Filologia slava
Anno accademico 2016-2017
Docente: Andrea Trovesi
16/11/2016
Introduzione alle lingue slave
Introduzione delle lingue slave, panoramica generale delle lingue slave arrivando fino ad oggi. Osserveremo solo le lingue slave e la loro configurazione. Il russo è considerato la lingua slava per antonomasia, mentre il mondo slavo è molto più variegato, più europeo per certi versi. Vedremo un’introduzione, una parte dedicata a una linguistica storica. La linguistica nasce da quella storica. Vedremo l’origine delle lingue slave a partire dall’indoeuropeo ricostruito.
Il protoslavo e la missione cirillo-metodiana
Protoslavo: è una lingua presunta, non abbiamo attestazioni scritte di questa lingua. Poi avremo una fase storica (panorama storico-culturale della missione cirillo-metodiana). Cirillo è l’inventore dell’alfabeto slavo insieme al fratello Metodio, erano due monaci che hanno codificato la lingua slava. È stata un’operazione filologica. La prima lingua slava attestata è il paleoslavo, detto anche slavo ecclesiastico antico. In seguito vedremo gli alfabeti, uno è il cirillico e l’altro è il glagolitico.
Le lingue slave moderne
Successivamente, vedremo le lingue slave moderne e le lingue slave (di minoranza) in Italia. Nel nostro paese si parla il tedesco in Alto-Adige, il francese in Val d’Aosta, in Molise ci sono i croati (che parlano il croato molisano), a Gorizia e a Trieste abita una comunità di sloveni. Vi è anche una forte minoranza albanese in Sicilia, Puglia ecc…
Stereotipi e immigrazione
Goran Vojnović, è uno scrittore di origine serbo-croata, cresciuto in Slovenia un paese soggetto a forti immigrazioni dai paesi meridionali della ex Jugoslavia. Questo è un problema drammatico. Con la frammentazione della Jugoslavia, i cittadini che si trovavano sul suolo sloveno vennero considerati apolidi (senza patria). Lo sloveno e il serbo-croato sono abbastanza simili, questo libro è scritto con una lingua mista. Cefur è la parola che in sloveno veniva usata per definire coloro che arrivavano da sud, corrisponde al nostro “terrone”.
Alek Popov è un autore bulgaro, satirico che racconta la caduta del socialismo. I bulgari sono un popolo spiritoso.
Europa orientale e differenze culturali
La Polonia come la Slovacchia, la Repubblica Ceca e l’Ungheria si considerano paesi dell’Europa centro-orientale. Est è uno spazio collocato nella parte orientale del continente europeo ma i confini non sono ben chiari. Secondo la tradizione inglese, la Russia non fa parte dell’Europa orientale. L’Europa orientale ha origini antiche, il termine si consolida, lo usiamo sempre durante il periodo Nato/Unione Sovietica, quando c’era la contrapposizione est/ovest e l’Unione Sovietica era una federazione di 15 repubbliche. L’Europa orientale, dal punto di vista economico, è improntata sull’economia socialista, dal punto di vista politico dal patto di Varsavia.
Il termine Europa orientale prima aveva una connotazione solo geografica mentre in questo momento diventa una differenza concettuale. Questa divisione così netta continua ad essere molto forte. Questo termine ha avuto un suo senso. L’unico termine che contrappone oriente e occidente è capitalismo/socialismo. L’economia socialista ha preferito investire sui propri prodotti, al crollo dell’Unione Sovietica è rimasto un senso di mancanza di europeità, motivo per il quale, ad esempio, nell’est le persone acquistano capi di marca.
C’è una percezione distorta che derivava da un mancato contatto con l’Europa orientale, c’era la cortina di ferro che rendeva difficile i viaggi. Vi erano percezioni negative che sono slegate da una reale conoscenza dei paesi dell’Europa orientale. Queste percezioni negative sono continuate con le grandi immigrazioni successive al crollo dell’Unione Sovietica ed è aumentata alimentando stereotipi, soprattutto in Italia e in generale nell’Europa occidentale. Nell’Europa orientale, venuto a mancare il socialismo, col tempo iniziano a riemergere differenze non tanto nazionali ma piuttosto areali.
Abbiamo un Europa sud-orientale, un’Europa balcanica, un’Europa centrale e un Europa prettamente orientale. Il termine slavo usato spesso impropriamente, viene attribuito a qualcosa di povero, degradato, di provenienza europea orientale. L’Europa orientale è in gran parte slava, ma non completamente. Noi abbiamo un’immagine sbagliata, consideriamo i rumeni e gli albanesi “slavi”. Slavo era diventato un insulto, questo uso si è diffuso e ha esteso il suo campo semantico a quell’immagine di persona, a colui che proviene dall’Europa orientale.
Lingue slave dell'Europa orientale
Precisamente quali sono le lingue slave dell'Europa orientale?
- Federazione Russa: lingua principale russo
- Estone, lettone e lituano non sono lingue slave. Estone lingua ugro-finnica (imparentata con l’ungherese e il finlandese) lettone e lituano sono lingue indoeuropee fanno parte del gruppo baltico.
- Bielorussia: lingua ufficiale bielorusso
- Ucraina: lingua ufficiale ucraino (le zone orientali sono russofone)
- Polonia: si parla il polacco, lingua slava occidentale.
- La Prussia orientale è stata suddivisa tra Polonia e Russia e la capitale è Kaliningrad dove si parla russo
- Il ceco e lo slovacco sono due lingue separate. Le due lingue sono slave, molto simili tra loro. Durante il periodo socialista c’era il bilinguismo passivo. Dopo la caduta del socialismo la situazione è cambiata. I slovacchi sono competenti in ceco ma i cechi stanno perdendo la capacità di comprensione dello slovacco.
- Ungheria: si parla l’ungherese, lingua ugro-finnica
- Austria: lingua ufficiale tedesco
- Bosnia-Erzegovina: raggruppa tre comunità etniche che si differenziano per confessione. Si parlano il serbo, il croato e il bosniaco
- Montenegro: si è parlato sempre il serbo-croato, i montenegrini hanno codificato il montenegrino per distinguersi dal serbo-croato
- Il Kosovo era all’interno della Jugoslavia, aveva fin dall’inizio una minoranza albanese. Il Kosovaro è il dialetto albanese parlato nel Kosovo.
- Macedonia: fa parte dell’area linguistica bulgara. In Macedonia oltre all’albanese si parla il macedone, una lingua slava imparentata con il bulgaro. Il macedone è simile al bulgaro.
- Bulgaria: in Bulgaria si parla il bulgaro, una lingua slava
- Romania: Rumeno
- Moldavia: era una repubblica sovietica, dal punto di vista geografico si trova a metà tra lo stato di Moldavia e la regione in territorio rumeno. Ora per disambiguare si usa il termine “Moldova” per lo stato e “Moldavia” per la regione. Qui si parla il moldavo (variante regionale rumena). Moldavo e rumeno sono intercomprensibili.
Evoluzione delle lingue slave
17/11/2016
Dal serbo-croato unitario, considerato ancora un lingua, sono nati il serbo, il croato, il bosniaco e il montenegrino.
Filologia e slavistica
Nel riquadro in basso alla pagina c’è una puntualizzazione terminologica che riguarda la parola filologia. Un tempo era un termine usato molto più frequentemente, oggi la filologia ha assunto nel sistema universitario italiano un significato molto più ristretto filologia italiana è l’intero corso di studi relativi all’italiano (lingua, cultura, storia e così via). La filologia in russo fa riferimento allo studio legato alla produzione culturale scritta di una determinata nazione, tutto quello che fa riferimento al prodotto culturale, che trova espressione scritta (la cultura espressa attraverso la parola). Tutto ciò che viene scritto esprime una determinata cultura che si manifesta a livello letterario (gli studi letterari in tutte le declinazioni) e la lingua.
È attraverso lo studio della lingua e della letteratura che si riesce a cogliere la fisionomia di una determinata cultura. Il termine filologia ha in russo una estensione semantica molto più ampia e che traduce il concetto di studio della lingua e della storia di un popolo. Il concetto di filologia slava riportato nella tabella corrisponde in italiano a un termine detto “slavistica”, settore scientifico-disciplinare che definisce gli ambiti di ricerca e di studio della slavistica. Corrisponde all’incirca a quello della filologia slava nell’accezione russa, riguarda la cultura degli slavi, si allarga alla storia, all’archeologia. Possiamo considerare l’espressione in italiano Slavjanskaja filologija slavistica.
L’elemento diacronico viene offerto nei corsi di filologia, lo studio delle fasi antiche delle lingue o della cultura della determinata nazione di riferimento. Filologia germanica sarà lo studio delle letterature germaniche antiche e dell’evoluzione delle lingue germaniche. In italiano, il termine filologia ha avuto una contrazione semantica. Il lavoro filologico di studio della lingua e della letteratura richiedente un’interpretazione maggiore per tutto ciò che è antico. E dunque, il lavoro filologico che è uguale al livello sincronico e diacronico riguarda una maggiore difficoltà interpretativa.
Il testo in prosa di Macchiavelli per esempio, richiede una interpretazione a causa della difficoltà di comprensione della lingua i cui riferimenti culturali erano diversi. Analisi filologica, cosa indica? Cosa vuol dire approccio filologico? Indica proprio un'analisi puntuale, meticolosa. A questo punto come traduciamo filologia in russo? Non esiste un termine specifico. Per filologia slava intendiamo storia delle lingue slave, storia delle letterature slave antiche e linguistica storica delle lingue slave.
Storia della lingua e grammatica storica
Cosa studia la storia della lingua italiana? Cosa è la grammatica storica? La storia della lingua italiana è la storia della formazione della lingua nazionale italiana, iniziamo con i primi documenti, le prime attestazioni di volgare italiano. Testi presi in considerazione dalla storia della lingua italiana. La storia della lingua vede come si è sviluppato l’italiano partendo a ritroso, a vedere come si è sviluppata. La grammatica invece studia proprio l’evoluzione dei fonemi e morfemi, come si sono per esempio stabilizzate le desinenze dei tempi verbali. A metà del Novecento, troviamo desinenze di imperfetto in a. Ad esempio: io mangiava invece di io mangiavo. Però prendendo in considerazione le varietà dialettali. La storia antica dell’italiano riguardo dall’alto medioevo fino all’età moderna. Antico inteso sulla storia relativa della singola lingua.
Slavistica e linguistica storica
Anche in russo esiste il termine slavistica slavjanovedenie ( ) è lo studio di tutto ciò che riguarda gli slavi, il termine sovraordinato, tutto ciò che hanno prodotto le nazioni slave, rientra sia la storia dell’arte, l’archeologia, paleografia, qualsiasi tipo di disciplina che abbia a che fare con gli slavi. La linguistica storica è nata come disciplina che cerca di rispondere alla domanda perché il sanscrito è simile al greco e al latino.
Sorprese il fatto che in India durante il periodo dell’imperialismo, c’era l’antica lingua sacra (il sanscrito). A questo punto nasce la domanda come mai il sanscrito parlato a migliaia di chilometri di distanza dal greco e al latino presenta delle somiglianze. Nasce lo studio genetico delle lingue, che non sono distribuite a caso, tra le lingue parlate esistono delle relazioni di parentela, esattamente come esistono tra gli esseri umani. I legami genetici quando sono molto stretti sono visibili in superficie, le lingue imparentate hanno un aspetto simile man mano che si allontana la prossimità superficiale inizia a diminuire.
Classificazione genetica delle lingue
Il principio classificatorio è genetico, al livello più alto abbiamo la famiglia linguistica all’interno troviamo lingue in cui la vicinanza genetica non è visibile ad occhio nudo. Ad esempio il russo col sanscrito o il farsi, non vediamo legami di parentela. Le famiglie sono i gruppi più ampi. La famiglia indoeuropea è la più studiata. Tuttavia sono stati fatti tentativi in corrispondenza dello studio delle specie umane sulla terra di trovare un gradino superiore ad una lingua a cui potessero essere riportate le famiglie linguistiche. E questa lingua si chiama nostratico, quella protolingua da cui si sarebbero originate le lingue semitiche, indoeuropee e uralo-altaiche (Urali e Altai due catene montuose).
All’interno di una famiglia linguistica individuiamo lingue ancora più strettamente imparentate e i cui parlanti hanno percezione della somiglianza. Noi percepiamo la somiglianza dell’italiano con lo spagnolo. Con il francese sì, siamo a contatto col francese da sempre. All’interno della classificazione genetica abbiamo il sottogruppo, il livello di prossimità genetica massimo, rientrano lingue che fino a poco tempo fa erano considerate dialetti. (serbo-croato e montenegrino, ceco, polacco e slovacco) c’è possibilità d’intercomprensione.
Se applichiamo questa classificazione genealogica alle lingue slave, diremo che il russo è una lingua indoeuropea, gruppo di appartenenza slavo, e appartiene al sottogruppo orientale, ed è imparentato con l’ucraino e il bielorusso.
La protolingua
Protolingua: su quale assunto è basata la linguistica storica? Se dico che il sanscrito e il latino sono imparentati e il bulgaro e il russo imparentati, come faccio a spiegare la prossimità genetica di queste lingue? C’è un antenato comune remotissimo da cui queste lingue hanno ereditato parte del loro codice genetico. Questo antenato è chiamato protolingua.
Per la totalità delle lingue del mondo noi non possediamo la lingua da cui si sono originate le lingue e i dialetti parlati oggi. La protolingua è quella lingua che deve essere accettato per poter affermare che le lingue del mondo sono in qualche modo imparentate indipendentemente dal livello. Il termine proto fa riferimento all’antichità. Il protoslavo è più recente rispetto al protoindoeuropeo.
Possiamo applicare tranquillamente l’albero genealogico, consiste nel rintracciare tutti i livelli di parentela. Se lo ribaltiamo abbiamo l’indoeuropeo o proto-indoeuropeo. Da qui si diramano i vari gruppi: slavo, germanico e romanzo. L’indoeuropeo genera il gruppo delle lingue italiche, il cui rappresentante più illustre è il latino. Dal latino abbiamo un sottogruppo occidentale (italiano) e orientale (rumeno). Chiamiamo questa lingua ricostruita protogermanico che ha dato origine a tre gruppi: il danese (settentrionale) l’inglese (occidentale).
Dal protoslavo abbiamo tre gruppi: polacco (occidentale) russo (orientale) e sloveno (meridionale). Una volta stabilito che le lingue derivano da protolingue, per studiare l’evoluzione storica di queste lingue cosa si deve fare? La protolingua viene ricostruita, le protolingue non sono attestate. Le dobbiamo ricostruire attraverso il confronto tra le lingue attestate.
Esempio linguistico
Il verbo avere può essere un esempio, che viene coniugato in base alla persona. In russo abbiamo una struttura diversa. Potremmo dedurre che le lingue slave non hanno il verbo avere. Basta spostarsi in Ucraina o in Polonia. In polacco si trova il verbo mieć ci ricorda in russo imet’ in tutte le altre lingue slave ci sono altre forme, ad esempio imati. Il russo ha introdotto una struttura diversa. Il protoslavo come lingua indoeuropea possiede un verbo avere e che in russo è stato sostituito dalla perifrasi u menja est’. Possiamo ricostruire da questi dati una protolingua che rimane un ipotesi.
Con linguistica comparativa non si intende il confronto tra l’italiano contemporaneo e il russo contemporaneo, è lo studio comparato a livello diacronico delle lingue volto alla ricostruzione della protolingua, ed è sinonimo di linguistica storica. La ricostruzione della protolingua avviene a tutti i livelli.
Slavistica e interpretazione
18/11/2016
Nella slavistica rientrano anche corsi di interpretazione presso gli istituti di interpretariato che preparano al lavoro di traduttore o di interprete. In Italia le principali sono a Trieste o a Forlì.
Olandese e albanese sono lingue indoeuropee di gruppi diversi. Finlandese e portoghese non sono imparentati. Il gotico e il paleoslavo si possono considerare più recenti del sanscrito, latino e greco. Il gotico e il paleoslavo sono lingue attestate. In Pakistan si parla l’urdu e in India l’hindi, pur essendo simili si differenziano al massimo dal punto di vista grafico. L’urdu scritto in caratteri arabi e l’hindi in caratteri propri derivati dal sanscrito.
Protolingua e livelli linguistici
La protolingua ha tutti i livelli di una lingua, quali sono? Quello dei suoni (fonetica e fonologia) fonemi: distintivi di significato, formano una coppia minima. Poi abbiamo il livello della morfologia, chiamato grammatica (declinazioni, flessione verbale e coniugazione). Poi seguono il livello della sintassi e del lessico (semantica e pragmatica). Di tutti questi elementi, nella ricostruzione della protolingua, alcuni elementi sono più interessanti di altri. Danno maggiori informazioni sulla fisionomia della protolingua rispetto ad altri. Ciò che viene preso in considerazione è l’aspetto grammaticale, cerchiamo corrispondenze nelle desinenze. La morfologia è resistente al cambiamento per contatto. Le lingue possono cambiare anche per contatto, pensiamo al verbo realizzare. Su influsso dell’inglese, usiamo realizzare nel senso di aver capito. Un significato non proprio dell’italiano, il significato dell’inglese viene trasferito su quello dell’italiano. Molte parole vengono importate dall’inglese come ad esempio: film, computer. La morfologia è meno soggetto al prestito e al cambiamento. È un nucleo più duro. I morfemi grammaticali delle lingue attestate ci possono permettere di ricostruire o ipotizzare quali sono i morfemi della protolingua.
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