Filologia Romanza
Filologia romanza- filologia Neolatina-Romanistica, nomi con cui è
designata questa materia e sono tra loro equivalenti. Filologia è un
termine che deriva dal greco, significa “amore (filos) per la lingua
(logos)”, designa una disciplina che ha al suo centro l’interesse per
le parole per quanto riguarda la loro consistenza linguistica ed
attualizzazione letteraria. Ha come scopo principale quello di
restituire un testo alla forma che aveva originariamente nella
volontà dell’autore.
La filologia romanza in Italia si occupa soprattutto di testi medievali
ovvero di testi i quali autori molte volte sono sconosciuti, opere che
ci sono giunte a pezzi attraverso dei manoscritti, volumi scritti a
mano ma mai dall’autore stesso. Il compito del filologo è di riuscire
a comprendere quale probabilmente fosse stata la “veste” autentica
di essi, come fossero usciti dalla mente e dalla penna dall’autore
originariamente. Quindi filologia significa cercare di ricostruire un
testo nella sua versione originaria attraverso vari strumenti che
sono la linguistica, la semantica storica, la storia della cultura, la
comparazione con la letteratura del tempo.
Romanza: composta in una lingua derivata dal latino ovvero testi
che sono composti in lingue derivate dal latino. Le lingue derivanti
dal latino sono:
- Portoghese, castigliano, spagnolo (lingue del dominio ibero-
romanzo, cioè stanno nella penisola iberica);
- Francese o langue d’ Oïl, provenzale o langue d’Oc (dominio
gallo-romanzo);
- Italiano e sardo (dominio italo-romanzo);
- Ladino (zona vicino alle Dolomiti), Romancio (variante di
italiano che si parla in Svizzera) ed il friulano (dominio reto-
romanzo, insieme di lingue parlate in quella provincia che i
romani chiamavano Rezia. Quest’area è grosso modo nell’area
nord orientale delle Alpi, che comprende la zona dell’Engadina,
zona della Selva alle spalle di Sondrio);
- Romeno (dominio balcano-romanzo), il romeno è una lingua
romanza a tutti gli effetti anche se il 50% dei suoi vocaboli
appartiene alla lingua slava ma la struttura cioè morfologia,
fonetica e sintassi di una lingua neolatina.
Sardo e friulano sono due lingue, non dialetti, poiché hanno
caratteristiche strutturali diverse rispetto all’italiano. Il sardo ha
anche un sistema vocalico diverso.
Al suo interno di distinguono due sottocategorie:
1) La linguistica romanza,
2) Le letterature romanze medievali.
Esiste una contiguità geografica tra tutte queste lingue (penisola
iberica, Francia, Italia, il reto-romanzo e un’isola staccata che
galleggia da sola in un territorio slavo). L’isolamento della Romania
è un isolamento frutto della storia. Era in rapporto di continuità con
il resto dell’impero, i romani non avevano solo la Romania, avevano
tutto un corridoio di territori che giungeva fino al Mar Nero. In tutto
questo territorio di parlava latino. Tutta la zona di Istria e Dalmazia
parlò a lungo una lingua derivante dal latino, e non solo perché era
territorio veneziano, ma agli inizi del 1900 veniva parlata e noi
abbiamo non solo la notizia ma abbiamo nome, cognome e
l’intervista dell’ultimo parlante di un dialetto neolatino nell’isola di
Krk, quest’isola era chiamata dai latini Veglia. Vegliota è il nome di
questo dialetto che è stato testimoniato dalla viva voce di un
parlante.
I romani sono andati in Romania e ci sono rimasti circa un secolo,
nonostante questo il romeno resiste ancora ed è vivo, ha resistito
all’influenza dello slavo che non è riuscito completamente a
tacitarlo; lo slavo è soprattutto presente nei termini tecnici di
agricoltura, allevamento, artigianato mentre il lessico colto è invece
rimasto latino. Come ha fatto il latino a improntare una lingua in
questo modo e a farla resistere? La storia delle lingue è spesso
storia di sopraffazioni. In Inghilterra i romani sono rimasti quattro
secoli, eppure il latino non è penetrato della lingua, questa ha
lasciato tracce superficiali solo nel lessico.
Si parlava latino entro l’Elba ed il Reno, in tutta l’Europa occidentale
compresa l’Inghilterra fino al Vallo d’Adriano, in tutto il Maghreb fino
ai monti dell’Atlante, la costa settentrionale dell’Africa fino almeno
a quella che oggi è l’Israele. La Giordania era area di influenza
greca. Quella latina riprende dall’Istria e dalla Dalmazia per arrivare
fino alla Romania.
Questa è la nostra area di interesse in quanto si parlava il latino.
Prima ancora della formazione delle lingue romanze molte di queste
aree andranno perdute, rimane comunque un territorio abbastanza
vasto. La Romània (territorio in cui si parlavano le lingue derivanti
dal latino) è anche definita “Romània perduta”, la Dalmazia e tutto
il corridoio ce arriva fino alla Romania copre quell’area in cui tali
lingue neolatine si parlavano prima, ed ora non si parlavano più. C’è
la Romània, la Romània perduta ma anche la Romània Nuova, dove
sono state importate lingue non a causa della dominazione latina
dei Romani.
Caratteristiche della diffusione del latino: il latino appartiene al
ceppo delle lingue italiche, originariamente parlato da un popolo
che stava nel Lazio. Da Roma la lingua si è estesa diffusa grazie
alle conquiste militari di Roma, sopraffacendo altri popoli che
parlavano altre lingue, le lingue dei popoli sopraffatti si chiamano
lingue di sostrato.
Quello delle lingue romanze qual è? Quali sono i popoli sopraffatti?
- Sostrato italico: i popoli itali simili ai romani e loro vicini, che
parlavano lingue italiche simili al latino (sabino, sabello, osco
etc), i popoli conquistati appresero il latino senza difficoltà,
però lasciarono poca traccia di sé a causa di questa
somiglianza, specie tracce a livello fonetico;
- Sostrato etrusco: sopra troviamo gli Etruschi. Difficilmente si
prende una parola da un’altra lingua se questa non serve.
L’strio in etrusco era un attore che si differenziava dal ludio dei
romani. Veniva usato il termine Ludio come attore romano
mentre Istriones per attori in condizione servile. Altro
fenomeno di sostrato che deriva dagli Etruschi è la gorgia
toscana, cioè l’aspirazione della C (che diventa una h
aspirata);
- Sostrato iberico (enigma iberico): le legioni romane invadono
la Gallia all’epoca di Cesare. Coloro che frequentavano le
colonie sul litorale sostenevano che la penisola iberica fosse
abitata da due popolazioni: i Celti e gli Ausoni (coloro che
stavano a ovest). C’era quindi questo altro popolo, e sappiamo
che ha lasciato delle testimonianze di sostrato, ossia termini
comuni allo spagnolo che però non sono di origine neolatina
(perro, izquierda, etc). il sostrato è sicuramente celtico, ma
anche il sostrato che è rappresentato da quel popolo che ha
introdotto tali parole. Nelle lingue romanze a parte l’italiano
nessuna ha continuità con il latino “sinister”. Questo processo
di tabuizzazione del nome cioè tutto quello che è sinistro è
diabolico in contrapposizione a destra o dritta.
- Sostrato celtico: non erano dediti alla scrittura, tramandavano
le loro leggende soprattutto per via orale, i bardi erano loro
cantori insieme ai druidi. Attraversarono tutta l’Europa
arrivando in Galizia, in Galles, in Cornovaglia, poi tornarono
indietro e alcune tribù si stabilirono in Galizia. Si fusero bene
con i romani tranne per il fatto che i romani erano uno Stato
accentrato mentre i celti si basavano su tribù e si riunivano
solo in caso di pericolo. Parole di sostrato celtico:
1. Brache e camisa;
2. Carrus (carro), i romani invadendoli presero insieme al
carro a quattro ruote anche il nome;
3. Cavallus
4. Braserie, i latini facevano il vino e non la birra, i celti
erano soliti fare la birra; e fare la birra si diceva braser da
qui braserie luogo dove si fabbricava la birra;
5. Dru, che ha molteplici significati. Folto/fitto, terreno
fertile ma anche amante carnale;
6. Combe (valle)
7. Breuil (cespuglio)
La lingua con più termini celtici è il francese.
Come si diffondeva il latino? Il punto di forza era l’elemento
religioso, che favoriva inizialmente l’integrazione, almeno fino
all’avvento del monoteismo. Perché la cittadinanza sia completa è
importante che si imponga una lingua, e soprattutto le vie di
comunicazione faceva si che le cose e le idee si muovessero
rapidamente. Nel luogo conquistato veniva costruito l’essenziale
perché uno potesse essere considerato un cittadino:
- La scuola era importante per imparare la lingua;
- Il tribunale dove sapendo la lingua un cittadino poteva far
valere i propri diritti;
- Un teatro, un circo, un luogo di divertimento in cui ci si potesse
divertire anche con la lingua.
Differente è la configurazione sociolinguistica degli apporti di
adstrato. I rapporti di adstrato implicano un rapporto di tipo
orizzontale e non verticale. È un rapporto che non è legato tanto ad
un rapporto di forza politico-militare, ma ha relazioni di tipo
culturale e linguistico. Un rapporto di adstrato nel nostro linguaggio
comun è la parola “computer”, che noi usiamo al posto della parola
“calcolatore” (diversamente dai francesi). Essi sono legati o ad una
sudditanza culturale o ad un rapporto d tipo economico. Le lingue
coinvolte in relazione al latino sono due:
- Il greco: la cultura greca giunse ad un libello elevato di
formalizzazione letteraria e filosofica assai prima della cultura
romana. Gli antiche romani ebbero sempre un atteggiamento
di sudditanza culturale nei confronti dei greci, quando questa
entrò nell’impero romano non le fu mai imposta la lingua
latina, proprio perché dimostro grande personalità, e fu un
punto di riferimento e modello per la costruzione della cultura
romana. I rapporti di adstrato più importanti sono legati alla
diffusione del cristianesimo, la cui prima espansione fu verso
est ed interessò per ragioni di confine la Turchia e la stessa
Grecia. Molti testi del primo cristianesimo furono o tradotti dal
greco o direttamente composti in greco. Quando si diffuse
nell’impero romano fino a diventare nel 313 la religione
ufficiale vennero imposti le parole greche che lo
caratterizzavano (basilica, eclesia, presbiterio etc). tutta la
dimensione che riguarda il culto cristiano è quasi tutta segnata
da termini latinizzati ma che provengono da una lingua con cui
i rapporti sono principalmente di natura culturale. Sono
apporti di adstrato angelo e diavolo, non vi erano termini per
definirli in latino, anche satana è di origine greca (avversario).
I termini di natura artistica e culinaria sono frequenti.
- Il germanico: con i Germani i rapporti sono più complessi, in
quanto non è facile capire quali germanismi sono penetrati
come rapporti di adstrato e quali di superstrato. È un problema
soprattutto dei germanismi di origine gota. I goti erano una
popolazione germanica confinante con i romani, divisa in
ostrogoti e visigoti. I visigoti erano i più evoluti dei germani,
perché avevano rapporti sia con i romani che con i greci. Gli
autori latini usavano solo due termini che sono di adstrato:
1) Fràmes (lancia) che non ha avuto continuazione ed è l’unico
termine germanico che compaia della Germania di Tacito.
2) Sapo – saponis
Questi sono sicuramenti termini di adstrato. Di altri non siamo certi
ad esempio il termine var (da cui war). Il rapporto di adstrato greco
è il più forte.
Latino: imparato a scuola è quello nella su formulazione scritta, ma
gli studiosi di filologia romanza e linguistica romanza interessa però
meno il latino classico e colto, poiché si concentra sull’evoluzione
che questo ha avuto verso le lingue romanze. Per questo ci si
sofferma sul registro del latino volgare. Il latino aveva un sermo
aulicus ed altre forme di discorso che sono:
- Rusticus
- Plebeus
Quali sono le fonti del latino?
1) Lettere o epistole: opere letterarie in cui chi scrive utilizza un
linguaggio colloquiale, in particolare non hanno revisione
letteraria,
2) Opere mimetiche: opere che volutamente vogliono imitare il
linguaggio popolare;
3) Trattati tecnici
4) Grammatiche: osservazioni grammaticali. La più importante è
l’Appendix Probi.
Altre fonti sono:
- La pronuncia del latino in altre lingue;
- Scritture esposte o iscrizioni
APPENDIX PROBI
Probo era un grammatico latino che scriveva nel I secolo d.C. Probo
in realtà non c’entra nulla con l’appendice, questa si chiama così
perché si tratta di un elenco di parole che è stato scritto nei fogli
rimasti bianchi di una delle opere di Probo più famose, d qualcuno di
origine ignota. L’opera di Probo con l’appendice ci è giunta grazie
ad un manoscritto del VI secolo, scritto nel monastero di Bobbio, in
Emilia. L’appendice però non è né del I né del VI secolo ma bensì
del III secolo. Questo significa che questo autore ignoto era in
possesso di un manoscritto di Probo al quale era stata aggiunta
l’appendice, poi questo è stato tramandato e chi lo ha copiato non
si è reso conto che l’appendice non era di Probo. Nel sesto secolo il
manoscritto era scritto su carta pecora cioè pergamena, ed era
estremamente costoso. In tali pagine bianche fu un maestro che
possedeva l’opera di Probo in quanto gli serviva per il suo lavoro,
scrisse gli errori più frequenti dei propri allievi, in particolare prima
la forma giusta, seguita poi dall’errore dello studente. L’appendix
registra più di 200 parole scritte in forma scorretta, precedute dalla
forma corretta. Come ad esempio:
VIRIDIS non VIRDIS (da cui verde). Si verifica la sincope, caduta
della vocale atona post-tonica.
L’appendix ci dice molto sui fenomeni di evoluzione della fonetica,
sul vocalismo, sul consonantismo, sui cambiamenti di declinazione.
Nulla ci dice su sintassi, strutture grammaticali o verbi. La prima
evoluzione del sistema vocalico latino fu passare da un sistema
quantitativo ad un sistema qualitativo. La sincope è uno dei
fenomeni più comuni e frequenti che possiamo incontrare, è una
lenta erosione della parola dall’interno che deriva dall’aver calcato
l’accento tonico, facendo svuotare di consistenza la vocale subito
dopo. Le lingue che sono rimaste più vicine al latino come ad
esempio l’italiano o il castigliano si fermano alla prima sincope.
Consonantismo: assimilazione consonantica, quando due
consonanti confliggono una è influenzata dall’altra. Un altro
fenomeno del consonantismo è:
- Perdita della M finale (i latini nelle declinazioni segnavano sia
l’accusativo singolare che i neutri con la M, la quale M finale si
faceva fatica a pronunciare);
- La S finale in francese non si pronunzia ma si scrive lo stesso,
per mantenere un contatto con il latino;
- Columna non colonna. Cambio vocalico da U lunga a O breve e
assimilazione consonantica dalla M alla N.
Cambiamenti
1) VOCALICI
- Sincope: caduta della vocale post-tonica (calida – calda)
- Sviluppo di YOD (semivocale rappresentata dalla i che si
realizza quando si ha a che fare con una e oppure una i) es.
VINEA-VINIA, quando abbiamo la somma di consonante + e/i +
vocale si sviluppa lo yod, ovvero quella vocale e/i si depotenzia
in semivocale (VIGNA)
- Passaggio da U > O (U tonica) ex Columna – colonna
- Le vocali brevi sono pronunciate in maniera più aperta
- Passaggio sa Au > O (Au post tonica) es. Auris – oricla
2) CONSONANTICI
- Perdita di M finale
- Perdita di H
- Passaggio NS > S cambia per assimilazione
- Perdita di V intervocalica (Pavor – paor)
- Confusione fra B e V
- Confusione tra scempie e geminate (doppie)
- Passaggio da sistema di declinazioni complesso a uno
semplificato. Il latino aveva 5 declinazioni, i nomi potevano
essere di 5 categorie e 3 generi. Ogni declinazione aveva 6
casi al singolare e 6 al plurale. Tali declinazioni non stavano
tutte sullo stesso piano, alcune erano più corpose cioè con un
numero maggiore di vocaboli altre erano meno corpose, quasi
inesistenti. La prima aveva prevalentemente nomi femminili, la
seconda tendenzialmente maschili mentre la terza mostrava
termini parisillabi (collis-collis) e imparisillabi (mons-montis) e
una serie di neutri strani che ogni lingua doveva deciderne il
genere. Di recente innovazione la quarta e la quinta,
contengono moltissime parole che vengo deportate nelle altre
declinazioni.
Teoria delle onde: lanciamo un sasso in acqua e il risultato sono
tante onde concentriche che si propagano e continuano a farlo
fintanto che lo lanciamo. Quando cessiamo di lanciare il sasso piano
piano le onde diventano sempre più flebili. Nella lingua funziona allo
stesso modo, dove lanciamo il sasso è il centro propulsore della
lingua e tutte le innovazioni linguistiche si diffondono dal centro fino
alle parti più lontane dell’impero, ma se collassa il centro queste
onde non si propagano più. Ex TABULA (francese TABLE italiano
tavolo; penisola iberica MESA).
La teoria delle onde mette in luce che le aree laterali sono
conservative. La lingua romanza più vicina al latino è il sardo.
Quando parliamo del latino volgare parliamo di un periodo che va
dal primo al terzo/quarto secolo quindi ancora latino quando
parleremo di vocalismo e consonantismo delle lingue volgari
romanze. I sostantivi nella lingua latina sono raggruppati in 5
declinaz
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