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Filologia romanza

Tipi di filologia

Esistono diversi tipi di filologie. Filologia slava: si riferisce alle lingue slave (russo, polacco, cieco, slovacco, sloveno, serbo-croato, bulgaro). Si postula un’origine comune che va a individuarsi nel protoslavo (proto indica primo), lo slavo primigenio antico poi si è specificato in russo.

Filologia germanica: si riferisce alle lingue germaniche (inglese, tedesco, danese, nederlandese, svedese, norvegese, islandese), la continuazione del protogermanico anche detto germanico comune.

Filologia romanza: si può dire che le lingue romanze abbiano origine da un protoromanzo (o romanzo comune), tutte le lingue romanze derivano unitariamente dal latino. La parola romanza indica la continuazione medievale ma anche moderna del latino.

La lingua rumena

Rumeno: per quanto riguarda i vocaboli della lingua rumena, il 51% delle parole del rumeno d’oggi ha un’origine slava, tuttavia il rumeno resta comunque una lingua romanza perché il 49% delle parole deriva dal latino, sono le più usate, mentre le altre corrispondono a terminologia specifica e tecnica.

Origine del latino

Il latino era inizialmente la lingua di Roma antica, era un dialetto italico che però per motivi storici (la conquista del Lazio e poi l’Italia peninsulare e insulare) si diffuse uniformemente in tutto l’impero (Dacia conquistata nel 107 d.C.), dall'unità della lingua latina derivano una miriade di parlate e dialetti.

Principali lingue romanze

  • Portoghese – 10 milioni di parlanti, parlato anche in Brasile (180 milioni);
  • Spagnolo – o Castigliano, parlato nel centro della Spagna, la parola deriva dal latino castellum, castella, ha 41 milioni di parlanti e altri 350 milioni con i parlanti in America Latina e Stati Uniti.
  • Catalano – non è lingua nazionale, ma viene riconosciuta, parlata e scritta. Ha avuto una crisi nell’800 ma nel ‘900 si è ripresa. I parlanti sono 7 milioni in Catalogna (fascia costiera che si affaccia sul Mediterraneo), isole Baleari e anche Alghero.
  • Occitanico / Provenzale: lingua letteraria che ha avuto importanza nel Medioevo, la lingua dei trovatori con la quale esprimevano la più raffinata poesia amorosa. Ora è parlato in subordine del francese (13 milioni se la cavano, 500.000 la usano correttamente).
  • Franco-provenzale: distribuito in un cuneo che si insinua tra francese e provenzale con appendice in Italia settentrionale (Valle d’Aosta, Franca contea, sul confine svizzero), parlato da 200.000 persone.
  • Francese: 45 milioni di francesi e altri 30 sparsi nel mondo.
  • Retoromanzo: tra le ultime conquiste di Roma c’era la Rezia (Alpi retiche), è una lingua con tre varianti: Romancio svizzero, parlato nel Cantone dei Grigioni, capitale Loira. Retoromanzo Occidentale, Retoromanzo Orientale, Centrale e Occidentale.
  • Ladino: parlato in Italia in alcune Valli dolomitiche del Trentino da circa 75.000 persone. Il retoromanzo occidentale è rappresentato dal Friuli e la lingua è il friulano (Solo il Friuli), nelle province di Udine, Pordenone e Gorizia.
  • Sardo – un milione e mezzo di parlanti.
  • Corso – parlato da 125/175.000 persone, considerato anche come dialetto italiano.
  • Italiano – 56 milioni di parlanti.
  • Dalmatico – lingua estinta.
  • Rumeno – 26 milioni di parlanti.

Diffusione delle lingue romanze

Alcune di queste lingue si sono distinte anche al di fuori dei territori di origine di formazione, in tutti i continenti ma particolarmente nell’America Latina (portoghese/spagnolo, Canada il francese (Quebec – Montreal), Africa settentrionale e Indocina.

Le lingue romanze - Penisola iberica

Le lingue romanze comprendono il portoghese, lo spagnolo e il catalano. In questa cartina compare anche il galego, la parlata della Galizia (regione dell'estremità nordoccidentale della Penisola iberica); la Galizia ha avuto una straordinaria importanza nella costituzione della lingua portoghese.

Lingua e letteratura galego-portoghese

Nel Medioevo si parla di lingua e letteratura galego-portoghese, il galego ha avuto una grande importanza letteraria ma soprattutto si è in seguito trasferito a Sud e ha occupato tutto il territorio del Portogallo (lingua portoghese) e ha coperto il fenomeno storico-politico della famosa Reconquista (fenomeno per il quale gli arabi in un primo tempo hanno conquistato quasi tutta la Penisola iberica con l'eccezione di alcuni regni che resistono alla pressione islamica nel nord della Penisola; la Reconquista è il periodo nel quale progressivamente gli Stati del Nord della Penisola iberica riescono a, progressivamente, recuperare militarmente le regioni del centro e del Sud della Penisola iberica fino a che la data finale, 1492 cede l'ultimo Regno arabo all'interno di questa Penisola ed è la conquista da parte dei Castigliani della città di Granada e del territorio circostante).

Lingue non romanze

Dal punto di vista linguistico non trova corrispondenza nella didascalia la regione Basca, i Paesi Baschi, dove si parla il basco (non è una lingua romanza, non è derivato dal latino, è parlato solo in quella regione, non si conosce esattamente la sua origine, se indoeuropea o ancora da indagare, è comunque un residuato della lingua che veniva parlata grossomodo in tutta la Penisola iberica prima del latino, l'iberico).

Area dell'attuale Francia

Grossomodo la possiamo dividere in due parti, una più estesa a Nord, l'area del francese (parlato a livello colto in tutta la Francia però nelle regioni meridionali a partire dall'estuario dei due fiumi, ad Est più in là di Lione, lì si parla l'occitanico -il provenzale). Non è soltanto la lingua della Provenza, regione orientale della Francia che confina con l'Italia, ma è la lingua di tutta la Francia Meridionale. Viene parlato nel Meridione della Francia a livello di comunicazione quotidiana, in rivendite prevalentemente rurale (insieme di dialetti), all'estremità Settentrionale (là dove si trova la Bretagna) i dialetti sono particolarmente caratterizzati (nella cartina distinguono dal resto dei numerosissimi dialetti moderni del francese vero e proprio).

Il franco-provenzale (dove si scurisce la cartina) ha avuto origine a Lione, è il centro d'origine di questa lingua (a Lione, seconda città di Francia insieme a Marsiglia, attualmente si sente parlare soltanto francese ma rimane l'origine lionese del Franco-provenzale, iscrizioni in questa lingua tutto intorno alla città e alle sue colline).

Varietà linguistiche in Italia

Tre regioni storiche (Franca contea, la Savoia e il Delfinato), in più tutta la Valle d'Aosta. Il corso, lingua a sé, parlato in Corsica; Sardo-settentrionale (variante dei dialetti italiani tra Genova e la Toscana); è distinto dal vero e proprio sardo perché è molto influenzato dal Genovese, dai Pegliesi (tabarchino), influenzata da altri dialetti italiani prevalentemente Toscani; Sardo: sardo logudorese, prende il Noma dalla regione centrale del Logodoro. Italiano, 56 milioni considerando anche la presenza dell'italiano nel Canton Ticino; si dice che a livello dialettale il miglior lombardo si parli proprio in Canton Ticino (piuttosto che a Milano). L'italiano (romancio, ladino e friulano, da ovest ad est, quelle tre macchie al Nord dell'Italia). Romancio in Svizzera, il ladino (geograficamente nel Trentino Alto Adige), friulano in Friuli.

Dalmatico

Dalmatico: ha la caratteristica di essere l'unica lingua romanza in Europa completamente estinte, dalla morte del signor Tuone Burbur nel 1898 (soprannome che gli è stato dato per via della sua professione, barbiere); questo signore viveva nell'isola di Krk. Romeno.

Aggettivo romanzo

L'aggettivo romanzo è usato per designare le lingue derivate dal latino; c'è però, molto meno usato, un altro aggettivo concorrenziale: neo-latino. C'è perfetta equivalenza tra i due aggettivi, indicano precisamente la stessa cosa per quanto esiste la perfetta sinonimia. L'aggettivo neolatino è usato specialmente in Italia, è nettamente meno usato rispetto a "romanzo", anche in Italia: è più chiaro, più immediatamente comprensibile ("che ha a che fare con il latino"). Ha però lo svantaggio di applicarsi anche a qualcosa di completamente diverso, si applica cioè al latino che è stato scritto quando questa lingua non era più una lingua viva, parlata (latino medievale e latino umanistico, per esempio alla poesia cosiddetta neolatina di Giovanni Pascoli -partecipava regolarmente e vinceva a un Concorso internazionale di poesia in latina che si teneva ad Amsterdam, fa parte delle presenze neolatine).

Principali manuali di filologia romanza

  • Manuale di Carlo Tagliadini;
  • Manuale dell'olandese Vidos, Manuale di Linguistica romanza;
  • Manuale del tedesco Lausberg di Linguistica e Morfologia e Sintassi (in due volumi);
  • Manuale di Linguistica romanza (Renzi, Andreose).

La parola filologia

Filologia deriva dal greco e significa "amore della/ per la parola", "amore per il discorso". In greco è esistita la parola che designa lo studioso di filologia, il filologo(s): anticamente questa parola ha assunto un valore peggiorativo, l'uomo che ama la parola in quanto chiacchierone, ma anche più positivamente un uomo eloquente. Designa l'esperto delle parole, un erudito in ambito linguistico e letterario insieme (erudito, cultura dell'espressione letteraria, della lingua...).

La filologia ha tre principali accezioni, delle quali dovendo spiegare il termine Filologia romanza forse interesseranno principalmente la seconda e la terza:

Aspetti della filologia

  1. Filologia testuale, più frequentemente viene chiamata con termini che esordiscono con la parola critica (critica del testo, critica testuale...), oppure anche filologia testuale; la critica del testo è l'insieme delle tecniche utili a ricostruire il testo originale di un'opera o di una serie di opere. La filologia romanza in Italia si occupa principalmente di ricostruire il testo originale di testi medievali giunti a noi attraverso manoscritti, rarissimi sono quelli autografi (volontà nota dell'autore, abitudine di redigere un autografo e consegnarlo a dei copisti, inserisce una quantità cospicua di errori; i copisti medievali non avevano nella propria cultura il rispetto assoluto per un testo che veniva dato da trascrivere, avevano piuttosto l'ambizione, la tendenza a migliorare il testo cambiandolo, facendo aumentare in maniera esponenziale gli errori). La critica testuale ha a che fare con alcuni manoscritti, li confronta tra di loro, ricostruisce una sorta di albero genealogico, mettendo in testa l'originale o una copia dell'originale (realizzazione un'edizione critica). L'edizione critica non è un'edizione qualsiasi, qui la cosa fondamentale è il testo, altrettanto importante è l'apparato delle varianti: troviamo quella che secondo il curatore dell'edizione critica è il testo più possibile vicino alla volontà dell'autore, nell'apparato delle varianti si ha il testo delle varie edizioni.
  2. La somma di due discipline: linguistica (glottologia) e letteratura; il filologo si occupa di queste materie insieme, prevalentemente dell'una rispetto all'altra.
  3. Zona di sovrapposizione tra la linguistica e la letteratura, vale a dire gli aspetti di rilevanza linguistica delle manifestazioni letterarie. Studiare un testo (letterario) però avendo particolare riguardo agli aspetti di rilevanza linguistica; per letterario non intendiamo soltanto i capolavori o comunque le opere più famose ma la produzione scritta per un pubblico che cerca il successo ma tutte le produzioni scritte (non soltanto quelle che vogliono avere un rilievo artistico ma qualsiasi produzione scritta). Esempi: se scrivo un saggio sul pensiero di un poeta, sulla biografia di un poeta, il sentimento nell'opera di, non compio uno studio filologico, ma se mi interrogo a proposito della forma delle composizioni del poeta e più ancora sul suo stile (critica stilistica è ai confini con la filologia), sul modo in cui gli scrittori hanno operato impiegando la propria lingua come strumento espressivo.

La filologia romanza in Italia

Si precisa in Italia perché fuori d'Italia "filologia romanza" significa molto generalmente lo studio di tutte le lingue e di tutte le letterature romanze (il punto 2 riferito ovviamente all'ambito romanzo); all'estero è quasi equivalente a "studi romanzi", per esempio in inglese il termine corrispondente a quello italiano è "romance philology", si alterna tranquillamente con il termine "romance studies". In tedesco il termine "romanische Philologie" si alterna con "Romanistik", ciò che riguarda il mondo romanzo (interessi linguistici e letterari). Fuori d'Italia non ci può essere un insediamento di filologia romanza, è difficile che ci sia, non è tanto o soltanto una disciplina quanto un settore ampio di studio, molto ampio tanto è vero che di solito lo studente si impegna in una sola lingua romanza. In Francia più che di una materia si tratta di un dipartimento che contiene gli studi e le aule di argomento "lingue romanze". In Italia la filologia romanza è invece una disciplina oggetto di corsi d'insegnamento attivati per legge in tutte le Facoltà di Lettere e di Lingue e letterature straniere (c'è obbligo di metterle a disposizione degli studenti).

Origine delle lingue romanze

La filologia romanza si occupa dello studio dell'origine delle lingue romanze a partire dal loro progressivo distaccarsi dalla loro comune unità latina; altro argomento di interesse della Filologia romanza in Italia è anche lo studio delle letterature romanze medievali. In Italia c'è la tendenza netta ad indirizzare gli studi verso il Medioevo. Fino al Medioevo le letterature romanze nazionali distinte per lingua e cultura hanno prodotto dei capolavori (come in Francia La Chanson de Roland, massimo capolavoro ecclesiastico), si riagganciano a una medesima base culturale, arriviamo ai medesimi valori cristiani, anche separati o contestati. Certi problemi si comprendono solo se si considera l’intero ambito romanzo, ovvero al di là del Medioevo.

Denominazioni Romanus, Romania

Valori d’uso antico di parole che poi hanno mutato il significato. Latino deriva da Latinus e dal nome Latium (Lazio), l’aggettivo si utilizzava per designare due soggetti definiti: la popolazione, i Latini (di cui facevano parte i Romani), nei primi secoli erano spesso in lotta con Roma. Indica anche la lingua latina, designata come Latina Lingua, cioè Lingua di Roma (non romana lingua). Civis romanus: cittadino romano, Populus romanus (popolo romano). Si chiamano Romani gli abitanti di Roma, in contrapposizione ai latini. Romani in lotta con gli Umbri (conquista dell’Umbria, etruschi, oschi, romani diversi dai greci, concetto dei galli).

Storia linguistica della Romania

Ratto storico decisivo (l’impero è già presente, Ottaviano, Tiberio). Nel 212 d.C. con l’Imperatore Caracalla – Editto di Caracalla, si riconosce la cittadinanza italiana a tutti gli abitanti dell’impero romano ad eccezione degli schiavi. Nell’Orbis tutti saranno chiamati Romani, termine che indica la collettività. Romanus è usato anche in relazione alle condizioni linguistiche (tutti sapevano esprimersi in latino). Romanus diventa aggettivo sostantivato. Romania dopo l’editto di Caracalla è una denominazione equivalente a Imperus Romanus e Orbis Romanus. Parte terminale data da aree geografico storico-politiche già esistenti (Gallia, Grecia, Bretannia). Nel 476 d.C. avviene la caduta dell’impero romano d’occidente, cacciata dal potere dell’ultimo imperatore, l’impero romano d’Oriente continuerà ancora per secoli. Si parlerà ancora di Romania dopo la decadenza perché indica la unità culturale linguistica che prosegue.

Prima attestazione della parola Romania

Prima attestazione della parola Romania nell’opera di Paolo Orosio (uno storico) – V secolo d.C. – parlavano ormai la lingua romana = romanae (romanamente, poi significherà parlare latino), romanice (parlare latino, parlare appassionatamente il latino, un po’ scorretto e avviato). La rivista più importante di filologia romanza francese nata nell’Ottocento ed ancora esistente si chiama Romanià. Romanae – Romanice sono forgiate su Romanus, Romanicus. Parlare latino si diceva Latinae/Parlare Loqui. In latino ci sono quattro coniugazioni di verbi, are, ere, ere, ire. Esiste l’infinito passivo, per esempio Videre e Videri (i indica un verbo passivo). I verbi deponenti, il verbo è attivo ma la forma è passiva (come per esempio Loqui). Nell’evoluzione Loqui si abbandona e viene sostituito da Parabolare (termine cristiano), riferito a Parabole. Ha origine greca, i Vangeli erano scritti in greco, prima ancora in ebraico e aramaico. Romanicae Parabolare = parlare alla maniera dei latini che diverrà poi latino volgare. Fabulare da Fabula, inizialmente raccontare le favole e poi solo raccontare, parlare, nella penisola iberica si diffonde Hablar (H rimanda alla F).

Parlare romanzo

Parlare Romanzo deriva dall’avverbio Romanice, sopravvive anche oggi Rumance/Rumantsch, romancio svizzero. Romanz nell'antico francese, Romance nel provenzale, Romanz nell'antico spagnolo. Parlare latino, parlare latinamente, parlare la lingua latina. Parabulare: La Spagna adotta un'altra forma cristallizzata, che parte dal sostantivo latino Fabula; suscita l'infinito verbale Fabulare.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/09 Filologia e linguistica romanza

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sofia_polly di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filologia romanza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Bensi Mario.
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