CORSO DI FARMACOLOGIA
Il bersaglio terapeutico
I farmaci agiscono perché interagiscono secondo leggi fisico-chimiche con dei bersagli
terapeutici che possono essere recettori, enzimi, canali ionici, trasportatori. Il farmaco non
crea delle funzioni, ma interferisce con meccanismi preesistenti, modificandoli, modulandoli. Il
farmaco va a sostituire, ad antagonizzare qualcosa che è già presente.
Esiste una precisa correlazione tra la quantità di farmaco e la quantità di bersagli: la risposta è
direttamente proporzionale alla concentrazione di ligando e recettore.
Quali sono i bersagli terapeutici
Enzimi (28%), recettori (45%), canali ionici (5%), recettori nucleari (2%), DNA (2%), ormoni e
fattori (11%) e il 7% è sconosciuto. Il 50% sono recettori integrali di membrana. La gran parte
delle patologie è legata a problemi di comunicazione cellulare. L’albumina (proteina
plasmatica) lega farmaci e li trasporta. L’albumina è un sito di legame per i farmaci, ma non è
un recettore poiché il recettore è in grado di trasdurre il segnale una volta che lega il ligando. Si
dovrebbe fare uno studio randomizzato controllato in doppio cieco, in cui si compara con il
placebo, non è sempre possibile per problematiche bioetiche.
Il farmaco è una molecola dotata di attività biologica; sono sostanze dotate di proprietà
terapeutiche. La maggior parte dei farmaci agisce attraverso specifici recettori, però esistono
anche altre categorie che non agiscono mediante interazione con un recettore. Tra questi
troviamo gli insetticidi, gli acidificanti o alcalinizzanti, sostanze osmoticamente attive (diuretici,
lassativi), gli anestetici e l’alcol. In farmacologia, il recettore è definito come macromolecola a
cui il farmaco si lega e ne modifica la funzione. Classifichiamo i farmaci che agiscono
attraverso specifici recettori in due modi:
Agonista: farmaco che legandosi al recettore genera una risposta biologica,
generalmente mimando gli effetti di composti endogeni
Antagonista: farmaco che legandosi al recettore non produce nessun effetto e inibisce
(parzialmente o completamente) l’effetto dell’agonista che agisce sullo stesso recettore
Recettori
La comunicazione avvien per lo più attraverso la produzione e la liberazione di molecole
chiamate mediatori o trasmettitori o ormoni, capaci di diffondere dal sito di produzione e di
legare componenti della cellula chiamati recettori. Il recettore non è solo in grado di
riconoscere e legare il mediatore in uno specifico modo, ma, attraverso una modificazione
conformazionale, generare una risposta cellulare. Non sono solo dei siti di legame, ma sono
molecole glicoproteiche che sono in grado di trasdurre il segnale. Un recettore può trovarsi in
più stadi funzionali e l’interazione con un farmaco può spostare l’equilibrio verso uno di tali
stati.
Recettori di membrana
I recettori di membrana trasducono il segnale portato da mediatori idrofilici (neurotrasmettitori
classici e peptidici, fattori di crescita, citochine etc.) generando modificazioni biofisiche e
biochimiche. Questi trasducono il segnale generando modificazioni delle concentrazioni ioniche
o mediante la produzione di secondi messaggeri o stimolando la formazione di macrocomplessi
molecolari biologicamente attivi.
Tre classi di recettori di membrana:
Recettori canale: Si tratta di complessi oligomerici transmembranari che formano un
canale ionico la cui probabilità di apertura è regolata dall’interazione con il ligando o con
il farmaco agonista (l’apertura induce un flusso ionico che modifica rapidamente il
potenziale). Agiscono e come risposta danno depolarizzazione o iperpolarizzazione che
canali ionici voltaggio-dipendenti
poi attivano . Tempo di risposta: millisecondi. Sono
strutture tri, tetra o pentameriche e ogni subunità ha una struttura topografica ben
precisa. Di questa categoria fanno parte alcuni dei recettori per i neurotrasmettitori
classici ad ampia diffusione nel SNC e SNP come acetilcolina, GABA, glicina, glutammato
e serotonina, i recettori attivati dai nucleotidi ciclici cGMP e cAMP e i recettori dell’ATP.
Recettori accoppiati a G-protein: ci sono 1200 geni per questi recettori. Sono
recettori che agiscono nell’ordine di secondi, la risposta non è velocissima. Hanno
grandissime funzioni modulatorie. Per parlare con l’effettore necessita della proteina G
(legano nucleotidi guanilici).
Recettori con attività tirosin-chinasica intrinseca: questi recettori impiegano
minuti. Sono recettori per GF, su questi agiscono anticorpi monoclonali, farmaci
antitumorali. Regolano duplicazione, apoptosi, infiammazione, quindi una serie di
risposte molto più lente. Questi recettori attraversano una sola volta la membrana
plasmatica.
Recettori dotati di attività guanilato ciclasica intrinseca
I recettori oppioidi sono 4 e 4 ligandi endogeni, così come i recettori cannabinoidi.
1. Recettori intracellulari:
I recettori intracellulari sono localizzati
all’interno della cellula (nel citosol o nel
nucleo). I ligandi sono liposolubili (ormoni
stereoidei, acido retinoico, ormoni tiroidei,
vitamina D): circolano nel sangue associati
all’albumina o altri trasportatori, ma possono
attraversare la membrana. Sono fattori di
trascrizione attivati dal ligando, sono
regolatori dell’espressione genica poiché
interagiscono con le sequenze specifiche del
DNA.
Recettori canale
Pentamero con due subunità alfa, una beta, una gamma, una delta
che delimitano un canale che è chiuso. Quando Acth si lega, si
innesca una modificazione conformazionale nel recettore che lo fa
aprire e possono passare Na e K. La conseguenza è la
depolarizzazione della cellula. Per modificazione conformazionale
si intende una modificazione allosterica. Le modificazioni
conformazionali sono reversibili, non sono permanenti. È
l’interazione ligando-recettore che comporta la modificazione
conformazionale; il recettore si apre e, seguendo il gradiente
elettrochimico, passano gli ioni. Il recettore nicotinico è il primo ad essere stato scoperto e il
primo ad essere stato clonato. Il recettore maturo è fatto da alfa, beta, delta e epsilon (gamma
diventa epsilon alla nascita). Il cuore non ha i recettori colinergici nicotinici. Questi canali si
chiudono spontaneamente. Il recettore della glicina fa passare cloro, un attivatore del recettore
della glicina è la strignina. Il recettore del GABA è attivato anche dall’alcol. Nicotina e Acth
legano lo stesso punto che è ortosterico del recettore nicotinico.
I curari si utilizzano per paralizzare, per l’anestesia. Su stimolazione da curaro, si ha la paralisi
flaccida. Biologicamente i processi sono tutti autolimitanti (si spengono), se non sono in grado
di autolimitarsi, si ha la patologia. Il meccanismo di spegnimento è dato dalla modulazione di
neurotrasmettitore. L’acetilcolina viene degradata dalla acetilcolina-esterasi. Se rimangono
residui di Acth si ha come risposta ultima la paralisi flaccida questo perché come risposta viene
disattivato l’ActhR. Di fatto se viene spento e subito ristimolato, si desensibilizza.
Il recettore per il GABA è un altro recettore canale che, al legame con il GABA, fa entrare il Cl
quindi iperpolarizzazione della cellula. Questi riducono l’attività del SNC. I farmaci che vanno a
legare questo tipo di recettori sono ansiolitici, farmaci per insonnia ed epilessia. Il GABA e le
benzodiazepine si legano in siti differenti del recettore che quindi è allosterico. I barbiturici si
legano in un punto ancora diverso, all’interno del canale e lo tengono aperto. Si fanno
esperimenti di petched-clamp (sono esperimenti di elettrofisiologia) per cui si va a bloccare il
voltaggio in questa parte specifica della membrana e si osserva l’attività del canale ionico e le
sue caratteristiche fisico-chimiche. Se viene introdotto il GABA e le benzodiazepine insieme,
viene aumentato l’ingresso di cloro (modulazione allosterica positiva da parte delle
benzodiazepine). Le benzodiazepine da sole non possono aprire il canale, necessitano del
GABA. I barbiturici costituiscono ingombri sterici, non hanno bisogno del GABA per aprire il
canale, quindi questi possono ucciderci perché vanno a inibire i centri respiratori da sole. Le
benzodiazepine non possono ucciderci poiché necessitano del GABA che è controllato nel
nostro corpo.
RECETTORI ACCOPPIATI A G-PROTEIN
Questi recettori attraversano la membrana
plasmatica 7 volte. La struttura generale è la stessa
per tutti, nonostante siano codificate da 1200 geni
diversi. Noi pensiamo a questi recettori come
monomeri, la realtà è differente poiché ogni tanto
dimerizzano. La porzione intracellulare si accoppia
con la G proteina. Le proteine G sono una famiglia
di molecole proteiche chiamate così per la loro
peculiare interazione con i nucleotidi guaninici GTP
e GDP. I diversi tipi di ligando, si legano in punti
diversi del recettore: dipende dal ligando e dal
recettore. I neurotrasmettitori si legano in una tasca
idrofilica del recettore, i peptidi si legano sulla
porzione idrofilica che congiunge una porzione intramembranale con l’altra. La G proteina è
eterodimerica, formata da tre subunità (alfa, beta, gamma).
Alfa ha attività GTPasica e lega GTP/GDP.
Beta e gamma sono associate a formare un complesso (beta-gamma), sono idrofobiche
e sono ancorate alla superficie citoplasmatica della membrana.
Quando un recettore viene stimolato da un suo ligando, il recettore lega la G protein. Questo
introduce una modificazione conformazionale nella subunità alfa (che è quella che si lega al
recettore) che perde affinità per il GDP e la acquisisce per il GTP. L’ingresso del GTP induce
un’atra modificazione conformazionale in alfa che perde affinità per la subunità beta-gamma.
La subunità alfa con GTP legato si va a legare all’adenilato ciclasi o a canali ionici. Questo è un
meccanismo controllato nel tempo: alfa ha un’attività GTPasica intrinseca: dopo un certo
periodo alfa idrolizza il GTP e torna a legarsi a beta-gamma.
Ci sono diverse isoforme e isotipi di subunità alfa.
Alfa-s: s sta per stimolatoria: stimola l’adenilato ciclasi
Alfa-i: i sta per inibitoria: inibisce l’adenilato ciclasi
Alfa-q: attiva la fosfolipasi C
Alfa-o: inibisce canali del calcio e attiva canali del potassio, ha a che fare con canali
ionici.
Sistemi effettori:
1) Sistema dell’adenilato ciclasi
Ci sono numerose isoforme diverse di adenilato ciclasi. Quando arriva l’ormone, il
neurotrasmettitore o il farmaco, alfa prende contatto con l’adenilato ciclasi
provocandone una modificazione allosterica. L’adenilato ciclasi converte ATP in cAMP
che si lega alla PKA. La PKA è un tetramero composto da due subunità catalitiche e due
regolatorie. cAMP si lega alle subunità R, inducendone un cambio conformazionale che
gli fa perdere affinità per quelle catalitiche che si staccano. L’alfa-i inibisce l’adenilato
ciclasi poiché legandosi, impedisce a questa di convertire ATP a cAMP. Le fosfodiesterasi
scindono il legame che rende la molecola ciclica, quindi deciclizzano (cAMP diventa
AMP). Le PKA fosforilano un gran numero di proteine citosoliche e nucleari controllando
svariate funzioni cellulari. I substrati che vengono fosforilati da questa dipendono dalla
localizzazione dell’enzima che è determinata dall’interazione con vari membri della
(PKA anchoring protein)
famiglia delle AKAP che si legano alle subunità regolatorie del
tetramero inattivo e lo posizionano vicino all’effettore e al substrato da modulare
(promuovono la formazione di complessi multimolecolari formati da vari componenti
della via di segnalazione).
2) Sistema dei fosfoinositidi (fosfolipasi C)
La subunità alfa-q attiva la fosfolipasi C-beta che scinde PIP in IP e DAG. Il DAG è un
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attivatore della protein chinasi C (PKC): il legame del DAG determina la traslocazione
della PKC dal citoplasma alla membrana plasmatica dove cambia conformazione e
diventa attiva. Il recettore dell’IP sta sulla membrana del reticolo endoplasmico che è
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ricco di Ca-ATPasi e calreticuline e calsequestrine. Queste due proteine sequestrano il
calcio (proteine chelanti), se non ci fossero il calcio precipiterebbe. IP fa uscire il calcio
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dal reticolo, se ci si trova in una cellula muscolare, questo comporta la contrazione
muscolare. La fosfolipasi Cγ si attiva invece una volta legata, attraverso i suoi domini
SH2-SH3, al grown factor receptor fosforilato. Esistono altre subunità beta: beta-gamma
nei recettori muscarinici del nodo seno-atriale aprono i canali del potassio,
iperpolarizzando la cellula.
RECETTORI CANALE
l recettore della glicina fa passare cloro, un attivatore del recettore della glicina è la strignina. Il
recettore del GABA è attivato anche dall’alcol. Il curaro è una sostanza che se si lega al
recettore impedisce l’azione dell’acetilcolina (antagonista), fa da tappo per il legame con ACh.
I curari si utilizzano per paralizzare, per l’anestesia. Su stimolazione da curaro, si ha la paralisi
flaccida.
I recettori canali hanno l’apertura legata all’azione del ligando che può essere un farmaco o un
neurotrasmettitore: cambia la conformazione e permette il movimento degli ioni spinti dal
gradiente elettrochimico. Il canale ad un certo punto, anche in presenza del ligando si può
chiudere.
Ioni: Na: è concentrato fuori circa 15 volte di più rispetto all’interno della cellula
K: è concentrato molto di più all’interno
Cl: è molto più concentrato all’esterno che all’interno
A seconda dell’ingresso o dell’uscita di vari ioni, posso avere come risposta depolarizzazione o
iperpolarizzazione della cellula.
Sinapsi eccitatoria: il neurotrasmettitore si lega, fa aprire il canale, entra il sodio e si ha
depolarizzazione. Nella sinapsi inibitoria, il neurotrasmettitore fa sempre aprire il canale, ma
entra il Cl e fa iperpolarizzare la cellula. il neurotrasmettitore viene sempre rilasciato in seguito
ad uno stimolo e, legandosi al recettore, causa depolarizzazione o meno della membrana. Il
recettore del GABA determina iperpolarizzazione, ma questo succede solo nei neuroni maturi.
Si è visto che nei neuroni immaturi o in determinate patologie, per un discorso di trasportatori
(il gradiente è invertito) quindi il Cl fuoriesce e determina depolarizzazione e non
iperpolarizzazione.
Distribuzione tissutale e subcellulare dei recettori canale
Quasi tutti i tipi cellulari possiedono recettori canale, tuttavia essi sono presenti in numero
maggiore nelle cellule nervose. Per una corretta funzionalità sinaptica sono indispensabili
un’alta densità e una precisa localizzazione dei recettori in sede post-sinaptica (muscolo e
SNC). Nei neuroni, inoltre, molti recettori canale sono inseriti nella membrana pre-sinaptica
dove modulano il rilascio di neurotrasmettitore regolando l’attività delle sinapsi.
Classi di recettori canale
Esperimento: si prende l’organo elettrico della torpedine, si omogeneizza, poi si solubilizza
(poichè il recettore è presente nella membrana) si purifica il recettore e si fa correre sul gel di
poliacrilammide. Si fa un’eluizione del peptide da cui si ottengono i frammenti del peptide e si
ottiene la sequenza di aa. A questo punto è possibile inserire l’mRNA in una libreria a cDNA per
poterlo clonare. Questo è stato il primo recettore ad essere purificato e clonato. Si osserva che
è composto da 4 subunità. Facendo esperimenti di
cristallografia e osservazione a
microscopio si vede che il
recettore muscolare è composto
da 5 subunità. I recettori canale
possono essere suddivisi in
diverse classi:
AChR (muscolari e
1. neuronali), serotonina
(5-HT ), GABA (GABA ),
3 A
glicina (Gly-R) (classe
I). Tutti costituiti da 5
subunità su un unico
lungo filamento che
attraversano 4 volte il
piano della membrana (i
quattro segmenti
transmembrana prendono
il nome di M1, M2, M3,
M4). I recettori
appartenenti a questa
classe hanno un’elevata omologia sia strutturale sia funzionale, con una comune
struttura dei domini importanti per definire la topologia delle subunità, il sito di legame
degli agonisti e la struttura del canale ionico. Questi recettori sono composti da un
dominio N-ter extracellulare (dove si trovano 200 aa che formano il sito di legame
all’agonista e un’ansa di 13 aa compresa tra due Cys che forma un loop importante per
la struttura terziaria della subunità), 4 porzioni transmembrana e il dominio C-ter
extracellulare. Si è scoperto che in natura esiste una proteina chiamata Ach-binding
protein; proteina solubile che lega Ach e la sequestra non permettendo che si leghi al
recettore. Questa proteina è molto simile dal punto di vista strutturale al recettore
muscolare e neuronale. Studiando questa proteina si è potuto osservare come
funzionassero i recettori e si capisce che l’Ach interagisce con gli aa all’interfaccia tra la
subunità alfa e beta.
Glutammato (classe II):
2. a questa classe fanno parte i recettori AMPA, NMDA e kainato.
Sono costituiti da 4 subunità che attraversa 3 volte la membrana. Ogni subunità ha una
amino terminal domain,
regione all’N-terminale extracellulare ( ATD), poi si hanno le due
(ligand binding domain, LBD)
regioni s1 e s2 per l’interazione con il glutammato, la
porzione transmembrana (TMD) e una regione C-ter intracellulare. Il dominio
transmembrana contiene tre regioni ad alfa-elica (M1, M3, M4) mentre la regione M2
non attraversa il piano della membr
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