Chemioterapia antimicrobica
La chemioterapia si basa sulla somministrazione di farmaci che sono ritenuti tossici per la cellula microbica ma innocui per l’organismo ospite, perché sfruttano le differenze biochimiche fra i due organismi. Il limite principale nell’utilizzo di farmaci antibatterici è la comparsa di ceppi resistenti.
- Chemioterapico è un composto di sintesi.
- Antibiotico è un composto naturale.
L’attività del sistema immune nella soppressione dell’infezione è comunque essenziale e nessun chemioterapico è in grado di neutralizzare da solo un’infezione.
Lo spettro di un farmaco è composto dalle classi di batteri contro le quali dimostra di avere un’efficacia significativa. A sua volta, l’efficacia può essere intesa come attività batteriostatica o attività battericida. Importanti a questo fine sono:
- La concentrazione minima inibente (MIC), ossia la concentrazione minima di antibiotico in grado di inibire la crescita e la moltiplicazione di una popolazione batterica.
- La concentrazione minima efficace o battericida (MEC), ossia la concentrazione minima capace di uccidere il 99% delle cellule batteriche. Un farmaco è battericida se ha un rapporto MEC/MIC uguale a 1.
Potenziali punti di azione dei chemioterapici antimicrobici
I chemioterapici sono solitamente classificati a seconda del loro sito d’azione e poi in classi chimiche.
Classificazione degli antibiotici
Può essere fatta per spettro, tipo di azione, origine, meccanismo di azione, struttura chimica, carica elettrica (acidi come tetracicline e beta lattamine, basici come aminoglucosidi e macrolidi, e neutri come cloramfenicolo).
Classificazione degli antibiotici in base ai bersagli batterici
Antibiotici che inibiscono la sintesi dei mucopeptidi della parete batterica
La parete batterica deve la sua rigidità a dei polimeri (mucopeptidi ed acidi teicoici); l’alterazione della parete rende i batteri osmo-sensibili e lisabili in ambiente ipotonico. Il livello di inibizione della sintesi della parete batterica si esercita:
- Sulla transpeptidasi, bloccando la formazione dei ponti poliglicinici del mucopeptide parietale (penicilline, cefalosporine, novobiocina).
- Sul trasferimento e sulla polimerizzazione del mucopeptide parietale (vancomicina, bacitracina).
- Inibendo la prima fase a livello della parete, ossia l’utilizzo dell’alanina (cicloserina - antitubercolare di II classe -, alafosfina).
- La sintesi dell’acido muramico (fosfomicina, fosmidomicina).
- Inibendo la fosfoenolpiruvato trasferasi, ossia ad uno stadio ancora più precoce (daptomicina).