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FARMACOLOGIA

L’esame fa parte di Metodologia clinica infermieristica 2, ed è costituito da 10 quiz a

scelta multipla. IL SISTEMA NERVOSO PERIFERICO:

I neurotrasmettitori classici sono:

acetilcolina

o noradrenalina

o adrenalina

o

I neurotrasmettitori NANC (non adrenergici, non colinergici) sono:

dopamina

o serotonina

o istamina mediatore liberato nelle reazioni allergiche

o GABA principale sistema inibitorio che permette di regolare l’attività

o del sistema eccitatorio (il glutammato è il principale sistema eccitatorio).

GABA= acido gamma amino-butirrico

NO ossido nitrico, mediatore gassoso

o ATP

o neuropeptidi

o

RECETTORI ACCOPPIATI A CANALI IONICI (RECETTORE COLINERGICO

NICOTINICO E GABAERGICO)

Il neurotrasmettitore principale è l’acetilcolina ma normalmente i neuroni sintetizzano

non solo quel

neurotrasmettitore, ne

sintetizzano anche altri e

rilasciano il loro

neurotrasmettitore principale

insieme ad altri permettendo

una regolazione

estremamente fine di quella

che è la trasmissione.

Esistono anche dei recettori

accoppiati a canali ionici o

meglio, sono canali ionici.

L’apertura/chiusura dei canali

è regolata dal fatto che il

recettore (canale) leghi un

trasmettitore.

Quindi il canale è

normalmente chiuso e quando

arriva l’agonista si lega al

canale ed ecco che il canale

permette il passaggio di ioni. Ma come fa il canale ad aprirsi e chiudersi? Il recettore è

costituito da una proteina (costituita a sua volta da amminoacidi), il canale è

normalmente aperto o chiuso per quello ione per il fatto che gli amminoacidi si

dispongono nella proteina in un modo tale da avere in alcune posizioni critiche

aminoacidi con una carica uguale a quella dello ione per il quale il canale è fatto.

Ad esempio, se è un canale per il potassio, il potassio è uno ione a carica positiva

allora succede che in alcuni punti ci sono degli aminoacidi con carica positiva che va

verso il lume del canale.

Se lo ione e gli amminoacidi hanno entrambi carica positiva si respingono e lo ione non

riesce a passare perché viene respinto e quindi il canale risulta chiuso. Quando

l’agonista si lega al recettore provoca un riarrangiamento nella conformazione della

proteina e gli aminoacidi che avevano carica positiva verso l’interno del canale si

muovono in maniera tale da non aver più carica positiva e così gli ioni possono

passare grazie al gradiente di concentrazione ionico.

RECETTORI ACCOPPIATI ALL’ADENILATO CICLASI (RECETTORE ß-

ADRENERGICO E A -ADRENERGICO)

2

Il recettore si accoppia alle proteine G, la proteina G viene attivata dal legame del

recettore dell’agonista e questo

provoca la sua attivazione che a

sua volta provoca attivazione di

un effettore intracellulare.

In questo caso quando

l’adrenalina si lega al recettore

di tipo beta adrenergico provoca

la sintesi di AMP ciclico

all’interno della cellula. Esso è

un segnale di attivazione per

numerosi enzimi e ciò provoca

una risposta.

Quindi: l’adrenalina lega il

recettore beta adrenergico,

questo provoca l’attivazione

della proteina G che provoca

l’attivazione dell’enzima

adenilato ciclasi che trasforma

l’ATP in AMP ciclico.

RECETTORI ACCOPPIATI ALLA FOSFOLIPASI C (RECETTORE A -

1

ADRENERGICO E COLINERGICO MUSCARINICO)

Altri recettori attivano a livello intracellulare delle vie di segnale diverso: viene attivata

la fosfolipasi C. Questo

provoca la sintesi di inositolo

trifosfato (IP3) che serve per

l’attivazione di proteine ed

enzimi. Esso provoca un

massivo rilascio di calcio dal

reticolo endoplasmatico e ciò

porta a una notevole

attivazione cellulare.

I recettori adrenergici si

chiamano alfa adrenergico e

beta adrenergico e sono alfa1

e alfa2, beta1 e beta2.

I recettori dell’acetilcolina si

chiamano muscarinici. I

recettori dell’acetilcolina si

distinguono in nicotinici

come il recettore canale e

muscarinici.

Si chiama nicotinico perché questo recettore risponde a una sostanza che è la

nicotina. Quindi è un recettore dell’acetilcolina stimolato che riconosce come agonista

la nicotina.

Muscarinico vuol dire che viene riconosciuto dall’agonista che è contenuto nel fungo

amanita muscaria.

Quindi il sistema nervoso funziona grazie all’attività combinata di questi

neurotrasmettitori che permettono di regolare eccitazione e inibizione dei sistemi

necessari per essere ciò che siamo.

ORGANIZZAZIONE DEL SISTEMA NERVOSO

AUTONOMO

Il sistema nervoso autonomo è costituito da una

struttura molto importante: il ganglio. Esso è costituito

dai corpi cellulari dei neuroni post gangliari.

Questi neuroni ricevono una innervazione pregangliare

solitamente in partenza dal cervello, nel tronco

encefalico. Qui stimolano i neuroni che stanno all’interno

del ganglio (neuroni post gangliari). Il neurone post

gangliare innerva determinate strutture che vengono da

questo neurone stimolate o inibite.

Quindi il neurone pregangliare a livello dei gangli innerva

il neurone post gangliare che innerva determinate

strutture organo effettore

 ACETILCOLINA

E’ un neurotrasmettitore centrale e periferico.

In periferia è il neurotrasmettitore primario nelle giunzioni neuromuscolari

scheletriche, nel sistema nervoso parasimpatico e nel sistema simpatico pregangliare.

Quando una fibra muscolare riceve acetilcolina si contrae.

I recettori colinergici sono di due tipi principali:

Muscarinici (accoppiati a proteine G)

 Nicotinici (canali del cloro)

Tutti i neuroni pregangliari sono sempre colinergici quindi rilasciano acetilcolina sui

corpi cellulari dei neuroni post gangliari.

COME FA IL SISTEMA NERVOSO A USARE L’ACETILCOLINA?

I neuroni partono dalla colina e

dall’acetil coA e sintetizzano

l’acetilcolina. Essa viene

rapidamente immessa in

vescicole e quando alla

terminazione arriva uno spike

(impulso) nella terminazione

entra calcio perché la cellula si

è depolarizzata e si sono aperti i

canali del calcio. Il calcio

permette la fusione della

vescicole con la membrana

sinaptica. Quando le vescicole

si fondono con la membrana

sinaptica fanno uscire

l’acetilcolina. Questo permette

una trasmissione quantica. Una

volta che la cellula è stata

stimolata ci sono dei sistemi

che permettono di interrompere

questa reazione che sono

costituiti da enzimi presenti nello spazio sinaptico come acetilcolina esterasi che

prende l’acetilcolina e la idrolizza a colina e acetato.

Il neurone si riprende la colina la riassorbe, nel frattempo ha sintetizzato l’acetil coA e

sintetizza acetilcolina che è pronta poi a funzionare nuovamente.

NORADRENALINA (e ADRENALINA)

E’ un neurotrasmettitore centrale e periferico. In periferia è il neurotrasmettitore

primario nel sistema nervoso simpatico (post gangliare).

I recettori adrenergici sono di due tipi principali:

a (alfa; accoppiati a proteine G)

 b (beta; accoppiati a proteine G)

Il neurone parte dalla tirosina, essa viene trasformata in DOPA, da DOPA diventa

dopamina, e la dopamina viene immagazzinata in vescicole.

Se il neurone è dopaminergico la sintesi si ferma qui.

Se il neurone è noradrenergico, all’interno delle vescicole ci sono gli enzimi che

convergono la dopamina in noradrenalina. Se è di tipo adrenergico nelle vescicole ci

sono anche gli enzimi che convergono la noradrenalina in adrenalina.

L’ultima parte della sintesi viene quindi fatta all’interno delle vescicole.

Quando arriva lo spike la vescicola si fonde con la membrana sinaptica, viene liberata

nello spazio sinaptico e stimola i recettori sulla cellula bersaglio che possono essere di

tipo alfa o beta.

L’azione si interrompe poi grazie all’azione dell’enzima COMT che interrompe l’attività

di adrenalina e noradrenalina. I metaboliti che vengono prodotti vengono riassorbiti

dal neurone.

Per essere sicuri che non ci sia neurotrasmettitore disperso nella terminazione

nervosa, c’è un enzima all’interno del citoplasma che distrugge il neurotrasmettitore

che trova libero. L’enzima MAO quindi metabolizza la dopamina, la noradrenalina e

l’adrenalina che si trovano libere nel citoplasma e in questo modo si è sicuri che il

neurotrasmettitore sia solo all’interno delle vescicole garantendo la trasmissione

quantica.

FUNZIONI DEL SISTEMA NERVOSO AUTONOMO

Il sistema nervoso autonomo svolge un ruolo di integrazione di importanza vitale per il

benessere dell’organismo regolando funzioni non soggette al controllo volontario.

In particolare, controlla:

Respirazione (FR)

 Circolazione

 Temperatura

 Metabolismo

 Sudorazione

 Secrezione ghiandolare

SISTEMA NERVOSO PARASIMPATICO

Il neurone colinergico libererà acetilcolina che stimolerà sulle

cellule bersaglio dei recettori di tipo muscarinico.

Quindi:

- acetilcolina

- recettore nicotinico gangliare

- acetilcolina

- recettore muscarinico

Il SNP organizzato per inviare impulsi ben definiti e localizzati.

Implicato nella conservazione dell’energia e della funzionalità

degli organi nei periodi di bassa attività, pertanto:

rallenta la frequenza cardiaca

 diminuisce la pressione arteriosa

 Stimola motilità e secrezione gastrointestinale

 Facilita l’assorbimento delle sostanze nutritive

 Protegge la retina dalla luce eccessiva

 Favorisce le funzioni della vescica

SISTEMA NERVOSO SIMPATICO

Il sistema nervoso simpatico è costituito da un neurone pregangliare di tipo colinergico

che libera acetilcolina su cellule post gangliari che hanno

un recettore colinergico di tipo nicotinico.

Il neurone post gangliare non è più però un neurone

colinergico ma noradrenergico.

Quindi nel SNS: pregangliare colinergico- post gangliare

noradrenergico.

Il post gangliare libera noradrenalina che stimola un

recettore adrenergico che può essere alfa o beta.

La regione midollare (interna) delle ghiandole surrenali è

costituita da cellule che sono neuroni adrenergici cioè

che sintetizzano adrenalina ed essi sono innervati da

neuroni pregangliari di tipo colinergico.

Questi neuroni quando vengono stimolati liberano

adrenalina nel sangue.

Il SNP è organizzato in modo da inviare impulsi generalizzati.

Interviene nell’adattamento all’ambiente e nelle situazioni di stress

(pericolo, rabbia, paura…), pertanto:

aumenta la frequenza cardiaca

 aumenta la pressione arteriosa

 determina vasocostrizione cutanea e splancnica, e

 vasodilatazione muscolare

causa dilatazione della pupilla e dei bronchioli

 Non è essenziale per la vita se il soggetto viene mantenuto in

 un ambiente controllato I CURARI

MIORILASSANTI

I miorilassanti causano una paralisi muscolare reversibile.

Si dividono in BLOCCANTI NEUROMUSCOLARI (CURARI) e MIORILASSANTI DIRETTI.

TESSUTO MUSCOLARE

PLACCA NEUROMUSCOLARE

Quando il motoneurone libera acetilcolina la fibra muscolare si depolarizza

• Il potenziale d’azione muscolare fa viaggiare la depolarizzazione a tutta la fibra

• CURARO

Curaro è un termine generico che indicava vari veleni per

 frecce provenienti dal Sud America.

E' una sostanza impiegata per secoli dagli indigeni del

 bacino amazzonico per uccidere animali selvaggi destinati

all'alimentazione; la morte di questi animali veniva infatti

prodotta dalla paralisi dei muscoli scheletrici senza

pregiudicare la qualità della carne.

Il curaro esposto ai succhi gastrici viene degradato quindi per via

orale non viene assorbito e gli indigeni mangiando la carne di

animali (morti a causa del curaro) non morivano.

Il curaro era però pericoloso quando preparando le frecce l’indigeno

si feriva perché in quel caso moriva.

CURARO IN ANESTESIA

Migliora le condizioni di intubazione oro-tracheale

 Determina miorisoluzione dei muscoli respiratori con conseguente

 possibilità di ventilazione a pressione positiva

Facilita l’accesso chirurgico alla cavità addominale per rilasciamento

 della muscolatura striata della parete addominale

I curari si dividono in:

- CURARI VERI

- CURARI DEPOLARIZZANTI

CURARI VERI

I curari veri agiscono come ANTAGONISTI dell'acetilcolina sulla placca

neuromuscolare e impediscono la contrazione muscolare. Quindi ciò che fanno è

impegnare il recettore dell’acetilcolina a livello della placca neuromuscolare e

impedire all’ acetilcolina di stimolare il recettore stesso. Il muscolo che non viene

stimolato si rilassa.

d-Tubocurarina (non si utilizza) curaro estratto dalle liane, il primo che

 

hanno utilizzato ma poi si è visto che provocava spesso liberazioni

intraoperatorie di istamina che erano ingestibili: il pz accusava crisi ipertensive

violentissime

Pancuronio (Pavulon – emivita 1 ora)

 Atracuronio (Tracrium – emivita 20-30 min)

 Cis-Atracurio (Nimbex)

 Vecuronio (Norcuron – emivita 20-30 min)

 Rocuronio (Esmeron)

 Mivacurio (Mivacron – emivita 10-20 min)

La loro azione può venire antagonizzata somministrando inibitori delle colinesterasi

(neostigmina: Intrastigmina, Prostigmina).

Emivita: tempo in cui la concentrazione plasmatica del farmaco

si dimezza

CURARI DEPOLARIZZANTI

I curari depolarizzanti agiscono come AGONISTI dell'acetilcolina, ma restano

legati al recettore per un tempo relativamente lungo che causa

desensibilizzazione recettoriale. La continua stimolazione del recettore causa

dapprima fascicolazioni e poi paralisi flaccida.

Succinilcolina (chiamata anche suxametonio: Midarine, Myotenlis)

 La durata d'azione della succinilcolina è estremamente breve (2 min. E’ un

 farmaco somministrato in infusione continua.

Un farmaco agonista può indurre una paralisi flaccida perché quando la succinilcolina

si lega a un recettore lo stimola, porta il recettore a funzionare e la fibra muscolare a

contrarsi che non è però quello che voglio. La succinilcolina resta legata al recettore

per un tempo maggiore rispetto all’acetilcolina quindi questo porta a una

sovrastimolazione del recettore e succedono 2 meccanismi:

1. L’eccessivo si sovrastimolazione del recettore nicotinico muscarinico porta a

stancare tutti i meccanismi necessari per far contrarre la cellula

2. La cellula attiva tutte le vie per evitare che il recettore possa funzionare

La succinilcolina che è un agonista del recettore dell’acetilcolina provoca una

sovrastimolazione della contrazione muscolare seguita da paralisi flaccida.

Ma qual è il fenomeno che si osserva quando viene somministrata succinilcolina?

Si può osservare la fascicolazione muscolare: i fasci muscolari si contraggono in

maniera ritmica fino a quando le cellule muscolari si stancano, i recettori si bloccano e

il muscolo si rilassa. In questo momento può essere eseguito l’intervento chirurgico.

C’è però una controindicazione: il muscolo che è andato in paralisi flaccida dopo aver

subito fascicolazione è un muscolo molto dolente al risveglio del pz. Per questo motivo

non viene quasi più utilizzata.

Come ci si prende cura di un pz con paralisi flaccida?

Non viene data succinilcolina perché il pz ha già una paralisi quindi vengono dati

miorilassanti diretti.

MIORILASSANTI DIRETTI

La loro potente azione decontratturante è ottenuta mediante inibizione diretta del

rilascio di Ca2+ dal reticolo sarcoplasmatico delle cellule muscolari.

Dandrolene (Dantrium)

Si somministra nel trattamento della spasticità cronica da sclerosi multipla, ictus,

paralisi spastica ed è farmaco salvavita nell’ipertermia maligna.

TIOCOLCHICOSIDE (MUSCORIL)

E’ un derivato semisintetico in grado di rilassare la muscolatura per azione sui

recettori GABA e glicinergici. Sembra inoltre dotato di azione antiinfiammatoria e

analgesica. Somministrabile per OS e per via parenterale, viene utilizzato nel

trattamento delle lombosciatalgie acute e croniche, delle nevralgie cervico-brachiali,

dei torcicolli ostinati, delle sindromi post-traumatiche, negli esiti spastici di emiparesi,

Parkinson e sindrome neurodislettica.

Tiocolchicoside è un miorilassante disponibile in formulazione orale, iniettabile e

topica. Studi preclinici hanno evidenziato che uno dei metaboliti della

tiocolchicoside (SL59.0955, noto anche come M2 o 3-demetiltiocolchicina)

induce aneuploidia a concentrazioni vicine a quelle osservate nell'uomo con

l'assunzione della dose orale massima raccomandata di 8 mg due volte al giorno.

L'aneuploidia è stata evidenziata come fattore di rischio di teratogenicità,

embriofetotossicità/aborto spontaneo, compromissione della fertilità maschile e come

potenziale fattore di rischio di cancro. Il rischio è maggiore con l'esposizione a lungo

termine.

TOSSINA BOTULINICA (BOTOX)

La tossina botulinica è un polipeptide a catena doppia. La catena pesante consente il

legame della tossina con le proteine degli assoni terminali (recettore proteico SV2). La

catena leggera è una proteasi che attacca una delle proteine (la SNAP-25, la

impedendo il

sintaxina o la sinaptobrevina) della giunzione neuromuscolare,

rilascio di acetilcolina dalle vescicole e causando paralisi flaccida .

USI CLINICI:

Utilizzata per il trattamento della spasticità, sia nell'adulto sia nel bambino;

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Scienze mediche MED/45 Scienze infermieristiche generali, cliniche e pediatriche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sarybaruta di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologia clinica infermieristica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Torsello Antonio.
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