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Filologia Romanza - Riassunto modulo A, prof. Marinetti (dettagliato)

Riassunto di Filologia Romanza modulo A per l’esame della prof. Marinetti corso di Lingue nella società dell'informazione dell’università di Roma Tor Vergata, basato su appunti personali presi a lezione e studio autonomo dei testi consigliati :
- Manuale di linguistica e filologia romanza (Renzi, Andreose)
- Breve avviamento alla filologia italiana (Stussi)
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Esame di Filologia romanza docente Prof. S. Marinetti

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ESTRATTO DOCUMENTO

In alcune lingue pronominalizzazione obbligatoria anche con i verbi

impersonali: bisogna = il faut.

La negazione: In Latino e nella maggior parte delle lingue romanze

la negazione precede il verbo "non capisce", nelle lingue germaniche

no "he do not understand" oppure in francese c'è la forma con il pas

"je ne sais pas" ma il francese parlato ha eliminato il ne "je sais pas"

"so mica" presente anche in alcuni dialetti settentrionali.

L'interrogazione: Il Latino usava gli avverbi ma non c'è traccia nelle

romanze. Nel medioevo le lingue romanze anteponevano il verbo al

sintagma nominale soggetto, presente nell'inglese. Oggi esiste in

francese e nei dialetti settentrionali dopo il verbo sempre un

pronome personale: etait-il malade? Si-tu mala? (veneto).

I pronomi clitici:

Il Latino aveva una sola forma di pronomi personali mentre le

lingue romanze ne hanno due (una libera e una clitica). Per

pronome libero si intende me (vedi me) e ha una libertà di

spostamento, per clitico mi, lo, gli (mi vedi). Clitico significa unito,

sono sempre uniti al verbo. Si sono formati già nel latino volgare. Il

pronome clitico è atono e di posizione fissa, adiacente al verbo

(prima = proclitico o dopo=enclitico) se il verbo è in forma infinita

vi è l'enclisi, se in forma finita la proclisi (tranne l'imperativo che ha

bisogno dell'enclisi).

L'enclisi sempre dopo ''e'' ''ma'', ad inizio assoluto di frase e dopo

subordinata esplicita.

Si ha la proclisi quando il verbo non è in posizione iniziale,

nell''imperativo negativo e dopo ''che''. Queste considerazioni

vengono dalla Legge di Tobler e Mussafia che hanno studiato testi in

antico Francese e Italiano.

Differisce lo Spagnolo che nell'imperativo negativo ha il congiuntivo

(no lo encuentres) o il Francese che all'infinito ha il preverbo ''le

trouver'' e no ''trouver le'' .

L'articolo romanzo: Nato verso il VI secolo, panromanzo.

DETERMINATIVO:

Il Latino non aveva articolo mentre le lingue romanze lo hanno

sviluppato nell'Alto Medioevo. Innovazione lingue romanze.

L'articolo definito oppone un membro noto ad uno generico (il

signore di ieri) oppure si usa per indicare la classe (il leone è).

L'articolo per indicare la classe non era usato nel latino tardo,

mentre in alcuni testi latini si mostra come "ille" =( originariamente

dimostrativo con valore di "quello") venga usato per indicare un

elemento noto.

Quindi in Italiano la traduzione può essere sia l'articolo "il" che il

valore del dimostrativo "quello".

Viene menzionato sia ille che ipse. Il sardo ed il catalano hanno

usato ipse che rappresentava il "già detto".

Si usava anche LO in posizione iniziale assoluta.

ILLE,ILLA,ILLUD: Dai dimostrativi latini, evolve la parte tonica, si

elimina la parte atona. Le lingue partono da una forma ridotta che

continua la seconda sillaba di ILLE.

Tranne lo Spagnolo che ha forme bisillabiche:

EL(femminile) deriva dalla forma intera ILLAM (ILLAM AQUAM >

ELA AGUA > EL AGUA per elisione di a davanti a)

LA proviene da ILLAM che diventa ELA per aferesi.

EL(maschile) proviene da ILLE(o ILLUM) con riduzione della

vocale finale e normale passaggio di I breve inziale ad E.

Le altre lingue partono da una forma latina VOLGARE già ridotta a

monosillabo:

Il Francese ha caso soggetto LI che viene da ILLI (nominativo di

ILLE)

al caso oggetto LE (da ILLUM) l'unica che sopravvive nel moderno.

Forma femminile LA da ILLAM.

In Italiano antico la forma originale dell'articolo era LO da ILLUM e

LA da ILLAM.

Appare anche la forma apocopata 'l della o finale quando vi è vocale.

Se invece la parola cominciava per consonante prima di 'l poteva

essere inserita una i prostetica e quindi nasce IL. ( che non viene da

ILLUM perchè avrebbe dovuto dare e, non i.) La i non è etimologica

ma prostetica.

In Romeno LU da ILLUM e A da ILLAM, la differenza è che è

posposto al nome o all'aggettivo e fuso a questo (enclitico).

ISTE ISTUD ISTA: Dimostrativo

INDEFINITO:

Unus ha già preso il posto di Quidam con un uso più largo, utilizzato

proprio come l'articolo indefinito, quindi un qualcosa di non

specificato.

Bisogna però sottolineare che in alcuni documenti come i

Giuramenti di Strasburgo (842, primo testo francese) e nei Placiti

Campani(960.. primi testi di area italiana) manchino gli articoli.

Questo viene spiegato nel fatto che sono testi giuridici quindi ancora

si faceva riferimento al lusso del Latino.

In altri testi come Sant'Eulalia o Glosse emilianensi ci sarà con l'uso

moderno.

PARTITIVO: Di + articolo definito e vale come forma plurale

dell'articolo indefinito.

Anticamente il partitivo era senza articolo come avviene in francese

''je ne ai pas vu de garcons".

Si usa: Di+art singolare con nomi che indicano materia "mangiare

del pesce".

Verbo: In buona parte dell'Italia settentrionale manca la distinzione

tra terza singolare e plurale a causa della caduta della N finale.

C'è stato il collasso del passato remoto sostituito con il passato

prossimo.

FRANCESE LINGUA INNOVATIVA:

1) ORDINE DEI SINTAGMI

2) DIMINUTIVIZZAZIONE

3) ACCENTO DISTINTIVO.

Ordine dei sintagmi: Ordine Latino non marcato S O V invece quello

romanzo è SVO. Nelle lingue medievali c'era un elemento variabile

X che poteva essere rappresentato dal soggetto,dall'oggetto, oggetto

indiretto, avverbio. Il verbo era costante in seconda posizione.

Tutte le lingue possiedono però altri ordini detti marcati, si possono

sempre spostare alcuni sintagmi come complementi e avverbi per

metterli in rilievo, hanno una funzione di cornice. Questo è assente

nel Francese. Altra possibilità delle lingue romanze è che il verbo

intransitivo possa precedere il soggetto "è passato l'autobus", in

francese non si può. IL FRANCESE E' L'UNICA TRA LE LINGUE

ROMANZE CHE AMMETTE L'UNICO ORDINE DIRETTO SVO.

Tranne che nell'interrogazione dove antepone il verbo al sintagma

nominale (VS).

2) Diminutivizzazione: Uso del suffisso in Latino e nelle lingue

romanze. In francese no, i diminutivi rimasti sono ormai

lessicalizzati ovvero sono delle parole a sè come ''baguette''.

Francese unica lingua a non avere dei processi diminutivali.

3) Accento distintivo: La parola è un'unità formale segnalata dalla

presenza di almeno un accento e di pause sintattiche all'inizio e

alla fine. Nella maggior parte delle lingue romanze l'accento ha

carattere distintivo quasi tutte parole piane in Italiano, tranne

in Francese che ha un accento fisso sull'ultima sillaba, fatto

recente perchè in quell'antico era come le altre.

Questi fatti innovativi individuali staccano il francese dalla Romània

continua.

Infine nelle lingue romanze c'è la creazione di forme verbali

perifrastiche per esprimere l'anteriorità: participio passato con

l'ausiliare avere

" Ha letto" mentre in Latino forma sintetica.

IL NEUTRO:

Perdita nelle lingue romanze e le parole che in Latino erano di

questo genere sono state riclassificate tra maschile e femminile.

Mare (neutro in Latino) diventa femminile in Francese e maschile

in Italiano. Il Romeno non ha perduto del tutto il neutro continua

regolarmente seguendo lo schema del Latino tardo dove i nomi

neutri erano maschili e al plurale femminili.

L'avverbio: Modificatore del verbo e dell'aggettivo. Nelle lingue

romanze c'è l'avverbio in -mente diffuso in tutta la Romània tranne

che in Romeno. Questa forma è nata dai Cristiani ''devotamente''

che erano degli ablativi poi diventati avverbi. In Romeno l'avverbio

ha la forma dell'aggettivo.

Nella penisola iberica c'è l'innovazione per cui essere > ser/estar e

avere>haber/tener. E' una differenza di significato. Ser viene usato

per identificare , per una relazione di luogo estar. Haber è avere

impersonale. Altra innovazione di questa area (Portoghese e

Gallego) è l'infinito con desinenze personali.

Perdita del perfetto semplice:

Eliminazione della forma sintetica del passato nelle lingue romanze

ovvero il perfetto semplice (passato remoto) a favore del perfetto

composto(o passato prossimo), che erano inizialmente distinte per

il loro valore semantico detto "aspetto" (lessi/ ho letto). Il perfetto

composto esprime il perdurare di un evento passato nel presente. Il

perfetto semplice invece un azione passata conclusa.

Per quanto riguarda le lingue romanze, hanno iniziato ad essere

scritte con un grande ritardo rispetto a quando venivano parlate. La

causa era il prestigio del Latino, doveva nascere la convinzione della

dignità letteraria delle lingue volgari.

Questa convinzione nacque agli inizi del 200 quando la poesia dei

Trovatori raggiunse il suo apice e si diffuse in Occitano/Provenzale

in Italia e in Catalogna e venne imitata da questi. Oltre all'Occitano

anche il Francese veniva usato largamente nell'Europa occidentale

specialmente nell'Italia settentrionale diffondendo opere di canzoni

di gesta o romanzi cavallereschi.

Il prestigio della lingua d'oil era inferiore a quello della lingua d'oc

quindi in Italia non venne prodotta nessuna grammatica del

francese.

In Inghilterra si in quanto il Francese era stato importato dai

Normanni dopo la conquista nel 1066 (Guglielmo il Conquistatore

sconfisse il re degli Inglesi diventando re). I Normanni erano una

popolazione di origine scandinava che si era istanziata da tempo nel

nord della Francia e quindi aveva adottato come propria lingua il

Francese. Diventa quindi in Inghilterra lingua di corte e di prestigio.

In Italia è fondamentale il ruolo di Dante che da inizio alla

trattatistica dedicata all'Italiano contrapponendo il volgare al

Latino, ad esempio nel De vulgari eloquentia(=modo di scrivere

bene volgare) si afferma l'eccellenza del volgare Italiano come

lingua mezzo per i poeti d'Italia, quindi per la poesia lirica. Il

trattato è scritto in Latino.

Altro argomento importante di questo trattato sono i dialetti

italiani:

Dante 1° dialettologo, li condanna tutti e propone una koinè poetica

che abbia gli elementi migliori di tutti.

Cosa c'era prima del latino:

Il Latino viene inserito nel dominio delle lingue indoeuropee. E'

stato quindi ricostruito uno stato iniziale ovvero il

protoindoeuropeo.

Questo nome viene dalla localizzazione dei popoli che parlano le

lingue che ne derivano stanziati in India ed in Europa.

L'indoeuropeo si divide in sottofamiglie:

– Indiano (antiche: vedico e sanscrito) e Lingua romaní

– Iranico (persiano)

– Armeno, slavo, baltico (lituano e lettone)

– Germanico

– Ellenico (greco)

– Albanese (continua probabilmente l'antico irrilico)

– Italico diversi rami tutti estinti (umbro,sannitico,osco)

– Celtico: Gallico (estinto), gaelico (Irlanda e Scozia)..

Ci sono alcune famiglie estinte come l'ittita (asia minore) e il tocario

(turkestan cinese). La stessa sorte per il venetico (cancellato dal

Latino).

Il venetico è una lingua pre-romana così come il gallico(celtica,

parlata Gallia,Iberia,It sett). Vi era anche il Greco parlato nell'italia

meridionale.

Queste sono le lingue di sostrato rispetto al Latino, sulle quali si è

creato.

Vi erano anche lingue non indoeuropee come il Basco,

preindoeuropea.

Il sostrato è molto presente nella toponomastica ad esempio Milano

dal celtico e Napoli origine greca.

Ci sono parole nelle lingue romanze che derivano dall'Indoeuropeo,

in Spagnolo dal sostrato aquitanico(francia sud) la parola izquierda.

Come è già stato ribadito le lingue romanze derivano dal Latino

volgare, spesso le forme sono indicate con * perchè ricostruite ma

non testimoniate. Possiamo dividere il Latino secondo i periodi:

Dal IV-III secolo a.c. Latino arcaico

V secolo d.c. Latino tardo

Dal VI secolo d.c. La scrittura del Latino era diventata artificiale

visto che dovevano essere già nate le lingue romanze.

A livello di registro si divide in Latino aulico(usato nei contesti

ufficiali) e Latino volgare, ovvero la lingua d'uso quotidiano, del

parlato spontaneo. Rappresenta il registro più basso della lingua,

usato da TUTTE le classi sociali nella comunicazione.

Il filologo deve analizzare queste forme che rappresentano delle

deviazioni del Latino classico e presenti nell'evoluzione delle lingue

romanze tanto da essere considerate delle fonti. Le forme scorrette

presenti chiamate volgarismi rappresentano spesso la norma nelle

lingue romanze. E' già presente infatti la difficoltà nel distinguere le

vocali lunghe da quelle brevi.

C'è un periodo chiamato fase sommersa in cui non abbiamo tracce

del Latino volgare.

APPENDIX PROBI:

La testimonianza più antica del Latino volgare è del III- IV sec.

d.C. : Appendix Probi (Appendice di Probo). Appartiene alla fase

sommersa.

Copia di un elenco di volgarismi con a fianco la forma corretta

raccolta da un insegnante in epoca romana e si trova all'interno di

un manoscritto (gli Instituta artium) una grammatica di Probo,

copiato li secoli dopo. Ora conservato alla Biblioteca Nazionale di

Napoli.

Consiste in un elenco di 227 vocaboli scritti in forma volgare

sbagliata più forma corretta del Latino. Le forme sbagliate sono

importanti perchè emergono gli atteggiamenti del Latino volgare e

tendenze linguistiche tipiche delle lingue romanze.

Cosa rileviamo:

– GRAFIA: Scompare la y che era presente in Latino (presa dal

Greco) difficile da pronunciare. Vi sono inoltre ipercorrettismi

ovvero dove non andrebbe aggiungono la y.

– MORFOLOGIA : La tendenza normalizzante ad esempio

"TRISTIS non TRISTUS":

5 declinazioni, vogliono far rientrare qualcosa che si percepisce

come diverso in qualcosa che si riconosce. Tutte le altre declinazioni

vanno in -a (femm) -us.(maschile).

TRISTIS/E è un aggettivo di 2° classe, per uno scolaro o analfabeta

è complesso ricordare le desinenze. Si usa invece un aggettivo della

prima classe.

Nell'Italiano grammaticale abbiamo Triste, ripreso dalla 2° classe

ma nell'italiano comune troviamo Tristo (bello di piazza, tristo di

casa).

- FONETICA: Caduta della vocale post-tonica e il passaggio

dall'accento melodico all'accento intensivo.

"Calida non calda"

C A L I D A : Sincope La i postonica cade a causa dell'accento forte

che rende debole la pronuncia della vocale ''i'' nella sillaba seguente.

Nel parlato il pronunciare lievamente la vocale della sillaba atona ha

portato alla sua scomparsa.

Infatti nell'italiano abbiamo calda.

Altri fenomeni li rivediamo nel francese:

Francese = Lingua ossitona quindi l'accento cade sulla vocale

dell'ultima sillaba quindi la sillaba successiva è diventata così

debole che è andata perdendosi.

Nel Latino volgare si palatalizza il Latino classico:(velare) NESSO

CH

Chichero vs Cicero

Palatalizzazione nell'incontro 2 consonanti (nesso consonantico)

dopo la caduta di una vocale all'interno di questo.

Oculus: Pronuncia forte della O produce caduta della U(postonica)

= OCLUS = OCCHIO

CL palatalizza in CH e raddoppia, la U diventa i (palatale)

stesso discorso per VETULUS = VETLUS = VECLUS = VECCHIO

– AURIS non Oricla

AURICULA > ORICLA

GRAFFITI, LETTERE PERSONALI, DISCIPLINE DI

SECOND'ORDINE.

Altre testimonianze importanti sono le iscrizioni come i graffiti a

Pompei ed Ercolano sepolte nelle ceneri nel 79d.c. Il Latino è

modesto, in una veste quotidiana. Possiamo vedere molti errori

come l'assenza della h, che infatti verrà persa nelle lingue romanze o

errori di metrica a causa della differenza con il Latino che si basava

su sillabe lunghe e brevi che già non venivano più considerate. Le

lettere personali (sempre dettate a degli scribi da militari) oppure la

letteratura tecnica (di discipline come l'agricoltura, culinaria)

materie di second'ordine.

Per tutto il Medievo si è scritto in Latino, spesso molto modesto, a

causa della carenza di scuole. Spesso si ripetevano delle formule

imparate a memoria . Nel nono secolo ci sarà un miglioramento del

Latino dovuto alla riforma carolingia di Carlo Magno che parte da

una riscolarizzazione. Andava imparato il latino classico

grammaticale. ma vedremo dei miglioramenti a partire dal 14°-15°

secolo con gli Umanisti che cercarono di riprendere il Latino

classico, nonostante l'uso delle lingue romanze. Il romanzo era già

nato ma non veniva scritto.

Possiamo dividere in questo periodo:

Il latino detto merovingico scritto nella Gallia da quello Leonese e

quello longobardo(Italia) e sono spesso scorretti, infarciti di lessico

romanzo.

Una testimonianza del latino tardo sono le glosse, precedono i

primi testi interamente volgari e rappresentano delle spiegazioni,

parafrasi di parole che potevano essere spiegate o con un'altra

parola latina o con una forma romanza. Scritte aggiunte per

spiegare.

Per questo si dividono in glosse esplicative o traduttive: Le prime

tendono a spiegare la parola, le seconde invece traducono le parole

in un'altra lingua o nella stessa però in un altro registro linguistico.

Es: EQUS > CAVALLUS invece CHEVAL> CAVALLO altra lingua

Ad esempio le glosse di Reichenau: contengono traduzioni di

parole della Bibbia diventate difficili e un piccolo lessico alfabetico.

Questa è una glossa traduttiva. Infatti pulchra è spiegata con bella..

Sono contenute in un manoscritto appartenuto all'abbazia dell'isola

di Reichenau (nord della Francia) e scritte tra la fine del 8 e l'inizio

del 9 secolo. Sono glosse alla vulgata di San Girolamo (traduzione di

san girolamo sul testo ebraico e la bibbia dei 70). La vulgata era il

testo più conosciuto, incaricato dal papa nel 4 secolo per rivedere

una traduzione unica poi corretto da Alcuino quindi produce questo

manoscritto di Karlsruhe a Reichenau sul lago di Costanza (sotto

incarico di Carlo Magno). Rendono conto di una lingua francese

diffusa in quella zona ma c'era autorità latino.

Sono delle glosse linguistiche anch'esse in Latino ma più semplice o

di aria locale. Il manoscritto non è l'originale, sono sparse, fogli

spostati. Sono state prodotte nel 9 secolo, epoca concilio di tours.

Questo è il manoscritto copia e con glosse divise nel glossario che

segue la vulgata e un'altra sezione che va in ordine alfabetico. C'è

disordine. Altre glosse sono quelle emilianensi o silensi (zona

iberica) ad esempio repente dal latino è spiegato con lueco.

EVOLUZIONE FONOLOGICA:

Lunghezza sillabica: Il sistema fonologico Latino divideva tra vocali

e consonanti lunghe o brevi. Le consonanti venivano segnate nella

grafia, le vocali venivano scritte allo stesso modo.

In Latino erano possibili tutte le combinazioni di vocali lunghe e

brevi con consonanti lunghe e brevi.

La vocale in sillaba tonica aperta è lunga mentre in sillaba tonica

chiusa è breve.

In Italiano la lunghezza consonantica è un tratto distintivo mentre

la lunghezza vocalica no.

Nel I secolo d.C. Il sistema fonologico Latino volgare si era

semplificato:

L'opposizione tra vocali lunghe e brevi non era più distintiva.

Ci si basava sulla complementarietà che porta solo a due

combinazioni:

VOCALE LUNGA + CONSONANTE BREVE

VOCALE BREVE+CONSONANTE LUNGA

L'accento in Latino dipendeva dalla legge della penultima: cadeva

sulla penultima sillaba se era lunga, se era breve cadeva allora sulla

terzultima.

L'accento non aveva carattere distintivo.

Ora l'accento si è fissato e diventa distintivo con una

fonologizzazione dell'accento.

Nel francese antico era rimasto invariato, sulla penultima sillaba. La

sillaba tonica è così forte che rende debole quella successiva.

VIDERE > VOIR

Lenizione e dileguo della D, caduta della postonica e finale, non

diventa ei per dissimilazione ma OI.

Perchè la pronuncia è diversa dalla scrittura? Perchè la pronuncia

ha continuato ad evolversi mentre la scrittura si è fissata

VOCALISMO TONICO:

La caduta della distinzione tra vocali lunghe e brevi provoca una

riorganizzazione dell'intero sistema vocalico latino.

Non ce ne è solo uno.

DI TIPO 1: Maggioritario.

Dalle 10 vocali latine ne restano 7 con le E/O aperte o chiuse.

Italiano 5 grafemi, 7 fonemi.

FONEMA=UNITA' MINIMA DI SUONO

GRAFEMA= MANIERA IN CUI L'UNITA' MINIMA VIENE

SCRITTA

ī > i

ĭ ē > e chiusa

ĕ > e aperta

A > a

ŏ > o aperta

ō ŭ > o chiusa

ū > u

Le vocali aperte in molte lingue romanze hanno dato vita a

dittonghi. Così in italiano E > jE o aperta> wo ma solo VOCALI

APERTE in sillaba aperta producendo dei dittonghi ascendenti

(devono trovarsi dentro una sillaba libera tonica)

pĕdem > piede

AE > E aperta

OE > E chiusa

AU > O

mentre in spagnolo VOCALI APERTE IN SILLABA SIA APERTA

CHE CHIUSA diente bueno

FORTEM> FORTE it, FUERTE sp

FERRUM> Ferro it, FIERRO sp

MORTEM> Morte it, MUERTE sp

In francese dittongano solo in sillaba aperta libera sia le vocali

chiuse che quelle aperte:

Bene > Bien

Mortem> mort non dittonga perchè è sillaba chiusa

In Francese antico cadono tutte le vocali finali tranne la A, che

diventa una e evanescente

es: rose non si pronuncia ma serve per far sentire la consonante

precedente => suono vocalico d'appoggio

Cos'è un dittongo: 2 vocali che vengono pronunciate con una stessa

emissione di suono. Una vocale dittonga, si allarga.

In Italiano abbiamo quindi 7 fonemi e 5 grafemi perchè O/U non si

differenziano graficamente.

Eccezione:

Sistema maggioritario ĭ ē > e chiusa però FAMĬLIA> FAMIGLIA

invece dovrebbe essere FAMEGLIA. Il motivo è che una laterale +

semivocale o IOD che produce palatalizzazione: i breve davanti al

nesso L+IOD(i semiconsonante) palatalizzato in GL non evolve in e

chiusa.

Fenomeno chiamato ANAFONESI: eccezione toscana, se evolve si

innalza e ritorno della vocale ad i.

DI TIPO 2: Arcaico o Sardo (Corsica meridionale e zona di Lausberg

tra Lucania e Calabria) ed è uno schema in cui tutte le coppie

vocaliche qualitativamente uguali confluiscono nello stesso suono

(defonologizzazione).

DI TIPO 3: Sistema del Romeno dove c'è la defonologizzazione

dell'opposizione tra Ĭ e Ē, che evolvono entrambi in e

quindi NĬGRUM = NEGRU

U continua in u

DI TIPO 4: Siciliano, Calabrese, Cilento, Salento.

E' il sistema vocalico in uso presso la Scuola poetica siciliana alla

corte di Federico II. Nel momento in cui i testi venivano tradotti

bisognava adattare le rime, infatti TINIRI E VINIRI erano TENERE

E VENIRE in italiano. Venivano delle rime imperfette. Ad esempio

non essendoci distinzione nella ''o'', cori dal latino volgare CŏRE con

o breve faceva rima con amori da AMŌREM con o lunga. Infatti

Dante usa rime siciliane. Si credeva che avessero scritto già a loro

tempo un volgare illustre.

E' stato ridotto il dittongo latino AE già nel latino volgare con E

aperta, aeris = eris. Che in molte lingue romanze è poi diventato il

dittongo jE CAELUM> CIELO

In Latino volgare c'era ancora AU invece poi passato a O in it,sp.. in

romeno no.

Non è stato differenziato tra le vocali aperte/chiuse e,o perchè ce ne

è solo un esito aperto.

Il sistema siciliano entra in contatto con quello italiano perchè si

sono diffuse le produzioni della corte di Federico II (tra Palermo e

Messina).

FENOMENI DA RICORDARE:

Metafonesi/Metafonia: Riguarda tutti i dialetti italiani tranne il

TOSCANO.

Assimilazione a distanza, i suoni non sono successivi ma separati. E'

un fenomeno fonetico che ha una ricaduta morfologica. La vocale

tonica si assimila alla postonica che stà a destra dopo l'accento.

Cambiamento/innalzamento della vocale tonica dovuto alla caduta

della vocale finale.

Avviene con ī / ŭ

es: tela> tila in siciliano

dolori > doluri

Assimilazione.

Anafonesi: In toscana, ulteriore chiusura di e,o chiuse davanti ad N

in genere

e> i consiglio, vinco(venco).

o> u fungo.

Dittongamento: E> Iè heri, ieri.

o> uo

VOCALISMO ATONO:

Vocali atone finali: In sicilia c'è soltanto la A, I, U.

Toscana: Il sistema è quadrivocalico a,e,i,o.

In piemonte resiste solo la A, nei dialetti veneti cade la E dopo l,n,r

tipo SOL, TIEN

Nel sud si ricorre al simbolo schwa, oggi indicata con una e.

Vocali atone non finali:

Spesso soggette a sincope : le vocali postoniche di parole sdrucciole

es: CALIDUM > CALDO.

– Sincope: Nel Latino volgare e poi nelle lingue romanze è

frequente la sincope di vocali postoniche in parole sdrucciole

esempio: solĬdus (i breve) > soldus > soldo it. Queste forme

sono presenti nell'Appendix Probi come espressioni scorrette

ad esempio AURIS non Oricla

AURICULA > ORICLA

– Iato: Eliminazione degli iati per semplificare la struttura

sillabica

Lo iato è l'incontro di 2 vocali appartenenti a due sillabe

contigue. I/E breve + vocale. Nell'appendix c'è VINEA NON

VINIA.

Consonantismo:

Indebolimento delle consonanti finali (T-S-M) fino al dileguo (per la

M). La T resiste grazie alla vocale d'appoggio ''e''.

Consonanti doppie/scempie: Opposizione quantitativa (di durata).

Nell'Italia settentrionale le doppie latine non sono in genere

conservate. Indebolite Nell'italia centro-meridionale si, c'è il

raddoppiamento fonosintattico tra parole legate sintatticamente A

CASA.

Allo scriba settentrionale è estranea l'opposizione consonantica

doppia/scempia e quindi ipercorrettismo: manno invece di mano.

Ipercorrettismo: Fenomeno di errata correzione di una forma

linguistica corretta in una scorretta.

Se in una poesia danno rima con mano l'autore pronunciava dano

(quindi apparteneva all'Italia settentrionale).

In Latino erano presenti due semiconsonanti: W(labiovelare) e

J(palatale)

Semiconsonante = suono intermedio tra vocale e consonante.

Spesso perdono il loro tratto vocalico e passano alla serie delle

consonanti.

La W da semiconsonante labiovelare passa già nel primo secolo d.C.

Quindi nel volgare a B(quella spagnola) fricativa bilabiale sonora >

nelle lingue romanze V labiodentale.

es. WINUM > BINU> VINO

La j nel latino volgare si era rafforzata in consonante per diventare

nelle romanze le affricate postalveolare d3(ge,gi) e alveolare

dz(zanzara). Es: IOCUM> GIOCO , JEU

Avviene poi la palatalizzazione dei nessi consonante+j(yod) :

La j si fonde con la consonante precedente dando luogo ad un suono

palatale:

plat-tja > plat-tsa

quindi t+j > ts ALVEOLARE zucchero

invece k+j > tS(lunga) POSTALVEOLARE ce,ci

invece dj = d3 ge,gi

gj= d3

La B intervocalica spirantizza in quella spagnola.

Caduta della H iniziale e perdita dell'aspirazione e della M finale già

da Pompei

La N davanti a S cade: MENSEM > MESE . In italiano PENSARE

(forma semidotta) MENSA (cultismo).

Le vocali e le consonanti latine si modificano, ci sono parole di

orgine latina inserite nel volgare : vezzo e vizio risalgono entrambe

da VITIUM, una popolare e una dotta.

Alcune regole:

Sonorizzazione delle occlusive sorde latine P,T,K in posizione

intervocalica > B,D,G.

Per K si intende C+A,O,U.

Consonante + l : La L diventa semiconsonante i

florem > fiore

flamma> fiamma

Assimilazione: Può essere progressiva o regressiva. I suoni

diventano l'uno simile all'altro. Partono diversi e poi cambiano

somigliandosi.

Può essere totale o parziale (assume solo alcune caratteristiche)

Progressiva: Il secondo suono si assimila al primo

Regressiva : Il primo suono al secondo. SALVATICUM <

SILVATICUM

Lenizione: Indebolimento delle consonanti occlusive intervocaliche.

Un suono sordo tra vocali si assimila alla sonorità di queste

(assimilazione parziale).

Palatalizzazione: Anteriorizzazione delle velari latine, un suono

avanza da un punto di vista articolatorio.

K > ts

dal velo la lingua va tra fine palato e alveoli

Si assimila alle vocali palatali anteriori E,I.

Metatesi: Inversione della sequenza dei suoni in particolare con le

semiconsonanti. AERA > AIRA> ARIA.

LA FORMAZIONE DEL PLURALE:

Nella Romània si esprime in due modi fondamentali:

– Plurale sigmatico (-s) : ibero-gallo romanze,

romancio,ladino,friulano,sardo

– Plurale vocalico (con alternanza vocalica):

Dalmatico,romeno,italiano

La -s del plurale sigmatico deriva dall'accusativo plurale latino es:

CABALLUM/CABALLOS.

Nelle lingue romanze centro-orientali invece il plurale si forma con i

morfemi -i per il maschile, -e per il femminile. Alcuni sostengono

dal nominativo latino ma c'è l'eccezione amiche invece di amice.

Allora credono ad un plurale femminile in -AS uguale all'accusativo

che è diventato -e.

Il plurale maschile -cani potrebbe venire dal nominativo e

accusativo della III declinazione CANIS, documentata per CANES.

Quindi secondo questa ipotesi il plurale proviene in parte da forme

che avevano funzione sia nominativa che accusativa.

Il Francese è innovativo, in genere la -s del plurale non si pronuncia

più, è sonora quando è seguita da una parola che inizia per vocale.

Nel plurale vocalico spesso le vocali finali sono cadute influenzando

la vocale tonica precedente (metafonesi).

Ultimo fenomeno fonetico Romanzo è la LENIZIONE delle

consonanti occlusive intervocaliche: Divide la Romània in due parti:

orientale ed occidentale. Interessa l'area ibero romanza gallo

romanza, i dialetti italiani settentrionali, il romancio, il ladino e il

friulano. Si sonorizzano, passano ad una fase fricativa e in alcuni

casi si dileguano.

AMICAM > AMIGA(IT SETT) > AMIGA(SP FRICATIVA) > FR

AMIE (DILEGUO)

Nascita della filologia volgare:

Nel 15esimo secolo (Umanesimo) si riscopre la cultura classica,

questo porta al rifiuto dell'interpretazione che il Medioevo aveva

dato dei testi antichi, troppo moralista. L'Umanesimo si concentra

invece su una lettura filologica dell'opera quindi studiare la

lingua,lo stile,la cultura dell'autore e dell'epoca per capire il testo.

Nasce quindi la necessità di recupero di testi antichi, molti erano

andati perduti e altri che erano state consultati durante il Medioevo

erano pieni di aggiunte o errori di copiatura. Muove i primi passi la

filologia testuale o critica del testo per ricostruire il testo nella sua

forma originale.

Questo è stato applicato anche alla letteratura volgare a causa della

questione della lingua intorno ai modelli della lingua letteraria

volgare, per poi seguire la tesi di Bembo riguardo il fiorentino,

trasferendo il concetto di imitazione dei classici dalla letteratura

greco-latina a quella romanza.

Petrarca era stato preso come modello lirico del 300 e questo portò

all'interesse verso i Trovatori, la Scuola poetica Siciliana, il Dolce

Stil Novo.. iniziando gli studi di pronvenzalistica in Italia.

In italia la scuola poetica siciliana con Federico II. Fu il primo ad

aprire una scuola scientifica in Italia a Salerno. Promosse la cultura.

In quel momento la lingua letteraria era il Provenzale, invece lui

decide di portare il SICILIANO attraverso i suoi notai come Pier

delle vigne e Giacomo da Lentini.(1100-1200)

Passaggio dal Latino volgare alle lingue romanze portò all'inizio dei

problemi grafici, i copisti non sanno come scrivere certi fonemi,

incertezze grafiche.

Le prime attestazioni scritte delle lingue romanze sono tarde.

Abbiamo la fase sommersa intorno al V fino al 8 secolo. Quindi

conclusa la transizione dal Latino volgare ad autonomi volgari. Da

qui devono passare altri 300 anni perchè si scriva usando questi. Le

attestazioni nel 9° secolo.

Come abbiamo detto le lingue romanze si parlavano già da tempo

ma non venivano scritte, esisteva quindi la fase sommersa del

romanzo. Si frammenta l'impero romano e c'è l'influsso delle lingue

degli invasori (lingue di superstrato) si abbassa il livello culturale

dei ceti alfabetizzati, Latino solo per colti e semicolti.

Peggioramento della qualità della lingua scritta.

Si cerca di avvicinare Latino e romanzo, creando dei testi in cui si

riproduce la scripa latina in lingua romanza.: Indovinello veronese

(fine 8° - inizio 9° secolo:) presente in un manoscritto proveniente

dalla Spagna, oggi conservato a Verona. L'atto dello scrivere è

paragonato all'aratura e alla semina. Non è un testo volgare, perchè

dal punto di vista morfosintattico è ancora legato al Latino (OV),

mancano gli articoli, c'era ancora il genere neutro.

9°-10° secolo prime attestazioni in cui a differenza delle scritture

intermedie c'è una chiara consapevolezza della differenza tra Latino

e romanzo.

Questa presa d'atto della potenza del volgare avvenne nel 9° secolo.

Tutto il processo nasce già dal I secolo d.C. Quando era presente in

Latino una differenza di registro con il vulgaris. Ci fu una

progressiva differenziazione tra le due norme che hanno portato ad

una situazione di diglossia (coesistevano) e avevano differenze

funzionali: la prima veniva scritta e serviva per scambi ufficiali la

seconda per lo scambio orale quotidiano.

Spesso nei documenti Latini si usava la scripta latina rustica.

Questo allontanamento dalla norma alta va studiato in merito alla

società romana tra il I e il III secolo d.C. Dove iniziava ad avere

accesso alla vita pubblica il liberto(ex schiavo arricchito) . Inoltre c'è

l'editto di Caracalla che separa il centro Roma dalle province(212)

quindi lo sviluppo avviene in modo sotterraneo. Possiamo dire che

tra il 4° e il 6° secolo d.C. Appaiono dei mutamenti importanti nei

testi latini. Si passa poi dalla diglossia ad una situazione in cui il

Latino era solo una lingua scritta che pochi conoscevano mentre la

sola lingua parlata era il romanzo, progressiva perdita del Latino da

parte degli analfabeti e anche dovuto alla fine dell'impero romano.

6° secolo Latino classico lingua scritta, non più appresa per via

naturale, solo con istruzione.

Carlo Magno: incoronazione 25/12/800

Sul finire dell'8° secolo (Re dei Franchi) aveva unito l'Europa

centrale e occidentale. Il suo impero aveva regioni romanze come

Francia,Italia centro-sett, Catalogna sett (il resto della spagna era

araba) ma anche territori germanici. Promosse la restaurazione

grammaticale del latino: rinascenza carolingia e introdusse un

nuovo tipo di scrittura: la minuscola carolina, semplice ed elegante

ma il Latino era ormai lontano dalla quotidianità.

Primo documento in volgare Giuramenti di Strasburgo: 842

PERCHE' L'Area gallo-romanza:

– Romanizzazione più breve

– Era lontana da Roma

– Si forma immediatamente uno stato, c'era un sistema politico

forte con Clodoveo.

Giuramenti registrati dallo storico Nitardo ma le lingue romanze

dovevano essere parlate già da tempo. Si continuava ad usare il

Latino come lingua scritta in ambito istituzionale ed

amministrativo. Nel 813 durante il concilio di Tours (indetto da

Carlo Magno) i vescovi avevano constatato l'incapacità della

popolazione di comprendere le omelie in Latino e sollecitato l'uso

della rustica romana lingua o della lingua tedesca(perchè forse

evolve dal Latino) per i fedeli di lingua germanica. Obbligati a

transferre la predica. Bilinguismo fino al Concilio Sabatino.

14/02/842 quando Ludovico il Germanico e Carlo il Calvo

rinnovano la loro alleanza contro il fratello Lotario. Riportati in

lingua volgare all'interno di un testo latino. Il manoscritto che

conserva questi giuramenti è del 10 secolo ed è una copia della

storia dei figli. Nitardo muore in battaglia nell'844 quindi questi

giuramenti li ha riportati per iscritto in forma fedele. Riprodurre

una frase come è stata detta rafforza la veridicità del testo. Il padre

dei tre, Ludovico il Pio e figlio di Carlo Magno, aveva suddiviso

l'impero tra i figli in questo modo: la parte occidentale a Carlo, la

parte orientale a Ludovico e a Lotario le regioni intermedie (la

Lorena e nord Italia) ed il titolo da Imperatore. Le accese lotte

terminarono nel 842 quando Lotario fu costretto alla pace di

Verdun. A Strasburgo Carlo giurò in antico tedesco e Ludovico in

antico francese per farsi capire dagli eserciti opposti, giurano di

sostenersi se Lotario li attacca perchè tende ad allargarsi. Gli

eserciti giurarono nelle rispettive lingue. Queste formule furono

probabilmente elaborate nella cancelleria di Carlo e conservate dallo

storico Nitardo, cugino di loro che fece una cronaca dedicata alle

vicende dei figli di Ludovico il Pio.

La lingua dei Giuramenti è caratterizzata da una compresenza nel

testo di tratti settentrionali e meridionali e quindi è localizzata in

una zona di transizione tra il dominio d'oc e d'oil.

Sequenza di Sant'Eulalia: Martire spagnola.

Il più antico documento letterario del francese. 9° secolo.

Breve componimento di 29 versi che narra del martirio della santa.

E' un testo di uso liturgico che fa parte della Ageografia (letteratura

dedicata ai Santi). Santo martire, si fa uccidere per la fede, diverso

dal santo confessore che muore nel suo letto. I Santi venivano

catturati da romani (pagani) cercando di convincerli a rinnegare la

propria religione. Il santo diventa invulnerabile,buttano nel fuoco e

non brucia, l'unico modo per farlo morire è la decapitazione, usciva

latte dal collo.

Il codice contiene la traduzione latina dei sermoni di San Gregorio

Nazianzeno (scritti in greco) prodotti in territorio germanico in una

zona dove vi era identità francese e tedesca. Fu ritrovato a

Barcellona poi trasporato nel monastero benedettino di Saint

Amand dove vennero aggiunti gli altri testi nei fogli finali tra cui

Sant' Eulalia e il ritmus teutonitus (su Ludovico il giovane, figlio di

Ludovico il Germanico). Ora alla biblioteca di Valenciennes(confine

francia e belgio).

Lingua nord-est della Francia.

STRUTTURA: Componimento tradizione latina alto-medievale.

Breve inno. La parola Sequenza termine tecnico, legato alla

liturgia, per essere cantato per le celebrazioni della Santa.

Composizione in prosa ritmica o poesia ed era eseguita dopo

l'Alleluja (ultima sillaba), eseguita sulla sillaba finale. Ogni sillaba –

una nota.

Base musicale costituita da coppie di unità simmetriche ripetute a

cui corrispondono altre unità simmetriche, quindi fatta da versicoli.

14 periodi ritmici di lunghezza variabile formati da 2 unità legate

per assonanza.

Confronto tra la sequenza latina e quella romanza: Latina

terminologia e linguaggio di forma elevata e dal punto di vista dei

contenuti si sofferma sul valore della fede per i credenti, utilizzata

dai clerici.

La versione romanza ha un andamento più narrativo e descrive il

martirio della Santa.

Dopo questo abbiamo il Sant Alexis: era inizialmente decasillabo

con accento sull'ultima, al quale corrisponde l'endecasillabo italiano

con l'accento tonico sulla decima. Questo testo si concentra sugli

aspetti umani, sugli eventi del martirio. Aspetti umani, pubblico

incolto.

In Italia, 9 secolo, contemporaneo ai Giuramenti abbiamo un

graffito conservato nella Catacomba di Comodilla che chiede di non

pronunciare alcune preghiere ad alta voce. ''Non dicere''

estremamente romanzo, ille articolo e raddoppiamento

fonosintattico tipico delle varietà centro-meridionali (a bboce).

Quindi scritto nel volgare di Roma.

In Italia la transizione dal latino volgare alle lingue romanze fu

molto graduale, può definirsi conclusa nel 8° secolo ma devono

passare quasi altri 300 anni perchè si scriva usando quei linguaggi

parlati.

I più antichi testi romanzi sono testi giuridici (la prassi era di

incorporare all'interno di documenti in latino delle postille in

romanzo per riprodurre fedelmente un testo orale) oppure testi

pratici, ad esempio degli appunti. Per quanto riguarda i testi

religiosi i momenti ufficiali del culto restavano in Latino, si

traduceva la predica in romanzo ma oralmente. Erano in romanzo i

testi paraliturgici, delle interpretazioni che commentavano parti

della messa. Prendono il nome di sequenze.

Un esempio è la Sequenza di Sant'Eulalia. La vita dei santi era un

argomento trattato in lingua romanza anche nei drammi liturgici

che avevano luogo nei monasteri o nelle cattedrali per istruire i

fedeli ignari di latino su alcune festività celebrate o sulla vita del

santo.

L'ultimo è il genere profano, precoce in Francese ed Occitano. Esiste

da molto tempo ma comincia ad essere messa per iscritto solo dopo

che in ambito religioso si inizia a scrivere in volgare.

La maggior parte dei generi inizia in Francia (Francese e Occitano)

dove attraverso la rinascita carolingia c'è il primato delle origini

romanze.

Le prime testimonianze volgari in Francia: Giuramenti di

Strasburgo. Sant'Eulalia (9° secolo)

Sermone di Valenciennes (10° secolo) predica in Francese su una

pergamena. Alternanza di Latino e romanzo. Ricordiamo anche i

testi poetici profani come la Chanson de Roland (capolavoro epico

del medioevo francese) tramandata da un manoscritto anglo-

normanno conservato a Oxford. 12° secolo. Diviso in lasse. Con

quest'opera inizia la poesia profana.

Occitano: Formule di Clermont-Ferrand due formule magiche per la

guarigione da alcuni mali trascritte ai margini di un codice latino.

Tradizione dei trovatori. (12° secolo) Guglielmo nono è stato il

primo trovatore. Amore cortese. Il fine dell'amore è il riscatto

interiore, fa elevare lo spirito del poeta stesso. Amore

irraggiungibile però lo rende nobile, gentile. Spesso il trovatore è il

vassallo della signora ma la chiamano al maschle "mi donz"=mio

signore.

Canzoni con musica.

Boecis: Composto dopo 1000, manoscritto 11° secolo.

Francia de Sud/Provenza. Occitanico. Provenente da un ambiente

clericale o monastico, dall'abbazia di San Marziale di Limoges, poi si

trova alla biblioteca municipale di Orleans. Questo perchè in

Francia durante la rivoluzione vengono chiusi molti conventi e i

beni vengono trasferiti nelle biblioteche municipali, forte

statalizzazione. Anche il Sant'Eulalia nella biblioteca municipale di

Valenciennes.

E' un frammento di traduzione in decasillabi del "De consolatione

philosophiae" di Boezio dove il senatore latino viene considerato un

martire cristiano. E' un testo agiografico.

Boezio era un funzionario del Re ostrogoto Teodorico, era ateo. Era

una persona colta che suscita invidie e viene accusato di tradimento

con l'impero d'Oriente nei confronti di Teodorico. Lui ci crede e lo fa

giustiziare. Nel periodo di prigionia scrive il ''De consolatione

philosophiae". Poemetto ageografico anonimo di 255 versi divisi in

lasse di misura variabile. La lassa si distingue dalla strofa perchè ha

un numero variabile di versi, più elastica, si adegua la struttura al

contesto.

I versi sono pari per una questione di memoria, si ricordano meglio,

sempre con la stessa rima (ultimo accento tonico uguale) o

assonanza (identità dei suoni vocalici). Sono decasillabi (cesura

epica 4+6) Non veniva letta ma recitata o cantata.

Considerato come un martire cristiano, viene un po' distorta la

storia.

FRANCIA NORD: Chanson de geste, Re Artù, Lancillotto.

FRANCIA SUD: Lirica Trobadorica.

In Italia: C'è l'indovinello veronese ma in Italia L'USO scritto del

volgare si afferma solo nel 13esimo secolo. Attestazioni pratiche, in

ambito religioso poco. Rispetto al Francese e all'Occitano dove c'era

più omogeneità linguistica, l'Italia sembra molto più arretrata.

La prima registrazione di un volgare italiano in un documento

latino è contenuta nel Placito di Capua del 960. E' una formula

testimoniale. Fa parte dei placiti Campani insieme a quelli di Sessa e

di Teano. Legati all'abbazia di Montecassino, che ha svolto un ruolo

importantissimo nell'uso scritto del volgare, creando una koinè

linguistica nell'Italia mediana.

Un'altra testimonianza è la Postilla amiatina dove una coppia fa

dono ad un'abbazia di tutti i loro beni.

Dal punto di vista religioso molto meno diffuso rispetto in Francia.

12° secolo Formula di confessione umbra, un atto di penitenza in

volgare.

L'Italia si mostra precoce nelle scritture esposte: iscrizioni scolpite

sul marmo, spesso raffiguranti la vita dei santi come quella di San

Clemente scritta nel volgare di Roma.

I testi profani invece sono del 12° secolo influenzati da quelli

francesi. Ricordiamo il testo lirico ''quando eu stava in le tu

cathene'' che presenta tratti linguistici del nord e dell'Italia mediana

(forse Marche).

Sardo: Più precoce rispetto all'Italia, nel 11° secolo. L'uso del Latino

si era indebolito in Sardegna a causa dell'isolamento durante la

dominazione bizantina (6°-9°) secolo e poi l'invasione saracena.

Decisiva fu la colonizzazione monastica da parte di monaci

benedettini dell'Italia peninsulare e della Francia.

I testi giuridici sardi vengono scritti da subito interamente in

volgare perchè Latino e Sardo erano entrambe lingue ufficiali delle

cancellerie. In alcune testimonianze abbiamo l'alfabeto greco.

Importante il privilegio logudorese (il giudice consente ai mercanti

di Pisa un'esenzione dai tributi) del 1080.

Romancio: Prova di penna di Würzburg, una breve frase su un

manoscritto Latino.

PENISOLA IBERICA:

Aveva vissuto la dominazione araba 711-718 e rimane divisa in due:

Regioni settentrionali nell'orbita carlingia e Sud Arabi. Isolamento e

crisi nel nord fino all'11° secolo. La Spagna araba era ricca,

culturalmente raffinata e non c'era la diglossia con il Latino.

Castigliano: Più antico documento è la Nodicia de kesos, elenco di

formaggi. I prim documenti interamente in volgare appaiono alla

fine del 12° secolo, in ambito religioso si limitano a aggiunte a testi

religiosi latini per aiutarne la comprensione. Es: Glosse Emilianensi

e Silensi (settentrione). Solo dopo appare l'Auto de los Reyes Magos,

componimento in versi che è un dramma liturgico. Importante il

primo testo letterario volgare di argomento profano IL CANTAR DE

MIO CID, poema epico spagnolo che è tramandato da un

manoscritto trecentesco ma composto nel 12° secolo, autore

anonimo.

Galego-portoghese: 13°-14° secolo lingua della lirica amorosa grazie

all'opera del sovrano Alfonso X EL SABIO.

Catalano: Estraneo dalla crisi culturale delle altre regioni

settentrionali della Spagna. Giuramento feudale Latino-Catalano

1035.. Anche in ambito giuridico è molto usato in maniera precoce,

si afferma come lingua ufficiale dell'amministrazione presso la corte

di Aragona prima dell'unione con Castiglia(1479). Per molto tempo i

poeti catalani hanno scritto in Occitano grazie ai rapporti con la

Francia del sud.

ROMENO: Il Romeno era isolato geograficamente e storicamente

dal resto delle lingue romanze. Ampio uso dello Slavo ecclesiastico.

Prestigio dello Slavo lingua ufficiale e Romeno solo per espressione

orale. Era scritto in caratteri cirillici fino all'ottocento. Il primo

documento del Romeno è una lettera del 1521 storica dove un nobile

avvisa un borgomastro del pericolo dei turchi sul danubio. Dal

punto di vista religioso distacca la traduzione dei Quattro Vangeli di

Coresi.

Grande fioritura della letteratura religiosa grazie ai movimenti della

Riforma protestante , luteriani e calvinisti soprattutto in

Transilvania. I romeni rimasero però ortodossi. Testo storico: La

cronaca della moldavia (17 secolo).

La vita culturale dei romeni era separata dagli altri popoli romanzi e

vicina ai paesi ortodossi.

Prima potere turco sul paese poi i principati di Moldavia e Valacchia

si unirono e divennero indipendenti (1878) e la Transilvania passò

dall'Austria-Ungheria alla Romania. Quindi la Romania privilegiò i

rapporti con la Francia.

L'EDIZIONE DEI TESTI(CAPITOLO 10):

La critica del testo è la disciplina che si occupa dell'edizione dei

testi. Per studiare un testo, ad esempio una documentazione

medievale sono richieste differenti conoscenze, ad esempio di

paleografia(storia della scrittura). Bisogna poi trascrivere,

interpretare il documento e pubbicarlo secondo criteri grafici ed

editoriali moderni ripristinando le caratteristiche originali del testo

(soprattutto in caso di assenza dell'originale) correggendo gli errori

mediante lo studio della tradizione e attraversio la congettura.

Creare quindi un'edizione accessibile al lettore moderno ma

conforme alla volontà dell'autore.

Bisogna comprendere anche la modalità di scrittura nel Medioevo

ed i materiali usati, si scriveva a mano producendo quindi dei

manoscritti. Non si distingue u da v, le parole a volte non sono

separate. Si intingeva il calamo(cannuccia vegetale) e si scriveva su

pergamena. La carta arrivò con la cultura araba. I testi potevano

essere scritti su fogli volanti o rilegati insieme in manoscritti.

Un manoscritto è un testimone di un testo. L'insieme dei testimoni

è la tradizione.

Le scritture utilizzate erano in Francia la merovingica(molto

difficile,portava a compiere errori nella copiatura), in Spagna la

visigotica(Nodicia de kesos, glosas emilianenses y silenses)

nell'Italia meridionale c'erano i ducati longobardi con la scrittura

beneventana. Con la riforma di Carlo Magno si utilizzò la minuscola

carolina. Giuramenti di strasburgo, sequenza di sant'eulalia e

chanson de roland sono scritte con questa. Tra il 200 e il 400 si

utilizzò in italia la scrittura gotica (caratteri latini) destinata all'uso

libraio. Solo nel 400 si diffuse la Umanistica da cui derivano i nostri

caratteri a stampa.

ERRORE:

Fino all'avvento della stampa per trasmettere un testo bisognava

trascriverlo, copiare significava però sbagliare. La tradizione di un

testo è l'insieme delle copiature a cui è stato sottoposto. L'opera

usciva fuori dal controllo dell'autore a causa del moltiplicarsi delle

copie.

Ogni copia contiene gli errori del suo antigrafo più una quantità di

errori propri.

Ogni volta che si vuole pubblicare un testo medievale si può avere

l'originale autografo dell'opera, direttamente dalla mano dell'autore.

Questa può essere un autografo (scritta dall'autore stesso) o

idiografo (scritta sotto sua sorveglianza).

Originale ed autografo non sono parole sinonime appunto.

Può essere un'opera tramandata da un'unica testimonianza copia

dell'originale, questo avviene per testi che hanno avuto poca

diffusione. La prima copia dell'originale si chiama apografo.

La copia che serve da modello è chiamata esemplare.

Un passo del testo è chiamato lenizione.

L'ultima situazione se l'opera è trasmessa da due o più testimoni che

sono copie dirette o indirette dell'originale. Esempio la commedia di

Dante: non abbiamo l'originale, testo critico ricostruito sulla base di

quello che ci è arrivato. 800 manoscritti, prima edizione 1472 però

non è affidabile .

Oltre alle testimonianze dirette ci sono anche quelle indirette,

citazioni all'interno di altre opere.

EDIZIONE CRITICA DI UN'OPERA:

Formulare un'ipotesi su come era l'originale perduto. PIU' VICINO

POSSIBILE ALL'ULTIMA VOLONTA' DELL'AUTORE E

LEGGIBILE AL PUBBLICO MODERNO.

La filologia in questo senso avvenne contemporanea alla fondazione

scientifica della linguistica comparata, nell'ottocento. Portò quindi

all'oggettività.

Nel caso in cui esista l'originale basta fornire un'edizione

interpretativa quindi trascrizione secondo i criteri moderni. Nel

secondo caso invece dopo l'edizione interpretativa si possono

trovare degli errori quindi ci sarà l'intervento di correzione ma non

potremo mai avere la certezza di aver stabilito l'originale. L'ultimo

caso può presentare che il testo tramandato da un testimone non

coincida con quello tramandato da un altro. I testimoni sono dette

varianti.

Edizione genetica: Comprende sia l'originale nella sua forma

definitiva sia varianti conservate in manoscritti autografi. Ci sono

infatti anche varianti d'autore, frutto di interventi dell'autore

durante la composizione tipografica. In questo caso bisogna

confrontare più esemplari per stabilire la cronologia.

Diversi metodi per ricostruire un testi: Filologi Alessandrini sono

stati i primi.

1) Codex Depustimus: Manoscritto più antico quindi è più simile

all'originale

2) Codex Optimus: Codice migliore

3) Codex Splunimi: Maggioranza di manoscritti, quindi se la

maggioranza dice in un modo sarà quello giusto , ma possono

venire dallo stesso ramo errato.

L'unico modo per valutare l'affidabilità è quello di confrontarli e di

classificarli sulla base degli errori comuni = RECENSIO.

Il metodo seguito è quello di Lachmann, dal filologo che ne delineò i

principi nel De rerum natura di Lucrezio.

METODO DI LACHMANN: Metodologia scientifica contemporanea

al metodo storico-comparativo. Ambisce a ricostruire nel modo più

oggettivo possibile il testo critico in mancanza di originale.

1. Primo step è la recensio, classificare i testimoni sulla base degli

errori comuni quindi ricostruendo i rapporti genealogici tra i

manoscritti.

Adottare dei criteri per la correzione meccanica del testo, in modo

obbiettivo risalire all'originale attraverso la legge della maggioranza.

Sul libro viene proposta Fresca rosa novella di Guido Cavalcanti,

testo medievale trasmesso da tanti testimoni.

Il critico testuale dovrà tenere conto di tutti i testimoni, anche

indiretti (citazioni,rifacimenti). Una volta individuati i testimoni

deve fornire al lettore le coordinate per identificarli.

Es: Bologna, Biblioteca Universitario, n. 1289, cc. 47v-48v (B)


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto di Filologia Romanza modulo A per l’esame della prof. Marinetti corso di Lingue nella società dell'informazione dell’università di Roma Tor Vergata, basato su appunti personali presi a lezione e studio autonomo dei testi consigliati :
- Manuale di linguistica e filologia romanza (Renzi, Andreose)
- Breve avviamento alla filologia italiana (Stussi)
Argomenti trattati:
Definizione di filologia, La Romània, Lingue romanze, Mutazione dal Latino alle lingue romanze, Superstrato, Adstrato e Sostrato, Romanizzazione, Medioevo, Dialetti italiani, Appendix Probi, Satyricon, Epistole di Cicerone, Differenze tra Latino e Lingue romanze, Battaglia di Hastings, Glosse di Reichenau, Placiti Campani, vocalismo, Giuramenti di Strasburgo, Sequenza di Sant'Eulalia, Boecis, Edizione dei testi, critica testuale, metodo di Lachmann


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue nella società dell'informazione
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher tuttigliappunti96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filologia romanza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Tor Vergata - Uniroma2 o del prof Marinetti Sabina.

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