Da Hegel alla fenomenologia
Da Hegel alla Fenomenologia. L’uomo e il suo corpo nell’epoca moderna
L’epoca moderna è stata segnata dalle visioni totalizzanti dell’uomo e della storia e questa ideologia
rende importante la testimonianza del valore che la tradizione ebraico – cristiana ha offerto e offre
alla storia. La fede nell’Eterno entrato nella storia per amore degli uomini, apre ad una antropologia
in cui l’Assoluto che visita ed abita il frammento, non dissolve né questo frammento, né l’Assoluto
ma, invece, si realizza pienamente nell’Esodo. Friederich Gogarten afferma che “il destino della
nostra generazione è quella di trovarsi fra i tempi”. Così, ci troviamo nel mezzo; ci troviamo tra il
già e il non ancora. Noi uomini apparteniamo al tempo che ormai volge alla fine; forse al tempo che
verrà, anche se non sappiamo se verrà tanto presto. Dio fonda e, ha fondato l’alleanza con gli
uomini attraverso la sua iniziativa gratuita. “la fede in Dio allora, è entrata nella storia per amore
degli uomini e, questo apre ad una antropologia della Differenza che, si realizza piena,mente
nell’Esodo”.
Attraverso queste parole Gogarten, vuole esprimere quello che è il disagio di un cambiamento
epocale: se da una parte vi è la presa di distanza dalle visioni totalizzanti della ragione illuministica,
dall’altra parte, si annuncia l’addio dell’ideologia rivoluzionaria e borghese.
Max Horkheimar e Theodor W. Adorno affermano che l’illuminismo da sempre ha perseguitato gli
uomini: l’illuminismo con i suoi “lumi della ragione”, da sempre si è posto l’obiettivo di togliere
agli uomini le paure e, di renderli padroni di se stessi, della loro vita e del mondo intero. La
dialettica dell’illuminismo ( intesa come processo di distruzione della ragione totalizzante ), ha
prodotto quello spazio vuoto in cui vi è una stagione di inquietudine. Questa stagione sta appunto
fra i tempi.
In questa visione, ebraico – cristiana, si fonda, è l’incontro tra l’essere stesso dell’uomo e il suo
essere finito. In questa concezione allora, l’uomo si apre all’incontro con l’Alterità. Mediante
questo processo, Dio viene a porsi tra gli uomini. Questo stare fra i tempi, si traduce nel punto
d’incontro tra storia ed eternità. Dunque l’uomo che entra in dialogo con Dio, lo dobbiamo
conoscere. L’uomo è innanzitutto corpo. Come già notava Aristotele, tutto ciò che appartiene alla
natura, è costituito da corpo e, grandezze o, da cose che hanno corpo e grandezze o dai principi
delle cose che li hanno. “Il corpo è ciò che ha estensione in ogni e, che in ogni direzione è
divisibile”. Per ogni direzione, Aristotele, intende l’altezza, la larghezza e la profondità: il corpo
che, possiede tutte e tre queste dimensioni è perfetto nell’ordine delle grandezze. Dunque, l’uomo,
realtà complessa, è una realtà che bisogna conoscere. 1
Da Hegel alla fenomenologia
La corporeità è quella realtà che il corpo possiede come corpo organico, indipendentemente dalla
sua unione con l’anima e che, lo predispone a tale unione. L’uomo moderno allora, che vive in
questo periodo storico complesso, lo si può conoscere mediante alcune prospettive fondamentali:
l’antropologia totale e l’antropologia della differenza.
ANTROPOLOGIA TOTALE
A)
L’antropologia della totalità è tipica