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FILOSOFIA DELLA SCIENZA 2020/2021

riassunto di tutti i capitoli argomenti integrati con spiegazioni del prof + domande frequenti

LIBRO 3 L’INDUZIONE

Capitolo 1: Osservazioni preliminari sull’induzione in generale

- Un'inferenza induttiva va dal singolare all'universale.

- Un'inferenza deduttiva va dall'universale al particolare.

Induzione:

1)Ampliativa: la conclusione si espande rispetto alle premesse: La premessa "tutti i cigni fino ad oggi osservati

sono bianchi" la conclusione è che "tutti i cigni sono bianchi, anche quelli che non sono stati osservati": la

conclusione amplia il contenuto della premessa

2)Non consevano la verità:anche se le premesse sono vere, la conclusione non è necessariamente vera: può

essere vero che tutti i cigni fino ad oggi osservati siano bianchi, ma ciò è perfettamente compatibile che in

realtà la conclusione è falsa perché in futuro potremmo osservare qualche cigno di diverso colore

3)Se si aggiunge una nuova premessa ad un argomento induttivo valido, esso non rimane necessariamente

valido: cioè il numero di cigni osservati è elevatissimo ma basta anche una nuova premessa che rispecchia un

cigno di un colore diverso e farebbe collassare la forza del ragionamento induttivo

4)Un argomento induttivo non ha validità assoluta ma diversi gradi di forza:(questo concetto è confermato

nella logica induttiva contemporanea dell probabilità).

Deduzione:

1)Non è ampliativa: la conclusione è contenuta nelle premesse: Pensiamo all'inferenza "Tutti gli uomini sono

mortali, Socrate è un uomo, dunque Socrate è mortale", la conclusione "Socrate è mortale" è già contenuta

nella premessa

2)Conservano la verità: se le premesse sono vere, la conclusione è necessariamente vera

3)Se si aggiunge una nuova premessa ad un argomento valido, esso rimane valido: Se aggiungo all'inferenza

di Socrate: "Socrate è un uomo e calvo" questo non cambia la correttezza della conclusione

4)Un argomento deduttivo è valido o non è valido(contraddice la verità nelle premesse).

La deduzione può essere valida senza che le premesse siano vere.

La validità è data dalla condizione di necessità che fa seguire le conseguenze delle premesse.

Se una deduzione è sia valida che vera, si definisce corretta.

Distinzione inferenze induttive con conclusioni fatti particolari e inferenze induttive con conclusioni fatti

generali

Le regole delle inferenze sono le stesse: la logica induttiva è identica sia per la ricerca scientifica sia per la

ricerca pratica.

C'è differenza di natura pragmatica : quello che cambia è la scelta che deve essere fatta delle premesse: nella

ricerca scientifica le premesse sono date dalle osservazioni iniziali che derivano dalle proposizioni generali,

mentre nella ricerca pratica il procedimento consiste nello scegliere le proposizioni generali per arrivare a

spiegare fatti di natura particolare.

Þ Ricerca scientifica= generale/universale

Þ Ricerca pratica= particolare

Capitolo 2: Delle induzioni impropriamente dette

INDUZIONI COSI’ CHIAMATE IMPROPRIAMENTE

Þ Induzioni perfette o complete: inferenza che va dal particolare all’universale, ed è completa nel senso di

esaustiva, perché soddisfa tutto l’insieme trattato ma non è ampliativa. prendiamo come esempio:

“Tutti i pianeti brillano di luce solare”

Dal punto di vista di Aristotele è un’induzione completa perché la conclusione è esaustiva in quanto si

elencano tutti i pianeti e si conclude che tutti brillano di luce solare.

Dal punto di vista di Mill questa non è un’induzione vera e propria perché non è ampliativa, ma è soltanto una

registrazione di fatti noti: il contenuto delle premesse non è ampliato.

Þ Induzioni proprie della matematica: Dimostrato che un triangolo ha la somma degli angoli interni pari a 180°,

si inferisce necessariamente che tutti i triangoli hanno quella proprietà. Questo perché il singolo triangolo

preso in esame è rappresentativo di tutti. Non si tratta di un’inferenza ampliativa, che trasporta le proprietà di

alcuni triangoli a tutti. Infatti la proprietà è universale non perché si sono osservati abbastanza triangoli che la

possiedono ma perché triangolo è una definizione arbitraria che si attribuisce a tutti gli enti geometrici che

rispettano certi requisiti formali. Inoltre, l’induzione matematica è necessariamente vera se sono vere le

premesse, mentre l’induzione intesa da Mill no.

Dovrebbe anzi essere chiamata “induzione per parità di ragionamento”

Þ Prima legge di Keplero:

Si apre una controversia tra Mill e Whewell:

“I pianeti nella loro rivoluzione intorno al sole descrivono un’ellisse e il sole occupa uno dei fuochi dell’ellisse”

Concetto di ellisse= nuovo concetto

Controversia approccio kantiano(Whewell) vs approccio empiristico (mill)

o Per Mill: la prima legge di Keplero non è un’induzione perché descrive solo fatti noti. Non è un’induzione

ampliativa perché è solo una descrizione di una serie di fatti noti. Mill infatti riporta l’esempio di un navigatore

che navigando nel mare scopre una terra e inizialmente si chiede se si tratta di un continente o di un isola.

Dopo pochi giorni di circumnavigazione arriva alla conclusione che la terra scoperta è un’isola. In questo

processo non c’è la natura dell’induzione perché non ha inferito qualcosa ma ha osservato la totalità di quello

che la proposizione asserisce. Perciò arriva alla conclusione che la terra scoperta è un’isola non per inferenza di

fatti parziali ma grazie alla somma dei fatti. ( non è un passaggio da noto a ignoto, ma insieme di osservazioni

parziali). E secondo Mill questo è lo stesso procedimento che troviamo nella prima legge di Keplero: non è un

atto induttivo ma una semplice

osservazione di fatti, descrizione di fatti.

o Whewell: sostiene che la prima legge di Keplero sia un’induzione perché non si limita solo a sommare le

proprietà delle parti osservate del fenomeno ma aggiunge un atto mentale cioè un nuovo concetto (l’orbita

ellittica) non presente nei fatti.

o Contro-replica di Mill= il concetto di orbita ellittica NON è aggiunto da Keplero ma osservato nel moto dei

pianeti.

§ Mill aveva torto perché l’intuizione del concetto di orbita ellittica non è frutto di un osservazione dei fatti di

Keplero, ma è un’ipotesi introdotta insieme ad altre che si sono rivelate sbagliare. Ma in parte anche Whewell

si sbagliava, perché l’introduzione del concetto di ellittica non è introdotto con un salto mentale per induzione

ma per abduzione.

§ Abduzione= introduce nuovi termini, ed è maggiore ampliativa rispetto all’induzione.

Capitolo 3: Il fondamento dell’induzione

Induzione propriamente detta può essere definita come una generalizzazione dell’esperienza dal noto

all’ignoto.

- L’applicazione dei canoni induttivi presuppone il principio di uniformità della natura: in natura esistono casi

paralleli:da una certa causa seguirà sempre un certo effetto: quello che accade una volta accadrà una seconda

volta in circostanze simili e accadrà tutte le volte che ricorreranno le stesse circostanze.

- Critica all’induzione per semplice enumerazione: la natura non è uniforme in tutti i suoi aspetti:

supponiamo che piova per una settimana sarebbe azzardato dire che continuerà a piovere anche nei prossimi

giorni. Perciò Mill ci dice che ragionare per enumerazione è azzardato in quanto la natura è infinitamente varia.

Se ragioniamo per semplice enumerazione non siamo in grado di distinguere uniformità affidabili e uniformità

non accertate(quelle che non possiamo prendere come conclusive). Il difetto dell’enumerazione è che è

passiva, non è sperimentale e non interroga attivamente la natura. In sostanza, è una registrazione passiva

delle uniformità di ciò che ci accade tutti i giorni, ed è il modo di ragionare di una mentalità incolta, mentre la

mentalità scientifica interroga la natura facendo esperimenti e fa osservazioni seguendo un metodo.

- Menti colte: uomini testa sulle spalle e non sotto= non fa riferimento solo a delle uniformità ma anche a delle

leggi di natura (anatomia)

- Menti incolte: tutti i cigni sono bianchi= apprendiamo passivamente dalla natura che tutti i cigni sono bianchi

- Differenza: il metodo scientifico non si accontenta dalle uniformità ma interroga la natura con lo scopo di

trovare leggi dietro le uniformità. Colore dei cigni non è soggetto a leggi perché il colore è mutevole.

Capitolo 4: Le leggi della natura

La prima sezione spiega perché l'uniformità della natura è perfettamente compatibile con dei fenomeni che

indicano che la natura è, al contrario, estremamente varia. E questa non è una contraddizione, perché

l’estrema varietà della natura è dovuta alla combinazione di leggi generali;

queste possono combinarsi tra loro in tantissimi modi e questo dà origine alla varietà.

La varietà, sottolinea Mill, dal punto di vista dell'indagine scientifica, non equivale al caso, ma è dovuta al fatto

che a volte possono esserci delle combinazioni di leggi più fondamentali estremamente rare, e questo da

origine a fenomeni che magari vengono giudicati eccentrici, sorprendenti.

In ogni caso, è proprio questa combinazione a spiegare perché la natura non è uniforme in tutti i suoi aspetti.

Vale il principio di uniformità che è però compatibile con l'estrema varietà dei fenomeni della natura.

Progresso scientifico:

Þ Per Bacone è cumulativo: cioè le leggi successive riducono a casi particolari le leggi

precedenti (dedotte dalle leggi più generali)

ÞPer Mill : è un accumulo di nuove conoscenze in cui quelle precedenti vengono ridotte a casi particolari delle

successive.

Mill si discosta da Bacone perché:

o Bacone= metodo induttivo deve accostarsi alla natura senza pregiudizi

o Mill= sostiene che dobbiamo sempre far riferimento a precedenti induzioni: quelle spontanee, ricavate

dall’esperienza comune

Mill ci dice inoltre che:

Þ Approccio cartesiano è scorretto perché non considera la necessità di dare per scontate queste induzioni

spontanee da cui si può iniziare la ricerca scientifica. Cartesio, voleva trovare un punto archimedeo, cioè una

verità certa e pensa di aver trovato questo punto nel cogito: penso dunque sono. Per Mill il metodo del dubbio

sistematico di Cartesio è impossibile perché la ricerca scientifica parte da conoscenze di fondo. Per Mill è

necessario avere dei presupposti.

Capitolo 5: La legge di causazione universale

LA LEGGE DELLA CAUSALITA’ UNIVERSALE:

.- I fenomeni naturali esistono in 2 distinte relazioni:

o Fenomeni di simultaneità: Non presuppongono lo scorrere del tempo, non abbiamo una relazione di causa-

effetto in cui la causa precede l’effetto (es. matematica, geometria). Invariabilità perfetta, impossibile

concepire eccezioni, per questo molti filosofi non le considerano leggi empiriche. Mill ritiene che anche le leggi

di queste discipline derivano dall’esperienza (va contro-corrente)

o Fenomeni di successione: presuppongono principio di causalità

Legge di causalità: per ogni effetto c’è una causa che ha prodotto quell’effetto: Questo principio è a

fondamento della logica induttiva.

Per ogni fenomeno esistono delle cause e il metodo scientifico è in grado di individuarle.

L’induzione serve a trovare delle cause e presuppone questo principio di causalità: da Mill non viene

considerato un presupposto concettuale. In sostanza, non è un semplice presupposto dell’intelletto che ci

consente di iniziare una ricerca empirica ma è un principio, una legge che è empiricamente scoperta.

E' una legge importantissima perché è il presupposto da cui parte tutta la logica della ricerca, cioè che esistono

delle cause per ogni fenomeno e che il metodo scientifico è in grado di individuare. Mill è un empirista molto

radicale, quindi ritiene che anche questo principio di causalità è esso stesso scoperto dalle indagini della ricerca

scientifica.

Mill ci dice che ogni evento, ogni legge che ha un conseguente(effetto), ha un antecedente invariabile(causa).

Questa idea dell'antecedente invariabile va distinta in Mill con l'antecedente invariabile incondizionale:

1)Antecedente invariabile: Si intendono le correlazioni, le sequenze invariabili di fenomeni: abbiamo un

fenomeno A che segue un fenomeno B e cosi via

Þ Esempio: Notte e giorno sono antecedenti invariabili, ma l’uno non è causa dell’altro. Cioè dopo il giorno

segue la notte, ma il giorno non causa la notte.

2)Antecedente invariabile incondizionale : legge causale: Þ Sono i nessi causali: sono più forti in quanto non

abbiamo solo una coesistenza fra A e B ma possiamo dire che A è causa di B

Le uniformità osservate (per semplice enumerazione) portano solo a registrare correlazioni, che per la scienza

possono essere utili solo come punto di partenza per l’indagine, non come conclusione.

Jevons: fondatore dell’economia marginalista = cade in errore perché immagina di poter ricavare da una

correlazione una spiegazione causale. Jevons non si accontenta delle semplici correlazioni. Osserva una forte

correlazione tra le macchie solari e cicli economici: più macchie erano visibili, più negativo era il ciclo. Ne

concluse erroneamente che le prime determinavano le seconde.

Per relazione causa-effetto si devono intendere delle relazioni empiriche. Cioè che un determinato

fenomeno segue a un altro fenomeno, dove uno è la causa e l'altro è l'effetto. Mill qui vuole negare l'idea che

oggi chiameremmo 'idea di necessità nomica'.

La differenza tra necessità nomica e necessità inferenziale è:

1)La necessità della logica deduttiva (inferenziale) riguarda le inferenze: da una serie di premesse segue

necessariamente una certa conclusione.

2)La necessità nomica riguarda due fenomeni. esempio: c'è il fuoco, ci metto la mano sopra, mi brucio.

Questo porta (critica che fa Hume e che Mill riprende) molti filosofi a ritenere che vi è una necessità tra i due

fenomeni, fuoco e bruciatura.

Capitolo 6: La composizione delle cause

LA COMPOSIZIONE DELLE CAUSE:

Più cause possono esercitare il loro effetto congiuntamente: ne segue un effetto a volte composto di natura

meccanica ed altre composto di natura chimica.

Þ EFFETTI COMPOSTI DI NATURA MECCANICA: conoscendo tutte le leggi delle cause in gioco è possibile

comprendere il calcolo combinatorio dell’effetto complessivo e prevederne il risultato senza passare

attraverso l’osservazione e l’esperimento.

Esempio: somma di forze. Può inoltre accadere che alcune delle cause prese in gioco siano rese invisibili dalle

altre ma restano comunque presenti. (es. corpo spinto ai suoi estremi da due forze uguali e opposte resta

immobile, ma le forze stanno comunque agendo).

Nei fenomeni studiati nelle scienze sociali, si combinano talmente tante cause da rendere il calcolo

combinatorio dell’effetto composto molto complesso.

Meccanica= scienza deduttiva-dimostrativa perché possiamo sommare a priori (la chimica NO, perché abbiamo

emergenza di nuove proprietà).

Þ EFFETTI COMPOSTI DI NATURA CHIMICA: le cause si combinano dando origine ad effetti con proprietà

totalmente diverse dalle cause che li hanno generati (es. idrogeno+ossigeno=acqua, proprietà dei gas

divergono da quelle dei liquidi).

E’ necessario l’esperimento.

o Emergenza di nuove proprietà= non è un fatto ontologico ma un fatto conoscitivo, ovvero legato ai limite

della conoscenza scientifica del tempo.

Capitolo 7: Osservazione ed esperimento

OSSERVAZIONE ED ESPERIMENTO

- METODO SPERIMENTALE: parte dalle cause per arrivare agli effetti. Procedo sperimentalmente quando ho la

possibilità di isolare la causa

-METODO OSSERVATIVO: parte dall'effetto per arrivare alle cause. Uso questo metodo quando non ho idea di

quale sia la causa di un certo fenomeno.

Il vantaggio dell’approccio sperimentale su quello dell’osservazione è che una volta che abbiamo individuato

una causa, che può essere prodotta artificialmente in un esperimento, possiamo vedere nelle sue conseguenze,

immaginando diversi esperimenti tra loro indipendenti.

Mill fa l’esempio storicamente importante della batteria di Volta. Prima della batteria di Volta l’elettricità si

poteva solo osservare in natura, ma non la si poteva produrre artificialmente. Con la batteria di Volta si ha,

grazie al metodo sperimentale, cioè grazie al fatto che noi possiamo produrre in un ambiente sperimentale,

elettricità, si è verificato un notevole progresso per questo settore della fisica.

Mill fa l’esempio di un elemento chimico. Abbiamo individuato un elemento allo stato puro, lo zolfo, vogliamo

studiarne le proprietà e quindi lo inseriamo in contesti sperimentali via via diversi per vedere cosa succede.

Vantaggi dell’oss

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/02 Logica e filosofia della scienza

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mariateresa200127 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia della scienza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Barrotta Pierluigi.
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