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Filosofia: Cartesio

Biografia

1596-1630: Cartesio si trova in Olanda, unico paese in Europa dove si garantisce con sufficienza il rispetto delle libertà religiose. È dominata dai calvinisti ma si concede una tolleranza religiosa e intellettuale. Cartesio aveva già deciso che avrebbe dedicato tutta la sua vita allo studio e alla ricerca della verità. Quindi decide di risiedere in Olanda e nel 1630 inizia a scrivere un’opera fisica, "trattato del mondo o della luce".

Meccanicismo

Da una spiegazione meccanicistica dell’origine dell’universo e dell’uomo. Meccanicismo è una concezione che spiega ciò di cui si occupa attraverso due semplici nozioni:

  • Materia
  • Movimento

Bastano per dare una spiegazione razionale. La materia è data da:

  • Elementi terrosi
  • Elementi acquosi
  • Elementi aerei
  • Elementi fuoco

Questa distinzione vale per il mondo terrestre. Tutti i corpi che sono composti di materia, sono una mescolanza dell’uno o dell’altro dei quattro elementi. I corpi differiscono perché differisce la materia che li compone. Gli elementi materiali di per sé non hanno nessuna proprietà di movimento, tutto dipende solo dalla forma.

La concezione dell’antichità sino ai contemporanei di Cartesio sosteneva che il movimento dipende dalla natura di ciascun essere, quindi dalla sua forma o essenza. Cartesio mette fra parentesi tutte le idee che dall’antichità che erano giunte intorno alla materia e al movimento e li intende in un modo radicalmente nuovo. La materia è un corpo che occupa uno spazio. Per occuparlo deve avere una certa forma, certe dimensioni. Le particelle di materia cambiano tra di loro, ma non nella natura che hanno, ma cambiano perché cambia la forma, cambia la grandezza e lo spazio viene occupato. La materia è sempre e soltanto forma e movimento.

Il movimento come forza impressa

Il movimento è concepito come una forza impressa. Il movimento è qualcosa di esterno rispetto ai corpi e alle particelle di materia, che urtando le particelle di materia le mette in movimento. Il movimento è la nostra energia cinetica. Sia l’universo, sia tutti i corpi che lo coprono non sono altro che aggregati di materia con dentro di sé i movimenti e con la capacità di trasmettere movimento all’esterno sempre e soltanto per impulso. Comincia a spiegare l’origine dell’universo ammettendo un atto creatore iniziale.

Secondo la Bibbia Dio ha creato tutto in 6 giorni e il settimo si è riposato. Dio progetta un universo da creare e l’atto creatore consiste nel far passare il progetto di Dio che ha in mente. Cioè creare subito l’universo sulla base di un progetto che Dio per la sua onnipotenza realizza in un tempo brevissimo (finalismo). Cartesio invece fa creare a Dio gli elementi indispensabili, materia e movimento. E all’inizio imprime il movimento alle particelle di materia. Qui cessa l’azione creatrice di Dio e tutto il resto procede meccanicisticamente.

Se Dio si è limitato a creare una certa quantità di materia e movimento e ha impresso il movimento dall’esterno alle particelle di materia tutto ciò che deve accadere necessariamente e razionalmente è che vi sia uso di deviazioni, che non seguono un ordine e non seguono un progetto, ma avvengono non a caso ma in modo meccanico. Dal caos progressivamente si passa alla formazione dei vortici. È razionalmente necessario ed inevitabile che in lungo arco di tempo i movimenti vengano ad assumere una forma che si avvicina sempre più progressivamente a quella che noi chiamiamo moto naturale. Alla fine si formano, superando i vortici, cieli, pianeti, la terra e gli esseri umani.

Il trauma della condanna di Galileo

Nel giugno 1633 il trattato è concluso. Poco dopo Galileo Galilei viene condannato al tribunale dell’inquisizione a Roma in quanto sostenitore della teoria eliocentrica (copernicana). Teoria che vede il sole al centro del sistema solare. Per Cartesio è un trauma perché nei vari passaggi deduttivi che gli avevano permesso di spiegare come dall’universo originale caotico si fosse passati all’universo attuale, in uno dei tanti passaggi aveva dimostrato razionalmente che è il sole al centro del sistema solare. Si chiede se pubblicare lo stesso il trattato e giunge alla conclusione che è meglio non pubblicarlo per poter conservare quella libertà di ricerca e quella serenità che serve per dedicarsi agli studi.

Contesto storico

(Piccola parentesi che riguarda Galileo per capire come i contenuti del trattato del mondo vengono riproposti all’interno del discorso sul metodo).

1616. Anno in cui la congregazione del santo uffizio condanna per la prima volta il sistema copernicano. La condanna riguarda la pretesa di porre il sole al centro del mondo e soprattutto di considerarlo immobile mentre la terra si muoveva intorno ad esso. Si dichiara contro la Bibbia che non è il sole a muoversi, ma che il sole è immobile. È la pretesa che ciò sia vero che è oggetto della condanna. I primi ad essere insoddisfatti sono molti cardinali, dotti, uomini di chiesa che usavano il sistema copernicano. Il problema non era usarlo ma dichiararlo vero.

1620. La congregazione dei cardinali approva una modifica della condanna. Lascia la condanna per quel tanto che riguarda la verità copernicana ma non condanna l’uso purché si consideri come ipotesi il sistema copernicano.

1632. Galileo Galilei scatena la tempesta. Pubblica il suo dialogo "sopra i massimi sistemi". Sceglie il dialogo perché così ci sono dei personaggi che parlano e la responsabilità è loro. Formalmente non prendeva posizioni. Da qui Galileo viene condannato e si impone di affermare la falsità delle sue idee e in particolare la falsità del sistema copernicano.

Pubblicazioni di Cartesio

Cartesio per prudenza comunica le sue scoperte solo ad un numero ristretto di dotti. Nel 1635 scrive tre saggi e gli intitola:

  • Geometria
  • Meteore
  • Diottrica

Da essi non discendono nessuna notizia sui principi meccanicistici e decide di fare qualcosa che serva per introdurre questi tre saggi e che consenta ad essi di essere accettati nel mondo dei dotti. Così concepisce il "discorso sul metodo". Vuole squarciare il velo che lui finora ha tenuto sui principi meccanicistici. Occorre che solo i dotti possano capire certi agganci. Così nasce il "discorso sul metodo". Nasce come presentazione di se stesso e soprattutto delle novità da lui introdotta ad un mondo esclusivo. Decide di pubblicare il discorso sul metodo in francese e non in latino (lingua ufficiale dei dotti).

Cartesio si rivolge alle persone che usano la ragione. L’uso della ragione è da lui definito consenso. Il consenso è l’uso dell’intelligenza, della ragione come facoltà naturale, per arrivare da soli a scoprire il vero. Il "discorso sul metodo" si diffonde presso tutti i ceti sociali, esce dal mondo dei dotti e fa conoscere le idee di Cartesio in tutta Europa. È diviso in 6 parti.

Prima parte del "Discorso sul metodo"

Tratta di se stesso, parla del suo passato. Una sorta di ricostruzione del processo di formazione che ha ricevuto al collegio. Collegio gestito dai gesuiti. Si studiava molto latino, francese, le lingue volgari. Però aveva l’impressione che studiare troppo il passato era come viaggiare a lungo lontano dal proprio paese e si corre il rischio, tornando, di essere spaesati e non riuscire a capire bene in che mondo ci si trovi. Cartesio ha un forte bisogno di certezze.

Tutto il corso di studi compiuto presso l’henri IV, da questo punto di vista non risultava soddisfacente. Dopo una preparazione di tipo grammaticale e linguistico si passava alla filosofia, che non era lo studio di filosofi contemporanei, ma lo studio dei filosofi del passato:

  • Il sistema aristotelico, adattato e modificato dal cristianesimo a partire dal 13 sec.
  • Il neoplatonismo

Cartesio arriva alla conclusione che nessuno di questi sistemi riesce a dare davvero delle certezze. La verità è una sola e assoluta. Il problema è che ciascuno dei due sistemi sosteneva tesi opposte. È logicamente e razionalmente impossibile che la verità possa essere di volta in volta diversa a seconda dei sistemi. Siccome la verità, se è vera, deve essere assoluta. La conclusione è:

  • O nessuno dei due sistemi è vero, presenta la verità
  • O uno dei due sistemi presenta la verità e l’altro no

Per cercare la verità Cartesio decide di abbandonare gli studi e si dà alla vita pratica. Fa quello che lui chiama "l’esperienza del mondo". Deve servire per vedere se l’esperienza della vita può dare certezze. Cartesio scopre che ogni paese ha propri usi, religioni spesso in conflitto fra loro. Implicitamente dice: se Dio si è rivelato uomo, una sola religione può essere depositaria, non è possibile che le chiese siano più di una. Invece nonostante che la rivelazione sia una sola ci sono tante chiese cristiane. Cartesio non prende in considerazioni chiese di altro tipo, gli basta limitare il suo discorso al tipo di religione che si era imposto nel continente europeo da millenni.

Quindi o nessuna chiesa è depositaria della rivelazione e della verità oppure solo una. Come si fa a sapere quale sia? Con un atto di fede si può accettare una religione al posto delle altre. Nulla che sia razionale e Cartesio fondava su ciò che è razionale tutto ciò che può essere accettato come vero. Gli studi di teologia confondono le idee, perché pretendono di presentare come razionalmente fondato ciò che in realtà è frutto di un atto semplice che non ha giustificazioni nella realtà. Ragion per cui Cartesio decide che anche l’esperienza della vita non basta.

Deciso di accettare come vero ciò, e solo ciò...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/06 Storia della filosofia

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