Rielaborazione digitale degli appunti delle lezioni
Corso di filosofia ed estetica musicale
Docente: Professor Pozza
Immagini della musica II
Modulo: 3/10/2012 – 9/11/2012
Indice
- Lezione 16 – 14/11/2012 – Cos’è la creatività
- Lezione 17 – 15/11/2012 – La struttura del De Vita
- Lezione 18 – 16/11/2012 – L’amore in Ficino: pt. 1
- Lezione 19 – 16/11/2012 – La malinconia secondo Aristotele: pt. 1
- Lezione 20 – 23/11/2012 – La malinconia secondo Aristotele: pt. 2
- Lezione 21 – 28/11/2012 – L’amore in Ficino: pt. 2
- Lezione 22 – 29/11/2012 – Introduzione al De Vita
- Lezione 23 – 30/11/2012 – Le Lachrymae di Dowland
- Lezione 24 – 5/12/2012 – La malinconia rinascimentale
- Lezione 25 – 10/12/2012 – L’importanza del riposo
- Lezione 26 – 12/12/2012 – La mente dell’uomo
- Lezione 27 – 13/12/2012 – La vita dell’uomo
- Lezione 28 – 14/12/2012 – La potenza del canto
- Lezione 29 – 17/12/2012 – Conclusione del De Vita
- Bilancio di fine modulo
- Elenco dei personaggi incontrati
- Glossario
Lezione 16 – 14/11/2012 – Cos’è la creatività
Cosa si intende per originalità e creatività? Come interpretiamo il nostro ruolo e le nostre scelte in ambito universitario e oltre? Nel corso che si sta studiando, i temi trattati della musica e del Rinascimento alimentano la nostra creatività? Il passato ci inchioda all’inutile oppure può essere uno stimolo per la nascita di cose nuove? Bergson, filosofo francese di fine ‘800, diceva che se la fonte del creare è l’io, la coscienza, e la struttura di questa coscienza è il tempo scandito dal passato, dal presente e dal futuro, quanto più ricca sarà la nostra memoria del passato tanto migliori saranno le capacità delle persone nel proiettarsi nel futuro. Nel Rinascimento che stiamo studiando il tema ricorrente del ritorno all’antico (la cultura classica) modifica il presente plasmando a sua volta il futuro. Il passato non è una palla di piombo che appesantisce la mente ma, al contrario, è il suo nutrimento, la sua primaria fonte di energia. La conoscenza del passato ci permette di imparare a pensare e, in questo modo, di non essere succubi delle imposizioni altrui, rendendoci liberi di creare il nostro futuro con indipendenza.
Ma comprendere il passato non significa allontanarsi da se stessi, anzi, il lavoro effettuato sulla memoria e sul pensiero ci aiuta a comprendere al meglio la strada che abbiamo intenzione di intraprendere nella nostra vita. Lo stesso quaderno degli appunti, nel suo ruolo di riformulazione ed ordinamento dei pensieri, ci permette di avvicinarci alla nostra mente e di comprendere i nostri pensieri.
Lezione successiva La struttura del De Vita.
Lezione 17 – 15/11/2012 – La struttura del De Vita
Argomenti della lezione
Anche Sant’Agostino scrive un trattato di musica, precedente a quello di Boezio, sempre intitolato De Musica. Egli definisce la tripartizione del tempo passato, presente e futuro come falsamente differente. Il passato è memoria, presente del passato, gli effetti del passato si riflettono sul presente. Il presente del presente è l’attenzione, il contatto con la realtà. Il presente del futuro rappresenta i frutti di un qualcosa già in precedenza preparato. L’uomo è dunque fatto di una congiunzione di questi elementi, per nulla distinti gli uni dagli altri.
Gli argomenti del De Vita sono suddivisi in tre grandi libri: il primo libro parla della vita sana, il secondo della vita lunga e il terzo della vita celeste. Nel primo libro Ficino tratta la salute di studenti e studiosi. Inizia con un proemio, una dedica a Lorenzo de’ Medici (suo patrono protettore), prosegue descrivendo le nove guide degli studiosi (celesti, terrene ecc.). Tratta lungamente la cura del corpo (cervello, cuore, stomaco e spirito), parla degli umori flegmatici e malinconici a cui è sempre soggetto il letterato, perché egli diventa malinconico, perché questi malinconici siano geniali (anche se solo alcuni), parla della bile nera (atrabile, melanconia), discute i cinque nemici degli studiosi e l’ora opportuna per lo studio. Parla di come evitare la pituita (altro vischioso umore del corpo), di come combattere la bile nera, approfondisce la cura dello stomaco, quale deve essere il sostegno a membra e spirito, ancora contro la pituita, il catarro, il mal di testa, la vista, il gusto, di nuovo cerca rimedi contro la bile, sciroppi, pillole, medicamenti liquidi, cuore e sangue. Parla di come combattere lo stordimento e potenziare la memoria. La medicina aiuta lo spirito corporeo, la disciplina quello incorporeo e la religione serve per perseguire la verità.
Ficino istituisce un regime dello studioso, una linea guida su cosa debba fare per compiere al meglio il suo dovere. I monasteri erano i centri di cultura prima della nascita delle università e i primi grandi studiosi erano tutti uomini di religione, molto distanti dalle nostre odierne distrazioni.
Lezione successiva La descrizione dell’amore secondo Ficino.
Lezione 18 – 16/11/2012 – L’amore in Ficino: pt. 1
Argomenti della lezione
Nelle analisi che Ficino ha compiuto nei confronti delle opere classiche, egli studia anche il Simposio di Platone, un dialogo sull’amore che l’umanista rielabora. Egli descrive l’amore-mago, dove per il filosofo la magia è considerata un sapere che permette di conoscere il modo in cui tenere unite le cose e attrarle a sé. Il mago è conoscitore di uomo e natura. Secondo Ficino il mondo è un vivente, come un grande animale e l’universo è strutturato come un insieme di attrazioni. Anche il De Vita è costruito attorno al tema della magia. Il malinconico, in quanto inquieto, può sfociare nella follia e l’amore stesso viene considerato come una forma di follia.
Lezione successiva Consegna dei quaderni e analisi della malinconia secondo Aristotele.
Lezione 19 – 16/11/2012 – La malinconia secondo Aristotele: pt. 1
Argomenti della lezione
Aristotele scrisse un trattatello medico dal titolo La nozione di melanconia e le sue trasformazioni. Egli vuole capire quale sia il concilio fra malinconia e genialità: è un testo conosciuto da Ficino e citato nel suo De Vita. Gli antichi pensavano che nell’uomo agissero quattro umori, le cui quantità distinguevano il comportamento delle persone. L’epilessia veniva chiamata male sacro, poiché si pensava fosse un atto di possessione da parte di un dio, o uno spirito, o un demone. Gli effetti dell’atrabile per l’animo umano vengono paragonati a quelli derivati dal vino e dall’ubriachezza.
Citazioni
Oltre all’orecchio sensibile esiste un orecchio mentale, in grado di captare e ascoltare ciò che non è sensibile. – Cit.
Lezione successiva Ancora analisi del testo aristotelico.
Lezione 20 – 23/11/2012 – La malinconia secondo Aristotele: pt. 2
Argomenti della lezione
Nella sua monografia della malinconia, Aristotele spiega come il vino acuisca alcuni aspetti della personalità, portandoli all’estremo o stravolgendoli completamente, mutando il carattere delle persone. Esso ha effetti termici e di modifica della voce. Ma l’ubriachezza rende anormali solo per poco tempo, al contrario della bile nera. Il testo fa parte di quei numerosi tentativi degli antichi di costruire tassonomie del mondo in questa continua lotta degli opposti. La bile nera, quando è in eccesso, causa numerose patologie (come la paura, dove tutto si raffredda). Il malinconico è una personalità border-line, può assumere più caratteri in un temperamento normalmente-anormale. La bile agisce attraverso la voce e il respiro (pneuma), le azioni tramite le quali l’uomo si manifesta. Per essere geni si deve avere una quantità di atrabile superiore alla media, ma questa non deve essere troppa. L’individuo bipolare è in continua lotta fra tutte le sfumature della sua personalità, mentre l’uomo divino riesce a trovare armonia in questo contrasto.
Citazioni
Noi siamo il risultato di un processo storico giunto all’importanza dell’individualità. – Cit.
Lezione successiva L’amore in Ficino.
Lezione 21 – 28/11/2012 – L’amore in Ficino: pt. 2
Argomenti della lezione
Abbiamo riassunto i punti fondamentali della malinconia descritta da Aristotele. Il temperamento malinconico porta ad una personalità instabile, ad una tendenza agli estremi. Il genio è colui che riesce ad evitare la propria distruzione nonostante la forza strattonante dei suoi opposti. Guercino, proveniente dalla scuola bolognese di pittura, dipinge un’opera chiamata Apollo e Marsia (quest’ultimo è un satiro, entità mitica che popola i boschi, metà capra e metà uomo, come il già citato Pan. Essi rappresentano la parte irrazionale e istintiva dell’uomo). Si stanno affrontando in una gara musicale, usando strumenti diversi: Apollo adopera una lira a corde e Marsia un flauto a fiato. Mentre il primo è un giovinetto di bell’aspetto il secondo ha tratti animaleschi. Il dio greco è attaccato alle spalle dal satiro, che qui rappresenta l’istinto, le passioni più forti che attaccano il nostro tentativo di mettere equilibrio fra i pensieri. Altra grande differenza tra i due personaggi è il contrasto delle loro musiche: mentre Apollo è libero di cantare, Marsia ha la bocca impegnata a suonare il flauto. Il piano dello scontro è anche quello della musica cantata e di quella più pura, priva di voce. In questo senso si può leggere il conflitto tra armonia ed euforia (identificata da Dioniso). Tiziano, che riprende questo tema in un omonimo dipinto, descrive la conclusione del mito. Apollo, vittorioso, guarda verso l’alto mentre stringe il suo strumento a corde. Marsia è appeso ad un albero e viene scuoiato. È stato infine ripreso un precedente lavoro di Ficino sull’amore, dove esso viene descritto come una patologia che può addirittura degenerare nella follia. Colui che ama pensa solo...
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