Filiazione (Art. 231-290)
Rapporto tra genitori e figli
La riforma del 2012 e il decreto legislativo 2013 hanno modificato alcuni istituti fondamentali della filiazione e soprattutto hanno semplificato notevolmente alcune norme del codice. Molte sono state abrogate (un centinaio). Adesso viene chiamato "dello stato di figlio", anche se in alcune parti del codice è stata mantenuta la parola "filiazione". La categoria del "figlio" è stata generalizzata. Oggi si parla solo di figlio; prima vi era questa distinzione:
- Figlio legittimo: "figlio nato nel matrimonio" (quest'espressione non esiste più).
- Figlio naturale: "figlio nato fuori dal matrimonio", e non posseggono ad oggi nessuna differenza di trattamento a livello giuridico.
- Figlio legittimato: figlio naturale di genitore che successivamente si sono coniugati (è scomparsa del tutto).
Sistema dello status di figlio
Il sistema dello status di figlio si basa anche su presunzioni che possono essere vinte. Prima, bisognava utilizzare alcune prove per stabilire chi fossero i genitori del figlio, che però non prevedevano l'utilizzo di alcune tecnologie che oggi esistono. Quindi, il codice risultava antiquato e retrogrado perché involontariamente costituiva dei limiti all'utilizzo di tecniche sviluppate recentemente.
Oggi, il riconoscimento del figlio può essere provato e vinto con l'ausilio di qualunque mezzo.
Presunzione di paternità e deroghe
- Art. 231: "Il marito è il padre del figlio concepito o nato durante il matrimonio". Il padre è il marito della madre.
- Art. 232: "Si presume concepito durante il matrimonio il figlio nato quando non sono ancora trascorsi 300 giorni dalla data dell'annullamento, dello scioglimento e della cessazione degli effetti civili del matrimonio". Questa operazione regola i 300 giorni successivi alla morte del marito; prima dei 300 giorni siamo di fronte alla possibilità che possa essere provato il contrario rispetto a quello che dice la norma.
- Art. 234: "Ciascuno dei coniugi e i loro eredi possono provare che il figlio nato dopo i 300 giorni è stato concepito durante il matrimonio; possono analogamente provare nel caso in cui fosse nato durante la convivenza". Se sussiste tale possibilità provata a livello medico, la persona deceduta viene considerata padre, anche se sono decorsi 300 giorni (rarissimi casi).
Prova della filiazione
- Art. 236: La filiazione si prova con l'atto di nascita trascritto nei libri dello stato civile. Come provare che il figlio sia nato dall'unione di quei due soggetti fa fede l'atto di nascita.
- Art. 237: "Il possesso di stato vale nel loro complesso come prova, devono concorrere i seguenti fatti:
- Che il genitore abbia provveduto alle sue spese di mantenimento.
- Che la famiglia lo abbia sempre trattato da parente.
- Che nei rapporti sociali sia stato sempre considerato come parte integrante di quel nucleo familiare."
Se però manca l'atto di nascita o è stato perso esiste il possesso di stato: il figlio può provare che è sempre stato trattato dai genitori come se fosse loro figlio e dai parenti come se fosse loro parente. Quando c'è la possibilità possiamo evitare di dover usare meccanismi come la prova del DNA e mettere in campo meccanismi alternativi di prova. La prova del DNA viene utilizzata come ultima prova possibile (estrema ratio).
- Art. 241: "Quando mancano l'atto di nascita e il possesso di stato la prova di nascita può essere data con qualsiasi mezzo". Se manca l'atto di nascita, il possesso di stato, allora viene utilizzato qualunque mezzo di prova.
Azione di disconoscimento della paternità
- Art. 243bis-244: "L'azione di riconoscimento di paternità del figlio nato nel matrimonio può essere esercitata dal figlio, dalla madre o dal padre".
- Quella richiesta dalla madre deve essere richiesta entro 6 mesi dalla nascita, finalizzata alla prova dell'impotenza del marito al momento del concepimento.
- Il disconoscimento da parte del padre del figlio deve essere provato l'adulterio della moglie entro un anno dalla scoperta dell'atto. Nei casi previsti precedentemente l'azione non può essere esperita dopo 5 anni dalla nascita del figlio (preclude la possibilità alla madre e al padre di sostenere che quel soggetto non è loro figlio).
- Nei casi in cui un figlio volesse disconoscere di essere figlio di quei genitori, l'azione non si prescrive mai (è imprescrittibile perché può essere sempre libero di disconoscere i genitori). Non è necessaria la prova del DNA, vengono utilizzati strumenti più giuridici e logici per provare che il soggetto non è biologicamente il padre del soggetto in questione (per motivi di assenza provata nel periodo del concepimento). Il DNA viene utilizzato sempre come ultima prova possibile da utilizzare per provare la paternità o meno di un soggetto.
Riconoscimento dei figli nati fuori dal matrimonio
- Art. 250: "Può essere riconosciuto dalla madre e dal padre anche quando i due soggetti non erano uniti in matrimonio".
Il riconoscimento deve venire dal padre e il figlio deve essere riconosciuto dalla madre affinché anche il padre possa farlo; atto attraverso il quale viene riconosciuto il figlio; è un negozio giuridico con il quale uno o entrambi i genitori si attribuiscono la paternità e la maternità di un figlio creando con tale persona un rapporto giuridico.
I soggetti che possono riconoscere il figlio:
- I. La madre
- II. Il padre
- III. Entrambi congiuntamente
Se il figlio ha un'età maggiore di 14 anni, il riconoscimento è efficace solo con il consenso del figlio; se il figlio ha un'età inferiore ai 14 anni, per il riconoscimento è necessario quello dell'altro genitore nel caso in cui uno dei due al momento della nascita non l'abbia fatto; il consenso non può essere rifiutato se il riconoscimento risponde agli interessi del figlio.
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Famiglia e filiazione
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Diritto privato e di famiglia - la filiazione
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Diritto di famiglia: matrimonio; filiazione; nullità e annullabilità
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Istituzioni di Diritto Privato - Le Successioni (con filiazione) - Benacchio (UniTn)