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Peire D’Alvernhe – Chantarai d’aquestz trobadors - 1170

Peire (1130) è uno dei trovatori più diffusi divenuti canonici soprattutto in ambienti italiani (corti). È sempre presente nei canzonieri e questo testo è molto famoso.

Trobar clus

Il suo è un trobar clus, una scuola trobadorica. Si tratta di una forma poetica che non arriva immediatamente al lettore. Piuttosto chiusa, ermetica. Il lettore deve comprenderla grazie a delle "armi di conoscenza". Il linguaggio è infatti allusivo. Altri esponenti sono: Marcabru, Raimbaut d’Aurenga, Jaufre Rudel.

Trobar leu

Differente dal trobar leu: Trobar lieve, facile da intendere. Quello che viene scritto viene compreso immediatamente, non ci sono significati celati. Ricordiamo Bernard de Ventadorn, Peire Rotgiers, Giraut de Bornelh.

Trobar ric

O dal trobar ric: Molto complesso dal punto di vista dell’organizzazione dello scritto, della lirica e della metrica. Le rime sono complesse (sestina). Ricchezza di forma, di strutture metriche e di rime. Rime: Identità completa dall’ultimo accento tonico. Rimanti: Parole portatrici di rima. Altri esponenti: Raimbaut D’Aurenga o Arnaut Daniel, inventore della sestina.

Struttura

Qui abbiamo strofe di 6 versi ottosillabi con rime di tipo maschile perché accentuano tutte sull’ultima. Il genere di questo testo è un sirventese satirico: L’autore prende in giro i suoi colleghi, dedica ad ognuno di loro una strofa. Non c’era sentimento di offesa, satira codificata, presa in giro che fa piacere.

L’incipit (1° verso) fa pensare che sia stato composto in presenza degli altri per prenderli in giro, nell’occasione del matrimonio della figlia di Eleonora di Aquitania (nipote di Guglielmo) con il Re di Spagna. Si parte quindi con un corteo nuziale che attraversa la Francia e quindi la Provenza. Invitati i trovatori che frequentavano le corti. In questo caso, essendo un sirventese, si colloca insieme agli altri sirventesi nel manoscritto, perché predomina la divisione per generi.

Conservazione

Viene conservato in 8 manoscritti, indicati attraverso le sigle dei canzonieri.

  • A = Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana. 5232. Copiato in Italia. Scrittura gotica italiana.
  • C= Francese 856. Manoscritto di origine provenzale conservato nella Biblioteca Nazionale di Parigi. In Francia le biblioteche diventano Municipali dopo Napoleone, perché le zone della città sono divise in municipi. Copiato a Narbona.
  • D = Canzoniere estense, è una parte di un canzoniere molto importante, forse il più antico. Si trova a Modena. Copiato in Italia.
  • I e K = Sono due canzonieri di area italiana, che erano nella Biblioteca Apostolica Vaticana e poi sono stati traslati a Parigi. Finita la dominazione di Napoleone, ci furono degli accordi per far tornare molti manoscritti alla Vaticana ma non furono riportati. Vengono chiamati gemelli, hanno una mise en page molto simile.
  • N = Si trova a Berlino. Manoscritto tardo, non è una testimonianza diretta, ma una testimonianza sulla vita di Bernard de Ventadorn. Copiato in Italia da Giulio Camillo.
  • R = Manoscritto Collettore di area francese con l’annotazione musicale dei componimenti, razos e vidas. Si trova alla Biblioteca Nazionale di Parigi.
  • a= Manoscritto Campori, è una copia a mano tarda cinquecentesca (già inventata la stampa).

1° Strofa

vs.1: Canterò di questi trovatori.

  • A Cantarai d’aqestz trobadors
  • C Chantarai d’aquest trobadors
  • D Chantarei d’aqez trobadorsa
  • I Cantarei d’aquetz trobadors
  • K Cantarei d’aquetz trobadors
  • N Cantarei d’aqetz trobadors
  • R Chantarai d’aquist trobadorsa
  • a Chantarai d’aqels trobadorsz
  • z chantarei d’aquer trobadors

C: Chantarai = Canterò. Futuro perifrastico ottenuto da Infinito Cantare + presente Habeo. In provenzale non c’è il passaggio di A > E. CANTARE + HAB(EO) = ''eo'' sviluppa uno jod. Cade la E finale di CANTARE e la H iniziale di HABEO. B intervocalica Lenizione, spirantizza e cade. EO sviluppa uno jod = Alla fine non evolve in O ma in AI. Rimane l’elemento palatale e non velare con K. (Segnala la lingua del copista) CANTARAI vs CHANTARAI: Varianti GRAFEMATICHE / ADIAFORE (non significative). Rappresentano la resa grafica di quel suono. Mi aiuta a localizzare il testo ma non a ricostruirlo. CHANTARAI vs CHANTAREI: Variante LINGUISTICA: Esistono entrambe le forme del futuro in Provenzale. Chantarei è una forma dissimilante parallela e tarda. Adiafora. I e K sono molto vicini e anche D sta da quelle parti. R e C anche molto simili tranne per D’AQUIST ma può essere errore dovuto all’abbreviazione. d’aquest: Di questi, indica quindi un dimostrativo. Viene da un agglomerato: atque x eccu + ıste (nati per rafforzare il termine). ı di ıste > e La T di atque si fonde come nesso consonantico. D’aquist o d’aquest sono soluzioni diverse, dovute alla declinazione bicasuale, ma aquest è la soluzione giusta, in quanto accusativo plurale. Aquist esiste come forma ma non è un accusativo plurale, è provocato da un sbagliato riconoscimento dell’abbreviazione. (Nel medioevo per risparmiare spazio si usavano). Da rifiutare quindi. Aquels (a) è un’altra variante che significa ''quelli'', derivante da un’abbreviazione mal letta. Le altre forme (con la z) dipendono dalla pronuncia perché nelle lingue gallo-romanze non si pronunciava la labiovelare. Trobadors (trovatori): Chi componeva sia il testo (motz) che la melodia (son). Appartiene alla 3° declinazione, quella degli imparisillabi con accento Mobile (che cambia a seconda del caso).

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/09 Filologia e linguistica romanza

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