ESTROGENI
CHIMICA
Ormoni a 18 atomi di carbonio che possono esser a struttura steroidea o non steroidea (es
Dietilstilbestrolo).
La sintesi degli E è catalizzata dall'aromatasi, un enzima appartenente alla superfamiglia del
citocromo P450, che agisce sull'anello C19 degli androgeni per formare l'anello fenolico A
caratteristico degli E.
Gruppo etinilico in C17 inibisce il metabolismo epatico di primo passaggio.
Sono rappresentati da estradiolo E2 estrone E1 e estriolo.
La produzione avviene a livello dell’ovaio a partire da precursori androgenici (testosterone e
androstenedione) nelle cellule della granulosa ricche di enzimi ad attività aromatasica.
FARMACODINAMICA
2 isoforme del recettore:
α fegato
β apparato gastro intestinale
α e β app. urogenitale, cardiovasc., mammella, SNC.
ERE: elementi responsivi agli estrogeni.
HSP legano i recettori quando non sono legati agli estrogeni.
• Effetti rapidi non genomici da aumentata captazione del calcio da parte delle cellule della
granulosa (con conseguente attivazione delle MAP kinasi) e aumento del flusso ematico
uterino.
MECCANISMO DI AZIONE
prevede differenti vie di segnalazione
1. Una via genomica classica che implica l'attivazione di geni bersaglio
Nella via classica, il legame degli E ai propri recettori citosolici/nucleari (ERs) determina
il rilascio delle heat shock proteins legate che mantengono il recettore inattivo e
dimerizzazione del recettore.
Quindi il complesso ER-ligando migra nel nucleo dove lega particolari attivatori o
repressori e interagisce con specifiche sequenze di DNA modulando infine la trascrizione di
geni bersaglio.
2. Una via non genomica che si esplica sulla modulazione rapida di secondi messaggeri
intracellulari senza sintesi proteica
3. Via che conduce ad effetti rapidi
Recentemente sono stati identificati recettori per gli estrogeni legati alla membrana
plasmatica che, Quando vengono attivati, danno origine ad una
cascata di eventi intracellulari ( attivazione della PKC e PKA) che possono alterare le
risposte metaboliche della cellula arrivando fino a regolare l’espressione genica.
EFFETTI DEGLI ESTROGENI
• Influenzano l’umore
• Azione protettiva sul SNC
• Riduzione della pressione intraoculare
• Vasodilatazione arteriosa
• Crescita e prolif. della ghiandola mammaria
• Effetto cardio protettivo
• Aumento delle proteine epatiche (recettori lipoproteine e fattori della coagulazione)
• Ritenzione idrica e salina (fisiologicamente nella prima metà del ciclo)
• Lievi effetti anabolici
FARMACOCINETICA
Struttura lipofila facilita l’assorbimento.
Per os etinil-estradiolo (metabolismo epatico di primo passaggio minore), oppure estrogeni
coniugati o esterificati.
Somministrazione transdermica presenta alcuni vantaggi: minori effetti sul fegato, aggiramento
del metabolismo di primo passaggio, concentrazioni ematiche più stabili, quindi riduzione delle
patologie biliari e dell’aumento dei trigliceridi ma anche dell’effetto favorevole sul quadro
lipoproteico.
Rapida biotrasformazione epatica con emivita misurabile in minuti.
L’assorbimento attraverso pelle e mucose permette l’uso di cerotti transdermici e l’uso topico
vaginale con ovuli,.
Legati all’albumina e ad altre globuline.
Escreti con le urine sottoforma di metaboliti glucuronati e solfatati.
USI TERAPEUTICI
1. In associazione a progestinici per contraccezione orale (etinilestradiolo).
2. Terapia ormonale della menopausa (in questo caso si usano estrogeni coniugati)
3. malattie cardiovascolari (associati ad un progestinico in postmenopausa riducono il rischio
di cancro del colon di circa la metà).
Per donne non isterectomizzate si usano in associazione a progestinici per evitare cancro
dell’endometrio uterino.
4. Terapia estrogenica in caso di mancato sviluppo ovarico (esempio sindrome di Turner)
aumentano la velocità dell’accrescimento osseo e accelerano la pubertà ma saldano i dischi
epifisari.
EFFETTI COLLATERALI
Possibili azioni cancerogene
Carcinoma dell’endometrio aumenta di circa 5-15 volte se non associati a progestinici in
menopausa.
Adenocarcinoma vaginale e cervicale di donne nate da madri che hanno assunto estrogeni nel primo
trimestre di gravidanza.
Mammella: aumenta il rischio con uso di estrogeni e progestinici si suppone però che il maggior
responsabile sia il medrossi
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