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lo circondavano; oggi, invece, vi sono milioni di morti "ingiustificati" nel senso di non fondati

su pensieri ai quali aderire. Ciò ha portato le generazioni di oggi a vivere il presente come se

fosse totalmente estraneo al passato, rendendole ignoranti ed insensibili e quindi incapaci di

comprendere.

Tutto ciò è dimostrabile con banalissimi esempi:

1) gli abiti. Un tempo donne e uomini vestivano sempre in modo elegante, ricchi o poveri che

fossero, e a mare andavano con costumi che mantenevano ancora una certa riservatezza.

Oggi si punta sempre più ad abiti comodi e "trascurati" che non badano affatto al pubblico e

fanno sì che gli abiti eleganti vengano sfoggiati solo nel privato, mentre a mare vi sono

sempre più "minicostumi".

2) le divise militari. Prima raffinate ed eleganti, soprattutto per gli ufficiali, sono ora più

sobrie ed adattate alle armi, alle guerriglie ed al terrorismo.

3) stile della comunicazione. Privilegiava prima l'uso della lettera e del telefono che hanno

portato inevitabilmente alla cura della grafia e del linguaggio usato per rivolgersi ad altri.

Oggi, invece, vengono usati maggiormente SMS ed e-mail che hanno modificato fortemente

l'utilizzo della grammatica e della forma stilistica.

4) strumenti della scrittura. Prima primeggiava l'utilizzo della penna, sostituita, ancora non

definitivamente, dalla scrittura digitale.

2) SICUREZZA E LIBERTA'

Ciò che interessa oggi maggiormente è la sicurezza dell'individuo e della collettività: la prima

legata all'emancipazione del soggetto da ogni forma di potere politico assoluto, la seconda

che si ricollega direttamente alla prima proprio perchè di "sicurezza sociale in una società di

uomini liberi" si tratta e perchè l'interesse di un grupppo prevale sempre su quello del

singolo.

Nelle Costituzioni Otto e Novecentesche si puntava molto sul rispetto dell'ordine pubblico,

come strumento di salvaguardia sociale, ma oggi ciò non è più sufficiente a causa della

tecnologia che ha innalzato il livello dei rischi sociali.

In tal modo tutto, nel tempo, andrà nelle mani di organizzazioni specializzate che non

agiranno democraticamente, ma solo secondo logica, come sostenne lo storico Hobsawn in una

conferenza al Birkbeck College, nel 2006, affermando che un giorno l'economia non

consisterà più nel prestarsi servizi a vicenda, ma nell'essere fondata su una massa di

lavoratori impegnati a controllarsi a vicenda.

Oggi la società risulta ormai abituata ad una libertà individuale gratuita che permette a

ciascuno di fare scelte utili e vantaggiose per sè stesso e fa sì che vi sia una diffusa

indifferente accettazione della realtà, considerata sotto vigilanza del modello democratico

liberale. Ciò potrebbe portare, ad esempio, ad una perdita di controllo su tutti coloro che

lavorano nell'ambito tecnologico: questi soggetti è giusto che siano responsabili del loro

operato davanti alla società ed al suo ordinamento ed è perciò necessario che la loro

funzione pubblica sia fondata su norme costituzionali.

Un ulteriore problema è dato dal terrorismo internazionale. Il terrore è sempre stato

presente in ogni epoca storica ed ha sempre portato con sè due caratteristiche:

imprevedibilità ed innocenza della vittima. Quest'ultima, infatti, non ha specifiche colpe, ma,

in questo contesto, solo un significato simbolico, costrutito nella mente dell'attore del

terrore, che non sempre è identificabile.

Vi sono due tipi di terrore:

1)rivoluzionario, che si inserisce in un progetto politico alternativo e dove l'attore è il

rivoluzionario, mentre la vittima è la classe sociale da sopprimere. Qui qualsiasi mezzo

diviene accettabile, anche se non sempre lecito, perchè si tiene conto dell'eccezionalità

della situazione nella quale si opera.

2)delle guerre civili, dove vi possono essere due o più fazioni, tutte ricorrenti alla violenza

dimostrativa, giustificata dal fatto che uno dei soggetti in lotta non è identificabile perchè

si confonde tra i civili. Ciò fa venir meno la parità delle posizioni nello scontro e fa sì che non

siano prevedibili atti di difesa o offesa. La controparte, apparendo come soggetto civile che

si oppone con la violenza, diventa un comune criminale da punire in modo esemplare, insieme a

tutti coloro che lo hanno direttamente o indirettamente sostenuto. In tutto ciò, l'arma che

dimostra l'effettività del potere è la paura.

Gli elementi che si sono aggiunti al fenomeno terrorismo sono:

1)globalizzazione, che ha abolito i confini nazionali e reso il fenomeno non più un avvenimento

eccezionale e funzionale al suo obiettivo qual era prima.

2)regolamentazione dei conflitti in modo pacifico, garantita da organismi sovranazionali,

quali l'ONU, ai quali hanno aderito anche Stati che continuano a non rinunciare

all'effettività del proprio potere e popoli, privi di uno Stato di riferimento, che non li

riconoscono.

Tutto ciò va a modificare anche l'idea di "guerra giusta", che va così anche ad includere le

guerre attuate preventivamente per battere sul tempo chi potrebbe attentare all'ordine

sovranazionale.

3) POLITICA ED ECONOMIA

L'avvento della globalizzazione è visto da tutti sicuramente come fonte di nuove enormi

opportunità, soprattutto per coloro che sono titolari di capitali economici, ma vi sono anche

effetti svantaggiosi. L'attuazione del libero mercato, ad esempio, ha portato ad una

maggiore concorrenza, sì, ma all'abolizione di qualsiasi sostegno statale; tutto il contrario di

ciò che prevedeva il vecchio Welfare State, che, grazie all'intervnto pubblico, riequilibrava

le disuguaglianze sociali.

Un esempio può essere la nascita della "Cassa per il Mezzogiorno" con la quale ci si pose

l'obiettivo di aiutare il Sud utilizzando aiuti finanziari a fondo perduto, o l'emissione di titoli

di Stato che compensavano le perdite dei risparmi familiari (anche se poi si sono rivelati

disastrosi). Con la nascita dell'Unione Europea, però, si è giunti alla moneta unica, l'Euro,

che ha portato all'esclusione di qualsiasi intervento politico a sostegno dell'economia

interna, quindi da un lato si ha il divieto dell'intervento pubblico nelle economie interne,

dall'altro l'omogeneità di regole di comportamento economico.

Il punto è che concorrenza significa che la pluralità effettivamente competitiva deve avere

parità di forza contrattuale, ma, così com'è ora la situazione, ciò non si verifica in quanto vi

sono pochi soggetti sul mercarto che quindi si accordano tra loro per migliorare i guadagni,

diminuire i costi ed eliminare i rischi di competizione. Tutto ciò vale, però, solo per una parte

del mondo; il resto si ritrova purtroppo in uno stato più o meno grave di povertà sociale.

Vi sono due autori che si sono occupati del problema:

Rifkin, secondo il quale vi sono diversi punti di analisi della globalizzazione, ma, fra tutti, il

più importante è quello dell'energia, gestita da un numero sempre più ristretto di aziende,


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AUTORE

Sara F

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza (CATANIA e RAGUSA)
SSD:
Università: Catania - Unict
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia del diritto e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Catania - Unict o del prof Montanari Bruno.

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