Filologia: significato e applicazioni
Per quanto si tratti di un grecismo colto di epoca rinascimentale, la parola filologia ha nelle lingue moderne una gamma di significati diversi. Una prima possibile definizione del termine la dava già Immanuel Kant, che la definiva come una disciplina che comprende in sé una conoscenza critica dei libri e delle lingue.
Definizioni e significati
In realtà, un'accezione più specifica è quella che ritroviamo nel Grande dizionario della lingua italiana di Salvatore Battaglia, che la considera una disciplina che, mediante la critica testuale, si ripropone di ricostruire e interpretare correttamente i testi o documenti letterari, a partire dall'origine e dalla struttura di una lingua o famiglia linguistica. Già nella definizione di Kant c'era una volontà di mettere sullo stesso piano libri e lingue, mentre la lingua diviene centrale in altre discipline.
Infatti, nel significato corrente la filologia è propriamente filologia testuale, e quindi ecdotica, nettamente diversa rispetto alla linguistica o glottologia che si soffermano prettamente sugli aspetti linguistici. L'ecdotica mira a ricostruire il testo quale l'ha voluto l'autore ed è per questo che la ricostruzione ha un particolare rilievo, tant'è che non sono pochi gli studiosi per i quali il lavoro filologico si considera concluso quando (applicando il metodo di Lachmann) si è tracciato uno stemma dei manoscritti.
Ricostruzione e interpretazione
La ricostruzione del testo nella sua forma più adeguata possibile è certamente una fase preliminare del lavoro filologico, ma non ne è il compimento. Quando è stato portato a termine questo aspetto resta da affrontare il problema dell'interpretazione del testo, che è il fine reale della filologia. Il testo è sempre problematico ma in gradi e in modi ogni volta diversi.
La distanza cronologica tra originale e testimoni a noi disponibili costituisce un problema in quanto un postulato generalmente valido è che ogni copia comporta errori, intendendo sia gli errori veri e propri, in genere involontari, sia le innovazioni volute, ad esempio la modifica delle forme linguistiche allo scopo di attualizzarle. Per questo, per un'interpretazione corretta è dunque indispensabile sapere quali siano le modalità attraverso cui un testo, qualsiasi testo, ci è stato trasmesso.
Storia della tradizione del testo
Dunque l'operazione preliminare di ogni lavoro filologico dev'essere l'accertamento della storia della tradizione del testo, cioè la storia di ciò che è accaduto al testo al momento che l'autore ha iniziato a concepirlo fino a quello in cui è pervenuto a noi; il che permette di risolvere anche questioni relative alla genesi dei testi, per le quali non abbiamo informazioni dirette.
Un altro aspetto importante della storia della tradizione è anche il dato relativo alla diffusione e fortuna di un'opera. Noi non possiamo calcolare il tasso di perdita dei codici, che del resto può variare col variare dei luoghi, dei tempi e delle circostanze. Ma in ogni caso il numero delle copie è un dato significativo, né meno importante è sapere in quali aree esse furono realizzate ed in quali sembrano assenti, in quali località furono vendute e a chi, e così via. Diventa così possibile ricostruire la storia del singolo libro da quando fu prodotto ad oggi.
Applicazioni della filologia
All'inizio, nelle definizioni del termine filologia, è sembrato che questa disciplina si limitasse ai testi letterari, probabilmente a causa della sua stessa origine. La filologia infatti ha origine dallo studio dei testi classici, latini e greci, e della Bibbia. Ciò ha avuto come effetto il pensiero che i testi non letterari non abbiano bisogno di cure filologiche.
In realtà questo concetto si infrange nelle testimonianze sulle accanite dispute riguardo la cosiddetta fibula prenestina, un'antichissima iscrizione ritrovata vicino Roma. È però il filologo a decidere se valga la pena applicare ad un testo non letterario la metodologia filologica. Non c'è dubbio che Petrarca richieda altra cura che un contratto commerciale del Trecento, ma appunto la cura dev'essere diversa ma non inesistente, non può essere riservata al poeta e negata al mercante.
Lo stesso ragionamento, condizionato ovviamente dall'origine della filologia come filologia classica, si può applicare ai testi orali. Cominciamo con l'osservare che non si vede ragione di escludere da un qualsivoglia esame filologico testi che sono insieme orali ma non privi di un carattere letterario, vale a dire dei testi che appartengono alla poesia e alla narrativa tradizionale.
In realtà però, dal momento che i garanti della conservazione e dell'integrità dei testi orali erano propriamente i cantastorie, e dato che essi potevano manipolarlo secondo le proprie opportunità senza dare conto di ciò a nessuno, un esame approfondito mostra che il metodo di ricostruzione di un testo orale, può anche porsi ma in termini e con strumenti quasi mai uguali a quelli dei testi scritti.
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