Nietzsche: fase giovanile
Storia e vita
Testo: “Sull'utilità e il danno della storia per la vita”. Nietzsche si schiera apertamente contro lo stoicismo e la storiografia. Infatti, secondo il suo pensiero, l’eccesso di storia indebolisce le potenzialità creative dell’uomo. Soffrire di una coscienza epigonale, ostilità nel progresso e, inoltre, la stessa cultura stoicista come quella positivista favorisce l’idea dell'idolatria del fato. Obbliga l’uomo a chinare la testa davanti alla razionalità che ha da sempre composto la storia e i suoi avvenimenti. Colui che gettò le basi per questa immagine della storia come idolo fu Hegel. Importante secondo il filosofo è l’esistenza dell’oblio: 1) Non ci sarebbe felicità senza una certa dose di incoscienza, 2) Per poter agire in maniera efficace nel presente bisogna dimenticare il passato. La storia risulta essere non dannosa, ma utile all’uomo solo se è al servizio della vita degli uomini. La vita deve essere dunque l’ottica con cui si entra in rapporto con la storia stessa, affinché ci sia un rapporto proficuo con il passato.
La storia appartiene ai viventi sotto tre rapporti, ai quali in seguito corrispondono tre specie di storia e di storiografia, che hanno ognuna sia un aspetto positivo sia un aspetto negativo:
- Storia monumentale: è propria di chi guarda il passato alla ricerca di modelli e maestri che non riesce a trovare nel presente.
- Aspetto fisiologico: compete a tutte quelle persone che, osservando la grandezza del passato, sono sicure che si possa arrivare a eguagliare quella grandezza.
- Aspetto patologico: essa tende a mitizzare o ad abbellire il passato, cancellandone invece gli aspetti negativi. Oppure stimola il coraggio alla temerarietà o l’entusiasmo al fanatismo.
- Storia antiquaria: è propria di chi guarda al passato con fedeltà e amore (al punto che arriva a riconoscersi come erede di una tradizione che lo giustifica).
- Aspetto fisiologico: riguarda tutti coloro che preservano e venerano la storia.
- Aspetto patologico: possibile degenerazione in una cieca furia di collezione, mummifica la vita, fine di ogni propensione verso l’agire, paralisi dell’uomo.
- Storia critica: è propria di coloro che guardano il passato come un fardello da cui bisogna liberarsene.
- Aspetto fisiologico: compete a tutti coloro che soffrono e che sentono la necessità di rompere con il passato per poter riprendere a vivere. Il passato viene giudicato dalla persona stessa, che lo reputa sempre colpevole, ovvero ingiusto. Chi giudica in questo caso non è la giustizia, ma la vita stessa, la quale è sempre ingiusta, poiché a sua sentenza non scaturisce da un’attenta analisi razionale, bensì dalle passioni che la costituiscono.
- Aspetto patologico: si cerca di tagliare ogni collegamento con il passato, non rendendosi conto che noi siamo il frutto dei nostri predecessori.
In questo periodo, arte e metafisica erano le due vie per accedere all’essere redentore della cultura; in questo periodo sono il musicista, l’artista e il genio.
Fase: il periodo "illuministico"
Il metodo genealogico e la filosofia del mattino
Testo: “Umano troppo umano” dedicata a Voltaire. Questo periodo coincide con l’avvento della nuova scrittura utilizzando aforismi, è caratterizzato da: 1) un rifiuto per i grandi idoli del passato, c’è un’aperta contestazione delle formule metafisiche di Schopenhauer e alle tendenze artistiche di Wagner, 2) arte, residuo della cultura di stampo mitico. Redentore della cultura in questo periodo è il filosofo educato agli ideali della scienza, l’illuminista, ossia colui che si impegna in un’opera di critica della cultura tramite la scienza (!). Non illuminista nel senso di colui che usa la ratio per comprendere il mondo.
Lo strumento che porta alla vera conoscenza dell’essere è la scienza: che è un metodo di pensiero in grado di emancipare gli uomini dagli errori che gravavano sulle loro menti. (!) Non scienza intesa come insieme delle scienze particolari. Questo procedimento attraverso il quale avviene l’emancipazione dell’uomo è chiamato da Nietzsche anche procedimento critico di tipo storico e genealogico: 1) Critico perché elegge il sospetto a regola di indagine, 2) Storico o genealogico poiché ritiene che non esistano realtà stabili immutate ed immutabili, bensì che ogni cosa sia l’esito di un processo di costruzione. Questo metodo assume la forma concreta di una “chimica delle idee e dei sentimenti” che appunto si impegna a far scaturire un atteggiamento dal suo opposto e a mettere a nudo le matrici umane dei cosiddetti valori sovraumani. Figure interconnesse sono lo spirito libero e la filosofia del mattino.
Spirito libero: identificato nella figura del viandante, ossia con colui che, grazie alla scienza, riesce ad emanciparsi dalle tenebre del passato, inaugurando una filosofia del mattino: basata sulla concezione della vita come transitorietà come libero esperimento senza certezza precostituite. Fra le tenebre, il filosofo colloca la metafisica e la morale.
La "morte di dio" e la fine delle illusioni metafisiche
Testo: “La gaia scienza” - Nietzsche analizza e critica appunto la metafisica, annunciando la morte di Dio.
Dio: 1) Il simbolo di ogni prospettiva oltreumana e oltremondana, che pone il senso dell’essere al di là dell’essere stesso, ovvero in un altro mondo contrapposto a questo, 2) La personificazione delle certezze ultime dell’umanità, ossia di tutte le credenze metafisiche e religiose elaborate fino a quel momento e che servivano a giustificare e a dare un senso alla vita.
Il dio visto come simbolo dell’oltremondo è connesso alla convinzione secondo cui lo stesso dio e l’oltremondo rappresentino la fuga dalla vita e una rivolta contro questo stesso mondo. Il dio visto come personificazione delle certezza ultime umane proviene dalla concezione stessa della metafisica secondo il filosofo, infatti l’immagine di un cosmo ordinato, è una costruzione della nostra mente, ai fini di sopportare la durezza dell’esistenza. In poche parole, l’uomo è il primo che si autoinganna pensando appunto che il mondo sia qualcosa di logico e che esista dio, che invece è solo un metodo escogitato affinché si potesse fronteggiare il mondo caotico.
(1) Ateismo: qualcosa di palpabile di indiscutibile, (2) realtà stessa. Morte di dio e avvento del superuomo.
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