FARMACI CONTRO LA LEBBRA
I farmaci di prima scelta sono il DAPSONE + RIFAMPICINA + CLOFAZIMINA
SULFONI (dapsone)
MECCANISMO D’AZIONE
Batteriostatico, sulfamidico simile, analogo dell’acido paraamminobenzoico, inibitore della
diidropteroatosintetasi. Antagonizzati dal PABA.
RESISTENZA AL FARMACO
In monoterapia insorge rapidamente
FARMACOCINETICA
Dapsone. Rapidamente e totalmente assorbito per os, legame proteine 70%.
Emivita: 20-30 h.
Acetilato dal fegato (stesso discorso dell’isoniazide) ed escreto con le urine per il 70-80%.
Ottima distribuzione, con possibilità di accumulo a livello cutaneo e muscolare.
USI TERAPEUTICI: lebbra somministrazione per tempi lunghissimi progressivo aumento del
dosaggio.
EFFETTI COLLATERALI
Anemia emolitica (se si ha deficit G6PDH) e aumento della metemoglobina (deficit metemoglobina
redattasi NADH dipendente).
Esiste poi una sindrome che comprende una dermatite esfoliativa, febbre alta e una linfomonocitosi
relativa tipo mononucleosi (la "sindrome da sulfone").
RIFAMPICINA
Vedi terapia della TBC
CLOFAZIMINA
CHIMICA
Colorante fenazinico.
MECCANISMO D’AZIONE
Probabilmente lega DNA ricco di CG.
SPETTRO D’AZIONE
M. intracellulare M. ulcerans M. leprae
FARMACOCINETICA
L’assorbimento del farmaco attraverso l’intestino è variabile e la sua eliminazione avviene
soprattutto con le feci.
Si deposita abbondantemente nel tessuto reticolo endoteliale.
Emivita: 2 mesi
Assorbita per os si accumula nei tessuti
USI TERAPEUTICI: ulcera del Buruli. Lebbra, attiva su ceppi dapsone resistenti
EFFETTI COLLATERALI
Colorazione rossa della cute enterite eosinofila
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Farmacologia e tossicologia - schema sui farmaci attivi sull'utero
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