Farmacodinamica
È la disciplina che studia l’azione dei farmaci nei sistemi biologici. Gli effetti di un farmaco originano dalla sua interazione specifica e reversibile con un recettore. Questa interazione modifica i processi biochimici ai quali partecipa il recettore nella direzione di una loro stimolazione o inibizione.
Concetto di recettore
Appartengono alle seguenti categorie di macromolecole:
- Enzimi
- Carrier, canali ionici e pompe ioniche
- Recettori propriamente detti: proteine intrinseche della membrana cellulare o localizzate nel citosol
- DNA genomico
- RNA ribosomiale
Non tutti i farmaci svolgono la loro azione agendo su un recettore (antiacidi).
Caratteristiche dell’azione farmacologica
La variazione indotta dal farmaco può essere di due tipi: stimolante o inibitoria (aumento o riduzione dell’attività funzionale del recettore). Si dice monofasica se l’azione è sviluppata in un unico senso. Si dice bifasica se prima è di un tipo e poi di un altro in maniera dipendente dall’aumento della dose.
Definizioni
La sostanza che attiva il recettore viene chiamata ligando. Un agonista è un farmaco che, legandosi ad un recettore, ne modifica la percentuale presente in uno stato attivo generando una risposta biologica, opposto nel caso di un antagonista.
Specificità del legame farmaco-recettore
Complementarità tra farmaco e recettore (chiave-serratura). Minore è la potenza di un farmaco, maggiore è la dose che bisogna somministrare per ottenere un effetto ed è più probabile l’interazione con altri siti diversi dal principale (effetti collaterali), quindi all’aumentare della concentrazione diminuisce la specificità. Il legame farmaco-recettore deve essere labile; avvenuto il legame, il farmaco esplica la sua azione e poi si stacca. Il legame può essere anche irreversibile (anticolinergici).
Teoria occupazionale
L’entità dell’effetto prodotto da un farmaco è proporzionale al numero di recettori occupati e l’effetto massimo si produce quando tutti i recettori sono occupati.
Inibizione enzimatica
Può essere di tipo competitivo e non competitivo. Nella prima (detta anche sormontabile), substrato e inibitore competono per lo stesso sito catalitico. Dopo aver occupato il sito catalitico, l’inibitore può dissociarsi dall’enzima immodificato o essere trasformato in un prodotto spurio, ovvero privo di funzionalità (superata aumentata la quantità di substrato endogeno).