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Filosofia politica

Forme di deumanizzazione

Confronto tra filosofia politica e sociale, psicologia sociale e filosofia del diritto, che utilizzano forme di linguaggio differente in ambito di deumanizzazione e discriminazione. Il termine deumanizzare esprime la negazione dell'umanità altrui, sia singolo che gruppo. Secondo Chiara Volpato, l'aggettivo "deumanizzato" è ben diverso da disumano, perché definisce dei processi volti a privare la dignità, non un giudizio di valore; quindi la deumanizzazione ha diverse forme in base a ideologie ecc.

La Volpato è intervenuta ad un convegno con l'UNAR mettendo in luce la linea sottile tra immigrazione e razzismo, portando come esempio il termine "sgombro" nella pratica dei migranti, che dà luogo a una piccola forma discriminatoria. È importante quindi lavorare su stereotipi e pregiudizi per non 'categorizzare' più l'umano, utilizzare un corretto linguaggio è fondamentale per non dar luogo a piccoli spazi di deumanizzazione. La cosiddetta deumanizzazione sottile, dice la Volpato, non è esplicita ma si ricava dal discorso, e dal discorso condiziona il pensiero con le eventuali conseguenze.

La deumanizzazione è un processo sociale, scientifico e psicologico che sotto tali punti di vista può essere considerata un esempio di "imperfezione umana", che muta nel tempo ed è principio di una crisi dell'umano. Nel suo libro, la Volpato fa riferimento ad altre forme di deumanizzazione:

  • Una deumanizzazione assoluta che si manifesta con uno sterminio sociale, con scopo di annientare identità sociale e comunità (processi di oggettivazione);
  • Forma relativa basata su Hate speech, quindi motivi politici con ideologie forti per indurre paura.

La prima forma quindi vuole spersonalizzare l'individuo e la collettività, e la seconda consiste in una violenza concreta seguita da un linguaggio discriminatorio. Questi due processi sono legati fra loro e interdipendenti.

L'oggettivazione è una forma di deumanizzazione perché riduce l'essere umano a mero oggetto, come merce di scambio, come l'alienazione per Marx in "Manoscritti economico filosofici". L'uomo operaio è vittima di due realtà: estraneazione individuale con impossibilità di crescita interiore e la percezione di un annientamento della vita umana. Quindi alienazione significa qualcosa che si trova all'esterno dell'uomo e indipendente da lui.

L'oggettivazione si sviluppa in varie forme e la più pericolosa per la Volpato è la strumentalità in quanto l'individuo viene trattato come oggetto per raggiungere uno scopo, generando all'individuo stesso emozioni negative. Oggi è importante utilizzare i social media per diffondere un anti discriminatorio e fermare gli stereotipi che intercorrono nei media generando paura.

La libertà e la società

La società deve condurre l'individuo a trovare libertà, pertanto liberarsi da:

  • Condizioni negative che minacciano la vita e dubbi sull'esistenza;
  • Inferiorità che dipendono dal proprio punto di partenza;
  • Automatismi psicologici che perdendo controllo della coscienza rendono il soggetto più vulnerabile.

La soluzione sarebbe riappropriarsi della speranza che è sempre stata il fondamento della vita umana. Argomenti trattati da Elena Pulcini in lectio magistralis.

Critica a Michael Ignatieff

Oggi il fenomeno della deumanizzazione è di grande rilevanza in ambito dei diritti umani, che hanno creato netta separazione tra ciò che è moralmente giusto e ciò che è politicamente corretto. Un esempio sono i flussi migratori, che induce cambiamenti politico-sociali. Da un punto di vista filosofico politico, l'uomo non perde il suo significato in quanto essere umano, difeso dai teorici dei diritti umani tramite dei principi universali.

Gli ultimi anni del 900 vedono questo tema come nucleo centrale, per filosofi come Rawls, Habermas e Donnelly che formulò un'articolazione teorico-critica-comparativa sulla Universality of human rights; privilegia il cosmopolitismo morale, in cui l'uomo non può essere deumanizzato in quanto tale. Il non umano, per Luca Scuccimarra rappresenta la negazione di ciò che rende l'uomo parte dell'umanità.

Il volume “Una ragionevole apologia dei diritti umani” di Ignatieff del 2001 ha subito molte critiche e discussioni. La riflessione di Thomas Casadei considera la posizione di Ignatieff in relazione alla connessione tra diritti umani e individualismo. Da questa connessione ne deriverebbe la tesi secondo cui “il discorso sui diritti umani è individualistico”.

La critica del modello ricade su due aspetti: quello riguardante la politicità dei diritti umani e quello che considera il carattere della socialità. La mancata connessione dei due caratteri fa prevalere una visione pragmatica dei diritti umani; si rischia di rendere più marcati gli squilibri, a livello globale, causati dalla povertà, dalle guerre.

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Scienze politiche e sociali SPS/01 Filosofia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher eio_99 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Graziani Enrico.
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