Farmaci stabilizzanti dell'umore
Psicosi maniaco-depressiva (forme bipolari)
La psicosi maniaco-depressiva è una forma di psicosi caratterizzata nella sua manifestazione più tipica da alternanze di periodi di mania e di malinconia. Il disturbo dominante della psicosi maniaco-depressiva è legato alla sfera affettiva → psicosi distimica. I periodi di mania e depressione insorgono senza nessuna causa apparente e sono intervallati da periodi di normalità nei quali comunque il paziente è ciclotimico (alternanza di umore, depressione-buon umore, socievolezza).
Nei periodi maniacali, il paziente è eccitato, euforico con ideazione vivissima, incostanza → furore. La successione di idee diverse può essere talmente rapida da impedire di compiere qualsiasi azione. Nelle fasi depressive, il sintomo dominante è la malinconia con sentimento forte di tristezza, povertà ideativa, abulia, spesso ansia.
- Terapia psicofarmaci per entrambe le fasi;
- Elettroshock solo nelle forme depressive.
Mania
Stato psicopatologico caratterizzato da ipereccitazione, euforia, sentimento di benessere, fuga di idee, iperattività motoria. Nelle forme lievi (ipomania) si osserva loquacità, dispersività, gaiezza, iperattività senza però soffermarsi su qualcosa. Nelle forme gravi, alla gaiezza e socievolezza possono sostituirsi malumore, litigiosità → furore maniacale → crisi pantoclastiche e il soggetto diventa pericoloso. Nell’uso comune, il termine viene erroneamente adoperato col significato di idea fissa, delirio.
La malattia bipolare affettiva (maniaco-depressiva)
La malattia bipolare affettiva (maniaco-depressiva) è una patologia diagnosticata frequentemente (1-3% popolazione adulta) e molto grave. Può insorgere nell’infanzia ma di solito insorge (si fa diagnosi) tra i 30-40 anni. Pazienti con attacchi ciclici di mania hanno molti sintomi della schizofrenia paranoide (grandiosità, bellicosità, pensieri paranoidi, iperattività). La risposta gratificante (successo) alla terapia con litio dei pazienti con la patologia bipolare ha permesso di fare un’importante distinzione diagnostica tra le due malattie.
Gli episodi caratteristici/alla base del cambio di umore di questa malattia non sono correlati ad eventi particolari. L’eziologia della malattia non è nota. Si pensa che una preponderanza delle attività correlate alle catecolamine sia presente nei pazienti. Farmaci che aumentano questa attività catecolaminergica amplificano la mania mentre farmaci che riducono l’attività dopaminergica e noradrenergica migliorano la mania. Acetilcolina e glutamato sembrano anch’essi coinvolti. La natura del passaggio da mania a depressione non è nota in molti pazienti. Forme bipolari hanno un’importante componente familiare. Studi genetici hanno identificato tre possibili “linkages” presenti su diversi cromosomi.
Litio
Il litio è lo stabilizzante dell’umore più usato. Utile nel trattamento delle fasi maniacali acute e nella prevenzione degli episodi maniacali e depressivi nell’ambito della sindrome bipolare.
Farmaci antiepilettici
Carbamazepina e acido valproico. Questi farmaci hanno mostrato un’efficacia nel trattamento acuto delle fasi maniacali e nella prevenzione delle recidive della sindrome bipolare uguale o superiore a quella del litio.
Altri farmaci anticonvulsivanti sembrano dotati di proprietà stabilizzanti dell'umore: Clonazepam, lamotrigina (unica approvata da FDA), gabapentina e topiramato. Antipsicotici: olanzapina, aripripazolo, quietiapina, risperidone e ziprasidone nella fase maniacale.
Effetti neurotrofici dei farmaci stabilizzanti dell’umore
È stato dimostrato che il litio induce un aumento nella materia grigia cerebrale. È stato inoltre recentemente osservato che farmaci stabilizzanti dell’umore appartenenti a diverse classi (litio, carbamazepina e acido valproico) presentano meccanismi d’azione comuni: in particolare, favoriscono la formazione dei coni di crescita neuronali tramite la deplezione di inositolo.
Litio
Il litio carbonato è spesso considerato come un farmaco “antimaniacale” ma in molte parti del mondo è ritenuto un farmaco “stabilizzante” l’umore in quanto la sua azione principale è di prevenire l’alternanza/cambio dell’umore nei pazienti con patologia bipolare affettiva (maniaco-depressiva). La scoperta della sua efficacia si era basata su un’ipotesi errata e sulla scelta fortunata del dosaggio.
La carbamazepina è anch’essa efficace nelle forme maniaco-depressive. Assunzione che gli attacchi maniacali, come l’epilessia, siano episodici porta all’utilizzo di anticonvulsivanti. Valproato → stabilizzante dell’umore. Olanzapina → stabilizzante dell’umore e antimaniacale.
Farmacocinetica
- Sali da assumersi per via orale: litio carbonato o glutammato
- Rapidamente assorbiti a livello intestinale, picco ematico in 1-2 ore
- Non si legano alle proteine plasmatiche
- Il litio si concentra in alcuni tessuti (muscolo, osso, tiroide)
- Concentrazione nel liquor cerebrospinale è circa la metà di quella ematica
- Non viene metabolizzato
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Farmacologia generale
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Farmacologia generale e farmacoterapia II
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Farmacologia dei disturbi dell'umore
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Farmacologia e Farmacoterapia