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Bene (prima e aperta) > bene;

Bien, francese monderemo dittongo ascendente.

Esempio di o aperta;

Portus > porto (italiano o aperta)

Port (francese);

Puerto (spagnolo);

Esempi di U

Cruce(m) > croce (o chiusa);

Croiz > croix (crua pronuncia);

Sōlem > sole (o chiusa);

mūrum > muro (u resta u)

La u si restringe solo in francese

Mutamenti: apparizione della O chiusa sviluppatasi da u breve. la O aperta sviluppatasi da O breve si è sviluppata da

O aperta.

I breve diventa e chiusa.

AU-O

Il mutamento di U breve in O chiusa in realtà si diffuse più lentamente e si verificò più tardi rispetto a quello di i

breve in e chiusa: è un fenomeno che inizialmente riguarda soltanto la rusticitas e soltanto successivamente entrerà

a far parte anche dei fatti linguistici dell’urbanitas, la città di Roma.

I dittonghi ae che diventa e aperta e Au che diventa o chiusa; Si riduce ad un monottongo.

La riduzione del dittongo Au (causa) a o chiusa già qualche secolo prima della nascita di Cristo (6/5 sec a.C.),

avvenuto soltanto nell'ambiente rustic, ma si diffuse anche a Roma verso la fine del 2 secolo a.C. prima tra gli stati

socialmente inferiori e poi a tutti i livelli.

Esempio: Cicerone ha un nemico mortale, Claudio il Bello - Claudius Pulcher. Claudio il Bello pur avendo una

vocazione familiare che lo portava col patriziato per scelta nobile e per opportunità politica, si schiera con la Plebe: si

presenta alle elezioni per Tribuno della plebe come Clodius, piegando il proprio nome alla pronuncia rusticale,

plebea.

Esempio: Plauto, commediografo del mondo latino, trionfa a Roma ma proviene dall'Umbria da famiglia umile che lo

chiamava Plotos, lui accede alla città di Roma, si fa chiamare e rispettare pubblicamente con il suo nome.

Ci sono alcuni scrittori di materia agricola, Varrone (Marco Terenzio), e Catone pronuncia rustica della parola

"cavolo" e li chiamano "colis", diminutivo "coliculus", scrivono "plostrum" ecc ecc. Cicerone si lascia scappare

qualche volgarismo, non evita talvolta forme come Olla, "oricula", "pollolum", diminutivo di POLLO. Esempi tratti

dalle Epistulae ad Familiares (termine che comprende anche i domestici). Catullo è un grande poeta, note come

poeta d'amore e il suo amore si chiamava Claudia, Clodia.

Penetrazione a Roma

Le verdure e anche i cavoli venivano portati dalle contadine, residenti nei dintorni di Roma che scendevano a

lavorare nelle case dei Ricchi Romani, il cavolo veniva chiamato Colis > Coliculus, pronuncia rustica. Per mezzo delle

nutrici l'orecchiuzza è penetrata a Roma la pronuncia Oricula o Oricla invece di Auricula poté essere introdotta dalla

campagna. Coriclus, Oricla, parole introdottesi a un certo punto nella lingua della capitale si diffondono infine grazie

al fenomeno che abbiamo visto in tutti i territori dominati da Roma, ne troviamo testimonianza da alcune

attestazioni delle lingue romanze.

Da coriclus derivano Rumeno “Curekiu”; Portoghese orelha, in rumeno è Ureike, in francese è Oreile, Oreja.

Che la lingua parlata non potesse essere la stessa per tutti gli abitanti di Roma è un fatto ovvio, i Patrizi tra di loro e in

Senato parlassero in modo più aulico rispetto agli Ortolani di Appia e ai Gladiatori della Suburra, anzi anche i più

raffinati nella conversazione quotidiana ed esigenze particolari si lasciavano, sermo Plebeo / vulgaris. Le lettere di

Cicerone venivano pubblicate, si lascia andare maggiormente alla presentazione di qualche raro volgarismo, le

Epistulae ad Atticum, il suo più grande amico; volgarismo anche in Catullo, Orazio che in due sue raccolte, le Satirae

(linguaggio satirico), compaiono soprattutto nelle parti dialogate. Rarissime al massimo sempre all'interno delle

opere di Orazio nelle Odi, di tradizione Greche (Pindariche).

Tripartizione del latino:

Realizzata dallo studioso Vidos, bipartizione di latino classico e latino volgare, tripartizione tra latino aristocratico,

uso latino popolare e quello volgare, lo chiama popolare. E’ difficile tuttavia definire le differenze tra latino popolare

e volgare.

 Prima categoria (aristocratico): Edere ; Pulcher (x tutto)

 Seconda categoria (popolare): Comedere ; Formosus (esteriore)

 Terza categoria (volgare): Manducare (rosicchiare: usato dai commediografi) ; Bellus (le altre 2 forme

troppo enfatiche)

-da comedere abbiamo:

Spagnolo/portoghese comer (significato di mangiare)

-da manducare (uso linguistico volgare)

Francese manger dal quale è poi derivato l'attuale italiano mangiare (francesismo).

 Apocope della finale per E i o u avviene la caduta, non avviene nello stesso modo per la vocale A)

 Sincope dell'apostonica: nelle parole di tre o più sillabe che abbiano l'accento sulla terzultima si verifica la

caduta della vocale successiva alla tonica. Manducare è una parola di 4 sillabe, possono essere considerate

come la somma di due parolette più brevi (2+2 sillabe): apocope di vocale finale potremmo applicarla a

 Sincope della controfinale: Cadrà la E finale di manducare (apocope della vocale atona di sillaba finale), cade

anche la U (vocale atona finale della prima parte della parola), la chiameremo. Sincope della intertonica,

l'accento principale è quello che cade sulla a di manducare, c'è anche un accento secondario che cade sulla

seconda A della parola, tra l'accento secondario e l'accento principale.

Primo passaggio: Da manducare > mandcare.

Alla fine dell'Ottocento le leggi fonetiche (sono tendenze a dir la verità) proviene dalla scuola di Neogrammatici

tedeschi tra cui il maggiore è Meyer - Lübke. Una di queste leggi fonetiche: La vocale A quando sia tonica e in sillaba

libera (o in sillaba aperta) dà luogo ad una E sensibilmente aperta.

Mandcare > la seconda A è una A tonica ed è in sillaba libera (ultimo elemento della sillaba che ospita quella vocale).

Mandcare > Mand(K)ere. A questo punto cade anche la vocale atona di sillaba Finale > Mandker. La occlusiva velare

sorda si palatalizza perché seguita da vocale palatale

Mandcer > mandger (connubio tra dentale sonora e velare sonora palatalizzata fa in modo che si assimili e si ottenga

manger)

Futuro semplice ed analitico

Nel latino classico il futuro semplice era espresso attraverso una forma sintetica, si prendeva parte del verbo

all’infinito (per esempio Amare : Am-) e si aggiungeva la desinenza di prima persona( es. -Abo -io amerò-, -Abis, -tu

amerai- , -Abit -egli amerà-).

Nelle lingue romanze il sistema del futuro sintetico viene sostituito dal futuro analitico/perifrastico, in cui si prende

l’infinito intero del verbo, (es. Amare) + il verbo all'indicativo presente avere (più comune), dovere o volere (es.

amare habeo -amerò-, amare habes -amerai-, amare habet -amerà-).

Nel latino volgare si affermò questo uso, compare già in Cicerone, Seneca padre, Lucrezio, ma si diffuse soprattutto

nell’epoca di Tertuliano (2,3 sec. D.C.) e si fa sempre più frequente e si afferma con i padri della chiesa a partire dal

Quinto secolo. Le possibili ragioni sono:

 Per avere una maggiore espressività

 Perché poteva causare fraintendimenti con la terza persona singolare del perfetto latino -in italiano il

passato remoto- (es. il passato“amavit” veniva spesso pronunciato in latino volgare come il futuro

semplice.“amabit” per lenizione delle consonanti occlusive intervocaliche in favore delle fricative

corrispondenti )

Forme espressive di tipo perifrastico si trovano anche in alcune lingue romanze per esempio: in francese il futur

proche, esiste la forma vado ad cantare, je vais de cantar, per esempio, in spagnolo voy a cantar

SOSTRATO, SUPERSTRATO ED ADSTRATO

Per il sorgere delle lingue romanze è importante anche considerare il fatto che il latino nella sua espressione è

entrato in contatto con molte altre lingue e le ha schiacciate tutte, in particolare in due fasi storiche:

 Espansione dell’impero romano

 Crisi politica dell’impero romano.

Sostrato: Si tratta della lingua del popolo conquistato che riesce a sopravvivere qualche tempo prima di essere

sopraffatta dalla lingua dell’invasore. In questo breve periodo di tempo, potrebbe influenzare in la lingua di

superstrato in settori come la toponomastica, il lessico e –sebbene impossibile da confermare- la fonetica. (es.

Penisola iberica: Roma la comquista, ma alcuni elementi iberici riescono a sopravvivere ed espandersi nelle provincie

dell’impero prima di scomparire)

Superstrato: Quando un popolo conquista solo militarmente l’altro e rinuncia all’iso della propria lingua natia in

favore di quella locale. Tuttavia non si può negare l’influenza della lingua vincitrice (es. Invasioni barbariche: i popoli

germani sconfiggono militarmente Roma ma non culturalmente/linguisticamente, sono i barbari stessi ad adottare la

lingua dell’impero romano).

L’influsso del sostrato sussiste per quel che riguarda la toponomastica, i nomi di luogo, città, montagne e il lessico, si

hanno invece vari tipo di dubbio ed obiezione contro l'influsso del sostrato nel campo della fonetica (esempio

classico della U francese la si trova nel Nord e in tutta la Francia, procura problemi; la ū sarebbe diventata u ma nei

territori dei Celti avrebbe assunto pronuncia ü, si sarebbe tentato di attribuirla ad una tendenza delle popolazioni

galliche del Nord Italia o Gallia a pronunciare il latino ü in maniera più palatale, più stretta. Risulta che questo modo

di pronunciare la u si può far risalire epoca successiva al VII sec d.C. ma sappiamo che il gallico si è estinto 3/4 secoli

prima)

 Sostrato iberico: parole spagnole, portoghesi che utilizzano il suffisso -rro e si tratta di alcuni sostantivi; con

alcune varianti la forma femminile, -rra, e la forma analoga -rdo e -rd. Sono sintomo del fatto che sebbene si

fosse diffusa in tempi addietro la forma latina (es. canis e vulpis) riaffiora il termine iberico (es. perro e zorro)

Lo stesso suffisso lo troviamo in tante parole spagnole, per esempio "barro" (fango), si ritiene che barro non

derivi dal latino ma dall'iberico;

 Sostrato celtico: ridotta serie di parole celtiche di origine ma penetrate già nel latino, si sono poi distribuite a

tutto l'arco dei popoli conquistati dal latino; entrate nel latino regionale dell'antico territorio occupato dai

Celti.

o Prima categoria: i romani hanno mandato i loro esploratori nelle Gallie e molto probabilmente quegli

esploratori romani hanno colto subito un particolare delle abitudini d'abbigliamento dei Celti, i

romani indossavano solo la toga di tela o di lana. Poi conobbero i Galli e videro che portavano delle

specie di pantaloni quindi presero questa abitudine, "braga" / "braca". Per la parte superiore

dell'abito, la camicia viene conosciuta attraverso i Galli, in celtico era "camisia", apprezzato l'oggetto

passa nel latino non della regione dei Galli ma in tutto il latino, tutto l'impero romano: troviamo il

francese "braies" e "chemise", spagnolo "bragas" e "camisa", italiano "braghe" e "camicia", in

rumeno "brace". “Cerevisia” (=birra) da cui deriva “cervoise”, “cervezia” e “cerveza”

o Termini agricoli: “Liga” (=fondo di bottiglia/feccia) da cui deriva il fr.”Lie”, sp.”Lia”, da “Carruca”

(=carro) diventa in fr.”charrue”.

o Onomastica: Parigi era “Lutesse”, tuttavia la tribù gallica che ci viveva (i Parisii) decisero di cambiarne

il nome in Paris. Numerose sono le città francese che contengono il suffisso celtico “Dunum” ovvero

fortezza (es. la fortezza di Loug è diventata “Lougdunum” in latino, oppure la città di Vernun)

 Sostrato Germanico: Germanismi provenienti dal “fondo comune” hanno influenzato il latino, mentre altri

solo la lingua dei franchi. Ad esempio “Sapo”(=sapone) ha creato la parola it.sapone, fr.savon ecc.. ;

“Vanga”(=zappa) ha creato la parola italiana, che però ha cambiato di significato ; Werra (=guerra) ha creato

l’it.guerra , il fr.guerre, e lo spagnolo-provenzale guerra. Un esempio di prestito l’italiano mangiare deriva dal

latino “manducare” (=rosicchiare) ma più precisamente dal francese “manger”.

La W germanica è diventata in molte lingue romanze “g”.

I termini non reali, sono testimoni di una penetrazione non superficiale: ad esempio dal germanico “Haunita”

(=vergogna) deriva l’it.onta, il fr.honte e lo sp.honta. Da “Riki” (=potente) deriva l’it.ricco, il fr.riche.

Adstrato: Dati due popoli in conflitto con lingue in concorrenza, quella di sostrato (della popolazione conquistata,

dunque destinata ad estinguersi), continua a vivere per un certo tempo accanto a quella del popolo vincitore e le due

lingue si influenzano a vicenda (es. nonostante l’iberico si sia estinto, in spagna accanto allo spagnolo derivato dal

latino sopravvive il basco, derivato dall’iberico "camasa".

Comunicazioni

Evidente l'importanza delle comunicazioni tra le varie parti dell'impero (tra il centro dell'impero romano e le

appendici vicine e lontane di questo cuore) per spiegare l'origine delle varie parlate romanze: significativa

importanza comunicazioni per la loro presenza (mantenimento delle comunicazioni tra una zone e l'altra) ma è anche

significativa l’ interruzione anche soltanto temporanea che per qualche accidente storico può essersi determinata.

Teoria di Morf (1909) spiega ipoticamente l'origine dei confini linguistici e dialettali all'interno del mondo gallo-

romanzo.

Egli si accorse che i confini tra le varie diocesi francesi sorprendentemente corrispondono ai confini che prima del

l'avvento del Cristianesimo erano i confini amministrativi dell'impero Romano (sorta di divisione in province). Anche

lì i confini amministrativi corrispondevano grossomodo agli antichi confini tra le varie tribù galliche prima della

conquista romana;

Es. Il confine tra la diocesi di Lione e Vien sono la diretta continuazione delle civitates lugdomensis e civitate viennens,

a loro volta eredi delle popolazioni galliche di Lugdunum e Vienna Allobrogorum.

Le Isofone, linee che dividono località dove si registra il modo di pronunciare diverse parole, coincidono con i confini

delle diocesi.

Es. Carnevale, nei dialetti lombardi è "Carnva", dal latino "carnem levare", dare piacere alla carne. Nel romancio

"schever", latino "incipere".

Pentecoste: cinquanta giorni dopo la Pasqua; in comasco e milanese "pentcost" dal latino 5 giorni. Nel romancio

invece dal greco "tschunuqueismas".

Natale: it. Deriva da “Natalis”, mentre il fr del nord “Noel” deriva da un fraintendimento della parola “notalis”, che

significava “da annotare” a sud-estsi dice “Tsalende”o “Calendo” dal latino “calendas”=1°gg del mese. Il confine tra

Noel e Tsalende deriva coincide con i confini delle diocesi di Besancon (basilea: Noel) e Ginevra-Losanna-Lione

(tsalende)

INFLUENZA DELLA RELIGIONE

IL CRISTIANESIMO CATTOLICO

È importante considerare la grande influenza esercitata dal Cristianesimo sul sorgere delle lingue romanze, non solo

Cattolicesimo.

La chiesa si fa paladina del latino contro l'insorgere delle lingue romanze, ma opera tuttavia a loro favore: se si può

parlare di un’influenza esercitata dalla Chiesa a sostegno della lingua latina, si può parlare ancor meglio di una

potenza dissolutrice.

La Chiesa cattolica si è servita unicamente del latino per la celebrazione delle liturgie fino al 1967 con il Concilio

Vaticano Secondo, ma allo stesso tempo ha esercitato senza volerlo una potenza dissolutrice nei suoi confornti.

 CONCENTRATRICE: La Chiesa anche dal punto di vista linguistico è unificatrice in quanto centro di

organizzazione responsabile della cristianizzazione delle terre barbare tramite il latino. A ciò ha contribuito il

fatto chela Chiesa cattolica occidentale non ha mai usato un’atra lingua al di fuori del latino nelle celebrazioni

(al contrario delle chiese orientali che faranno poi uso della propria lingua)

 DISSOLUTRICE: Esercitata sotto l’influenza del particolarismo, ha portato ad una separazione tra la corretta

lingua latina della Chiesa e la scorretta lingua latina del popolo che si trasformerà a lungo andare in lingua

romanza nonché nazionale.

Es 1. VIII d.C: Il latino volgare stava lentamente diventando Roman. La differenza tra le due lingue stava

diventando così netta che la Chiesa dovette intervenire: a Papa Zaccaria (tra il 740-50) giunge notizia che in

Francia in più in di un’occasione preti ignoranti, hanno celebrato messe e battesimi in una lingua scorretta

(es. i Battesimi "in nomine Patris, Filii et Spiritus Sanctus", venivano impartiti con la formula "in nomina de

padria, de filia e de spiriti Santa" eliminando il problema dei casi).

Zaccaria rese i battesimi già celebrati validi, ma invitò i preti a studiare, mostrando un cedimento nei

confronti del volgare.

Es 2. Pochi anni dopo si ebbe Riforma Carolingia: Carlo Magno incoronato il 25 dicembre dell’800, sentiva

l'importanza della cultura e attuò una riforma della lingua latina in progressiva decadenza facendo accorrere

presso la sua corte ad Acquisgrana i migliori latinisti del tempo. La riforma ebbe buon esito nel latino scritto

degli ambienti culturali più colti, ma allo stesso tempo, provoca un aumento del divario linguistico con il

popolo.

Es 3. 813 d.C: si raduna a Tours un concilio di 113 vescovi delle due sponde del Reno (dunque francesi e

tedeschi). Nell’art.17 viene prescritto ufficialmente l’uso del volgare nelle omelìe (prediche) per farsi

comprendere meglio dal popolo.

Spagna: Mentre in Francia la purificazione del latino è avvenuta con la riforma carolingia del VIII secolo, in

Spagna si avrà solo tra il X ed il XI secolo con la chiamata di monaci provenienti dalla località francese di

Cluny, i cosiddetti “viros honestos et literatos” (tra cui Bernard de Sédirac). Contemporaneamente

all’influenza di Cluny, viene cessato l’uso dello scadente “latin arromanzado” di Léon.

A partire dalla fine del VIII secolo il volgare francese viene riconosciuto ed utilizzato in lingua scritta (sebbene non

ancora definito tale).

Il primo documento in lingua pseudo-francese risale al 842, con la trascrizione di Nitardo dei “Giuramenti di

Strasburgo” in cui compare il giuramento di Ludovico il Germanico in tedesco e quello di Carlo il Calvo in francese

(per farsi comprendere dai propri generali).

Mentre il tedesco aveva già da tempo una forma scritta (con Martin Lutero?), non si piò dire lo stesso del francese.

Il primo testo letterario francese risale all’880 e si tratta della “Sequenza di S.Eulalia”, una sequenza cantata simile

all’Alleluja.

IL CRISTIANESIMO PROTESTANTE

E’ tuttavia innegabile l’influenza nelle lingue romanze del protestantesimo, soprattutto nella Svizzera romancia ed in

Romania.

Nel 1517 Martin Lutero affigge una nutrita serie di proposizioni ( tra cui la teoria del Libero esame, secondo la quale i

cristiani dovessero leggere la Bibbia nella propria e darsene un'idea personale piuttosto che seguire l’interpretazione

latina del clero) in reazione a certe sbandate che la Chiesa cattolica aveva avuto, segnando la rottura con la stessa,

che avverrà ufficialmente 1550 con la Confessione di Augusta.

Lutero troverà difesa in buona parte dei principi tedeschi ma non nell’impero ed alcune famiglie potenti quali la

famiglia dei Guisa per parentele regali. Tra gli oppositori della Chiesa Cattolica in Francia si schiera il protestantesimo

di Giovanni Calvino.

Importante per la questione delle lingue il fatto che lo stesso Lutero ha tradotto l'intera Bibbia in una lingua che

vuole aprirsi al popolo: inventa una nuova lingua tedesca per i tempi moderni. Il protestantesimo rivestito in ruolo

fondamentale nello sviluppo del romancio svizzero ed il rumeno, che sebbene esistevano già dal Medioevo hanno

ricevuto una forma scritta grazie alla riforma.

Influenza nel romancio svizzero: Si tratta di una lingua parlata nemmeno in tutto il Cantone dei Grigioni.

Successivamente alla fortuna che Lutero riscontra presso i principi tedeschi che lo sostengono, alcuni luterani

residenti in questo Cantone si incaricano di diffondere la dottrina luterana all'interno al suo interno ed in altri

Cantoni svizzeri (invano perché in questi venivano parlate altre lingue).

La letteratura romancia compare per la prima volta con la propaganda protestante di Gian Travers nel ???, che scrive

opuscoli anti-cattolici in dialetto alto egandinese.

Yachiam Bifrun nel 1560 pubblica a Basilea una traduzione romancia del Nuovo Testamento: egli tenta allo stesso

tempo di creare un libro aderente alla lingua popolare ed una buona traduzione del testo religioso.

Si può affermare che questi testi abbiano per il romancio la stessa importanza che la traduzione luterana della Bibbia

ha per il tedesco.

Influenza nel Rumeno: Il rumeno è una lingua romanza isolata sviluppatasi ad oriente, in un clima culturale e religioso

bizantino-slavo.

Per i primi secoli la chiesa rumena fa uso del greco per le proprie celebrazioni, poi sostituito nel IX dallo slavo

ecclesiastico (simile all’antico bulgaro) grazie all’impegno di S.Cirillo e S.Mitodio.

La Romania del Sedicesimo secolo era divisa in Transilvania (regione principale, nel centro della nazione), Valacchia

(regione meridionale), Moldavia (regione nord-orientale) indipendenti l'una dall'altra. Nel XIV i principati divennero

indipendenti eccetto quello di Transilvania, che rimase sotto il dominio ungherese. In Transilvania il protestantesimo

è d’ispirazione calvinista perché i calvinisti in Francia combattevano le loro guerre contro l'impero ed il

cattolicesimo, mentre in Moldavia e in Valacchia le popolazioni sassoni penetratevi sposano più volentieri la causa

luterana in quanto più vicine alla cultura tedesca.

L’uso del rumeno scritto era rifiutato sia dalle cancellerie che dalla Chiesa, in favore dello slavo. Il primo testo scritto

in lingua rumena compare nel 1521 e stranamente non ha niente a che fare con la Riforma: si tratta di una lettera

scritta da un eminente uomo politico ad un giudice in Transilvania.

Subito dopo questo testo comparvero le prime traduzioni in rumeno di opuscoli di propaganda religiosa orientati in

senso protestante, che non ottennero particolare successo se non linguistico. Tra questi testi ricordiamo quelli del

diacono convertitosi al protestantesimo Coresi: oltre ad essere uomo di cultura aveva avuto da ragazzo

un’esperienza da apprendista presso uno stampatore serbo, dunque a partire dal 1557 fu in grado di stampare

un’enorme quantità di traduzioni rumene di testi religiosi quali salteri, prediche e soprattutto opuscoli di propaganda

protestante, finanziato e protetto dalle autorità protestanti Sassoni ed Ungheresi schierate contro la chiesa slava e

cattolica

In realtà Coresi più che un traduttore si trattava di un sovrintendente del progetto, che era affidato principalmente a

colleghi transilvani provenienti da paesi vicini alla Valacchia (es.Brasov). Sommando a questi il fatto che Coresi

proveniva da Tragobiste (Valacchia), risulta un rumeno letterale vicino al dialetto di Tragobiste e Brasov.

CANZONI DI GESTA

Il primo testo di canzoni di gesta è la “Chanson de Roland”. Questi testi vengono definiti “canzoni” perché cantati,

sebbene la musica non sia riuscita a giungere sino a noi. “Gesta” significa “imprese” di un eroe ed hanno una materia

epica. Le canzoni di gesta sono di 3 tipi:

 Gesta di Re: trattano principalmente delle vicende di Carlo Magno o dei suoi cavalieri. Di questa categoria

fanno parte i più rilevanti nonché migliori testi giunti a noi (es. La chanson de Roland)

 Gesta di Guglielmo d’Orange: Gesta di tale personaggio inventato per aiutare Ludovico il Pio, figlio di Carlo

Magno, a salire al trono


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e letterature straniere moderne
SSD:
Docente: Bensi Mario
Università: Bergamo - Unibg
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sofia_polly di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filologia romanza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bergamo - Unibg o del prof Bensi Mario.

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