degli altri, quando uno soffre, soffriamo pure noi.

20 gennaio.

Oggi incominciamo con Edgar Allan Poe (la lettera rubata). De Santigliana (crede che i miti racconti di fatti che sono realmente accaduti - realista) studiando i miti di tutto il mondo arriva a ipotizzare che in tutte le culture esista un mito dove una volta il mondo era regolato attorno ad un centro, poi una catastrofe ha tolto questo centro, l'immagine che descrive questa idea è quella del mulino. Il mondo quindi ad un certo punto perde il proprio ordine e questa immagine viene compensata al nord con il mito di Amleto: il primo significato di questo mito è che l'eroe ha a che fare con una catastrofe che è appunto l'asse del mondo che si è persa; molti millenni fa gli uomini hanno osservato il cielo che è dotato di senso. Ogni due mila anni cambia la posizione relativa nella quale sorge una costellazione. Perché gira? questo si chiedevano gli uomini, la scoperta che il cielo non ha ordine genera la paura che anche il mondo non abbia più un ordine. La risposta: è successa una catastrofe. Questa si è poi trasferita nel mito secondo il quale qualcuno ha diverto l'asse del mondo. La cultura umana è quindi solo un tentativo di ricostruire l'ordine iniziale. Poe scrive di un ricordo, era con un vecchio pescatore in cima ad una montagna da cui si vede il gorgo, siamo in Norvegia. Lui, il pescatore, è stato dentro il disordine e quindi gli racconta cosa è accaduto, lui aveva un orologio che utilizzava per poter andare nel gorgo un giorno però l'orologio si ruppe e allora è venuto meno l'oggetto di misurazione, guardano il mare che già sta cominciando a diventare bianco, il primo fratello preso dalla paura ed essendo convinto di morire quindi si butta in mare e muore. Il secondo fratello preso dalla paura di fronte a questo fatto che non hanno più l'orologio e stanno per avvicinarsi al gorgo, la cosa più logica che pensa è di legarsi alla barca con una catena. Il terzo (chi sta raccontando) si distacca dal dato e incomincia a pensare anche se lui è consapevole che è di fronte alla morte, non reagisce immediatamente di fronte al pericolo e questa risulta per noi una cosa innaturale (si butta con un piccolo barile in mare). Riesce a tornare a casa ma non lo riconoscono più perché è cambiato. Come fanno i nostri scienziati passano da teoria in teoria, una teoria funziona fin tanto che una teoria non la spieghi meglio. IATO: idea di separazione, quella che il pescatore narratore fa. Questo iato produce una proiezione all'esterno dell'osservatore che in realtà è tutta interiore. Ci vuole una capacità sospensiva della paura. Dentro un tempo che precipita dove non c'è passato, presente o futuro ma c'è solo una mancanza di tempo, in questo divenire che non è più tempo produce un punto che è il presente, crea l'ora, in questo momento e quindi ricrea anche il passato e il futuro. Lo iato produce quindi la nascita del tempo. Il racconto di Poe racconta quello che accade nella realtà. Si presuppone che l'ordine sia dato e per qualche motivo poi questo sia entrato in crisi, ma questa presupposizione è insensata o meglio superflua, un'illusione. Il mondo sta insieme perché siamo aggrappati ai simboli.

26/02/16

Racconto di Prometeo di Eschilo (trilogia) - Prometeo incatenato. Per i greci la Tragedia era un momento importante. È incatenato ad un palo perché ha aiutato gli uomini che erano destinati a morire. Zeus se la prende parecchio e quindi lo condanna ad essere legato al palo. Nei miti spesso le condanne degli eroi non sono altro che la descrizione della condizione di Prometeo che rappresenta l'umanità che per sopravvivere deve ingannare Zeus e una volta ingannato deve rimanerci attaccata a questo inganno. Gli uomini non possono fare altro che introdurre dei significati nella natura e tenerli stretti. In politica l'istituzione è fondamentale siamo condannati a tenere questo simbolo, essa è l'asse del mondo. Racconto di antropologi di indigeni in Indonesia, molte tribù con cultura comune, il vicino può essere o ospite o nemico, Situazione di continui conflitti, il villaggio è protetto da dei pali che dividevano l'ordine dal disordine. Dalla periferia al centro del villaggio, dalle case dei poveri alla casa del capo che è tripartita, e secondo questi questa tripartizione rappresenta la ripartizione del mondo, inferi / mondo degli uomini / testa del capo ed è il cielo. Andamento verticale di un elemento simbolico attraverso cui il mondo trova significato. "Non bisogna avere radici, altrimenti non ci si sposta e se non ci si sposta si viene travolti.". La catastrofe è sempre possibile, se non ci pensiamo noi, non ci pensa nessuno. Dove non c'è la disobbedienza il mondo non cambia. Il disobbediente ci dice quando un'istituzione non funziona più, la disobbedienza è quindi un qualcosa di positivo. Il comico è la capacità di mettere in crisi il dato.

22 gennaio.

Civetteria. Georg Simmel filosofo e sociologo, partendo da quotidiano arrivava a considerazioni profonde sia sociologiche che filosofiche. Il dato da cui parte è un dato molto noto ovvero la civetteria femminile, consiste nel proporsi e rifiutarsi questo perché le donne non hanno potere sociale ma passano da una situ

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Scienze politiche e sociali SPS/01 Filosofia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Rainbow__Sa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Escobar Roberto.
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