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Metodo storico-comparativo e fenomeni linguistici che coinvolgono la Romania

Il cuore del metodo storico-comparativo (introdotto da Bopp e Rask) è l'idea che in una lingua gli stessi suoni si trasformino nello stesso modo. C'è una regolarità nei cambiamenti fonetici che permette la formulazione di vere e proprie leggi (o norme) fonetiche.

Metafonesi

È un fenomeno condizionato dove la vocale finale influisce sulla vocale tonica. Può portare (dopo la caduta della vocale finale) al restringimento della vocale tonica. Fenomeno conosciuto in francese, ad esempio: pronome personale 3a persona singolare francese IL (egli) > ILLUM (dimostrativo latino). Quando cade la 'U' ha già influito sulla ‘I’ chiudendola e quindi non riesce a diventare ‘E’ come in provenzale o ‘EGLI’ come in italiano. Si ha quindi una forma di restringimento, in cui la finale influisce sulla tonica anche se poi scompare.

Anafonesi

Ulteriore chiusura in Toscana di E ed O chiuse del sistema italiano seguite da consonanti e da gruppi consonantici determinati (nj, lj...). Di fronte a testi toscani di incerta provenienza, l’anafonesi consente un orientamento.

Indebolimento e caduta della vocale post-tonica

Esempio: SPECULUM > SPECLUM. La caduta della post-tonica dà vita in vari casi al fonema “CL” producendo palatalizzazione, in italiano diventa “CCH” (SPECCHIO, OCCHIO).

Caduta della N prima della sibilante

Esempio: SPONSO > SPOSO.

Dittongamenti

  • Nel passaggio dal latino al volgare vengono assorbiti i dittonghi AE, AU, OE.
  • LAETUM  LETUM, AURICLA  ORICLA, POENA  PENA.
  • In italiano dittongano le vocali aperte in sillaba libera (BONUM < BUONO, PEDEM < PIEDE).
  • In francese dittongano le vocali sia aperte sia chiuse in sillaba libera (AMOR < AMOUR).
  • In spagnolo dittongano le vocali sia aperte sia chiuse in sillaba sia libera che non libera (FORTEM < FUERTE).

Studio comparativo della parola di origine sul funzionamento del vocalismo tonico

  • FORTE (Italiano: sillaba chiusa, la O non dittonga).
  • FORT (francese-provenzale: non c’è dittongo in sillaba chiusa).
  • FORTEM FUERTE (spagnolo: dittongano le aperte anche in sillaba chiusa).

Assimilazione

Scomparsa di alcune lettere: OKTO < OTTO, SOMNUM < SONNO, SCRIPTUM < SCRITTO. Fenomeno opposto la dissimilazione.

Lenizione della consonante intervocalica

La P intervocalica diventa sempre più debole e si trasforma in V (spirantizzazione).

Formazione del plurale in romanzo

O con aggiunta della lettera S o con cambio vocalico finale.

Analogía

Meccanismo imitativo che presuppone l'adesione formale ad un modello preesistente.

Inserzione

  • Prostesi: aggiunta della vocale prima della sequenza s+consonante (Escuela, école, ischerzo, ispagna).
  • Epentesi: volta ad evitare lo iato e quindi l’incontro di due suoni simili (inserisce vocale: ruina < rovina).
  • Epitesi: in toscano antico, aggiunta della e finale in diverse parole per renderle parossitone: portòe.

Cancellazione

  • Aferesi: si ha all’inizio della parola (HISTORIA < storia, ABBATISSA < badessa).
  • Sincope: si ha all’interno della parola (OCULUS < oclus, AURICULA < oricla).
  • Apocope: si ha alla fine della parola (CITTADE < città, PIETATEM < pietà).
  • Metatesi: inversione di due lettere e quindi del suono: FORMATICUM < FROMAGE.

Perdita del perfetto semplice

Eliminazione della forma sintetica del passato detta perfetto (passato remoto) a vantaggio della forma analitica detta perfetto composto (passato prossimo). Dove è mantenuto assume un valore aspettuale diverso. Diverse lingue lo conservano: italiano, spagnolo, portoghese.

Futuro in romanzo: infinito + habeo

Prima attestazione di Romanzo/Volgare

Si ha la prima attestazione di romanzo coi Giuramenti di Strasburgo, 842-844. Prima abbiamo le Glosse di Reichenau e l’Indovinello Veronese, ma in tali testi non si può ancora parlare di vero e proprio romanzo bensì di tardo latino in cui si iniziano ad evidenziare le prime differenze tra il latino e il romanzo (es. SOV  SVO). Di molti secoli precedente (si crede che l’antigrafo risalga al III/IV secolo) è l’appendix probi. Si tratta di un’appendice, contenuta in un codice, scritta da un maestro di scuola che tenta di correggere alcuni errori ortografici facendo un elenco di parole giuste VS parole sbagliate (es. SPECULUM non SPECLUM). Ironicamente ai filologi interessa di più la forma “errata” in quanto ci aiuta a comprendere meglio alcuni fenomeni del passaggio dal latino classico al volgare. La prima testimonianza letteraria di romanzo è la Sequenza di Sant’Eulalia.

Fase sommersa

Si inizia ad avere coscienza della netta distinzione tra latino e lingue romanze soltanto nel IX secolo. Nei secoli precedenti il romanzo esisteva già, ma il perdurare dell’uso del latino (diglossia) impedisce che tra il V e l’VIII secolo il romanzo venga scritto. I primi documenti in romanzo compaiono nel IX secolo in seguito alle riforme culturali di Carlo Magno. Di 30 anni precedente (813) ai Giuramenti di Strasburgo è il primo riconoscimento “ufficiale” del romanzo come lingua diversa dal latino: durante il concilio di Tours i vescovi in diverse deliberazioni affermavano che era diventato necessario esporre le omelie in “rustica romana lingua”.

Spinta definitiva del romanzo (rinascita carolingia)

Carlo Magno nella sua riforma carolingia cerca di riedificare l’impero.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/09 Filologia e linguistica romanza

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