Estratto del documento

Filologia italiana

Filologia è abito e igiene mentale (www.claudiogiunta.it - filologo romanzo Claudio Lagomarsini - Il foglietto di Berlusconi, filologia e attualità)

Volumen

  • Strato ligneo subito sottostante alla corteccia, Plinio nella Historia naturalis indica che veniva utilizzato per la scrittura in tempi antichi.
  • Non davano riconoscibilità immediata dei testi.
  • Non c’era un buon rapporto fra ingombro e testo conservato.
  • Materiale fragile: papiro.
  • In Italia il papiro viene ancora utilizzato in ambito grecizzante: vd. Ravenna V-VI-VII sec.
  • Il papiro del volumen veniva utilizzato solo su un lato, quello interno, talvolta la faccia non scritta veniva poi utilizzata per testi di utilità pratica immediata.

Codex

  • Proprium: “tronco d’albero”.
  • Indicava la struttura lignea delle tavolette cerate utilizzate in Roma per la scrittura.
  • Il codex porta un cambiamento di formato: si utilizzano sia il recto sia il verso, migliore rapporto fra ingombro e testo scritto.
  • Diverso materiale: pergamena (prende piede dal I d.C. - fino XII sec.).
  • La più pregiata: carta vergine.
  • Molto resistente: si può riscrivere (non è possibile né con il papiro, né con la carta).
  • Però molto costosa, anche per lo scarto di materiale.
  • Gli scarti irregolari (=lacerti) vengono utilizzati non nel libro, ma per testi singoli.
  • Quando arriva la carta, la pergamena non sparisce del tutto: continua ad essere utilizzata per testi di particolare pregio.
  • Ex. ultima ed. dell’Orlando Furioso 1532 - ebbe delle copie anche in pergamena.
  • Carlo Porta scrive un codice prezioso delle sue poesie usando la pergamena.
  • Viene usata per rafforzare le copertine dei libri (carte di guardia, piatti).
  • Spesso si conservano testi molto interessanti.

Traccia

  • Termine introdotto da Armando Petrucci, maggiore paleografo italiano.
  • Termine che identifica i testi avventizi: o copertine o testi scritti su fogli o spazi liberi presenti nelle pagine di altri testi.
  • Ex. Indovinello veronese: è una traccia scritta su un martilogio, ora si trova alla biblioteca Capitolare di Verona.
  • La poesia più antica della letteratura italiana: la Canzone ravennate è scritta sul retro di un testamento, studiata da Stussi.
  • Conto navale pisano o Carta pisana di Philadelphia (XII sec.), più antica testimonianza di volgare pisano, dal punto di vista storico mette in luce un momento in cui Pisa è una grande potenza navale; si trova a Philadelphia, pergamena che rinforza la copertina del Liber sententiarum di Isidoro di Siviglia; testo scoperto da uno storico della lingua Ignazio Baldelli (1922-2008).

Negli stessi anni in cui traccia diveniva parola tecnica in filologia, nella linguistica Chomsky (1928-) la utilizza per definire il posto vuoto lasciato da un termine nella frase. La filologia è una disciplina che sta a cavallo di molte altre discipline contermini:

  • Codicologia
  • Paleografia:
    • Studio delle scritture antiche.
    • Epoche medievale e moderna di tipizzazione grafica vs. individualismo grafico contemporaneo.
    • Umanesimo: neocarolina.
    • Manuzio: invenzione del corsivo (in inglese corsivo = italik).
    • Utile anche per la datazione.
    • Armando Petrucci.
  • Bibliografia testuale:
    • Studio filologico delle stampe antiche.
    • Filologia applicata al testo a stampa.
    • In Italia non ha avuto grande fortuna prima di trent’anni fa, perché l’italiano ha i suoi autori fondativi nell’epoca prima della stampa, diverso è ad esempio è per Shakespeare ex. tramandato solo a stampa (l’In folio è stato studiato da Ingman), quindi in ambito anglosassone si è formata precocemente una bibliografia testuale molto raffinata.
  • Storia della lingua
  • Storia della legatura (maggiore studiosa in Italia Franca Nardelli, in passato Tammaro De Marinis, Conte Cini: due bibliofili collezionisti).

Liber

  • La carta è invenzione orientale: però non si è avuta una rivoluzione culturale paragonabile a quella del medioevo occidentale, perché gli ideogrammi orientali sono molto difficilmente riproducibili e numerosissimi.
  • Inizia ad essere usata nel XII e poi diventa norma nel XIII sec.
  • Arriva in Italia attraverso mercanti genovesi e veneziani che commerciano con gli arabi in Spagna.
  • Lato lungo del telaio: fili fitti = vergelle.
  • Lato verticale del telaio: fili larghi = filoni (si può vedere).

Fabriano, provincia di Ancona - una delle più importanti cartiere italiane. Timbro = filigrana - possono dare informazioni sulla datazione dei documenti. Si sono inventariate le filigrane trovate su testi datati e con localizzazione geografica precisa. Il repertorio più importante è di Briquet (anni '30): più volumi che vanno in ordine alfabetico del nome in francese della filigrana. Studio sulle filigrane di testi tedeschi: di Piccard, volumi separati per ogni disegno. Mazzoldi: Filigrane di carte bresciane. Brescia era sotto il domino politico di Venezia, e zona con molta acqua = perciò grande parte dei testi veneziani sono stampati su carta prodotta a Brescia (e Padova?).

Dal punto di vista della forma vi può essere una forma di sopravvivenza del volumen, nella forma del rotolo, formato piuttosto raro, fatto di pezzi di pergamena cuciti insieme, si basano su lacerti di pergamena inutilizzabili in altro modo. Tutti i rotoli che sono sopravvissuti sono di pergamena (circa 30 esemplari, soprattutto Italia centro-meridionale, ma ve n'è uno a Pisa all’opera del duomo). Exultet: rotoli molto lunghi, contengono una preghiera latina che inizia con Exultet, da un lato parole, dall’altro immagini: mentre chi sta sul pulpito legge, chi guarda vede una versione in immagini del testo = miniature. Però forma molto fragile. Rotoli letterari: testi molto più umili dell’Exultet, stretti, ex. poesie di Iacopone e selezione di poesie di Petrarca a Modena.

Stilo e inchiostro

  • Epoca romana: calamo - penna.
  • Inchiostro: nero o bruno soprattutto. I colori sono destinati alle decorazioni.
  • Forte componente metallica > permette di vedere la scrittura svanita attraverso la lampada di Wood.

Foglio e legatura

  • Foglio: unità sul quale è costruito il manoscritto. Il foglio viene piegato a formare le carte (nei manoscritti medievali non si parla di pagine), che si dividono in recto e verso (r,v = da stampare in corsivo, mentre a,b delle colonne in tondo). Pergamena: lato-pelo, lato-carne.
  • Legatura: ex. biblioteca dei reali aragonesi (Raccolta aragonese: antologia della poesia toscana composta dal Magnifico per il sovrano d’Aragona), attualmente questo patrimonio si trova nella Biblioteca nazionale di Francia. La legatura originale leggera di cartoncino turchino, sostituite in Francia da legature di marocchino rosso.
  • Parole di richiamo: da fascicolo a fascicolo, ma anche da foglio a foglio.
  • Inversione: una carta viene piegata al contrario.

Manoscritto e composizione

Manoscritto conservato 1409, Biblioteca comunale ariostea di Ferrara. Si trova a Ferrara: tre città (Siena, Aquila, Ferrara) avevano offerto la cattedra vescovile a Bernardino, e lui aveva sempre rifiutato, era predicatore, operò in tutta l’Italia centro-settentrionale.

Manufatto del '400. Poesia in morte di San Bernardino da Siena: dopo morte (Aquila 1444) e prima della canonizzazione perché viene detto beato e non santo (lo diventa nel 1450). Scrittura gotica o semigotica (stessa scrittura di Petrarca, anche se più ariosa). Carta 38 recto (in alto a dx: cartulazione posta in epoca molto successiva, da mano Sei-Settecentesca). Nome dell’autore: Joannes peregrinus (pereg(ri)n(us)) sopra g: i soprascritta; svolazzo in alto: titulus = us. Peregrinus: poiché minuscolo probabilmente soprannome e non vero cognome. S in posizione finale: scende leggermente sotto la linea del testo. Tratti della penna sono staccati = scrittura poco legata. Contatto fra le curve. La S iniziale è alta due righe del testo. La t è alta una riga del testo. Le lettere iniziali anche minuscole sono spesso ornate da una lineetta che segna la lettera iniziale.

Stella diana che ben luce - stella diana: pianeta Venere, comparante diffuso nella poesia delle origini. La poesia religiosa riusa temi della poesia cortese. O Bernardin et toa doctrina. Toa = testo linguisticamente non toscano. Et = solo grafico, ma si leggeva certamente e. Doctrina: grafia latineggiante. De ti alma pelegrina. Ti = forma settentrionale per te. De al posto di di = altro tratto che ci dice che non siamo in Toscana. Cantarò con viva voce. Cantarò = (In toscano canterò) passaggio di ar in pos. protonica a > er. Abbiamo due ottonari, un novenario, un verso che potrebbe essere sia novenario sia ottonario = anisosillabismo (verso ipometro, ipermetro) = tipico della poesia delle origini e spesso nei testi religiosi, perché i poeti sono per lo più minori. Schema rimico: ABBA rima incrociata. Luce-voce = rima siciliana = i poeti siciliani scrivevano in un volgare fortemente sicilianizzato, poi i copisti toscani hanno riadattato il sistema vocalico al toscano (Amdeo ... - Metrica italiana, per Antenore) Cantar voglio dolcemen(t)e.

Titulus più diffuso è quello per la nasale. Cantarò-cantar : coblas cap-finidas. De ti beato Bernardino. Memoria eterna de la gente - quando la r viene dopo una lettera tonda è scritta come una r maiuscola che si appoggia alla lettera tonda. Ç = foneticamente z (in Petrarca si trova sempre ç). G+e = in toscano esito palatale ge nell’Italia settentrionale esito assibilato ze. O infiamante seraphino. Ph = grafema latineggiante. Sarefino: nella tradizione francescana indicava San Francesco, Bernardino era francescano, rinnova la regola di San Francesco, guida della regola dell’Osservanza. Rime alternate: ABAB. Metricamente: lauda-ballata - all’inizio c’è una strofa (di solito più breve, ripresa, che può avere uno schema metrico differente).

Ben monstrò el to nascimen(t)o. Monstrò: grafia latineggiante. To: per tuo, forma settentrionale. El: forma tipica anche del fiorentino. Esser stella relucente. Relucente: (vs. rilucente) manca la chiusura della e in posizione protonica. La doctrina et lornam(en)t. Ornamento = zeppa. Et lamar de Dio fervente. Rime alternate ABAB (rime facili) - rime grammaticali (si basano sui paradigmi) - tipiche anche dei testi canterini (=cantari) perché facili da memorizzare. Dal De Aetna di Bembo, Bembo e Manuzio vengono messi a punto i segni diacritici come noi li conosciamo.

Fin da piccoleto in cuna. Piccoleto: poesia certamente copiata, ma forse anche scritta da scrivente settentrionale. Fusti dedicato ha dio. Ha: non voce del verbo essere, ma preposizione. Dedicato: ha valore mediale = ti dedicasti.

Questo mo(n)do et soa fo(r)tuna. Sempre ma te fo in oblio. Fo per fu, si trova in tutta Italia, eccezion fatta per Firenze e Toscana occidentale. Te: non c’è chiusura della e in posizione protonica (>ti). Ma: versione abbreviata di mai usato come successore di magis, perciò è rafforzativo di sempre. Tema del disprezzo del mondo: vd. Lotario di Segni = Innocenzo III De contemptu mundi. I studj sancti et le sc(r)ipture (d onciale, a forma di oncia). Studj: quando ci sono più i, l’ultima i viene scritta più lunga delle altre in maniera da chiudere la serie. I: articolo settentrionale. Fono tue familiare. Fono per furono, per sincope. Amaestrando le creature. Ho scrive(n)do, ho predicare. Verso guasto. Ho per o disgiuntiva. Si può ipotizzare che sia caduta una preposizione davanti a predicare: in predicare, così acquista un senso gerundivo e così starebbe sullo stesso piano di scrivendo.

O secondo san Francesco = cioè nuovo San Francesco. Doppo Antonio Padoano. Doppo per dopo da de+post. La a di Antonio è leggermente più alta sul rigo. De ti questo e manifesto. Francesco-manifesto: assonanza. Questo crede ogne χρia(titulus) (=cristiano). Le forme abbreviate e grecizzanti per i nomina sacra sono frequenti. O eloquentia o viva voce. O penitentia o sacra fama. La toa vita e tuta croce. E = è. Ove quel cor che ti non ama? Ma ove sta per ov’è. Fusti in tanta fama e gloria. Jnsto mondo alto vivente. Alto: aggettivo riferito ad un verbo, quindi ha valore di avverbio. E fusti tanto obediente. Cha dirlo manca la memoria. Cha per ch’a. Amasti sancta povertade. C.XI Paradiso: tema delle nozze mistiche con Povertà. Obedientia alto maçore. Maçore: per maggiore, in pronuncia mazore. Alto per al tuo mansueto alto menore alto per al tuo puro pien de castitade. Obedientia - manifesto - puro: obedientia potrebbe essere errore per obediente - prossimità grafica con obedientia - vicinanza con altro sostantivo astratto povertade.

Sempre el mondo fo odioso - la carriera di San Bernardino non fu lineare; propose il culto del nome di Cristo Ihs, che interpretava come Iesus hominum salvator la tavoletta stessa divenne un oggetto di culto; fu accusato di sospetta eresia, subì un processo per eresia de la tua splendida vita. La povertade fo scolpita nel tuo pecto gratioso.

Incipitari

  • Repertori che schedano tutti gli incipit delle poesie italiane antiche, e li riferiscono ad una bibliografia di riferimento.
  • Di incipitari ce ne sono moltissimi, anche di specifici ex. Annibale Tenneroni, Inizi di poesie sacre. Ludovico Frati, Aggiunta agli inizi di poesie sacre del Tenneroni.
  • IUPI: incipitario unificato della poesia italiana (editore Panini) - incipitario che raccoglie tutti gli incipitari.

Codice unitario e composito

  • Codice unitario: raccoglie una sola opera così come l’aveva pensata l’autore.
  • Codice composito: raccoglie più opere che nascono originariamente separate.
  • Manoscritto raccogliticcio: Codice Atlantico - conservato alla biblioteca ambrosiana.

Cataloghi scritti a mano nelle biblioteche italiane (schede separate incollate su un unico supporto). Il copista è influenzato dalla sua provenienza linguistica e da ragioni ambientali: copista stanco, sottopagato, al buio. Copisti per mestiere: nel Medioevo la maggioranza - distacco dal testo, spesso il copista copia senza capire. Fino al X-XI sec. il copista viene da ambiente chiesastico. La cultura laica è rinata quando, fra XI e XII sec., c’è stata una rinascita dei centri urbani e poi la fondazione delle Università, che creano degli ambienti laici di trasmissione dei testi. Negli ambienti universitari si mette a punto il sistema di copiature della pecia: - identifica un certo ambiente scolastico - opere di un certo genere - stationarius: proprietario della cartoleria, in inglese oggi stationary “cartoleria”. Il sistema della pecia è particolarmente soggetto alla contaminazione: interessa soprattutto testi di larga diffusione e fortuna.

O bernardino gratioso

O bernardino gratioso, J qual te volse p (er) pastore. J= sembra risultato di un guasto, perché dal punto di vista sintattico non ha senso non volisti quel onore. Cambio di progetto: prima soggetto J qual, poi di non volisti il soggetto è di nuovo Bernardino quel onore: non c’è geminazione della l ne del popul ferrarese. Popul: forma latineggiante. Quel dorbino refutasti - sottinteso: oggetto: la cattedra di vescovo tanto fusti poverello. Berna(r)din amor mio bello tanto iesu christo amasti - con questa strofa si torna allo schema rimico incrociato. O specchio ver de pov(er)tade. U e v sono indistinte, scritte sempre u. O sancta hu(m)ilita p(ro)funda. Conscientia pura e mu(n)da. O bocca pienda de pietade. O sacra tromba risona(n)te. Reverita la toa voce - si deve immaginare un verbo sottinteso predicando christo i(n) croce - sciogliere il predicativo in una temporale: “finché hai predicato” e le scripture tute qua(n)te. Lintellecto tuo gentile era prompto adogne bene a tuto quel che se co(n)vene - convene forma antitoscana (conviene), ma potrebbe essere anche un latinismo. Adogne litterato stile. Li tuo libri el manifesta. Li: forma non toscana. Tuo: - o tuo’ per tuoi - ma esiste una forma invariabile tuo che vale anche per tuoi (argenteismo) (fiorentino aureo: del Trecento fiorentino argenteo: - el articolo è un tipico argenteismo fono-morfologico - el forma combattuta da Bembo) libri…manifesta: concordanza ad sensum che la sancta chiesa honora noi vedemo questo ancora ancora per anche che li sacri ne fan festa. - forse sacri per santi?

Gloriosa terra bella terra: in italiano antico vuol dire città. Aquila tuta gentile - Bernardino muore all’Aquila e i Senesi tentano invano di farsi restituire la salma. Chi te tegnera ma vile tegerà: forma settentrionale da tineo la e>i, poi la i palatalizza la n precedente, si forma un tema tign/tegn ma per mai. A possedere si bella stella (?) Chimaralo per patrone. Chiamaralo: o chiamara’(i) lo - (Legge di Tobler-Mussafia: ad inizio assoluto di frase non vi possono essere - particelle atone, perciò lo si sposta al fondo del verbo) dislocazione a destra: questo santo glorioso è anticipato da lo Questo glorioso sancto Le devoto tuto quanto le per l’è pieno de divotione. Divotione: si ha chiusura di e in posizione protonica, secondo la regola fiorentina (noi diciamo devotione perché fra Quattro-Cinquecento la maggior parte di queste forme sono state restaurate secondo la base latina) - lo stesso per filice > felice ricostruito su felix. Voi che ama la povertade ama per amà servì de christo iesu san francesco e poi costu costu per costui (costui e lui vengono rifatti sul dativo cu).

Anteprima
Vedrai una selezione di 8 pagine su 35
Riassunto esame Filologia Italiana, prof. D'Onghia Pag. 1 Riassunto esame Filologia Italiana, prof. D'Onghia Pag. 2
Anteprima di 8 pagg. su 35.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Filologia Italiana, prof. D'Onghia Pag. 6
Anteprima di 8 pagg. su 35.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Filologia Italiana, prof. D'Onghia Pag. 11
Anteprima di 8 pagg. su 35.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Filologia Italiana, prof. D'Onghia Pag. 16
Anteprima di 8 pagg. su 35.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Filologia Italiana, prof. D'Onghia Pag. 21
Anteprima di 8 pagg. su 35.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Filologia Italiana, prof. D'Onghia Pag. 26
Anteprima di 8 pagg. su 35.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Filologia Italiana, prof. D'Onghia Pag. 31
1 su 35
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/13 Filologia della letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Karenina3 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filologia italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof D'Onghia Luca.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community