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Filologia

germanica

Cos’è la filologia?

La filologia è lo studio del testo, è una scienza che studia e interpreta le testimonianze scritte di civiltà

che hanno avuto comune origine nel mondo germanico antico. Ci basiamo ovviamente su fonti scritte,

su ciò che è arrivato a noi, quindi ciò non vuol dire che non sono esistiti altri prima. Il gotico, seppur

estinto, è fondamentale perché è la più antica e si pensa che sia la lingua madre di un’intera famiglia.

La parola filologia è costituita da due parti, philos e logos, e significa amante della parola, del discorso,

del testo scritto. È una disciplina sviluppatasi insieme ad altre discipline linguistiche che possono

essere definite storiche, perché cercano di ricostruire le fasi precedenti. La filologia vera e propria

tende alla ricostruzione del testo, alla restitutio textus e fornisce la correttezza dell’interpretazione dei

testi.

Il germanico è una lingua ricostruita, che si differenzia da una lingua storica, cioè una lingua che ha

lasciato dei testi scritti. Una lingua ricostruita invece è una lingua creata in astratto e alla base ci sono

fattori comuni alle altre lingue.

I testi che ci sono arrivati in germanico sono quasi tutti anonimi e salvati per caso; l’area anglosassone

invece ci restituisce una documentazione molto compatta, cioè in codici. Fin quando non è arrivata la

cristianizzazione le testimonianze scritte erano solo epigrafiche. Poi, con la diffusione

dell’alfabetizzazione si è passato a trasmettere per iscritto ciò che era solo orale.

La cristianizzazione è avvenuta in modo abbastanza tranquillo nell’area anglosassone e ciò ha fatto sì

che ci fosse una certa convivenza con il paganesimo. Il Beowulf, ad esempio, è un’opera che è riuscita

a passare perché la cristianizzazione non è stata violenta. Nel testo ogni tanto si legge “Dio

onnipotente”, cosa non tipica dei germani poiché gli dèi venivano rappresentati come quelli della

mitologia greca, capaci di essere presi in giro. Visto che spesso i racconti venivano scritti nei

monasteri, forse è stato modificato da qualche monaco che ogni qual volta veniva menzionato un dio

pagano come Odino, lo sostituiva con il “Dio Onnipotente” dei cristiani.

L’area tedesca ha avuto un’imposizione del nuovo credo cristiano, quasi sempre per fini politici, e ciò

ha fatto sì che non ci pervenisse niente di pagano. Qualcosa che è riuscito a sopravvivere è

l’Ildebrando, unico canto eroico pagano, salvatosi grazie ad un codice di teologia.

L’area scandinava è stata tra le più lente a darci una testimonianza manoscritta, ad avere

un’alfabetizzazione poiché è anche la più distante dal papato. Lì il paganesimo abbonda, infatti la

conoscenza della mitologia germanica è in gran parte legata alla tradizione norrena. 1

Stammbaum

Questo è l’albero genealogico delle famiglie linguistiche.

Il tronco è la lingua madre per eccellenza:

l’indoeuropeo. Poi ci sono delle ramificazioni

massicce, cioè il lato indo-iranico, e l’europeo-

occidentale, che a sua volta ha delle singole

ramificazioni. Sotto c’è il gruppo finno-ungrico, con

una ramificazione del finnico, fino ad arrivare al

finlandese e l’ungherese.

L’area attuale del gruppo germanico occidentale è

costituita da Tedesco, Inglese e Nederlandese,

che viene chiamato basso-francone e comprende

Nederlandese, Fiammingo e Afrikaans.

Mentre il gruppo romanzo ha una madrelingua attestata (cioè che ha una documentazione scritta, in

latino) da cui deriva, le lingue germaniche invece non hanno un punto di arrivo storico, non hanno

attestazioni. Il germanico non si può considerare una lingua storica, è una lingua astratta, ricostruita

sulla base delle somiglianze delle altre lingue, che dimostrano di derivare da quella lingua. Il gotico si

differenzia perché ha delle cose differenti rispetto alle altre lingue germaniche, cioè può non avere dei

fenomeni che invece tutte le altre lingue hanno, oppure può conservare dei fenomeni così antichi che

nelle altre lingue non compariranno (per questioni cronologiche).

La lingua è dotata di caratteristiche biologiche, quindi è ❕ Per stabilire se una lingua

capace di evolversi secondo determinati momenti. Pur germanica è occidentale e non

essendo sorelle (perché hanno la stessa origine presunta, settentrionale, bisogna vedere le

del germanico comune), si nota una grande affinità che ha con le altre lingue

differenziazione tra le attestazioni del gotico e quelle che sono già state valutate come

dell’inglese antico. Le prime attestazioni in lingua occidentali, oppure per stabilire

germanica dopo quelle del gotico sono quelle in delle affinità tra famiglia e famiglia.

anglosassone, ma passano almeno due secoli dall’ultima in

gotico. Questo significa che alcuni fenomeni sono spariti in

quell’arco di tempo, oppure sono stati conservati e poi non si sono manifestati più nelle altre lingue.

isoglosse

La suddivisione linguistica viene sempre fatta sulla base delle cosiddette isoglosse. Le isoglosse sono

caratteristiche comuni, affinità linguistiche. È un termine ricavato dalla geografia linguistica e indica la

linea di confine che possiamo tracciare intorno ad un’area in cui si è verificato un dato fenomeno, è

una linea immaginaria che unisce tutti i punti di un territorio in cui si è verificato lo stesso fenomeno

linguistico. Questo schema, utilizzato da Schmidt, ha il nome di

teoria delle onde e delinea le possibili isoglosse tra le

lingue germaniche. Ci sono delle isoglosse comuni tra i

germani del Mare del Nord e il nordico; oppure tra

nordico e gotico. Queste partono dall’idea che il territorio

di origine di tutte le popolazioni germaniche è la 2

Germania settentrionale e la Scandinavia meridionale. Le isoglosse goto-nordiche possono essere

dovute al periodo di vicinanza nella zona che poi dà origine a tutti i germani. Anche il gruppo

occidentale presenta delle isoglosse con altri: per esempio i germani dell’Elba presentano un lessico

comune al gotico ma non dipende dalle origini, perché il gotico ha rappresentato per i tedeschi il

modello da emulare per la tradizione scritta di tipo cristiano. Quindi anziché stare ad inventare nuove

parole per il credo cristiano, c’era già la Bibbia tradotta in gotico, che, per quanto differente come

lingua rispetto al tedesco, era comprensibile.

Nel caso delle lingue una determinata caratteristica non è mai propria di una lingua e basta: se non c’è

nelle altre, è solo perché le altre hanno avuto un esito diverso a causa del tempo trascorso, che incide

moltissimo sui fenomeni linguistici. Altri fenomeni possono nascere anche per contatto con un’altra

popolazione o fra famiglie linguistiche; si possono non verificare o non verificare alla stessa maniera

per tutti: dipende tutto da fattori temporali, culturali, storici, geografici.

Le lingue germaniche

Grazie al fatto che le lingue indoeuropee presentavano (e presentano tuttora) una serie di radici in

comune, si è stabilito che sono famiglie indoeuropee. Rispetto al testo latino, le lingue germaniche con

la conversione al cristianesimo hanno tradotto utilizzando la stessa radice, però c’è una differenza

consonantica. La prima mutazione consonantica è un fenomeno che vediamo quando confrontiamo

una radice indoeuropea in una lingua romanza con una lingua germanica. Questa prima mutazione è

tipica di tutte le lingue germaniche e ci permette di riconoscere il gruppo germanico rispetto a quello

romanzo. Prima della prima mutazione consonantica c’era un altro fenomeno, ritenuto meno

importante perché non veniva segnalato per iscritto ed è il cosiddetto accento rizotonico, o accento

radicale. È un fenomeno molto marcato ed è una delle caratteristiche che hanno tutte le lingue

germaniche, che costituirà la fonte di una serie di cambiamenti che si vedranno solo dopo.

I primi testi antichi germanici erano scritti seguendo la scriptio continua, cioè la scrittura senza

separazione tra le parole o tra un rigo e l’altro, tant’è che la fine di una parola può sembrare l’inizio di

un’altra. Quando si fissa l’accento sulla sillaba radicale diamo la maggiore forza espressiva, mentre

tutte le altre sono atone e si indeboliscono. La più debole sarà la parte finale, la desinenza, quella che

contiene le informazioni grammaticali di una parola; questo provocherà una serie di cambiamenti da

lingua flessiva a lingua analitica. L’accento radicale non è distintivo, non è con quell'accento che si

riconosce il tempo diverso oppure un’accezione semantica differente. Quello indoeuropeo invece ha

funzione distintiva, nel senso che dove cade ha un suo peso nel riconoscere un tempo verbale o una

parola diversa. (es. àncora/ancóra).

Ci sono anche fenomeni interni alla parola che sono creati perché la potenza espressiva sulla sillaba

radicale fa sì che si indebolisca la parte successiva. Questo crea una vicinanza tra le sillabe atone e si

creano fenomeni di assimilazione, la metafonia in primis.

Il gruppo germanico occidentale ha rappresentato delle grandi difficoltà per gli studiosi, perché le

lingue germaniche occidentali sono state messe lì per esclusione, nel senso che non erano orientali né

settentrionali; all’interno del gruppo germanico occidentale ci sono delle affinità ma anche delle

grandissime differenze: una fra tutte esiste tra due parti del tedesco, che distinguiamo tra basso-

tedesco e alto-tedesco. Alto-tedesco e basso-tedesco sono due definizioni legate all’orografia della

terra tedesca (Deutschland): la parte meridionale della Germania è montuosa, quella più settentrionale

(vicina ai Paesi Bassi) è letteralmente piatta. Infatti, basso-tedesco, in tedesco è plattdeutsch, oppure

niederdeutsch come Nederlands. Il basso-tedesco ha per un certo periodo più caratteristiche comuni

con l’anglosassone che con il tedesco.

Il gruppo germanico settentrionale è sempre stato molto compatto e comprende danese, svedese,

norvegese e islandese. Quest’ultimo alle origini non c’era, ma nasce da una costola del norvegese, 3

poiché i norvegesi vanno in una terra, detta dei ghiacci, e creano una sorta di Norvegia in miniatura. Il

corso del tempo porterà queste lingue a differenziarsi, poiché il norvegese d’Islanda tenderà a

cristallizzarsi, dato che non ha tanti contatti con l’esterno, ed è la meno soggetta ad obbedire a

determinate cose quando ci sarà il cristianesimo.

Il gruppo germanico orientale è estinto ed è composto da gotico, ❕ Vandali e Burgundi hanno

burgundo e vandalico. lasciato nomi di luoghi (es.

Per quanto riguarda il gruppo germanico occidentale, da un lato Andalusia, Borgogna)

abbiamo un gruppo che comprende gli Angli, i Sassoni e i Frisoni

che si spostano dalle coste del Mare del Nord alla Britannia, che è di

origine celtica, non germanica; gli Angli e i Sassoni sono molti vicini e vengono considerati dagli storici

del tempo come rappresentanti della lingua germanica che si diffonde in Britannia, mentre le origini

celtiche restano a livello dialettale in Scozia, Galles e Irlanda.

Anglosassone come nome deriva dal fatto che le due etnie maggiori, agli occhi degli storici della

Britannia, erano gli Angli e i Sassoni; in particolare il nome England nasce dal fatto che il primo storico

che ne ha parlato (Beda) abitava nella terra maggiormente Differenza anglofono e

“anglica”, quindi ha parlato delle genti angliche: attraverso varie anglosassone: anglofono

evoluzioni è diventata la “terra degli Angli”, cioè “Engla land” fino a significa che parla l’inglese,

diventare “England”. All’interno di quest’area ci sono isoglosse che non è detto che sia di

molto massicce e poi un gruppo a sé stante, quello dell’alto-tedesco cultura anglosassone;

che ha un ulteriore cambiamento consonantico, cioè la seconda anglosassone è tutto quello

mutazione consonantica. Quest’ultima differenzia nettamente l’alto- che si è sviluppato

tedesco dal basso-tedesco, che somiglia di più all’anglosassone per nell’Inghilterra degli angli.

molti aspetti. Esiste un vero e proprio confine linguistico, chiamato

Linea di Benrath, al di sotto del quale si è verificata questa seconda

mutazione.

Tripartizione di tacito

La tripartizione non è stata inventata dagli studiosi, ma è ricavata da un libro di Tacito, “De origine et

situ Germanorum”, o anche “La Germania”. Si tratta di una fonte imprescindibile per la conoscenza

delle popolazioni germaniche antiche, tuttavia bisogna ricordare che Tacito descrive l’area

continentale della Germania intorno al II secolo d.C attraverso i racconti dei soldati romani. I soldati

possono anche aver modificato alcune notizie sulla base della loro valutazione, del loro punto di vista.

L’immagine dei germani elaborata da Tacito è positiva, vengono descritti come popolazioni ancora

molto vicina alla natura, poco corrotte e fa anche un paragone con i romani del tempo.

Tuttavia, la sua è una visione parziale: i goti si erano già spostati quindi non vengono mai citati, e così

agli occhi dei romani non compaiono mai gli Scandinavi. Delle notizie fornite da Tacito sono

confermate da testi diretti, che derivano dalle popolazioni germaniche. Tacito dice, nel secondo

capitolo, che i germani sono soliti intonare dei canti, ed è un’informazione importante anche dal punto

di vista poetico. I germani solitamente nei loro testi lodano delle divinità che risalgono a un Dio, Tuisto,

che avrebbe generato Manno (Manno è uomo, è il dio che si fa carne) che a sua volta ha tre figli: Ing,

Ist ed Irm (o Erm). Queste tre persone hanno dato origine a tre stirpi diverse di germani: Istevoni,

Ingevoni ed Erminoni.

Lo schema tripartito non coincide con la tripartizione di Tacito, perché parliamo degli orientali, dei

settentrionali e degli occidentali; invece, Tacito descrive solo le popolazioni della terra dei tedeschi,

Deutschland. Ci dice che gli ingevoni sono quelli proximi oceano, cioè vicini al mare; gli istevoni, che

sono situati tra il fiume Weser e il Reno; e infine gli erminoni, cioè i germani dell’Elba, come i bavaresi e

gli alemanni. Questa sua suddivisione tripartita rientra nel gruppo del germanico occidentale, ma 4

esclude tutti gli scandinavi, il gruppo germanico settentrionale, i goti e così via. Gli Ingevoni si

sposteranno in Britannia dando luogo all’anglosassone. Ci saranno delle isoglosse chiamate “ingevoni”

o “ingevonismi” che riguarderanno queste popolazioni in Britannia, ma anche quelle popolazioni che

rimasero nella loro terra, che continuarono a sviluppare sia dal punto di vista linguistico che da quello

culturale gli stessi fenomeni.

Il sassone rimasto nella terra di origine - detto sassone antico - sarà basso-tedesco. Quindi da un lato

partecipa alle isoglosse ingevoni (come l’inglese, il frisone e così via) dall’altro lato, avrà delle isoglosse

con il tedesco, tranne il consonantismo, perché il basso tedesco non ha la seconda mutazione

consonantica.

Gli Istevoni sono quelli che costituiranno il ceppo tedesco così com’è conosciuto adesso, il ceppo dei

franchi. Già dalla radice si comprende che il dialetto francone è simile alla lingua dei francesi, perché

nella ripartizione delle terre della dinastia di origine franca, le terre vengono divise tra due fratelli. Le

aree di appartenenza sono diverse rispetto a quelle attuali, l’alemanno esiste ancora come variante del

tedesco, il bavarese e il francone anche, però sono in confini leggermente differenti, perché bisogna

considerare che il tedesco si parla anche in Austria, in Svizzera e in parti della Valle d’Aosta.

Nella valutazione delle isoglosse va tenuta presente anche la differenza cronologica: le testimonianze

del gruppo germanico orientale (gotico) iniziano alla metà del IV secolo. Le testimonianze del gruppo

germanico settentrionale si situano intorno alla fine del 1200 e si estendono lungo un lasso di quasi un

millennio. Il medio, per definizione, coincide con il medievale (per noi è dal 1100 in poi), che però per i

settentrionali è la fase antica: l’antico nordico, la lingua norrena inizia per iscritto in quella che è la fase

media delle altre lingue.

Tacito ci fa capire che l’usanza dell’allitterazione è molto diffusa nella società germanica. In un verso

deve tornare, per almeno due volte, lo stesso suono iniziale. Nella poesia germanica ci si focalizza

sulla rima iniziale, cioè il peso è dato alla stessa parte della parola dove cade l’accento rizotonico,

quindi è doppiamente importante. Lì, il fonema iniziale deve essere sempre identico almeno per due

volte, normalmente tre. La parola che porta l’allitterazione è detta arsi e si individua soprattutto se c’è

la cosiddetta arsi principale: di queste parole allitteranti, due sono solitamente nel primo semiverso e

una nel secondo. Quella del secondo permette di capire qual è l’allitterazione del verso, se c’è nel

secondo semiverso una parola che inizia con lo stesso fonema di almeno altre due del primo

semiverso, è quella l’allitterazione. Se le arsi sono due, una deve essere nel primo semiverso e una nel

secondo, quindi l’arsi principale è sempre nel secondo semiverso.

Il futhark e futhork Il Futhark (Fuþark) antico è la forma di scrittura più

antica che incontriamo presso le popolazioni

germaniche

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/15 Filologia germanica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher madyum di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filologia germanica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi L'Orientale di Napoli o del prof Giordano Carmela.
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