Introduzione all'HTML
HTML: linguaggio per scrivere pagine web. Uso quotidianamente come lettori di media sociali. Citazione di blogger iraniano – Derakhshan, 2015, arrestato e condannato, rimane totalmente isolato dalla rete, per 6 anni: si ricollega alla rete e scopre che nel frattempo è cambiato tutto.
Il cambiamento della rete
Il blogger racconta che prima scriveva blog, lavorava sulla rete aperta, non si collegava a nessun sito in cui il proprietario richiedeva i dati, e la moneta corrente della rete aperta era il link:
“The hyperlink was my currency six years ago. Stemming from the idea of the hypertext, the hyperlink provided a diversity and decentralisation that the real world lacked. The hyperlink represented the open, interconnected spirit of the world wide web, a vision that started with its inventor, Tim Berners-Lee. The hyperlink was a way to abandon centralization, all the links, lines and hierarchies, and replace them with something more distributed, a system of nodes and networks.”
Il link permetteva alla rete di essere decentralizzata. Nel 2014, uscito dal carcere, si accorge che è cambiato tutto:
“The Stream now dominates the way people receive information on the web. Fewer users are directly checking dedicated webpages, instead getting fed by a never-ending flow of information that’s picked for them by complex, and secretive, algorithms.”
La polarizzazione della rete
La rete è dominata dal Flusso. Pochissimi utenti vanno a leggere direttamente le pagine web, e invece usano un flusso di informazione che ricevono da Facebook, Twitter, ecc., selezionate tramite algoritmo che sulla base di correlazioni che fa presumere quali siano i loro gusti. Polarizzazione di Facebook – feed bubble, bolla che polarizza il filtro.
I blog erano strumenti che permettevano una discussione informale. In questo sistema, la polarizzazione di interessi dell’utente, la libera discussione viene esclusa.
Linguaggi e organizzazione
Linguaggi: in due sensi, il primo è il linguaggio che struttura la comunicazione in rete, l’altro è una teoria dell’organizzazione fatta da un famoso filosofo dei linguaggi, Wilhelm von Humboldt – un frammento di università: progetto che ha ispirato l’Università Europea. Finalizzata non a inserire le persone nel mondo del lavoro, ma un’organizzazione finalizzata alla ricerca della conoscenza sconnessa dal mondo dell’economia.
Minorità digitale e intellettuale
Minorità digitale – minorità intellettuale secondo Immanuel Kant: “L’illuminismo (aufsplennung – estraniamento) è l’uscita dell’essere umano dallo stato di minorità di cui egli stesso è colpevole. Minorità è l’incapacità di servirsi della propria intelligenza senza la guida di un altro. Colpevole è questa minorità, se la sua causa non dipende da un difetto di intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di servirsi di essa senza essere guidati da un altro. Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza! Questo dunque è il motto dell’illuminismo.”
Non siamo noi che stabiliamo che cosa leggere, sono i filtri che ci impongono che cosa leggere in linguaggio HTML. È un problema che nasce nella prima rivoluzione mediatica: una cultura orale-primaria, una cultura basata sulla scrittura; la seconda rivoluzione mediatica ha luogo con l’invenzione della stampa (Gutenberg ‘400), la terza rivoluzione mediatica ha luogo con la rivoluzione digitale.
Minorità tecnologica
Minorità tecnologica – Fedro di Platone (V secolo a.C. – secolo in cui ad Atene viene inventata la democrazia, secolo in cui si passa da una cultura ad oralità primaria, a una cultura basata sulla scrittura): “Le lettere produrranno dimenticanza nelle anime di chi impara, per mancanza di esercizio della memoria; proprio perché, fidandosi della scrittura, ricorderanno le cose dell’esterno, da segni alieni, e non dall’interno, da sé: dunque tu non hai scoperto un pharmakon per la memoria (mneme) ma per il ricordo (hypòmnesis). E non offri verità agli allievi, ma una apparenza (doxa) di sapienza; infatti grazie a te, divenuti informati di molte cose senza insegnamento, sembreranno degli eruditi pur essendo per lo più ignoranti; sarà difficile stare insieme con loro (syneinai), perché in opinione di sapienza (doxosophoi) invece che sapienti.”
La cultura ad oralità primaria
Le culture ad oralità primaria sono culture che usano esclusivamente la memoria e la parola per conservare e trasmettere il proprio patrimonio (anche se la scrittura era stata inventata molto prima, secondo millennio a.C., civiltà micenea: scrittura di tipo sillabico, a ogni segno corrispondeva una sillaba – come hiragana, katakana - questo comportava che imparare a leggere e scrivere fosse più complicato, e la scrittura era patrimonio di pochi – gli scribi).
Attorno all’anno 1000, la civiltà micenea collassa, e nessuno sa più scrivere – medioevo ellenico (fino all VIII secolo a.C.): patrimonio culturale relativamente complesso, senza più scrittura. Usarono la poesia (canta, balla, suona e ripete) come enciclopedia collettiva. Invenzione della scrittura dei Fenici, che inventano un modo di scrivere efficiente e facile da imparare: alfabeto fonetico – a ogni lettera corrisponde un suono. Consonantico: c’erano solo le consonanti, e le vocali dovevano essere aggiunte.
Nel momento in cui si affermarono le democrazie ad Atene, si diffuse anche l’alfabeto fonetico. Nel Fedro si riflette sulla rivoluzione mediatica e sul modo in cui pensiamo: discorso messo in bocca a un faraone egiziano, nel mito, avevano una scrittura geroglifica a base ideografica e di sviluppo fonetico. Mito posto in una remota antichità civilizzata – immagina che un dio di nome Teud, vada da un faraone di nome Taut, e gli mostri le lettere dell’alfabeto fonetico che ha inventato. Dice che questa fantastica invenzione renderà gli egiziani più sapienti.
Una cultura basata sulla scrittura può usare la scrittura come ausilio alla propria memoria. Il faraone dice di no, perché gli egiziani, fidandosi della scrittura, si ricorderanno le cose dall’esterno, come alieni, e non dall’interno, dal sé: avere degli strumenti per conservare l’informazione, anche strumenti più efficienti, non implica affatto che questi vengano usati per produrre il sapere. Fidarsi degli strumenti esterni per la conservazione dell’informazione, non produce di per sé il sapere. Farmaco/veleno non per il sapere, ma per ricordarsi le cose in maniera meccanica: apparenza di sapienza, ma mancherà loro la discussione, isolava le persone (se non racconto collettivamente le cose, e non condivido quello che so, appena morirò le farei estinguere). Cultura ad oralità primaria: Collettivo, Discussione.
Differenze tra conoscenza e sapienza
Differenza tra una persona che sa ripetere/reperire una nozione, e una che sa spiegare la nozione e richiamarla alla mente quando gli serve. “Se vedi il mare ritrarsi all’improvviso, devi scappare il più lontano possibile dalla costa – indigeni che si sono tramandati la tradizione attraverso l’oralità primaria”. Confutare: mostrare la debolezza di una tesi.
La rete come sistema decentralizzato e intelligente
Pensiamo alla rete come era stata progettata: come un sistema stupido; non esistono punti in intelligenza centralizzata, e ciascun punto può comunicare con tutti i nodi; si espande molto facilmente, più vulnerabile agli attacchi. Broadcast, una centrale emittente intelligente, e apparecchi ricevitori stupidi – l’intelligenza dal centro si propaga alla periferia.
Net Neutrality - Intelligenze di periferia: “Ci sono ragioni tecniche per la quali la stupidità è un buon progetto. Lo stupido è robusto. Se un router viene meno, i pacchetti lo aggirano, e questo significa che la rete continua a funzionare. In virtù della sua stupidità , la rete è aperta a nuovi dispositivi e nuove persone; così si accresce rapidamente e in tutte le direzioni. È inoltre facile per i progettisti incorporare l’accesso alla rete in dispositivi intelligenti di ogni genere - videocamere, telefoni, sistemi d’irrigazione - che vivono ai punti finali della rete.”
Internet e l'innovazione del Web
Internet: innovazione del web – venne inventata nel CERN a Ginevra in Svizzera, nel 1989, da parte di uno studioso di fisica Tim Berners-Lee, nel 1993 venne messo a disposizione di chiunque lo volesse usare; il web è uno strumento molto semplice, tre protocolli (parola che viene dal linguaggio della diplomazia – procedure ufficiali che permettono a persone o enti di comunicare con altre persone o enti - che quando arriva un nuovo ambasciatore in uno Stato, deve fare delle apposite procedure che permettono di distinguerlo) procedure che servono ai calcolatori per comunicare tra loro
- URI o URL per definire gli indirizzi dei documenti: permette di identificare unicamente quella risorsa
- HTTP per trasmetterli: protocollo di trasmissione degli ipertesti (documenti che sono scritti in HTML)
- HTML per scriverli e collegarli: ipertesti sono dei super testi perché riescono a uscire dall’ordine obbligato-lineare dei testi, perché sono composti da unità che possono essere collegate tra loro anche in senso non lineare (albero, rete, ecc.). percorsi per navigare.
Universale senza totalità: World Wide Web – ci mostra tutto, ma tutto pensato come incompleto (se qualcosa non c’è posso aggiungerlo Web 1.0). Un tutto aperto a indefiniti accrescimenti: Condizioni di accesso (modellate sulla comunità scientifica):
- Possesso di un computer e accesso alla rete (utenti passivi)
- Conoscenza dell’HTML e accesso a un server (utenti attivi)
La cybercultura secondo Pierre Lévy
Pierre Lévy, Cyberculture, 1997: “E così, se fossimo mai stati moderni, la cybercultura non sarebbe post-moderna, ma nella continuità degli ideali rivoluzionari e repubblicani di libertà, uguaglianza e fraternità. Tuttavia, nella cibercoltura, questi "valori" sono incarnati in dispositivi tecnici concreti. Nell'era dei media elettronici, l'uguaglianza si realizza come un'opportunità per tutti di trasmettere per tutti; la libertà è oggettiva nel software di crittografia e nell'accesso transfrontaliero a più comunità virtuali, la fraternità, infine, è monetizzata nell'interconnessione globale”
Web 2.0 e minorità digitale
Svolta nelle condizioni di accesso e diventare cittadini attivi: social media
Minorità digitale – l’utente del Web 2.0:
- Offre i suoi dati allo sfruttamento economico e allo spionaggio
- Lascia determinare le sue scelte da selezioni compiute da algoritmi opachi (filter bubble)
- Fa disegnare la sua interfaccia col mondo da altri e secondo interessi altrui
Esperimento con la collaborazione di Facebook, prima dello scandalo di Cambridge Analitica: campione di utenti, e un campione è stato nutrito di azioni divertenti, un altro invece di post critici e pessimisti, poi si è controllato se queste diversa dieta di notizie influenzava l’umore dei campioni. Funzionava: Facebook guadagna fornendo a terzi dati estremamente capillari dei suoi utenti, per manipolarli e spiarli.
La progettazione dell'interfaccia Web
Negli anni 90, fare una pagina HTML, eravamo noi a disegnare l’interfaccia. Nel web 2.0 viene disegnata da un’azienda privata ai fini di lucro.
Critiche al Web 2.0
Due critiche, simili nel contenuto, politicamente opposto:
- Dmytri Kleiner The Telekommunist Manifesto, 2011 (politicamente a sinistra)
- Internet è nata come una rete aperta, decentralizzata e distribuita, non come un coacervo di giardini murati: dati parzialmente visibili (se si entra in Facebook) agli altri utenti, ma regalano i loro dati – invito per vedere contenuti se non sei iscritto; rete stupida composta da nodi intelligenti, portare un pacchetto da un nodo all’altro.
- Il Web 2.0 imbriglia l’intelligenza collettiva recintando il valore creato comunitariamente a fine di profitto privato.
- Jaron Lanier - You are not a gadget, 2010 (liberale, centro destra): Costruiamo estensioni per il vostro essere, come occhi e orecchi remoti (webcam e telefoni cellulari) e memorie espanse (la massa di minuzie che si può cercare online). Esse diventano le strutture con cui vi connettete al mondo e agli altri. Queste strutture, a loro volta, possono cambiare il modo in cui concepite voi stessi e il mondo. Smanettiamo con la vostra filosofia manipolando direttamente la vostra esperienza cognitiva, non indirettamente, tramite l’argomentazione.
Manipolazione cognitiva online
Le reti sociali ostruiscono le estensioni del nostro essere, nel senso che ci offrono degli strumenti per vedere di più di quello che riusciremo a fare nel mondo fisico, il problema è che quando costruisco ciò io ostruisco la visione del mondo (manipolazione dell’esperienza cognitiva online).
Il lock-in trasforma i pensieri in fatti. I media sociali proprietari rappresentano rigidamente le relazioni umane, raggruppando le persone in bolle rigide: es. interazioni LinkedIn di natura professionale, Facebook produzione di relazioni sociali. Fuori dal mondo dei media sociali, non ci sono dei limiti di interazione, es. sul posto di lavoro è possibile diventare amici del superiore.
I loro algoritmi modellano il nostro comportamento – non viceversa – in compartimenti stagni. Chi controlla il menu, controlla le scelte:
Si pensa di avere il controllo, ma in realtà non siamo noi a controllare il sistema, ma è il sistema che modella noi. Harris: effetto slot machine, si basa su un sistema di ricompense e di rinforzo (ricompense intermittenti) – le slot machine non ti fanno vincere sempre, ne perdere sempre, vincere ad intermittenza irregolare: questi intervalli irregolari di ricompensa, è un meccanismo che viene utilizzato anche nell’interfaccia di piattaforme sociali, sotto forma di like. Attaccamento ludopatico a questi sistemi: si entra nell’app per vedere se si sono ricevuti dei like. Sfruttano l’abitudine alla reciprocità sociale a proprio vantaggio. Es: LinkedIn, quando qualcuno vi invita nella cerchia di relazione, vi offre una collezione di persone che potete conoscere e vi incoraggia ad aggiungerle.
Piatto senza fondo: continuare a riempire il piatto di minestra. Mangiare di più di quanto si dovrebbe. Lo stesso vale per i media sociali: come guardi un video, se non stoppate, vi continuano a riprodurre altri video.
Tim Berners-Lee e la frammentazione del Web
Tim Berners-Lee, 2010: L'universalità è stata la base del web: ogni persona poteva condividere informazioni con chiunque altro, ovunque. [Ora, tuttavia,] il tuo sito di social networking diventa una piattaforma centrale - un silo chiuso di contenuti, e uno che non ti dà il pieno controllo sulle tue informazioni in esso. Più questo tipo di architettura guadagna un uso diffuso, più il Web diventa frammentato, e meno godiamo di un unico spazio di informazione universale. La stessa architettura della rete, a causa della presenza di oligopolisti, è cambiata.
Neutralità della rete
Neutralità della rete: una compagnia telefonica doveva trasportare una conversazione da A a B senza interferenze. Questo principio venne applicato anche a internet.
Un problema sociale [WWW Foundation 2016] Tim Berners-Lee Il web è già decentralizzato. Il problema è il predominio di un motore di ricerca, un grande social network, un Twitter per il microblogging. Non abbiamo un problema tecnologico, abbiamo un problema sociale.
Cory Doctorow La ragione per cui il web cessa di essere decentralizzato è che ci sono un sacco di guadagni a breve termine per centralizzare le cose. Il Web è centralizzato oggi perché persone come te fanno compromessi.
Il lavoro delle riviste scientifiche
Lavoro delle riviste scientifiche: nell’epoca delle rivoluzioni digitali, il prezzo delle riviste scientifiche è aumentato. Questa bolla interessa alle biblioteche universitarie e di ricerca. Queste riviste sono in mano a un oligopolio di editori (profitto del 45-50%).
Collo di bottiglia: stampa, investimento industriale costoso. La prassi che si impose a partire dal 1665 (prima rivista scientifica) era di stampare solo i testi ritenuti meritevoli selezionati dagli studiosi (gatekeepers). In epoca moderna si impose che le riviste fossero mediatrici di valore scientifico.
Sono un buon ricercatore quando:
- I miei articoli sono pubblicati in buone riviste a revisione paritaria
- Le mie monografie sono pubblicate da editori di buona reputazione
Nella seconda metà del 900, questo sistema che prima valeva informalmente, poiché aveva luogo nella discussione faccia a faccia tra i ricercatori (es: Royal Society, accademia finanziata in vesti di mecenati, in cui si registravano i discorsi avvenuti all’interno della società), viene formalizzato: Eugene Garfild (anni 50-60) studioso imprenditore inventa il fattore di impatto, che viene venduto come un modo per valutare la ricerca anche se non siamo ricercatori (Impact factor):
L’ IF di una rivista si calcola dividendo il numero di citazioni ottenute dai suoi articoli per il totale di tutti gli articoli pubblicati nei due anni precedenti.
IF= articoli citati / articoli citabili
Cataloga una serie di riviste scientifiche, poi conta le citazioni, poiché se un articolo viene citato, la citazione è un voto favorevole al collega che ha scritto la citazione, da chi la utilizza. Somma, al denominatore tutti gli articolo di una rivista usciti negli ultimi 2 anni, e al numeratore le citazioni che questi articoli hanno ottenuto: quanto è popolare l’articolo della rivista, valuta l’impatto di una rivista. Buona qualità se viene citato molte volte. Vale la legge di potenza: pochi articoli che vengono citati molto, altri che invece vengono citati meno.
Fisico Hirsch: Indice H - Un indice per valutare la produttività e l’impatto individuale. Uno studioso con un indice di h ha pubblicato h articoli ciascuno dei quali ha ottenuto almeno h citazioni. Es: Peter Higgs tra gli anni 60-70 ha scritto alcuni articoli e ha vinto il premio Nobel per la fisica, perché la sua teoria è stata dimostrata valida (Bosone di X) – avendo pubblicato solo pochi articoli nella...
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