Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

 L’ignoranza del significato delle parole porta ad accogliere oltre alle

Il significato delle parole:

verità che non si conoscono, anche gli errori e le assurdità di quelli di cui ci si fida, senza

rendercene conto. Da qui deriva il fatto di dare nomi diversi ad una stessa cosa, a seconda delle

passioni che essa ci muove: chi approva un pensiero, per es., lo chiama opinione, mente chi lo

Se l’affermazione al dominio o all’interesse

disapprova lo chiama eresia. più palese fosse contraria

di qualcuno, si sarebbe pronti a tacciarla di eresia, dice Hobbes.

 L’indifferenziazione dell’umanità: I desideri e le altre passioni degli uomini non sono in sé

peccato, né lo sono le azioni che ne derivano, finché non esiste una legge che le vieti, e ciò non può

accadere finché non ci si accorda su qualcuno che la debba fare. Ci sono sempre sovrani in

condizione di guerra e rivalità perenne, condizioni che creano un’indifferenziazione che non

permette di distinguere fra aggressori e aggrediti. Proprio per questa indifferenziazione, appartiene

ad ogni uomo tutto ciò che riesce a prendersi per tutto il tempo in cui riesce a tenerselo, è per questo

che Hobbes afferma che si deve effettuare un patto in cui ognuno cede il proprio diritto di essere

governato ad un uomo o ad una assemblea, a condizione che anche gli altri lo facciano.

 Nomadi: Bene e male, dice Hobbes, sono concetti variabili e provvisori, poiché stanno ad indicare i

nostri appetiti e le nostre avversioni, e questi, possono mutare a seconda di tempi e contesti. Gli

individui vengono definiti “nomadi” poiché fluttuano fra diverse culture provvisorie, tutte vissute

come biografia definitiva. Finché l’appetito privato sarà la misura di bene e male, sorgeranno

sempre controversie e guerre.

 L’uomo di Spinoza: Secondo Spinoza, se tutti riconoscessero sia la necessità che l’utilità dello

Stato (e non solo 1 delle 2 cose), tutti si atterrebbero ai patti in piena lealtà, se tutti fossero agathoi

non ci sarebbe bisogno di altro, il diritto sarebbe superfluo. La mente è talmente presa dalle passioni

umane che, per quanto ci siano le intenzioni di tenere fede ai patti, nessuno può fidarsi delle buone

intenzioni altrui.

 Democrazia: Per Spinoza, al contrario di Hobbes, il patto non consiste nella rinuncia della propria

potenza ad un sovrano, ma nel trasferimento di questa alla società, alla volontà di tutti, secondo il

diritto naturale di ogni individuo (ovvero quello di esistere e di operare secondo natura); ciò porterà

alla creazione di un “diritto della società”, la democrazia, definita come “l’unione di tutti gli uomini

che ha collegialmente pieno diritto a tutto ciò che è in suo potere”. L’unico rischio (che Spinoza

della propria obbedienza, ma esso

definisce rischio sociale) è quello dell’assoggettamento

rappresenta il male minore rispetto alla violenza indifferenziata, il potere deve essere fondato sulla

ragione, e non sulla violenza.

 Insicurezza ed indifferenziazione: Lealtà e onestà dovranno essere perseguite da una

organizzazione degli affari pubblici, e non dai singoli individui. La virtù che caratterizza il potere è

e ,qualora la perdesse, finirebbe per assomigliare troppo all’oggetto che regola e

la securitas

ricadrebbe nell’indifferenziazione. Anche se in natura nulla è di diritto di uno piuttosto che di un

altro, in presenza di un potere dove si stabilisce per diritto cosa sia di chi, si definisce giusto chi ha

la volontà costante di dare a ciascuno il suo, ed ingiusto chi se ne vuole appropriare. Paura e

speranza, scrive R. Bodei, potranno eliminarsi solo utilizzando maggiormente e in modo migliore la

securitas.

 L’invidia: Un individuo invidia all’altro quello che lui è o dà potenza; l’invidia oscilla dall’uno

all’altro, vive di ambivalenze, la sua certezza è l’incertezza. Il disvalore che imputiamo all’altro

quando possiede (o è) qualcosa, diventa valore se lo possediamo (o lo siamo) noi. Nel movimento

verso l’abolizione di ciò che ci impedisce di avere quella tal cosa, spiega J. Gil, l’odio per la cosa

si unisce all’amore per lo stesso oggetto invidiato.

che ci ha privato di quel che invidio 7

 In un ipotetica corsa agli armamenti, ognuna delle 2 parti imputa all’altra di volere il

La fiducia:

conflitto, ognuno previene l’ingiustizia dell’altro, c’è quindi una mimesi dei 2. Le armi di A sono

disvalore di B ma valore per A, le armi di difesa di B saranno armi di offesa per A; quando A e B

finalmente decidono di disarmare, la simmetria continuerà comunque: A disarmerà solo se e quando

La fiducia è semplicemente rischio dell’azione; una volta avvenuto il

lo farà B (e viceversa).

disarmo, grazie alla cooperazione tra i configgenti, ci sarà una pacificazione, e le leggi, inizieranno

ad avere forza in una società in cui le armi sono affidate solo ai militari e agli apparati appositi.

 E’

Il diritto di proprietà: il diritto di godere e di disporre pienamente di un bene, nei limiti delle

norme stabilite dall’ordinamento giuridico, ed è un diritto soggettivo, basato sull’esclusività: un

soggetto è legittimo proprietario di un bene in quanto un altro soggetto non lo è. Il modello

proprietario è costruito su una reciprocità negativa, poiché afferma che un soggetto riconosce l’altro

come proprietario solo se, e fintanto che, l’altro lo riconosce a sua volta proprietario di altre

proprietà; in questo sistema di reciprocità negativa non c’è, però, alcuna garanzia. Più avanza il

processo di integrazione e stabilizzazione e più i soggetti tendono ad effettuare meccanismi di

individuali come l’invidia e la gelosia

confronto verso gli altri gruppi sociali, i micro-conflitti

vengono, così, amplificati fino a trasformarsi in vere e proprie tensioni sociali, dice Simmel.

 L’antagonismo rivale: L’invidia, per Simmel, è alla base di una “eccitazione antagonistica” che

deriva da una costante elaborazione delle forme sociali, dei ruoli assegnati dagli altri, spesso

configgenti con la nostra rappresentazione dell’identità; l’antagonismo rivale consiste in questa

vicinanza/distanza tra le 2 rappresentazioni.

 L’alterità e la contingenza: Il problema che il sistema sociale si trova a dover risolvere è come

rendere stabili le interazioni sociali davanti all’instabilità della doppia contingenza, ovvero quella

situazione in cui ogni individuo assume il ruolo dell’altro, proiettando le proprie aspettative e

desideri su questo (come afferma T. Parsons), creando un modello sociale basato sull’invidia. Il

concetto di alterità si presenta in 2 diversi modi nella violenza della colonizzazione, e, T. Todorov,

scrive che Colombo, al suo primo incontro con gli Indiani, può aver avuto 2 tipi di pensiero: 1)

pensa gli Indiani come esseri umani completi e finisce, quindi, per assimilarli a sé ed a proiettare i

propri valori su di essi, 2) parte dalla differenza, ma questa viene subito tradotta in termini di

superiorità; entrambi i pensieri portano comunque alla convinzione che i “propri valori” siano i

“valori” in generale, e che il mondo è uno.

 Il confronto: Il confronto con gli altri, a volte, può migliorare le cose, può favorire la crescita della

stima di sé, il che riduce quindi l’invidia,ma si deve rinunciare a voler eliminare “dall’alto e in un

colpo solo” tutte le differenze. Nozick afferma che tutti possono considerarsi al vertice di una scala,

se sono in grado di considerare una scala diversa da quella in cui si trovano inseriti, ma, questo,

deve diventare un processo infinito, per evitare l’invidia insita nella comparazione.

 Per immaginare una società non basata sull’invidia, ma su giochi di

Giochi di cooperazione:

cooperazione, basta postulare che gli individui siano tutti guidati dal criterio del self-respect (e non

e che siano tutte persone morali, animate dall’altruismo. In questa visione, o

sulla self-preservation)

si nega l’esistenza di atteggiamenti distruttivi, o la si valuta come collettivamente svantaggiosa e

viene, quindi, a prevalere la concezione di giustizia, poiché si presenta come la scelta più razionale

per favorire i vari scopi. Un individuo razionale non soffre di invidia a meno che le differenze fra sé

e gli altri non vengano a superare un certo limite, ed egli comincerà a credere che queste differenze

siano frutto di un ingiustizia: quando le differenze verranno percepite come ineguaglianze, si ricadrà

nella rivalità mimetica. 8

 rivali si comincia ad avvertire l’esigenza di mantenere

La guerra con altri mezzi: Fra i contendenti

la propria “identità oppositiva” senza incorrere nel pericolo di uno scontro immediato, si cercherà di

trovare una minaccia solo simbolica del rivale; questo non vuol dire che la guerra scomparirà, ma

diverrà una guerra con altri mezzi, condizione rappresentata per es. dalla politica: in parlamento,

infatti, si combatte rinunciando ad uccidere, e se la sua differenza dalla guerra non è valida, la

guerra ritorna guerra. Secondo M. Foucault, il potere inteso come repressione non sarebbe altro che

la continuazione di un rapporto di dominio, un meccanismo continuatore della guerra.

 Il contratto sociale: J. J. Rousseau scrive che, poiché gli uomini non possono creare nuove forze,

ma solo unire e dirigere quelle esistenti, devono sommare forze più forti della loro resistenza,

mettendo insieme ognuno e tutti, sostituendo la giustizia all’istinto. Il contratto rappresenta il

rischio di perdere gli eventuali vantaggi maggiori derivanti dalla “propria violenza”, per evitare quei

danni maggiori che ne deriverebbero in caso di sconfitta, a favore della certezza di un vantaggio,

anche se minore.

 La defezione: Oltre al contratto ci sono altre strategie di fuga dalla rivalità, ed una di queste è la

defezione, il disarmo unilaterale. La defezione strategica si presenta laddove non sia stato possibile

effettuare un contratto, in tal caso, infatti, una delle parti per interrompere il conflitto rischia in

prima persona, anche a costo della sopraffazione definitiva, deponendo le armi. Questo è un rischio

consapevole, una scommessa che l’altro disarmerà a sua volta.

 La sovranità: La 3° strategia di fuga dalla simmetria è la sovranità, il cui rischio si presenta simile

a quello del contratto: c’è sia il rischio della fiducia che i rivali consegnano al patto, sia della fiducia

che l’altro, una volta fatto il patto, continui a rispettarlo. I patti senza spada, dice Hobbes, sono solo

parole, il rischio sta tutto in colui che impugna la spada, che rischia di assomigliare troppo a ciò che

deve regolare, ed è una scommessa già persa in partenza se per instaurare il diritto fraterno si è

dovuto uccidere il sovrano precedente, che si presentava come tiranno; la nuova scommessa sarà

quella di un diritto fraterno che nasca senza infliggere violenze.

 Il ciclo pubblico/privato: A. Hirshman afferma che nei vari periodi storici si realizza

un’oscillazione fra temi di discussione e interessi pubblici e privati; questo ciclo pubblico/privato

deriverebbe dal fatto che, la delusione della felicità pubblica, porta ad una ricerca della felicità

privata (e viceversa). La tesi di Hirshman potrebbe essere utile anche per analizzare l’alternarsi di

altre situazioni, come quelle di egoismo/altruismo e guerra/pace.

 Solidarietà: Implica che gli individui siano pronti a soffrire per un gruppo e che si aspettino che gli

altri facciano lo stesso. Il pensiero sociologico si è trovato davanti all’inadeguatezza di una

descrizione assolutizzante del tipo “o solo conflitto, o solo consenso”, scrivere sulla cooperazione e

sulla solidarietà, dice Mary Douglas, significa allo stesso tempo scrivere sul rifiuto e sulla sfiducia.

Il problema decisivo della teoria diventa il rapporto fra contingenza e generalizzazione, e in

Durkheim si risolve nel ruolo della “coscienza collettiva”, che funge da presupposto e risultato

insieme, funzione che la Douglas attribuisce alla solidarietà. Il legame solidaristico da una parte

implica un atteggiamento altruistico, da cui necessariamente dipende, dall’altra è invece l’altruismo

a dipendere da questo legame.

 che usano l’auto-riferimento

Familiarità, confidare, fiducia: Sono forme di auto-rassicurazione in

termini diversi: la familiarità traccia distinzioni e coincide con le operazioni di tipo cognitivo e

socializzativo, il confidare è una forma preventiva di reazione alla contingenza e al pericolo, e la

invece, nasce da una componente di rischio dell’azione e della decisione, essa è una

fiducia,

rassicurazione rispetto al rischio. La differenza fra il confidare e la fiducia dipenderà dalla nostra 9

capacità di distinguere tra pericoli e rischi, il rischio rappresenta la differenza fra il controllabile e

l’incontrollabile.

 Sacrificarsi per il bene comune: In questa idea vi sono 2 sensi possibili: tanto il riconoscimento di

per es. nella rappresentazione dell’eroe e del santo, quanto la rivelazione di una

una virtù, come

necessità, la descrizione neutra di una modalità di comportamento. Questi sensi non sono stati

adeguatamente rappresentati dalla teoria dell’azione poiché, proprio per la sua natura teorica, essa

trascura la contingenza dell’azione che, in quanto tale, ha già selezionato un vasto campo di

possibilità, poi escluse (ma non eliminate), che la teoria deve ignorare. L’idea del “sacrificarsi per il

bene comune” unisce paradossalmente l’idea del sacrificio di qualcuno per il bene comune a tutti,

quindi anche al soggetto del sacrificio. Ogni qualvolta l’ordine sociale è minacciato da violenze

intestine, la società reagisce con forme sacrificali che interrompano questa violenza.

 che si presenta come “la differenza”, che si

La vittima: Gli attori della scena sono la vittima,

contrappone “all’indifferenziazione” della società; la vittima è al tempo stesso sostituita ed offerta a

tutti e da tutti i membri della società, è criminale uccidere la vittima perché essa è sacra, ma non

sarebbe sacra se non la si uccidesse, dice Girard. Ma Girard sottolinea che il sacrificarsi non

potrebbe essere altro che il desiderio di sacralizzare e divinizzare se stessi, presentandosi quindi non

più come un puro atto altruistico, ma come desiderio mimetico. Il paradosso dei desideri umani

consiste nel fatto che questi non si accordano mai al fine di preservare il loro oggetto, ma possono

farlo per la sua distruzione, i loro accordi sono tutti a spese della vittima.

 dal mondo antico, il concetto di “sommo bene” ha perso il suo

Il sommo bene: Diversamente

carattere di unificatore culturale; per Kant il bene è il fine dell’intenzione morale, ed è postulato

dalla legge morale stessa. Con l’Illuminismo, quindi, si ha una separazione fra i singoli individui e

la comunità, la volontà di ognuno e quella di tutti. Il sovrano non rappresenta più l’intera società, né

la rappresentano più le relazioni pubbliche in cui gli individui vivono, c’è una differenza fra la

rappresentazione del bene comune del sovrano e quella degli individui. Il diritto e la politica

vengono a costruire il loro statuto moderno proprio come risposta al fallimento dell’etica del

“sommo bene”, e la nuova risposta sarà il contratto che, in quanto tale, non può presupporre nessun

bene condiviso.

 Il “regno della rettorica”: M. Staedter definisce così i rapporti tra individuo e sovranità statale

nella politica moderna; è questa una società basata sulla reciproca convenienza, gli uomini hanno

trovato nella società un padrone migliore dei singoli padroni.

 Non c’è nulla che possa presupporre o garantire una comunità del bene, la

Il bene comune:

questione è solo come si possa contenere l’egoismo delle potenze. Il sovrano e la città diventano i

del bene della convivenza, di un ordine civile che si differenzi dalla natura, l’idea

nuovi custodi l’invenzione della differenza, che Hobbes

della comunità deve presupporre una creazione artificiale,

identifica con una forma di potere comune; laddove non esiste un potere comune, non esiste una

legge, giustizia e ingiustizia non sono facoltà del corpo o della mente, ma qualità dell’uomo che

vive in società. Il calcolo del bene comune, ovvero l’auto-preservazione individuale, che tutti

condividono, presupporrà l’esistenza di un bene comune: l’ordine è possibile quando c’è un ordine

che crea le condizioni del potere comune. “Tutti gli uomini sono dotati di notevoli lenti di

ingrandimento (le passioni e l’amor di sé), ma sono privi di quegli occhiali per guardare distante (la

legge morale e civile)”, mentre con le prime ogni piccolo pagamento appare come una grande

afflizione, senza i secondi non sono in grado di vedere ed evitare le miserie che incombono da

lontano. 10

 Ciò che desideriamo: Se gli uomini desiderassero ciò che è utile, non vi sarebbe bisogno di artifici

per ottenere concordia e lealtà e, questo artificio, dice Spinoza, è la politica. Non desideriamo il

bene, ma consideriamo bene ciò che desideriamo; quindi, poiché non si desidera ciò che è utile e

ragionevole, il potere deve essere istituito in modo che tutti, governanti e governati, facciano,

volenti o nolenti, ciò che è meglio per la salute comune, salute che così diventa prescrittiva. Il

potere acquista una funzione collettiva, ma ha bisogno di una regolarità normativa; non è la virtù

l’elemento del nuovo potere, poiché non si può pretendere da altri ciò che nessuno può pretendere

da sé, cioè l’essere più attento agli altri che a se stessi e di non provare sentimenti negativi.

laddove l’esercizio del potere perseguirà interessi diversi dal

Dissenso e conflitto saranno legittimi

bene comune, la pace non è, infatti, assenza di guerra, ma unione degli animi, concordia.

 L’artificio non consiste nella creazione di “istituzioni” del potere, ma

Il potere comune:

nell’immaginare un’autonomia di tale potere dalle parti che lo compongono, nel pensarlo come una

parte del tutto che può regolare il tutto, nella sua trascendenza necessaria. Compaiono paradossi non

appena più universalismi si candidano a rappresentare il bene comune, così che il potere comune, da

luogo della pacificazione, diviene luogo di conflitto. Di fronte alla domanda su chi sia il vero

rappresentante di una nazione, la risposta è: molti, quindi nessuno (Luhmann); la volontà generale

rappresenta la volontà di tutti, ma non quella di ognuno. Il potere dovrà, quindi, rappresentare il

tutto essendone una parte, e per farlo si assumerà la volontà della maggioranza come la volontà di

tutti, la volontà generale.

 Riflessività: I sistemi costituzionali applicano regole di auto-organizzazione e fondano la loro

legittimazione su di una regola procedurale che assumono come condivisa universalmente. La

minoranza avrà, così, anche il diritto di poter diventare maggioranza, cioè di poter decidere in nome

di tutti, anche della minoranza; il bene comune verrà quindi a riferirsi a neutri contenuti procedurali,

farà proprio il modello economico dell’utilitarismo, secondo cui la

e la teoria giuridico-politica

democrazia è la maggiore felicità del maggior numero di cittadini. Per raggiungere questo

obbiettivo, ci deve essere un riconoscimento dei diritti fondamentali del cittadino, che si realizzerà

nel rispetto della legalità, tramite la circolazione di codici certi, di leggi con cui ognuno potrà

calcolare costi e benefici del venir meno al patto. Secondo Jhering, il significato della lotta per i

diritti degli individui, degli altri, è nel criterio dell’amor di sé, una sorta di egoismo maturo. Il

rispetto del criterio procedurale della riflessività, garantirà un autonomia del diritto rispetto alla

morale.

 Le virtù: Nei sistemi moderni la formula del bene comune è ricomparsa solo nella legislazione e

nella giurisprudenza degli stati autoritari, di quegli stati che si propongono come “stato etico”, il cui

diritto, non appena diventa pratica, rimette la propria legittimità alla tirannia dei propri valori (dice

Schmitt). L’etica delle virtù presuppone aristotelicamente una società in cui il bene individuale

coincide con il bene della comunità, l’assenza di fini condivisi porta, quindi, al declino delle virtù (e

viceversa). Sarà proprio la mancanza di fini condivisi, secondo la tesi di MacIntyre, la ragione della

scelta contrattualistica, essa è la risposta della società di fronte alla consapevolezza di non poter

essere regolata dalle virtù.

 I problemi della società: Ad ogni singolo sistema parziale si chiede di risolvere il problema

globale della società, essi devono, ma non possono risolvere i problemi del tutto. I sistemi parziali si

sono sempre più chiusi organizzativamente, fino a rendere difficile la comunicazione con il tutto,

ma la loro dimensione deve essere presa in considerazione quando si parla di problemi generali. Il

problema riguarda il fatto che i doveri solidaristici, se non si avverano perché gli uomini sono

agathoi, vanno imposti, e si ripropone la questione di una violenza legittima, di uno stato. Dovrà

essere un giudice a regolare un problema globale, ci sarà una piccola parte del sistema che verrà 11


ACQUISTATO

1 volte

PAGINE

12

PESO

221.03 KB

AUTORE

vip22

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Filosofia del Diritto, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente La Certezza e la Speranza, Eligio Resta.
Gli argomenti trattati sono: Pharmakon, Gewalt, l'inganno della violenza, la sovranità, la certezza e la speranza, lo stupore, la violenza, il misconoscimento della violenza, il sacrificio, l'osservazione della società, la liberazione della violenza.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2007-2008

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vip22 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia del diritto e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Resta Eligio.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Filosofia del diritto

Riassunto esame Filosofia del Diritto, prof. Resta, libro consigliato Dottrina dello Stato, Passerin d'Entreves
Appunto
Filosofia del diritto - diritto e ragione
Appunto
Riassunto esame filosofia del diritto, prof. D'Avack, libro consigliato Il progetto di filiazione nell'era tecnologica, D'Avack
Appunto
Riassunto esame filosofia del diritto, prof. D'Avack, libro consigliato Costituzione e rivoluzione, D'Avack
Appunto